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X-Files (3×17) Il Persuasore memetico (X-Lucius)

06 Lug

La nostra amica Vasquez è leggerissimamente appassionata della serie TV “The X-Files” e, scherzando con lei, ho fatto un commento frizzante di troppo sulla celebre serie – che notoriamente non ho mai amato – e per pagare pegno ho accettato di vedere alcuni episodi particolarmente “pseudobiblici”, scoprendo tali e tante chicche che devo per forza lanciare la rubrica “The X-Lucius“!

Ecco, a puntate, i “casi X” che Vasquez mi ha sottoposto.


“Il persuasore”
(3×17, 23 febbraio 1996
In Italia: 27 ottobre 1996)

Robert Patrick Modell (ma pensa, nel 1996 citano quel Robert Patrick che sarebbe arrivato a guidare la serie nel 2000!) è l’uomo che persuadeva la gente grazie a poteri mentali che non trovano una spiegazione proprio proprio convincente, essendo alla fine spiegati con robe masticate a denti stretti, ma la grande idea vincente dello sceneggiatore Vince Gilligan è quella per cui Modell usa i suoi poteri mediante la parola.
In realtà a un certo punto li usa pure senza parlare, quindi non si capisce perché all’inizio invece abbia bisogno di parole complesse, ma ho capito che con questa serie televisiva non devo farmi domande.

Morell, l’uomo che “spingeva” la gente

La parola, dicevo, serve a Modell il persuasore (pusher, “spingitore”) per manipolare la mente delle sue vittime, facendo loro credere cose inesistenti, modificando ciò che vedono, spingendole a comportamenti che non adotterebbero mai spontaneamente e via dicendo. L’agente Mulder si convince subito di questi poteri, mentre ovviamente la collega Scully è scettica e così i due posso battibeccare fino alla fine. Ma è ovvio che ha ragione Scully.
Come giustamente l’agente fa notare, il mondo della pubblicità da sempre usa parole per spingere le persone a comportamenti indotti, a non vedere i difetti dei prodotti o a scegliere un marchio invece di un altro, ma c’è una sottigliezza ancora maggiore.

Oggi purtroppo il termine “meme” viene usato per le immaginine comiche della Rete – e peggio ancora alcuni tubari lo chiamano al femminile, “la meme” – ma all’epoca di questo episodio la geniale intuizione di Richard Dawkins era di scottante attualità nel mondo anglofono, mentre in Italia era nota solo ai lettori dei saggi di Dawkins stesso. (Di come nel 1999 trovai con sommo gaudio in libreria il mio primo libro “indipendente” sui memi ho già raccontato.)

La faccio cortissima, ma esiste un’affascinante ipotesi per cui sia stato il linguaggio a trasformare quelle scimmie di qualche milione di anni fa in ciò che noi oggi chiamiamo Homo sapiens: non un linguaggio basico come quello di molte specie animali, ma quell’infinita cattedrale di complessità barocca che è il linguaggio umano, creato dai memi che ci comandano in modo da garantire un’autoreplicazione ai corpi umani che usano per la loro sopravvivenza. Dài, scherzo, ma mi è piaciuto riprendere un’intrigantissima provocazione di Dawkins: come i corpi dei viventi sono le macchine che i geni usano per la loro duplicazione, allo stesso modo il linguaggio umano è quello che usano i memi.

L’entusiasmo degli anni Novanta per il meme – che sta all’evoluzione umana come il gene sta all’evoluzione genetica – porterà Tony Burgess a scrivere Pontypool Changes Everything (1998) da cui il relativo fottuto capolavoro filmico Pontypool (2008) con uno Stephen McHattie in stato di grazia: cosa può fare un conduttore radiofonico quando scopre che le parole iniziano a provocare un’apocalisse zombie? Quando cioè scopre che le parole di una precisa lingua “contagiano” in forma molto più veloce del solito, annullando la volontà di chi ascolta quelle parole?

Quello che sin dagli anni Settanta Dawkins chiamò “contagio memetico” avviene da sempre, nella razza umana, sin da quando è nato il linguaggio: infettarsi con materiale genetico di qualcun altro è un processo lungo e dai risultati incerti, infettarsi con la parola di qualcun altro è rapido e inesorabile. Non stupisce che, secoli prima che la scrittura prendesse piede, il Dio biblico creasse con la parola. («E Dio disse…»)

Della “parola creatrice” ho già parlato a lungo, ma mi piace far notare come in questo episodio di “X-Files” il persuasore usi parole apparentemente senza senso ma snocciolate a mo’ di mantra, perché nelle culture orientali la ripetizione di determinate parole poteva avere effetti concreti sulla realtà, o almeno così si pensava.
Mentre in Occidente si temevano le maledizioni (cioè “dire qualcosa di male”, partendo dal presupposto che il dire in sé agisca sul reale) in Oriente religiosi e mistici ripetevano all’infinito parole: lo facevano anche i ninja, convinti che questo desse maggior potere ai loro corpi… Aspetta, ma perché ora cito i ninja? Perché in questo episodio c’è di tutto!

«Ronin. It’s a samurai without a master. You never saw “Yojimbo”?»

Al persuasore piace lasciare indizi per l’agente Mulder, così su un luogo del delitto ha usato del sangue – plausibilmente di una sua vittima – per scrivere “Ronin”, che nessuno capisce tranne Mulder, che è uno sveglio.
Come si vede nella frase originale pronunciata dall’attore, abbiamo un delizioso richiamo al classico La sfida del samurai (1961), per fortuna all’epoca John Frankenheimer non ha ancora fatto danni con Ronin (1998), in cui Robert De Niro prenderà il posto di Mifune nell’immaginario di tutti gli spettatori, che dimenticheranno un capolavoro in favore di una robbetta hollywoodiana superficiale.

Yojimbo è piaciuto tanto agli italiani…

Purtroppo però il doppiaggio italiano decide che gli spettatori nostrani non siano così ferrati nell’opera di Akira Kurosawa, che la pessima distribuzione italiana in effetti ha reso all’epoca pressoché inedito quel film – salvato dalla MHE nel nuovo millennio con un’edizione DVD – oppure il direttore del doppiaggio era il primo a non conoscerlo, fatto sta che questa frase viene totalmente stravolta:

«Ròu-nìn. È un samurai senza padrone. Come, non conosci i guerrieri ninja?»

Che cacchio c’entrano i ninja con i samurai e i ronin? Probabilmente il direttore del doppiaggio riteneva che i ninja fossero una figura molto più nota al grande pubblico, e in fondo nella scena successiva vediamo Mulder documentarsi su una rivista dal gusto davvero poco raffinato… ma tanto ninja!

Non ho trovato prove che esista davvero una rivista chiamata “American Ronin“, il cui titolo magari strizza l’occhio al recente film American Ninja 5 (1993) o addirittura ad American Samurai (1992), ma semplicemente credo sia un gioco per riferirsi alle tante riviste del tipo “Soldato di Ventura”, dove inserzionisti più o meno seri scrivono annunci del titolo “Ammazzo la gente a prezzi modici, chiamare ore pasti”. Infatti è così che beccano il persuasore, che si presenta come uno che “risolve problemi”, tipo Mr. Wolf in Pulp Fiction (1994).

Quando Mulder e Scully si precipitano a casa del persuasore, questi ovviamente non c’è ma ha lasciato una bella citazione in vista: una TV accesa con gli occhi spiritati di John Barrymore in “Svengali” (1931) di Archie Mayo, uno dei tanti adattamenti del romanzo Trilby (1894) di George Du Maurier, autore cancellato dall’editoria italiana una volta finito il Ventennio fascista (chissà perché): Trilby risulta uscito in lingua italiana nel 1897 (tradotto da Nelia Fabretto) e nel 1944 (tradotto da Vinicio Marinucci), poi il bando totale. Dopo un’uscita nel 1932, anche il film è velocemente scomparso dall’Italia: al massimo nel 1988 la Rai ha mandato il remake con Peter O’Toole, ribattezzandolo Il professore e la ragazza, subito scomparso pure quello.

«Abbandònati a me, libera la tua mente e lasciati andare: tu sei in mio potere.»

Grazie al doppiaggio italiano, possiamo sentire una frase da un film perduto nel nostro Paese.

Faccio un salto indietro, all’inizio dell’episodio, quando lo “spingitore” è al supermercato e sfoglia una copia della rivista “World Weekly Informer“, anch’essa finta ma che – come “American Ronin” – tornerà nella serie: mi lascio il “gancio” per futuri post.

In copertina si vede un disegno raffigurante il Flukeman, creatura protagonista dell’episodio 2×02 (23 settembre 1994)

La cosa però più divertente è la “notizia da prima pagina” riportata in altro a destra della copertina:

«Ragazza cresciuta da scoiattoli per quindici anni viene trovata nel parco ad elemosinare arachidi.»

Applausi per l’inventore dello “strillo”, degno del miglior rotocalco sulla piazza, e X-Files.fandom.com mi informa che nella fotina c’è ritratto l’attrezzista di scena Ken Hawryliw nel giorno del suo compleanno, accanto ad una spogliarellista.

Infine, scopro che lo sceneggiatore Vince Gilligan dieci anni dopo creerà il fenomeno “Breaking Bad” (2008), diventato di culto tanto che degli appassionati sono andati a studiarsi la carriera dell’autore per vedere se per caso abbia lasciato delle tracce anticipatorie in giro: uno di questi fan suggerisce che la trovata per cui il persuasore sia malato di cancro – da cui i suoi poteri (!) – sia una chiara anticipazione di “Breaking Bad”. Lascio la questione ai relativi fan.

Ringrazio Vasquez per il contagio memetico e ricordo che l’amico SamSimon ha recensito questo episodio.

L.

da “La Stampa” del 27 ottobre 1996

– Ultime X indagini:

 
38 commenti

Pubblicato da su luglio 6, 2021 in Indagini

 

Tag:

38 risposte a “X-Files (3×17) Il Persuasore memetico (X-Lucius)

  1. Cassidy

    luglio 6, 2021 at 8:41 am

    Se affronti le serie che non ti piacciono così, fornendo tutti questi spunti, a me va benissimo, anche perché faccio parte della squadra di Vasquez, cresciuto con “X-Files”, mi piace anche il banner a tema 😉 Cheers!

    Piace a 3 people

     
    • Lucius Etruscus

      luglio 6, 2021 at 8:46 am

      Con gli episodi selezionati e scelti da Vasquez si vince facile, pieni come sono di libri falsi, riviste false, racconti, fumetti e via dicendo ^_^

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  2. Evit

    luglio 6, 2021 at 8:49 am

    Lucius che si guarda un episodio di X-Files! Ti vuole proprio bene, Vasquez.

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    • Lucius Etruscus

      luglio 6, 2021 at 8:51 am

      Non le sono bastati tutti gli episodi che ho recensito in varie occasioni, ma almeno mi ha selezionato quelli più “pseudobiblici”, e finora devo anche dire che è stata una visione divertente, anche se solo “per studio”: non vedrei mai la serie per piacere 😛

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      • Evit

        luglio 6, 2021 at 8:57 am

        Per studio 😄😄. Bene, bene.
        Una volta che (ri)passarono in TV me li rividi tutti per farmi una guida rapida molto personale su quali saltare e quali potevano essere rivisti. Questa era la mia scusa per rivederli tutti 😏

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      • Lucius Etruscus

        luglio 6, 2021 at 9:05 am

        Ci sono episodi che mi hanno provocato danni intestinali, quindi ci vado molto cauto con una serie che ho sempre profondamente detestato, ma se ci sono argomenti pseudobiblici la curiosità supera l’allergia 😀

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      • Evit

        luglio 6, 2021 at 9:07 am

        Un giorno ti leggerò la mia guida semicomica

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    • Vasquez

      luglio 6, 2021 at 9:22 am

      @Evit
      Tu non puoi immaginare a cosa ha paragonato X-Files! Sì, sì, era solo per illustrare un concetto, però intanto l’ha detto, l’ha!
      Solo che ho idea che si sia divertito un po’ troppo, devo trovare qualcos’altro…

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      • Lucius Etruscus

        luglio 6, 2021 at 9:24 am

        ahahha vorrei però spezzare una lancia a favore di Roberto Giacobbo, visto da migliaia di spettatori da decenni, proprio come X-Files! ^_^

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      • Vasquez

        luglio 6, 2021 at 9:36 am

        Forse forse allora potresti recensire qualche episodio Voyager, che ne pensi? 😛

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      • Lucius Etruscus

        luglio 6, 2021 at 9:37 am

        Di sicuro riderei molto di più 😀
        In effetti dovrei avere da parte la puntata dedicata al Manoscritto di Voynich: pura comicità!

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      • Vasquez

        luglio 6, 2021 at 9:41 am

        Andata!

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      • Evit

        luglio 6, 2021 at 9:25 am

        😄😄

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  3. Vasquez

    luglio 6, 2021 at 9:18 am

    Non so se Vince Gilligan aveva già in sé il seme di Breaking Bad mentre scriveva per X-Files, di certo da qui si portò dietro Bryan Cranston grazie all’ottima prova fornita nell’episodio 6×02 “La corsa”, un misto di bastardaggine e disperazione in un episodio che cita spudoratamente “Speed” e – che ve lo dico a fa’? – che è uno dei miei preferiti.

    Oh io, come credo tutti gli X-Fan, avevo notato solo il flukeman sulla rivista, ci voleva “Marlowe” per scoprire tutto il resto.
    “La verità è la fuori, però è sbagliata” è geniale 😁

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    • Lucius Etruscus

      luglio 6, 2021 at 9:21 am

      Per Quèlo la verità è dentro di noi, per X-Files invece è là fuori: in entrambi i casi, però, è sbagliata 😀
      Ci sono episodi che non siano tuoi preferiti???? Per ora mi limito a quelli pseudobiblici, poi magari seguirò altri tuoi consigli 😛

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      • cinziablackgore

        luglio 6, 2021 at 10:16 PM

        Scusa se ti correggo ma Quelo non diceva che era la risposta dentro di noi che era sbagliata…?Fosse stata la verità come poteva sbagliare? Era un dio così saggio anche se era solo un pezzo di legno…😅

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      • Lucius Etruscus

        luglio 6, 2021 at 10:18 PM

        Mi sono permesso di estendere la Sua parola: spero che Quèlo non se ne abbia a male 😀

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      • cinziablackgore

        luglio 6, 2021 at 10:22 PM

        Non credo proprio potrebbe aversene a male, è troppo buono! Mi ricordo che avrei voluto il Quelo autentico, lo promettevano a chi chiamava in trasmissione per fare importanti domande esistenziali al suo profeta…

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      • Lucius Etruscus

        luglio 6, 2021 at 10:27 PM

        Per un certo periodo ho avuto una riproduzione artigianale in miniatura appesa in auto, che mi proteggeva durante la guida ^_^

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      • cinziablackgore

        luglio 6, 2021 at 10:30 PM

        Che idea! 😃

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  4. Sam Simon

    luglio 6, 2021 at 10:18 am

    Anche io totalmente nella squadra di Vasquez, non c’è nemmeno bisogno di dirlo: cresciuto con The X-Files e adesso felicissimo di godermela in Bluray e in rigorosa visione cronologica!

    È una serie piena di spunti, quasi tutti gli episodi si basavano su fatti di cronaca, o misteri effettivamente esistenti, o eventi socio-politici del tempo… super interessante! :–)

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    • Lucius Etruscus

      luglio 6, 2021 at 10:23 am

      Sicuramente non mancano gli “avvistamenti”, ma preferisco i giochi letterari, come le riviste inventate 😛

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      • Sam Simon

        luglio 6, 2021 at 10:27 am

        Quella con il Flukeman è leggendaria, effettivamente! :–D

        (by the way, grazie per il link alle recensioni sul blog!)

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      • Lucius Etruscus

        luglio 6, 2021 at 10:30 am

        Mi spiace che sono partito alto, dalla terza, mentre sei ancora alla seconda: quando arriverai ti linkerò con più precisione 😉

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      • Sam Simon

        luglio 6, 2021 at 10:37 am

        Piano piano… :–)

        In realtà sono io che arrivo tardi di qualche decina d’anni! X–D

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      • Vasquez

        luglio 6, 2021 at 2:14 PM

        L’importante è arrivare, anche perché in rete non se ne trovano di recensioni sistematiche e accurate (e appassionate!) come le tue, che leggo sempre volentieri. E che mi avrebbero fatto molto comodo ai tempi quando cercavo di racimolare tutte le informazioni possibili sulla serie 😉
        A ripensarci adesso sembra un’epoca anteriore a quella dei dinosauri…

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      • Lucius Etruscus

        luglio 6, 2021 at 2:21 PM

        Oggi qualsiasi universo narrativo ha la sua wiki, con orde di fan che spintonano per inserire la chicca che hanno trovato in ogni episodio. Tipo all’epoca di “Lost” quando nei forum trovavi quello che diceva “se mettete pausa sullo squalo vedrete che ha il loro della compagnia sulla pinna”, ma va’… e poi era vero! 😀
        Negli anni Ottanta e Novanta sarebbe stato bello avere accesso a questi bacini di informazioni, o vedere una serie insieme al suo recensore, come è capitato a me che l’anno scorso ho visto Star Trek Voyager quasi insieme a Sam Simon 😛

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      • Sam Simon

        luglio 6, 2021 at 6:02 PM

        Ahahah! Ricordo negli anni Novanta arrivavano delle leggende urbane su The X-Files, qualche pagina su riviste di tv o cinema a caso… era difficilissimo racimolare informazioni! Ora scrivo con tutto internet a mia disposizione, più ho un libro dell’epoca sulle prime due stagioni pieno di approfondimenti, i commentari ad alcuni episodi nei Bluray… un altro pianeta!

        Grazie dei complimenti, comunque! :–D

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  5. Il Moro

    luglio 6, 2021 at 11:08 am

    E meno male che X-Files non ti piace, se ogni volta che lo vedi fai un articolo di questo livello non so cosa potresti fare se ti piacesse!

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    • Lucius Etruscus

      luglio 6, 2021 at 11:13 am

      Se gli episodi sono tutti così pieni di spunti a me cari di sicuro usciranno fuori post ricchi, ma devo essere guidato verso quelli più chiccosi.

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  6. Madame Verdurin

    luglio 7, 2021 at 11:00 am

    La stessa rivista che i Men in Black usano per trovare gli alieni nascosti!
    Dai, come imposizione ti poteva andare molto molto peggio…

    Piace a 1 persona

     

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