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X-Files (4×13) Il tatuaggio (X-Lucius)

29 Nov

La nostra amica Vasquez è leggerissimamente appassionata della serie TV “The X-Files” e, scherzando con lei, ho fatto un commento frizzante di troppo sulla celebre serie – che notoriamente non ho mai amato – e per pagare pegno ho accettato di vedere alcuni episodi particolarmente “pseudobiblici”, scoprendo tali e tante chicche che devo per forza lanciare la rubrica “The X-Lucius“!

Ecco, a puntate, i “casi X” che Vasquez mi ha sottoposto.


“Il tatuaggio”
(4×13, 2 febbraio 1997
In Italia: 18 maggio 1997)

Due capisaldi della serie come Glen Morgan e James “Final Destination” Wong si divertono a creare quella che considero una libera e deliziosa reinterpretazione del celebre poema Il Corvo (1845) di Edgar Allan Poe: non ho trovato conferma nei siti dei fan e la cosa mi ha stupito, magari è un collegamento balzano ma mi piace pensare che esista.

Nell’opera di Poe un uomo sente una voce provenire da qualcosa di non parlante, nel suo caso un corvo, che ripete nevermore (“mai più”), mentre in questo episodio un uomo sente una voce provenire da qualcosa di non parlante, nel suo caso un tatuaggio, che porta scritto never again (“mai più”): sarà un’idea solo mia, ma dietro ci sento gli sghignazzi dei due autori, che si danno spallate ripetendo «Un altro po’ di Poe, dài, un altro po’ di Poe».

«Lasciam l’anima calmarsi, poi scrutiam questo mistero! / Sarà un tatuaggio e nulla più!»

Il protagonista si ritrova sul braccio un tatuaggio speciale, fatto con un inchiostro “speciale”, che lo sta facendo impazzire perché gli parla… con la voce di Jodie Foster! Pare che l’attrice sia una grande appassionata della serie, nonché amica di Randy Stone, quello che alla Fox Television cura le scelte degli attori e infatti nel 1993 per il ruolo di Scully cercava “una alla Jodie Foster”.

Per fortuna il doppiaggio italiano ha l’idea giusta e chiama Laura Boccanera, storica voce di Jodie sin dagli anni Ottanta. Curiosamente la doppiatrice di lì a poco curerà Jodie nel suo Contact (1997): un’ora prima di iniziare a girare quel film l’attrice americana era andata a incidere la sua “parte satanica” per l’episodio di “X-Files”.

Ogni somiglianza pare sia assolutamente voluta

Se il miglior doppiaggio del mondo ha superato la prova del tatuaggio parlante, si ritrova in grave difficoltà all’inizio dell’episodio. Qui Scully è particolarmente stranita, e l’acidume di Mulder non aiuta certo il loro rapporto, che in questo episodio è particolarmente teso. Dopo che Mulder ha esposto il “caso”, Scully sbriga tutto con il fatto che il loro testimone si è limitato a ricopiare una vecchia storia di fantasia. E qui arriva il guaio.

Come abbiamo già visto, il doppiaggio italiano di questa serie parte dal presupposto che il pubblico di Italia1 sia di un’ignoranza enciclopedica, a malapena conosca gran parte della lingua italiana quindi la parola d’ordine sembra essere: semplificare tutto fino alla pazzia. Quando Scully si mette a citare “Rocky & Bullwinkle Show” l’affare si ingrossa.

Io nei primi anni Novanta ero un affezionatissimo spettatore di Italia1 ma questo non vuol dire che non conoscessi i canali locali, quelli che avevano sempre trasmesso i cartoni animati del castorino e dell’alce (Oddio, Rocky è un castorino? Boh), ma certo su Italia1 non credo sia mai andato in onda, quindi i doppiatori hanno temuto che il pubblico dell’emittente ignorasse l’esistenza di quel cartone animato. Quando poi soli tre anni dopo esce al cinema Le avventure di Rocky e Bullwinkle (2000) con Robert De Niro (che vergogna), tutti a strapparsi i vestiti dall’entusiasmo: forse non era un cartone così ignoto come i doppiatori di Italia1 credevano.

Il “mistero misterioso” non coinvolge solo la differenza tra versione italiana e originale, ma anche i sottotitoli. Troppo pigri per creare veri sottotitoli, i distributori italiani in genere si limitano a tradurre i sottotitoli inglesi, dimenticandosi che i doppiatori italiani cambiano la gran parte del testo, per esigenze di labiale, di cultura e di cacchi loro. Quindi i primi cinque minuti di questo episodio sono un capolavoro: Scully in italiano dice una cosa, ma i sottotitoli italiani ne dicono un’altra! Semplicemente perché i sottotitoli dicono il testo giusto, non il rimaneggiamento del miglior doppiaggio del mondo.

Scully dice Pippo e Topolino, ma i sottotitoli non son od’accordo

Ecco cos’ha detto Scully in italiano quel maggio 1997 in cui l’episodio è stato trasmesso per la prima volta da Italia1:

SCULLY: Il tuo premuroso ingegnere sovietico dev’essere un avido divoratore di fumetti. Se la memoria non mi inganna, la storia che ci ha raccontato è il fedele riassunto di un’avventura di Pippo e Topolino.

MULDER: Lasciami indovinare: scommetto che da piccola avevi la collezione completa.

SCULLY: Pippo e Topolino sono in cerca di una miniera di berilione, Gambadilegno altera alcuni segnali stradali indirizzandoli verso una base militare di massima segretezza, dove vengono prelevati da una macchina senza finestrini e maniglie alle portiere e assistono a una serie di silenziose esplosioni provocate da un composto chiamato zitto-boom.

MULDER: È per queste piccole analogie con un’avventura di Disney che rifiuti l’incarico?

Ecco invece i sottotitoli italiani del dialogo, come li riporta Disney+, i quali traducono fedelmente il testo originale:

SCULLY: Il tuo contatto, interessante da un punto di vista fantascientifico, ti ha semplicemente raccontato, e anche senza troppe modifiche, un episodio di Rocky and Bullwinkle.

MULDER: “Sim sala bim, gli spiriti stanno a parlare”?

SCULLY: Rocky e Bullwinkle cercano una miniera di upsidasio, Boris Badenov sposta i segnali stradali e finiscono in una base militare segreta dove li fanno salire su un’auto senza finestrini né maniglie e si verificano esplosioni silenziose in una zona chiamata Hushaboom.

MULDER: Vuoi rifiutare un incarico basato sulle avventure di un cartone animato?

L’italiano di questi sottotitoli è un po’ traballante, sospetto l’intervento di qualche automatismo, ma il concetto è chiaro: usare personaggi sicuramente noti per sostituire altri con cui lo spettatore medio poteva non avere familiarità. Eppure eravamo in tanti a seguire la mitica Sonia su SuperTRE (Odeon)!

Una delle tante emozioni giovanili regalate da SuperTRE

Da notare che Scully non sta buttando lì frasi a caso, la Upsidaisium Saga è un noto lungo arco narrativo della serie animata, sviluppato tra il 1960 e il 1961, quindi è abbastanza famoso perché gli spettatori di “X-Files” – avidi di cultura popolare – abbiano colto i riferimenti.

A peggiorare il rapporto fra i due agenti, almeno in questo episodio, arriva quell’intervento di Mulder, cambiato in italiano e stravolto nei sottotitoli: «Eenie, meenie, chili beanie, the spirits are about to speak» è la filastrocca con cui si apre ogni episodio della citata serie animata, la cui sigla italiana è stata salvata da un Santo Pirata di YouTube: la trovate in fondo al post.

Perché d’un tratto c’è tutta questa tensione tra Scully e Mulder? Vado a trovare il mio amico Andy Meisler, autore della guida ufficiale alla quarta stagione intitolata “I Want to Believe” (1998), il quale riporta addirittura una dichiarazione dell’attrice Gillian Anderson: da dove arrivi, però, non è detto. Forse l’ha rilasciata a Meisler stesso.

«Pensai fosse una buona idea. Personalmente stavo vivendo un periodo molto buio, all’epoca, e volevo esplorare il lato oscuro di Scully. Caso volle che Glen [Morgan] e Jim [Wong] fossero sulla stessa lunghe d’onda, quella settimana. In seguito un sacco di persone mi ha detto che in quell’episodio sembravo “molto poco Scully”, e ho sempre risposto che si sbagliavano.

Nelle serie TV si può vedere solo una piccola percentuale della personalità di qualcuno, perché è questo che il pubblico vuole: la normalità, a cui si affezionano settimana dopo settimana. Ma tutti noi abbiamo personalità molto più complesse, molto meno “normali”, tutti noi abbiamo aspetti segreti che non mostriamo agli altri. Tutti noi magari sorridiamo durante il giorno poi torniamo a casa e siamo depressi tutta la notte. Non penso che quanto ho fatto in quell’episodio sia “molto poco Scully”, l’unica differenza è che il pubblico non l’aveva vista così in precedenza.»

Di certo l’aria da seriosa maestrina che il personaggio di solito sfoggia rende ancora più forte la scena in cui l’agente prova un piacere quasi sensuale nel farsi tatuare un uroboro sulla schiena. Stando alle dichiarazioni dell’attrice, voleva capire meglio quell’aspetto di Scully e perciò si è resa disponibile a farsi tatuare davvero un serpentone sulla schiena, ma sarebbe stato troppo lungo per i tempi stretti della produzione. Va be’, sicuramente avrà raccontato l’aneddoto sghignazzando.

Tutti i tatuaggi mostrati nell’episodio sono stati disegnati da Kristina Lyne, membro dello staff della serie, e realizzati da una compagnia losangelina chiamata Real Creations, mentre gli effetti speciali che li coinvolgono sono curati da Laverne Basham. Visto che il grande X-Universe è pieno di chiacchiere ma povero di informazioni, mi piace citare questi nomi, visto che i tatuaggi sono i veri protagonisti di questa puntata.

L’inedita Scully Oscura

Meisler racconta che quando la Anderson ha letto nel copione la scena in cui “limona duro” con il protagonista, ha chiesto alla produzione: «È possibile avere prima una foto dell’uomo che dovrà infilarmi la lingua in bocca?» Continua a raccontare l’attrice:

«Mi risposero “Uh, certo”. Mi mandarono dei primi piani dell’attore che avevano in mente e io dissi “Oh, non saprei, non mi sembra giusto. Posso guardare altre foto? Avete mica un nastro del tipo?” Siamo andati avanti così per un po’ e alla fine hanno scelto un attore per cui davvero l’episodio è stato scritto su misura. È stato perfetto. Tanto che… sono sei mesi che stiamo uscendo insieme.»

Che dice, signora Anderson, va bene un fotomodello-attore dallo sguardo oscuro?

Gillian Anderson, fresca di divorzio da Clyde Klotz (febbraio 1997), padre di sua figlia Piper Maru (da cui l’episodio omonimo!), è stata con Rodney Rowland, modello di Calvin Klein, almeno fino all’uscita della serie “Space: Above and Beyond”, creata da Glen Morgan e James Wong. E l’uroborico cerchio si chiude.

Basta con la maestrina secchiona, ora si limona duro!

Per finire, quando guardo questi episodi sono sempre a caccia di libri, riviste, poster, giochi letterari e via dicendo, quindi se vedo una signora infilare una rivista sotto la gabbietta di un uccellino torno subito indietro e catturo la schermata: sicuramente quella rivista sarà un gioco nascosto degli autori. Infatti è così, e me lo conferma la sezione trivia di IMDb.

Fermi tutti: sento puzza di inside joke!

A quanto pare, la celebre rivista “Entertainment Weekly” diretta da Mary Kaye Schilling aveva presentato recensioni poco lusinghiere di alcuni episodi scritti da Morgan e Wong, così i due mattacchioni cosa fanno? Il personaggio della donna uccisa dal protagonista lo battezzano Kaye Schilling, e per raccogliere le cacchette dell’uccellino usano un numero di “Entertainment Weekly”, per l’occasione con in copertina R.W. Goodwin, produttore e frequente regista di “X-Files”, con la frase di lancio «The Wisest Man in Hollywood», l’uomo più saggio di Hollywood.

Non sono riuscito a capire se è un vero numero o creato per l’occasione

Se la creatività che gli autori mettono nelle loro cripto-citazioni, giochi letterari, libri falsi e citazioni palesi la mettessero poi nelle trame dei singoli episodi… sarebbe una serie perfetta!

L.

P.S.
E ora, tutti da Sam Simon per la sua recensione dell’episodio.

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12 commenti

Pubblicato da su novembre 29, 2021 in Uncategorized

 

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12 risposte a “X-Files (4×13) Il tatuaggio (X-Lucius)

  1. Vasquez

    novembre 29, 2021 at 11:38 am

    Ma che spettacolo! Non avrei mai e poi mai pensato che in questo episodio che ho sempre considerato marginale ci fossero tutte queste perle! Che comunque mi piacque molto: a parte che le giornate storte capitano a chiunque, di quelle in cui non siamo in vena di ascoltare i vaneggiamenti altrui, a Mulder non poteva fare che bene una bella ridimensionata, e Scully fa bene a fargli capire che non è il centro del mondo.
    A parziale difesa del doppiaggio mi sento di dire che sebbene anche a me sia capitato sotto gli occhi il cartone di “Rocky e Bullwinkle”, non avevo idea che si chiamassero così perché non mi piaceva e cambiavo canale quando iniziava! Non avrei quindi colto nessuno dei riferimenti che hai giustamente evidenziato, ma era un tipo di adattamento che ai tempi era normale, come ad esempio in “Mamma ho perso l’aereo” cambiano l’originale Coniglietto Pasquale nella nostra cara Befana. Adesso sembra assurdo e inconcepibile (anche perché adesso tutti sappiamo chi sia ‘sto Coniglio, all’epoca non era affatto scontato) ma si usava così, e sinceramente non mi sento di fargliene una colpa.
    Soprattutto dopo la lungimiranza del chiamare la Boccanera per la voce del tatuaggio.
    Episodio ai margini della serie ma che comunque si fa ricordare, pezzo direi memorabile, con il riferimento a Poe che fa da ciliegina sulla torta, conclusione: un buon inizio di settimana 😉

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    • Lucius Etruscus

      novembre 29, 2021 at 11:52 am

      Questo è il bello del mio viaggio, essendo un eretico e un infedele posso portare alla luce aspetti della serie inediti per i fan ^_^
      Chiamare la Boccanera è stato un tocco di classe, e sicuramente hanno fatto bene a non infilarsi in un ginepraio con il povero Rocky: la moda dell’epoca era semplificare perché capissero tutti e va bene così. (Siamo sicuri però che nel 1990 il coniglietto pasquale fosse così noto da noi?)
      Quello che però mi chiedo è perché non abbiano incaricato i responsabili dei sottotitoli di adattarsi alla versione italiana, dato che in questa serie i cambiamenti di cultura popolare avvengono in pratica in ogni episodio! Possibile non abbiano trovato un fan di X-Files che anche gratis avrebbe cambiato quel che c’era da cambiare? No, meglio inserire sottotitoli sbagliati 😀

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  2. Vasquez

    novembre 29, 2021 at 12:14 PM

    No appunto, proprio nel dubbio che il coniglietto fosse una chicca per pochi, in italiano è stato cambiato con la Befana, ma Evit l’ha detto molto meglio di me
    https://doppiaggiitalioti.com/2016/01/24/mamma-ho-perso-laereo-il-film-che-nessuno-sente-il-bisogno-di-chiamare-home-alone/
    che forse mi sono incartata un po’ 😅
    Dai sottotitoli che girano direi che chi se ne occupa non ha la più pallida idea di quello che viene detto dai doppiatori. Probabilmente traducono i dialoghi direttamente dall’originale in un reparto completamente diverso da quello del doppiaggio.
    Che io mi ricordi, solo nel dvd di “Tomb Raider”, il primo, quello con la Jolie, i sottotitoli sembravano una trascrizione esatta di quello che veniva detto su schermo, e non mi è più capitato.

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    • Lucius Etruscus

      novembre 29, 2021 at 1:00 PM

      Il problema è che una singola persona deve stabilire cosa sia noto o meno all’intero immaginario collettivo, e non lo invidio proprio. Parliamo poi di un’epoca (gli anni Novanta) in cui tutto scompare e l’accesso alle informazioni è ridotto, quindi dubito che i direttori del doppiaggio immaginassero che un giorno qualcuno sarebbe andato a fare le pulci al loro lavoro 😜
      Sicuramente nel creare le edizioni DVD sarebbe troppo difficile chiamare i direttori dei Fan Club di tutto il mondo e chiedere di partecipare a gratis ai sottotitoli localizzati, molto più facile tradurre al volo tutte le lingue partendo dai sottotitoli inglesi. Il che vuol dire che tutti i sottotitoli non inglesi sono inutili! 😀
      Per la mia indagine sul “Get away from her…” di Aliens ho scoperto cbe i sottotitoli delle altre lingue non hanno nulla a che vedere con il parlato, ma proprio zero. A questo punto… che li mettono a fare???

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      • Vasquez

        novembre 29, 2021 at 1:15 PM

        E va be’ “che li mettono a fare” no però, dai 🤣 sono certa che chiunque non trovi i sottotitoli per non udenti alla pagina 777 del televideo sia più che grato dei sottotitoli nei dvd e altri supporti.
        Il problema è che siccome i sottotitoli traducono alla lettera senza adattamenti, culturali, linguistici e quant’altro, fomentano il popolino, quelli che vogliono i film in lingua originale a tutti i costi (purché sia l’inglese, con sottotitoli però) perché “in originale non si chiama così, ma hanno cambiato il nome, se non senti la voce dell’attore non puoi capire, e se i film non li doppiassero più allora sì che gli italiani imparerebbero l’inglese!”.
        Va be’, il discorso è lungo,sono andata fuori tema.
        Viva Mulder e Scully! 😛

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  3. Austin Dove

    novembre 29, 2021 at 7:02 PM

    ma pure nei DVD se guardi i sub non combaciano
    assurdo

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    • Lucius Etruscus

      novembre 29, 2021 at 9:04 PM

      Sì sì, non esistono sottotitoli diversi dalla lingua inglese che corrispondano davvero al parlato, semplicemente perché le case si limitano a tradurre nelle varie lingue ciò che dicono i sottotitoli inglesi. Quindi qualsiasi sottotitolo in qualsiasi altra lingua non ha il minimo valore, perché tanto è solo la traduzione della versione inglese, che NON dice ciò che dicono le altre lingue.
      Quando ho fatto la ricerca sul “Cenare all’inferno“, cioè come la celebre frase di Frank Miller in “300” fosse stata reinterpretata nelle varie lingue, è stata un’ammazzata capire cosa dicessero appunto le altre lingue, perché i sottotitoli non servivano a una mazza!

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  4. gioacchino

    dicembre 1, 2021 at 4:02 PM

    Bella analisi, sinceramente non conoscevo il cartoon, quindi per essere comprensibili è chiaro che nella traduzione abbiano fatto un riferimento più congeniale, come nel film Arrival dove i due alieni senza nome vengono battezzati Tom e Jerry , nell’originale Abbott e Costello ovvero Gianni e Pinotto, che in molti conoscono poco. Può essere anche che la Disney stessa nella nuova traduzione si sia levata un peso dall’essere praticamente citata con la storia di un fumetto che non gli appartiene, almeno credo.

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    • Lucius Etruscus

      dicembre 1, 2021 at 4:21 PM

      La questione Disney credo sia semplicemente un discorso di sottotitoli, che come ogni altro è la traduzione di quelli inglesi quindi se lì non c’è “Disney” non c’è neanche da noi. (Ti invito a fare una prova: prendi un qualsiasi DVD tu abbia in casa, prendi una scena e confronta il sottotitolo inglese, quello italiano e quello che dice l’attore ^_^)
      A questo punto sono decisamente troppo vecchio per il pubblico di riferimento dei traduttori, visto che ricordo perfettamente GIanni e Pinotto, adoravo i loro cartoni animati ma molto meno i loro film. Però è anche vero che ogni loro opera è stata completamente spazzata via dall’etere da decenni (a parte fortunati casi) mentre Tom e Jerry sono sempre lì, ovunque, quindi sebbene siano pure più vecchi di Gianni e Pinotto le loro opere sono note ai “giovani” 😛

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  5. Sam Simon

    Maggio 31, 2022 at 8:49 am

    Splendide tutte queste chicche legate all’episodio, e splendida la Anderson che sceglie il ragazzo come in mobile sul catalogo Ikea! X–D

    Grazie mille per il link! E a me l’episodio è piaciuto, naturalmente, ma che te lo dico a fa? :–D

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    • Lucius Etruscus

      Maggio 31, 2022 at 9:03 am

      Stavolta è piaciucchiato anche a me, sarà per l’atmosfera oscura, per la Scully estrema o per le varie chicche, comunque me ne è rimasto un buon ricordo 😉

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