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[Pseudobiblia] X-Files 5×10 (1998)

27 Dic

Per smaltire i dolciumi natalizi ci tuffiamo in un bel mistero: il libro misterioso letto da Scully in vacanza!

Il mistero misterioso del libro misterioso

L’episodio 5×10 (8 febbraio 1998) della serie “The X-Files” è scritto da Stephen King e quindi si svolge nel Maine, che mal si adatta con le atmosfere cupe e piovigginose del consueto Canada, così facciamo che l’agente Dana Scully (Gillian Anderson) se ne va in vacanza, con tanto di magliettina attillata (di cui noi spettatori maschietti siamo grati) con su scritto “Maine”.

Cosa ti leggi in vacanza? Un romanzo d’evasione? Ma no, sul tavolino della stanza d’hotel di Scully vediamo un libro misterioso: “Affirmation for Women Who Do Too Much” di Adrianna Carrillo… di cui non esistono tracce. Gli appassionati in Rete sembrano concordi nel definirlo un inside joke, uno scherzo della produzione. Nessuno lo dice, ma tecnicamente è uno pseudobiblion, un “libro falso”.

Va notato che in questo episodio il property master (responsabile degli oggetti di scena) è quel Ken Hawryliw che ci ha fatto conoscere la biblioteca casalinga di Fox Mulder, nell’episodio 2×01 (1994), e una ricca biblioteca del paranormale nell’episodio 3×05 (1995), con però tutti libri verissimi (e in alcuni casi persino giunti in Italia), ma è anche quello che ha creato la falsa rivista “American Ronin” e il falso rotocalco “World Weekly Informer” nell’episodio 3×17 (1996) oltre che i falsi fumetti di “Mutato” e falsi quotidiani locali nell’episodio 5×05 (1997): che abbia una “tipografia di falsi” in casa?

Evidentemente creare un libro falso per inquadrarlo qualche secondo è un giochino irresistibile, anche se è solo roba per fan strettissimi. I quali notano che il titolo del libro sembra rispecchiare l’atteggiamento di Scully, che proprio non riesce a staccarsi dal lavoro, e la copertina – con quella che sembra una strega nella foresta – sembra rifarsi alla vicenda, una tipica stregoneria del Maine.

Dove sarà finito ora questo pseudobiblion? Hawryliw a casa avrà un piccolo museo di pubblicazioni inventate per “X-Files”? Se le mette in vendita direi che potrebbe farci bei soldi.

L.

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5 commenti

Pubblicato da su dicembre 27, 2021 in Pseudobiblia

 

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5 risposte a “[Pseudobiblia] X-Files 5×10 (1998)

  1. Vasquez

    dicembre 27, 2021 at 12:01 PM

    Siccome di questo episodio ricordavo solo il suo essere involontariamente ridicolo ed esilarante, ho voluto rivederlo. Rimane ridicolo ed esilarante (senza contare che King ha riciclato questa sua idea per “Duma Key” che sulla carta fa tutt’altro effetto, ma il finale rimane una ciofeca anche lì) ma a sorpresa riscopro gli irresistibili duetti tra Mulder e Scully! Dove lui si distrae con strani film attribuiti a Peckinpah (Il mucchio selvaggio… 🤣) e lei non fa altro che riattaccare il telefono alle ipotesi assurde di lui. Anche se…Mulder ad un certo punto le propone una spiegazione razionale: la Corea di Huntington, e Scully la rifiuta dicendo che non è più stata diagnosticata dal medioevo…

    Oltre al titolo del libro c’è anche il nome dell’imbarcazione dove è morto il papà della bambina, che rispecchia quello che sta succedendo a Scully (che non ce la fa a godersi le ferie in santa pace): “Working girl”, che credo confermi in pieno il giochino iniziato col titolo del libro.

    Sarebbe un sogno sapere che fine hanno fatto tutti questi oggetti “falsi” creati appositamente per la serie, probabilmente cestinati a fine produzione, chissà… Per intanto noi ce li gustiamo qui dall’Etrusco 😊

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    • Lucius Etruscus

      dicembre 27, 2021 at 12:50 PM

      Possibile che una serie così amata, con orde di fan barbarici pronti a collezionare tutto, abbia buttato via oggetti di scena così chiccosi e sorprendenti? Sicuramente da qualche parte ci sarà un “X-Museo”, segreto o a pagamento, con gli oggetti di scena della serie 😛

      Dal 1979 in poi la Fox si affidava a un tizio per togliersi di mezzo le robe dei film di Alien, un tizio che garantiva di non vendersele su eBay e ancora oggi ha casa piena di miniature, armature, caschi e via dicendo dalla saga aliena (è protagonista di un video nel cofanetto “Quadrilogy”): possibile la casa non abbia trovato un altro a cui ammollare gli oggetti di scena di X-Files? 😛

      Non avevo colto il particolare della “Working Girl”, grazie della dritta.

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      • Vasquez

        dicembre 27, 2021 at 1:16 PM

        Me lo ricordo il filmato di quel tizio degli oggetti della saga aliena: ha dovuto garantire che non ne avrebbe tratto alcun profitto, e per “Alien – La clonazione” si rivolsero a lui per avere la testa della Regina Aliena di “Aliens” invece di ricostruirla ex novo; e da nero-grigiastra tendente al verde gliela ridiedero sul marrone-brunito, visto che nel processo di “clonazione” aveva cambiato colore 😀
        Che bello sarebbe entrare in quel museo “alieno”, e che bello sarebbe entrare in quel museo di “X-Files”…

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      • Lucius Etruscus

        dicembre 27, 2021 at 1:22 PM

        Massima invidia (e rabbia) per la tua prodigiosa memoria: io dimentico gli episodi di X-Files mentre li vedo, tu ricordi un video arrivato in Italia nel 2003!!!!
        Per fortuna la mia passione aliena mi permette di ricordare tanti particolari di quell’universo, come appunto quello che citi, ma forse una volta riempita quel poco di spazio di memoria che ho… non c’è più spazio per altro 😀

        Comunque ancora oggi, come all’epoca, rabbrividisco al pensiero che hanno preso la Santa Miniatura della Regina, fra le cose più belle mai apparse al cinema, e l’hanno pitturata e rimaneggiata per farla poi frantumare al Newborn… e mi sento male! Visto che in quel film la Regina non serve a niente, non potevano ricrearne una al volo, magari inquadrata al buio? c’era bisogno di rovinare l’originale? Va’, ho ancora i brividi…

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      • Vasquez

        dicembre 27, 2021 at 1:25 PM

        🤣

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