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Emozioni fra le pagine

Mi riallaccio al discorso iniziato con la domanda che ho posto il mese scorso: il romance è il re delle edicole? Stando alla grande quantità di suoi titoli che vediamo esposti nei giornalai sembra di sì, e anche da parecchio tempo – sebbene ogni edicolante a cui ho posto la domanda “Ma vendete così tanti libri rosa?” ha risposto un lapidario “No” – così perché non chiedere informazioni a chi il genere più venduto al mondo (a detta di Mondadori) lo legge e lo recensisce a spron battuto?

Sono andato così a bussare alla porta di alcuni grandi blog librari specializzati in romance, con grandi seguiti di follower, e “Emozioni fra le pagine” ha risposto all’appello: ecco un’intervista all’amministratrice Valentina, con la partecipazione di Sabri, che ringrazio per la disponibilità e simpatia.



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Pubblicato da su novembre 21, 2018 in Interviste

 

BookMooch: una buona iniziativa?

L’altro giorno la mia lettrice Mara mi segnala questa lodevole iniziativa: BookMooch, un sito in cui una volta registrato puoi entrare a far parte di una comunità che, gratuitamente, si scambia libri. Messi a disposizione dei titoli di cui sei disposto a separarti, appena qualcuno li richiede l’unico tuo impegno è spedirglieli.

Potrei aver capito male (nel caso, vi invito a consultare il regolamento), ma di sicuro l’iniziativa si basa sulla spedizione di libri, e qui c’è il grave problema che secondo me raffredda parecchio l’entusiasmo: affidarsi all’inferno del servizio postale italiano temo sia il modo perfetto per spezzare le gambe all’iniziativa.
Mi spiego meglio…

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Pubblicato da su novembre 19, 2018 in TecnoLibri

 

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[BookArt] Marchesa de Pompadour

“La Marchesa de Pompadour” (1756) di François Boucher)

Meraviglioso e colorato dipinto di François Boucher che non si limita a ritrarre la celebre favorita del re Luigi XV, bensì a lasciare traccia (probabilmente involontaria) di quello strano fenomeno che si è fatto sentire prepotentemente nel Settecento: le donne che leggono!

Detta così sembra che le donne prima non leggessero, e ovviamente non è così, ma solo in questo periodo il fenomeno delle lettrici diventa massiccio e in grado di influenzare il mercato. Nasce quello che ancora oggi chiamiamo “romanzo” e nasce l’idea di libri non più “di lusso” bensì per tutte le tasche: nasce cioè l’edizione economica, chiamata “libri blu” perché le copertine sono fatte con carta da zucchero.

Le donne ritratte con un libro in precedenza erano sante o personaggi storici, e di solito si tratta di testi sacri: qui la celebre marchesa si mostra con quello che ha tutta l’apparenza di un romanzo d’intrattenimento, cioè letto per piacere e non per dovere o rito, lasciando traccia visiva di un’usanza all’epoca neonata.

L.

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Pubblicato da su novembre 17, 2018 in BookArt

 

Perché è successo qui (2018)

Da anni seguo Maurizio Molinari nei suoi interventi nelle varie trasmissioni su La7, soprattutto quando si occupava di politica estera. Era uno sguardo sempre pacato e lucido che aiutava a farsi un’idea senza bisogno di strilli e di “schieramenti”. Sono stato contento quando è diventato direttore del quotidiano “La Stampa” ed ero molto curioso di leggere il suo saggio più recente: Perché è successo qui. Viaggio all’origine del populismo italiano che scuote l’Europa (La nave di Teseo 2018).
L’argomento è alquanto scottante e molto sensibile di faziosità, ma avevo fede che Molinari sarebbe rimasto calmo e pacato. Be’, forse… troppo calmo e pacato…

In Europa ci sono le disuguaglianze: questo è il grande problema che genera tante brutte ripercussioni. E chi le ha create queste disuguaglianze? La globalizzazione, la quale ha generato questi “rimasti indietro”, questo “dimenticati”, con i quali i partiti tradizionali non riescono più a dialogare:

«La globalizzazione alla fine del Novecento ha generato un bisogno [di protezione] nei “dimenticati”. Ma in questa fase storica i partiti progressisti appaiono in drammatico ritardo nella formulazione di risposte innovative, lasciando il campo aperto agli avversari.»

Va be’, è un dire tutto e niente, ma magari si sta “scaldando”. Curioso che quei movimenti che promettono giustizia sociale ed equità (magari senza riuscirci, ma almeno la promettono) siano considerati “avversari” dei partiti politici. Mi ricorda quel tizio che accusò la sinistra di essere “collusa con la giustizia”…

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Pubblicato da su novembre 16, 2018 in Recensioni

 

Towers of Sade

Segnalo che sul blog di Ivano Landi, all’interno dell’iniziativa “The Pleasure of Pain II“, trovate il secondo dei miei guest post su argomento “sadismo”, anche se lo affronto da un’angolatura particolare.

Towers of Sade: Il produttore di serie B che portò tre volte il Divin marchese al cinema è un viaggio che dimostra quanto il cinema di genere sia un ambiente molto più “sadico” di qualsiasi sadismo!

L.

 
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Pubblicato da su novembre 14, 2018 in Uncategorized

 

Rap: Potere alla parola (omaggio a Frankie HI-NRG)

Frankie HI NRG-MC dà potere alla parola

L’altro giorno parlavo con un “giovane genitore”, cioè un mio coetaneo che cerca di mantenere il rapporto con le “nuove tendenze”, e mi diceva che oggi va di moda il rap. Come se dal 1980 ad oggi sia mai esistito un anno in cui non andasse di moda il rap…
Parlando, esce fuori che i “giovani d’oggi” considerano Fabri Fibra una specie di padre del rap in Italia, perché è stato il primo rapper a diventare famoso. Ma davvero? “Famoso”? Solo perché lui viene ancora citato e Mondomarcio no, solo perché lui ha fatto gli spot televisivi e i Flaminio Maphia no, solo perché lui va nei media nazionali e Colle der fomento no, solo perché lui viene visto come “di rottura” e Piotta no, solo perché lui continua a fare rap e Neffa no, questo non vuol dire che sia stato il primo o il più famoso. Forse è l’unico che i “ragazzi d’oggi” ricordano perché notoriamente i giovani sono modaioli e non hanno memoria di nulla, se non di quello che i media ricordano loro, quando devono vendere qualcosa.

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Pubblicato da su novembre 12, 2018 in Uncategorized

 

L’educazione sadico-sentimentale

Segnalo che sul blog di Ivano Landi, all’interno dell’iniziativa “The Pleasure of Pain II“, trovate il primo dei miei guest post su argomento “sadismo”, anche se lo affronto da un’angolatura particolare.

Breaking the Butterfly: l’educazione sadico-sentimentale vi parlerà di due film simili, anche se non lo sembrano all’apparenza, e parlerà di sadismo come… strumento d’amore.

L.

 
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Pubblicato da su novembre 9, 2018 in Uncategorized

 
 
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