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X-Files (4×13) Il tatuaggio (X-Lucius)

La nostra amica Vasquez è leggerissimamente appassionata della serie TV “The X-Files” e, scherzando con lei, ho fatto un commento frizzante di troppo sulla celebre serie – che notoriamente non ho mai amato – e per pagare pegno ho accettato di vedere alcuni episodi particolarmente “pseudobiblici”, scoprendo tali e tante chicche che devo per forza lanciare la rubrica “The X-Lucius“!

Ecco, a puntate, i “casi X” che Vasquez mi ha sottoposto.

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Pubblicato da su novembre 29, 2021 in Uncategorized

 

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[Archeo Edicola] Casa d’appuntamento (1972)

Lo scorso 9 settembre 2021 Cine34 ha trasmesso in prima visione “Casa d’appuntamento” (1972) di Ferdinando Merighi, recuperato da Cecchi Gori in DVD nel 2015.  Non so perché sei mesi prima io avessi già questa schermata: spero di non aver sbagliato film…

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Pubblicato da su novembre 24, 2021 in Archeo Edicola

 

[Books in Movies] Terrore dallo spazio profondo (1978)

Questa schermata del celebre film “Terrore dallo spazio profondo” (Invasion of the Body Snatchers, 1978) di Philip Kaufman, ispirato al romanzo “L’invasione degli ultracorpi” (The Body Snatchers, 1954) di Jack Finney, ci regala una brevissima citazione libraria.

Il libro letto nella vasca di fango è “Worlds in Collision” (1950) di Immanuel Velikovsky, psicologo e sociologo sovietico che racconta di come un passaggio di Venere troppo vicino alla Terra, in epoche passate, abbia generato quelle catastrofi e stravolgimenti globali di cui troviamo echi e rimandi nelle mitologie e leggende popolari.

L’edizione mostrata dall’attore è la Pocket Books 1977.

La Garzanti lo porta in Italia già nel 1955 con il titolo “Mondi in collisione“, e la romana Mondo ignoto lo riporta in libreria nel 2003, con la traduzione di Armando Silvestri, come primo numero della collana “La biblioteca di Archeologia Proibita”, a cura di Luigi Cozzi.

«Innumerevoli documenti storici attestano che tra il 1900 e il 600 prima di Cristo una lunga serie di cataclismi devastarono il nostro pianeta provocando la fine repentina di fiorenti civiltà.Lo studioso IMMANUEL VELIKOVSKY ha raccolto in questo libro tutti quei documenti ricostruendo il quadro generale di quell’antica apocalisse, arrivando così finalmente a spiegare perché le acque del Mar Rosso si aprirono davanti agli Ebrei in fuga, perché per tutti i popoli delle origini Marte era il dio della distruzione e come mai tanti miti arcaici raccontano della “nascita” di Venere.Da tutto questo emerge la sbalorditiva constatazione che in quei tempi il nostro Sistema Solare non aveva ancora assunto il suo assetto stabile attuale mentre l’inclinazione dell’asse terrestre era diversa…Con un commento del professor EMILIO SPEDICATO del Dipartimento di Matematica dell’Università di Bergamo.Edizione italiana a cura di LUIGI COZZI»

L.

– Ultimi “libri nei film”:

 
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Pubblicato da su novembre 22, 2021 in Books in Movies

 

[Pseudobiblia] Un felice Natale (2017)

Siamo in pieno periodo natalizio su TV8, canale in chiaro che da settimane sta presentando prime visioni italiane introvabili altrove con tanto rosso e verde, tanti buoni sentimenti, regali e ammmmòre. Anche quest’anno il Natale è anticipato da secchiate di filmettini romantichelli. Per fortuna a volte hanno anche “libri falsi”.

È il caso di “Un felice Natale” (A Joyous Christmas, 2017) di Allan Harmon, andato in onda su TV8 il 16 novembre 2021.

Siamo a Fall Oaks, nel pieno del festival natalizio annuale, e qui scatta il domandone: ma perché, da altre parti i festival natalizi li fanno ogni sei mesi? Se è “natalizio” per definizione lo si fa a Natale, festa che come ogni altra festa del calendario cade solo una volta l’anno. Ma va be’, non cominciamo a fare i pignoli.

Quest’anno però il festival natalizio di Fall Oaks – che non è chiaro in cosa consista – è arricchito da un evento che manda la città intera in fibrillazione: è tornata Rachel Kennedy! Oh che bello, è tornata Rachel Kennedy, finalmente una buona notizia. Al che scatta il secondo domandone: chi cacchio è Rachel Kennedy?
Scopriamo che è una scrittrice (interpretata da Natalie Knepp) che si appresta a presentare il suo evento dal vivo: «la celebrazione dell’ispirazione». Qui scatta il terzo domandone: ma che vuol dire? Temo sia una di quelle robe che piacciono tanto, dove qualcuno per soldi dice a una platea cose ovvie, che la platea sapeva già gratis.

Meno male che Rachel Kennedy ci parla di ispirazione a pagamento

Comunque tutta la vicenda ruota intorno all’uscita del nuovo saggio di Rachel, che è una scrittrice motivazionale – genere che tira di brutto in America – così dopo il suo precedente saggio “Meriti tutto questo” (“tutto questo” cosa? è positivo o negativo?) ecco che sta per uscire un libro che già dal titolo è un capolavoro: “Prima io” (Me First!). Ah, quante domande senza risposta genera questo titolo…

Questo libro lo voglio prima io!!!!

Non lasciatevi ingannare dal fatto che la scrittrice si presenti in città a bordo di una grande limousine con autista personale, questo non vuol dire che si dia delle arie: è rimasta umile, è semplicemente la diva della porta (della villa) accanto, e per mostrarsi modesta davanti a quegli straccioni dei suoi compaesani si presenta vestita come i propri cartelloni pubblicitari: un tocco di genio che fa applaudire già prima ancora che il film sia iniziato!

Secondo voi, quale dei due è un cartellone pubblicitario?

Insomma, Rachel Kennedy è tornata, che vi piaccia o meno.

Rachel ama circondarsi di se stessa: capito la metafora?

Dietro ogni scrittore di successo c’è un bieco agente che fa soldi in modi discutibili, o almeno così vuole la vulgata, e in questo caso scegliere l’eterno infame Steve Bacic è stata la mossa giusta. Certo, con barba tinta e capelli più neri di quando era giovane, due decenni prima, sono cose che incrinano il suo ascendente da cattivo, ma alla fine la sua parte la porta a casa.
Per me però rimarrà sempre l’infame che ha tradito il capitano Dylan Hunt all’inizio della serie “Andromeda“.

L’eterno infame, con la faccia giusta per il ruolo

Un giorno per caso in un negozio Rachel incontra Jack (Michael Rady), un tizio che le chiede di aiutarlo a scegliere tra due cravatte che per me sono un crimine contro l’umanità, ma a quanto pare fanno tanta allegria. Quando poi Rachel deve incontrare l’organizzatore di eventi locale, con cui entrerà subito in contrasto, indovinate chi è? Bravi, proprio lui, Jack. Come siete perspicaci…

Spero che la domanda sia: “Quale cravatta devo bruciare per prima?”

Lui le consiglia di parlare di più del Natale e lei si incazza come se le avesse pestato un piede: perché tutto quest’odio nei confronti dei Natale? Ah, già abbiamo capito che il cuoricino di Grinch della scrittrice scoppierà d’ammmòre sia per la festa che per Jack, che intanto si legge uno dei libri motivazioni della Kennedy. Ma “Prima io” che leggo o “Prima io” che scrivo?

Questo libro me lo leggo prima io

Intanto abbiamo un assaggio della preziosissima conferenza che Rachel sta organizzando:

«Come ho scritto nel capitolo 4 di Prima io, l’unico modo per avere successo è eliminare ogni distrazione superflua e mettere noi stessi al primo posto. Perché le compagnie aeree vi dicono di mettere le maschere d’ossigeno per primi, perché se non vi occupate di voi stessi… come potete occuparvi degli altri? Non potete rendere felice un’altra persona se non lo siete voi. Quando ho capito come volermi bene, tutto il mio mondo è cambiato.»

Mi sembra ovvio che stanno caricando a morte la questione dell’egoismo così poi da mostrare come il personaggio cambia e diventa zuccherosamente altruista.

Per fortuna Rachel incontra una donna (Bonnie Bedelia, gloria del passato) che le ricorda i veri valori del Natale e della vita, una donna che si chiama… Joy. Capito? Joy, occhiolino occhiolino, “gioia”, gomitata gomitata, Gioia di Natale, gioia di dare, gioia di essere altruisti, dài che mi si sta slogando una spalla a forza di gomitate…

Mentre la vicenda scivola inesorabilmente nella melassa più zuccherata, con Joy che soffre perché da giovane ha dato in adozione un figlio di cui non sa più nulla, e Jack che soffre perché non sa nulla della sua madre biologica – ah, ma vuoi vedere che i due sono parenti? Ah, che trama esplosiva! – intanto conosciamo l’intera bibliografia di Rachel Kennedy.

Ha esordito con un grande successo, “Accendi il fuoco interiore“, un libro che fa scintille, poi però la sua seconda opera, “Meriti tutto questo“, è andata malino e ora il suo terzo libro motivazionale fresco di stampa è già vecchio, perché “Prima io” è denso di quell’egocentrismo che non appartiene più all’autrice, visto che il Natale le ha sparato in vena così tanti buoni sentimenti da cadere in coma glicemico.

Una scrittrice di successo con solo un libro di successo all’attivo

Purtroppo non viene approfondita molto la figura della scrittrice, l’espediente degli pseudobiblia come sempre è messo lì solo come contorno per speziare la storia, non è certo il primo piatto.

Non ci resta che salutare l’ennesima cine-scrittrice che scopre i buoni sentimenti grazie a dei “libri falsi”.

L.

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Pubblicato da su novembre 19, 2021 in Pseudobiblia

 

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[Books in Movies] Sleepers (1996)

L’altro giorno ho colmato una mia lacuna cinematografica, vedendomi su MediasetPlay un film che non mi era mai capitato prima: “Sleepers” (1996) di Barry Levinson.

Tratto dal libro omonimo del 1995 del newyorkese Lorenzo Carcaterra (Rizzoli 1996), il film si presenta come finzione ma è chiaro sia tutto vero: è la storia di un carcere minorile dove gli “ospiti” vengono picchiati, torturati e stuprati dalle guardie in continuazione. Non c’è bisogno di prove per sapere che è una terribile storia vera, come ne esistono in tutti i carceri minorili senza che però ci facciano sempre un film al riguardo.

I quattro giovani che per miracolo riescono a sopravvivere al carcere minorile decidono di non parlarne più, come se potessero dimenticare quell’inferno, ma dopo dieci anni due di loro per puro caso incontrano una delle guardie che li torturava: lo uccidono a sangue freddo, e in effetti sembra anche poco, in confronto a tutto ciò che lui aveva fatto loro.

La pubblica accusa che processa i due è il terzo del gruppo, aiutato dal quarto: nessuno sa che quei quattro sono tutti vittime delle varie guardie del penitenziario, che per vari motivi stanno morendo una dopo l’altra, e nessuno sa che stanno pilotando il processo, fingendo di accusare i due uomini quando invece stanno organizzando la loro assoluzione.

Uno dei ragazzi in carcere legge “Il conte di Montecristo” (Le Comte de Monte-Cristo, 1844) di Alexandre Dumas, apprezzando molto il fatto che il protagonista del romanzo subisca tutto in attesa un giorno di poter rifarsi dei propri aguzzini, e in fondo è in qualche modo la trama del film.

Il libro viene mostrato due volte, quando il personaggio è giovane in carcere, intorno al 1969, e poi dieci anni dopo durante il processo. purtroppo non sono riuscito a risalire all’edizione mostrata: l’illustrazione appartiene a una ristampa Bantam Books del 1976 ma quel colore viola intorno non l’ho ritrovato in altre edizioni.

L.

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Pubblicato da su novembre 17, 2021 in Books in Movies

 

[Books in Movies] Jumpin’ Jack Flash (1986)

Sabato scorso abbiamo festeggiato i 66 anni di Whoopi Goldberg, parlando di “Affittasi ladra” su questo blog e di “Jumpin’ Jack Flash” su “Il Zinefilo”: riprendo un attimo il discorso per mostrare i libri intravisti in quest’ultimo film.

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Pubblicato da su novembre 15, 2021 in Books in Movies

 

Burglar (1987) La libraia ladra!

Oggi compie 66 anni Whoopi Goldberg, e visto che sono stato testimone oculare della sua nascita artistica mi sembra giusto raccontare di quando Whoopi non era ancora la barista dell’Enterprise, bensì una comica che non faceva ridere.

Sull’altro mio blog, “Il Zinefilo“, oggi stesso vi racconto di come l’ho conosciuta e del primo film sbagliato che ha fatto dopo il grande successo de Il colore viola. Qui, un blog bibliofilo, vi parlo del secondo madornale errore di carriera di Whoopi, quando ha interpretato il ruolo di una ladra bibliofila.

Passate pure da Sam Simon, che partecipa ai festeggiamenti recensendo Il colore viola.

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Pubblicato da su novembre 13, 2021 in Books in Movies

 

[Pseudobiblia] Kevin Can F**k Himself (2021)

Su Prime Video ho visto la prima stagione di una serie stranissima, dal titolo dissacrante come “Kevin Can F**k Himself“, che può essere tradotto come “Kevin può andarsene a fan##o”.

La serie è davvero curiosa, perché nasce come fusione di generi antagonisti: la vicenda è fondamentalmente un noir, con protagonista una trentenne che si rende conto di come la sua vita faccia schifo, incastrata com’è con un marito beota che, non pago di aver tarpato ogni sua ala, le ha pure fregato un sacco di soldi. Allison (Annie Murphy) non può andarsene, avendo le tasche vuote, quindi l’unica soluzione… è ammazzare quel buffone di suo marito, Kevin (Eric Petersen).

la particolarità però è che le parti drammatiche sono alternate a parti da tipica sit-com, quindi luci sparate, battute a raffica e risate finte. Ogni episodio di quaranta minuti alterna questi due stili – quando c’è luce sparata è una sit-com, tutta ambientata in un unico locale; quando c’è luce soffusa è storia noir – per raccontare la storia metà nera metà comica della povera Allison e del suo piano machiavellico per far fuori suo marito.

Non so dire se questa prima stagione, totalmente inconcludente, mi sia piaciuta o meno, ma apprezzo molto l’audace tentativo di fusione totale degli opposti.

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Pubblicato da su novembre 10, 2021 in Pseudobiblia

 

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[Books in Movies] X-Files 3×12 (1996)

Altra puntata di “X-Files” (3×12, Scarafaggi, 5 gennaio 1996) in cui vengono mostrati libri, attività che doveva piacere assai a papà Chris Carter.

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Pubblicato da su novembre 8, 2021 in Books in Movies

 

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[Archeo Edicola] 3 Days to Kill (2014)

Andato in onda su Italia1 il 1° novembre 2021, da MediasetPlay ho recuperato alcune schermate dal film “3 Days to Kill” (2014) di McG, scritto da Luc Besson (in DVD Eagle Pictures): all’inizio infatti il protagonista… va in edicola!

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Pubblicato da su novembre 5, 2021 in Archeo Edicola

 
 
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