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[Un libro, una storia] Ivanov – Dostoevskij

ivanov-dostoevskijLa mia memoria potrebbe non essere precisa, ma sono abbastanza sicuro che questo sia il primo libro che ho comprato con soldi guadagnati. Già ho parlato del primo libro comprato con soldi miei, ma quelli erano frutto di paghetta: qui intendo soldi guadagnati con un lavoro retribuito.

Nel gennaio 1994 scorazzavo per le vie del centro di Roma con il motorino (un SH 50 azzurro, se a qualcuno interessa) e passavo spesso davanti alla libreria Rinascita di via delle Botteghe Oscure, quasi un’istituzione della Capitale… e infatti ha chiuso e ci hanno fatto un supermercato, a quanto pare…
All’epoca era ancora una storica e illustre libreria, piccolina ma ricchissima – con il seminterrato pieno di VHS di cinema d’autore, a cui ho attinto a piene mani malgrado il prezzo di quelle cassette fosse bello pepato – e dove già ho raccontato l’acquisto di Agaguk.

Proprio in quel gennaio la prestigiosa casa editrice Il Mulino aveva presentato questo “Dostoevskij: tragedia, mito, mistica” (Dostojewskij: Tragödie-Mythos-Mystik, 1932) del poeta e filosofo moscovita Vjačeslav Ivanovič Ivanov, con l’autorevole traduzione dello slavista Ettore Lo Gatto, numero 123 della collana “Intersezioni”.
Detta così può sembrare un’opera impegnativa… e infatti lo è! (Se è per questo erano “impegnative” anche le 20.000 lire di prezzo per un libretto di 166 pagine, ma ormai avevo un piccolo stipendio da apprendista e potevo permettermi certe “pazzie”!)

Dall’estate del ’93 ormai ero rapito da Dostoevskij e stavo pian piano leggendomelo tutto. Quando mi piace qualcosa, mi piace approfondirla in ogni maniera possibile, anche a costo di leggere un genere a me ignoto: la critica letteraria. Anzi, in questo caso vera e propria filosofia.
Ci ho messo un po’ ad affrontare Ivanov, i miei appunti sui libri letti arrivano fino al dicembre 1994 e questo libro non risulta: facile che l’abbia affrontato l’anno successivo o nelle immediate vicinanze, e sicuramente è stata dura ma mi rimane un ricordo intenso e piacevole di me che cercavo di affrontare un testo così impegnativo su un autore che amavo (e amo).

Ogni volta che passavo davanti alla vetrina di Rinascita questo libro mi chiamava e non potevo sottrarmi alle sue lusinghe. Purtroppo nella memoria non mi rimane molto del contenuto, anzi, diciamo che non ricordo nulla e non aver preso appunti a matita – come mio solito – mi impedisce qualsiasi aiuto mnemonico, ma ricordo ancora con piacere la poltrona di casa dove ho letto gran parte del libro – credo fosse un periodo estivo – e non è escluso che mi cimenti di nuovo nelle sue pagine…

L.

 
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Pubblicato da su febbraio 20, 2017 in Uncategorized

 

[Books in Movies] X-Men 2 (2003)

Magneto (Ian McKellen) legge "Re in eterno" (The Once and Future King, 1958) di T.H. White

Magneto (Ian McKellen) legge “Re in eterno”
(The Once and Future King, 1958) di T.H. White

Già ho parlato di “X-Men 2” (2003) di Bryan Singer nel mio blog CitaScacchi, gemellando quel post con la recensione del film a cura de La Bara Volante: qui però parlo di un ulteriore aspetto di questo titolo.

once-and-future-kingAlla sua entrata in scena, il super cattivo Magneto (Ian McKellen) viene ritratto immerso nella lettura di un libro, e già questo basterebbe per l’inserimento in questa rubrica. Ma c’è un particolare in più.
Come si vede dalla foto in alto, il personaggio sta leggendo “The Once and Future King” che – come ci spiega Wikipedia – è un romanzo di T.H. White (Terence Hanbury White) appartenente al ciclo arturiano, quindi legato alla Tavola Rotonda e a tutta la mitologia del caso.

Il romanzo del 1958 arriva in Italia solamente 1989 come numero 5 della collana “Oscar Fantasy” (Mondadori), tradotto da Maria Benedetta de Castiglione e Antonio Ghirardelli con il titolo “Re in eterno” e con introduzione di Giuseppe Lippi: non si conoscono altre edizioni nostrane né ristampe… E infatti il libro è venduto a cifre altissime su eBay!
Chi ha curato i sottotitoli italiani del film ha fatto i “compiti” e ha aggiunto, rispetto ai sottotitoli inglesi, la scritta “Re in eterno” quando si vede Magneto leggere: purtroppo i doppiatori non sono stati così accorti.

re-in-eternoAlla fine del film, infatti, il professor Xavier (Patrick Stewart) parla a dei suoi giovani studenti e dice:

«Now, tell me, have any of you read a book by an English novelist named T.H. White called The Once and Future King?»

Come traducono in italiano? Sentiamo la voce del nostro doppiatore Ennio Coltorti dire:

«Ora ditemi, qualcuno di voi ha letto un libro di un romanziere inglese che si chiama T.H. White intitolato Il re passato e futuro

Il re passato e futuro? Perché questo cambiamento di titolo? Nella foga della traduzione letterale il traduttore italiano non ha pensato ad andare a controllare se il romanzo avesse già un titolo suo, e si è limitato a tradurre parola per parola… (Vi ricordo che per questo tipo di chicche sulle rese italiane dei film c’è il blog Doppiaggi Italioti dell’amico Evit.)

Per finire, in omaggio a questo post oggi nel mio blog “Gli Archivi di Uruk” presento la schedatura completa di questo romanzo molto raro in Italia.

L.

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Pubblicato da su febbraio 17, 2017 in Books in Movies

 

Nuova grotta dei Rotoli del Mar Morto

Il brandello di pergamena e altri resti organici sono stati datati al I secolo d.C. (Casey L. Olson and Oren Gutfeld)

Brandello di pergamena datato al I secolo d.C. (Casey L. Olson and Oren Gutfeld)

Il 10 febbraio scorso il blog Il Fatto Storico mi fa conoscere una recente scoperta che ovviamente mi esalta parecchio, già annunciata l’8 febbraio dal “The Times of Israel” e dal sito The Hebrew University of Jerusalem: ripeto qui il testo.

Scoperta una dodicesima grotta dei Rotoli del Mar Morto

Oltre 60 anni dopo i primi scavi a Qumran, gli archeologi israeliani hanno annunciato di aver identificato una dodicesima grotta che ritengono contenesse dei Manoscritti del Mar Morto, almeno fino a quando venne saccheggiata alla metà del XX secolo.

Dentro non vi era infatti alcun rotolo, tuttavia sono stati rinvenuti un piccolo brandello di pergamena in un vaso e frammenti di almeno sette giare, di tipologia identica a quella delle altre grotte di Qumran.

«Non c’è dubbio che questa sia una nuova grotta coi Rotoli», ha dichiarato Oren Gutfeld, archeologo a capo dello scavo, a The Times of Israel. «Solo che i Rotoli non ci sono».

L'entrata della grotta è sulla sinistra (Casey L. Olson and Oren Gutfeld, Hebrew University)

L’entrata della grotta è sulla sinistra (Casey L. Olson and Oren Gutfeld, Hebrew University)

Insieme ai resti antichi sono stati trovati dei picconi degli anni ’40 – la prova che i tombaroli beduini scavarono nella grotta.

Lo scavo è stato condotto dall’Università Ebraica di Gerusalemme con la collaborazione di Randall Price e degli studenti della Virginia’s Liberty University. «Questo scavo emozionante è il punto più vicino alla scoperta di nuovi Rotoli del Mar Morto in 60 anni», dice Gutfeld. «Finora, era accettata l’idea che i Rotoli provenissero solo da 11 grotte a Qumran, ma ora non ci sono dubbi che questa sia la dodicesima». Allo stesso tempo, continua Gutfeld, ciò significa che «non possiamo più essere certi che i luoghi originali (le grotte numerate da 1 a 11), [noti grazie] ai beduini, siano accurati».

I Rotoli rappresentano oltre 900 documenti storici e religiosi ebraici, inclusi testi della Bibbia Ebraica, e lavori filosofici da parte dei membri della comunità vissuta a Qumran all’epoca del Secondo Tempio. I vari Rotoli e frammenti sono identificati in base alla grotta dove sarebbero stati conservati nel corso dei secoli. La scoperta della nuova caverna rimette però tutto in dubbio. «Come possiamo essere sicuri che provengano solo da 11 grotte? Di sicuro ce n’erano 12, e forse di più», ha detto Gutfeld.

Frammenti di giare infrante che si pensa contenessero rotoli, trovate nella grotta 12 vicino Qumran (Casey L. Olson and Oren Gutfeld, Hebrew University)

Frammenti di giare infrante che si pensa contenessero rotoli, trovate nella grotta 12 vicino Qumran
(Casey L. Olson and Oren Gutfeld, Hebrew University)

Tra le altre scoperte nella nuova grotta, rinominata ora Q12, ci sono una striscia di cuoio per legare i rotoli e una stoffa per avvolgerli. Ma anche lame di selce, punte di freccia e un sigillo in corniola; tutte indicano l’occupazione della caverna fin dal Neolitico e dal Calcolitico.

Gli esperti del Laboratorio dei Rotoli del Mar Morto di Gerusalemme non hanno trovato alcuna scrittura sul frammento di pergamena, ma produrranno delle immagini multispettrali del manufatto per rivelare qualunque inchiostro invisibile a occhio nudo.

Lo studio della Q12 fa parte dello scavo sistematico delle grotte del deserto della Giudea che potrebbero contenere altri rotoli, nel tentativo di prevenire eventuali saccheggi. Questa è stata solo la prima del suo genere nel nord del deserto della Giudea. L’autorità Israeliana per le Antichità aveva lanciato questo ambizioso progetto a novembre. La scorsa estate, infatti, gli archeologi avevano scavato la Grotta dei Teschi nella Valle di Zeelim dopo che erano stati beccati alcuni ladri.

Nei prossimi mesi Gutfeld e la sua squadra indagheranno altre grotte nella regione per determinare dove scavare ancora.


Quanti altri nuovi vangeli vedranno la luce? Magari qualcuno già immaginato dai romanzieri, e di cui ho parlato nel mio eBook gratuito La Falsa Novella.

L.

 
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Pubblicato da su febbraio 15, 2017 in Uncategorized

 

San Valentino 2017

sanvalentino2017_banner

Giuro che non l’avevo programmato, ma mi sono reso conto che avevo a disposizione otto modi per parlare, attraverso i miei otto blog, di otto visioni diverse dell’amore: perché allora non organizzare un personale blogtour sull’argomento?


Dal mio blog Non Quel Marlowe
Pseudobiblia in rosa

Un guest post di Elena Taroni Dardi che presenta alcuni romanzi d’amore che sfruttano un gioco letterario antico: quello del “libro falso”.
«Clint Tanner, il protagonista di Il mio eroe è un pistolero (The Legend’s Lady, 1998) di Kathryn Hockett, invece è piuttosto scocciato da certi libracci con titoli simili a Duello nella polvere o Ferito a Cheyenne che celebrano le sue fantomatiche avventure, talmente fantasiose e incredibili che molti avventurieri lo cercano per sfidarlo e diventare più famosi di lui.
Ha tutte le intenzioni di dare una bella lezione all’autore, Steven E. Winslow, solo che lui è in realtà una lei e forse (ma solo forse) lui gliene ha combinate di peggio…»


Dal mio blog Gli Archivi di Uruk
Il mistero del libro scomparso (2010)

Scheda di un romance a forte sfondo bibliofilo nonché pseudobiblico.
«Inghilterra, 1806. L’umore di Christopher Marchant è cupo come le nuvole nere che sovrastano la sua residenza. Eppure, quando un lampo illumina una damigella in difficoltà, lui si comporta da gentiluomo. Per Kit comincia così un’eccitante avventura insieme alla misteriosa Hero Ingram, alla ricerca di un libro scomparso da oltre un secolo. Tra fughe in velocipede, tentativi di rapimento, balli in maschera e castelli in fiamme, i due si innamorano. Ma Kit si rende conto ben presto che, se vuole costruire un futuro insieme alla donna che ama, deve liberarla dal fardello che le impedisce di essere davvero felice.»


Dal mio blog Il Zinefilo
Zombie Honeymoon (2004) Gli innamorenti

Una storia di amore fuori dagli schemi…
Danny (Graham Sibley) e Denise (Tracy Coogan) sono innamorati malgrado abbiano in pratica lo stesso nome: uno sforzo per inventare nomi differenti il buon Gebroe poteva pure farlo. I due giovani si sposano e partono per una luna di miele di basse pretese: stiamo parlando di due ragazzi normali, squattrinati ma innamorati, quindi anche andare a sdraiarsi sulla spiaggia della loro cittadina può considerarsi “viaggio di nozze”.
Mentre sono lì però dall’acqua esce un subbaquo zombie che contagia Danny, e la luna di miele si trasforma in un incubo. Nella loro fredda casa Danny e Denise mettono a dura prova il loro amore appena sancito dai voti: hanno giurato di amarsi finché morte non li separi… ma come la mettiamo con la morte vivente?


Dal mio blog Fumetti Etruschi
Wolverine (2010) Sex + Violence

Anche i Mutanti provano amore… sebbene nel caso di Wolverine e Domino sia più rozza tensione sessuale.
«Domino ha aiutato la Loggia degli Assassini a mettere a segno un colpo ma poi si è resa conto che la cosa era troppo “cattiva” anche per lei e ha sabotato il colpo. Così ora si ritrova una secchiata di cattivi che le vogliono far male e mentre Logan cerca di capire cosa stia succedendo… si ritrovano entrambi in un fiume di pallottole.
Massacrare gente tanto stupida da sparare ad un immortale mette su di giri… e i due festeggiano la fine della sparatoria con uno scontro molto più fisico…»


Dal mio blog Citascacchi
La contessa di Hong Kong (1967)

I divi Marlon Brando e Sophia Loren si misurano a scacchi mentre si innamorano nell’unica location del film.
«In una prima scena, rimasta sola, Natascha passa il tempo giocando a scacchi, ma quando ormai è sbocciato l’amore con Mears i due parlano del proprio destino alla scacchiera. Mentre la Loren accenna una mossa – probabilmente a casaccio – Brando invece rimane immobile con lo sguardo piacione e non tocca gli scacchi.»


Dal mio blog Myniature
Pepé Le Pew

Numero 7 della “Looney Tunes Collection”, portata in Italia nel 2012 dallo sforzo congiunto di Warner Bros e Hobby&Work: dopo aver presentato il suo amore Penelope, ecco in persona Pepé Le Pew, «il seduttore più puzzolente del mondo!»
«C’è una bella differenza tra un gatto e una puzzolentissima moffetta… Ma Pepé Le Pew sembra non badare a certi particolari. L’importante per lui è avere qualcuno cui indirizzare le sue seducenti parole d’amore, versi che non di rado ottengono l’effetto opposto!»


Dal mio blog Italian Pulp Movie Posters
Romeo e Giulietta (1968)

Locandina italiana d’annata di un grande classico di Franco Zeffirelli.
Romeo e Giulietta (Romeo and Juliet, 1968) di Franco Zeffirelli, con Leonard Whiting e Olivia Hussey.
Uscito in Italia il 29 ottobre 1968 / Italian release: October 29, 1968.


Dal mio blog 30 anni di Aliens
Buon San Valentino alieno!

Un augurio xenomorfo a tutti!

L.

 
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Pubblicato da su febbraio 14, 2017 in Uncategorized

 

[Un libro, una storia] Cuore di tenebra

conrad-romanzi-e-raccontiNel gennaio del 1995 cominciai a spiluccare l’antologia “Romanzi e racconti d’avventura, di terra e di mare” di Joseph Conrad, numero 146 (17 giugno 1992) della storica collana “Grandi Tascabili Economici Newton” (Newton Compton). All’epoca le edicole sciabordavano di questi grandi classici a due spicci – 3.900 lire per l’epoca era davvero un prezzo imbattibile – e a casa della mia famiglia entravano a sciami come mosche.
A quel prezzo ci si poteva permettere di provare cose nuove, così per anni in casa abbiamo avuto scaffali piegati da queste variopinte edizioni tascabili di romanzi e saggi che hanno regalato più d’una sorpresa.

Nel 1995, dunque, provai a leggere questo famoso Cuore di tenebra spinto dalla più anomala delle curiosità. Nell’agosto del ’93 era uscito in edicola il numero 27 di “Nathan Never” dallo stesso titolo, una storia strana (firmata Bepi Vigna) che scontentò molti: alle critiche dei lettori la redazione della Bonelli rispose… che era appunto una storia ispirata al romanzo di Conrad.
Con la curiosità di scoprire quanta parte di quel romanzo ci fosse nell’albo di Nathan Never, iniziai la lettura dei più grandi romanzi della narrativa britannica. In fondo non importa perché si arriva ad un’opera, basta che si arrivi…

Letta sul letto – cioè ho letto il romanzo breve sdraiato sul mio letto – in 7 giorni, sebbene appunto sia un romanzo molto breve, Cuore di tenebra mi ha subito colpito nel profondo, già dalle prime righe. L’oppressione che descrive Marlow è tangibile e sono stato male fisicamente insieme al protagonista.
Da bravo fan di Aliens e del suo universo – che, lo ricordo, è nato ispirandosi all’opera di Conrad – ho riconosciuto subito la Compagnia: un’entità quasi mitogica, che tutto può e tutto sai, un dio lontano e crudele a cui è inutile raccomandarsi. (In seguito nel mondo di Aliens si è cominciato a chiamarla Weyland-Yutani, ma all’epoca era solo “La Compagnia”, scritta maiuscolo.)

heart_darknessLa rielaborazione di Francis Ford Coppola, Apocalypse Now – potreste averne sentito parlare – è coetanea ad Alien: in quel 1979 Coppola ricalcava il romanzo ambientandolo nel Vietnam mentre Ridley Scott ne prendeva il concetto di Compagnia, chiamando Nostromo l’astronave del suo film, come il romanzo di Conrad.
Quando nel 1997 arrivò il “film ufficiale del romanzo”, cioè una sceneggiatura scritta dichiratamente dall’opera di Conrad e non apocrifamente come Coppola, mi ha deluso: Tim Roth (Marlow) e John Malkovich (Kurtz) sono titanici ma non si respira l’opprimente caldo e la disperata afasia dell’opera di Conrad, dove ad ogni parola senti l’orrore di procedere all’interno di un cuore di tenebra.

La menzogna di Marlow è ovviamente il momento topico del romanzo, sebbene nessuna delle opere citate l’abbia esaltata a dovere. Quando il protagonista torna dal viaggio all’inferno, quando ha visto Kurtz gridare “l’orrore” come unica testimonianza di tutto ciò che può esistere al mondo, quando la moglie di Kurtz gli chiede quale siano state le sue ultime parole… a questo punto Marlow riscrive la storia, e decide che bisogna negare per andare avanti. Che bisogna mentire, per sopravvivere. E risponde alla moglie che Kurtz è morto pronunciando il suo nome… Perché ci vuole un po’ d’amore a questo mondo, anche se è finto.
Tranquilli, non vi ho rivelato nulla, sia perché non è un romanzo giallo e sia perché… se non l’avete letto finora, allora non lo leggerete mai!

Nel giugno dei quel ’95 ho leggiucchiato anche gli altri racconti dell’antologia ma dopo questo capolavoro il resto non mi ha proprio preso.
Un avamposto del progresso e La laguna ho un vago ricordo che mi siano piaciuti, e Gli idioti ricordo di averlo letto parola per parola immaginando un eventuale adattamento cinematografico, e questo me l’ha rovinato perché così facendo non ho fatto attenzione allo stile di Conrad, quando più non-cinematografico esista.

L.

 
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Pubblicato da su febbraio 13, 2017 in Uncategorized

 

L’Ornitorinco a Sanremo 2017

Il Festival di Sanremo 2017 è finito ed è momento di bilanci… Scherzo, in tutta la mia vita non ho visto un solo minuto di Festival e non inizierò certo ora, ma ho scoperto con grande piacere un “servizio” che mi sento di consigliare vivamente: il blog Ornitorinco Nano, specializzato in critica musicale, riassume a modo suo serata per serata, minuto per minuto… e riderete così tanto che non potrete più fare a meno di questo servizio!

Con commenti sferzanti, sarcastici, satirici ma soprattutto divertentissimi, l’Ornitorinco presenta tutti i cantanti in gara e commenta tutte le puntate. Se volete prendere a ridere un Festival che a me sembra più che drammatico, ecco i link imperdibili!

Se poi volete farvi del male, per il ridere, ecco le edizioni passate.

L.

 
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Pubblicato da su febbraio 12, 2017 in Uncategorized

 

L’universo oscuro delle fan fiction

aliens_boyka_coverCome sa chi segue il mio blog alieno, o il forum Alien e Predator Italia, la mia passione per l’universo degli alieni della Fox (Aliens e Predator) mi ha spinto a provare qualcosa che per me è davvero… alieno! Non ho mai seguito le fan fiction – racconti di appassionati che immaginano storie calate in un universo pre-esistente – finché non ho visto nel citato forum molti fan che si cimentavano con questa forma di comunicazione: perché non provarci? Magari unendo due delle mie molte passioni: alieni e arti marziali…

Così il 9 dicembre 2016 ho pubblicato sul forum la prima puntata di un’avventura scritta di getto, nata seguendo unicamente la voglia di divertirmi e di condividere con altri una passione in comune: Aliens vs Boyka.
Sebbene completamente inedito in Italia, Boyka è venerato in tutto il mondo da anni come il miglior personaggio marziale contemporaneo: il terzo film che lo vede protagonista doveva uscire a gennaio 2017 – e proprio in omaggio a quello ho iniziato la mia fan fiction – ma la data è slittata e chissà quando uscirà. (In Italia, comunque, non arriverà mai.) Che succederebbe se il più forte lottatore dell’universo si scontrasse con la più feroce creatura dell’universo?

Sto scrivendo questo non per fare pubblicità ad un eBook gratuito che interesserà solo un numero infinitesimale di lettori, bensì per parlare di un universo oscuro che ho scoperto, e che vorrei condividere: le perversioni della fan fiction.

Oltre ad aver pubblicato a puntate la mia fan fiction sul citato forum, sul mio blog alieno e poi averla raccolta in un eBook gratuito – eh sì, mi spargo in giro come un virus! – ho voluto fare il gargarozzone e l’ho pubblicata anche sul EFP: il tuo sito di fanfiction, vasto portale dove un numero impressionante di appassionati riversa la propria voglia di raccontare storie da universi narrativi pre-esistenti.
Ovviamente i gestori del servizio conoscono i loro polli e devono prevenire eventuali immancabili lamentele: il manuale per l’inserimento e i relativi campi a cui rispondere la dicono lunga sul livello di “pericoli” a cui si va incontro.

È abbastanza comprensibile che i gestori si raccomandino di non scrivere tutto in maiuscolo, di non usare lo “stile da cellulare” (con le frasi contratte e la x al posto di “per”), di non inserire offese, parolacce, bestemmie e improperi vari, di non copiare testi presi in giro e mille altre raccomandazioni più che plausibili.
Però poi arrivano i campi da riempire al momento di inserire la propria storia, e qui scopro un mondo a me ignoto…

Nella sezione GENERE ecco alcune opzioni fra cui scegliere:

Fluff = è il genere di quelle storie dedicate a momenti di dolcezza o tenerezza.
Slice of life = è il genere di quelle storie il cui scopo è descrivere semplicemente momenti o spaccati di vita quotidiana.
Song-fic = è il genere di quelle storie che sono costruite attorno ad una canzone. Attenzione, su EFP il testo della canzone non può costituire più del 30% del testo dell’intera song-fic.

Le descrizioni le posso comprendere, ma ignoravo esistesse un nome così preciso! Ma davvero ci sono storie costruite attorno ad una canzone?

Ci si diverte invece quando va specificato che tipo di rapporto intercorre fra i protagonisti della storia…

Het: tag per relazioni eterosessuali
Shonen-ai: tag per relazioni omosessuali tra uomini con fattezze NON reali (anime, manga, videogiochi, ecc…); storie in cui non si indugia nell’aspetto sessuale del rapporto
Shoujo-ai: tag per relazioni omosessuali tra donne con fattezze NON reali (anime, manga, videogiochi, ecc…); storie in cui non si indugia nell’aspetto sessuale del rapporto
Yaoi: tag per relazioni omosessuali tra uomini con fattezze NON reali (anime, manga, videogiochi, ecc…); storie in cui si indugia nell’aspetto sessuale del rapporto
Yuri: tag per relazioni omosessuali tra donne con fattezze NON reali (anime, manga, videogiochi, ecc…); storie in cui si indugia nell’aspetto sessuale del rapporto
Slash: tag per relazioni omosessuai tra uomini con fattezze REALI (film, telefilm, libri, ecc…)
FemSlash: tag per relazioni omosessuai tra donne con fattezze REALI (film, telefilm, libri, ecc…)
Crack Pairing: tag per coppie impossibili o improbabili

Ma chi è che si è messo a “battezzare” tutta ‘sta roba? Visti i nomi credo sia tutta roba di provenienza giapponese, ma non immaginavo bisognasse essere così precisi. E poi che vuol dire “fattezze non reali”? Tipo due unicorni maschi che amoreggiano??? E per coppie “impossibili” si intende tipo un elefante e una formica?

Eccoci infine agli AVVERTIMENTI: io ci ho perso la testa e ho scelto alla fine quello che più vagamente gli assomigliasse. Riporto l’elenco perché magari può essere utile ad eventuali autori di fan fiction.

AU = Alternate Universe (Universo Alternativo); fanfiction che utilizza i personaggi di un’opera ponendoli in un contesto o ambiente completamente differente da quello originale. Esempio: i personaggi di Harry Potter in un mondo in cui non esiste la magia.
Cross-over = fanfiction che si collega a universi relativi a opere/personaggi completamente differenti.
Lemon = storia che presenta ampie e dettagliate descrizioni di atti sessuali.
Lime = storia che presenta momenti erotici (in genere non descritti nel dettaglio) che non sfociano nell’atto sessuale vero e proprio.
Missing Moments = Momenti mancanti; fanfiction che raccontano momenti inseriti all’interno della trama originale dell’opera che però non sono mai stati raccontati.
Movieverse = relativo al film; avvertimento utile qualora l’opera originale abbia avuto una trasposizione cinematografica che ha alterato gli elementi dell’opera originale (sia essa libro, telefilm, fumetto o quant’altro), quali i personaggi, l’ambientazione o alcuni elementi della trama. Aiuta a far comprendere che si sta scrivendo una fanfiction che si rifà agli elementi decisi dal film.
OOC = Out of Character (Fuori dal personaggio); i caratteri dei personaggi originali di un’opera sono stati stravolti all’interno della fanfiction.
Otherverse = avvertimento è utile qualora l’opera originale esista in diverse forme (libro, film, fumetto, telefilm, cartone animato, ec…) e tra esse vi siano differenze a livello di personaggi, trama o ambientazione. Se una storia si rifà agli elementi della trasposizione cinematografica dell’opera, l’avvertimento corretto è Movieverse (vedi sopra), altrimenti ‘Otherverse’ copre le altre possibili forme di trasposizione.
Raccolta = storia in cui ognuno dei capitoli è una storia a sé stante, legata alle altre da un filo conduttore (un tema, un personaggio, ecc…)
Traduzione = la storia è stata tradotta da un’altra lingua e quindi non era originariamente scritta in italiano.
What if? = E se?; una fanfiction che modifica un elemento fondamentale della trama dell’opera originale e parte da lì per ricostruire come sarebbero andati i fatti se vi fosse stato quell’importante cambiamento. Esempio: se i genitori di Harry Potter non fossero mai morti, come sarebbe andata la storia?

La ciliegina finale arriva però con la sezione Avvertimenti sul contenuto: mandate i bambini a dormire…

Bondage: tag per scene di natura bondage. ATTENZIONE: è vietato l’elemento sadomaso.
Contenuti forti: tag per scene con contenuti forti, che possono turbare un lettore.
Gender Bender = fanfiction in cui il personaggio originale cambia sesso (da maschio a femmina o viceversa).
Incest: tag per relazioni incestuose. ATTENZIONE: vietate scene di sesso incestuose; leggere attentamente il regolamento
Incompiuta = storia destinata a non trovare mai una conclusione. Non è una definizione da assegnare alle storie incomplete ma ancora in aggiornamento.
Mpreg: storia che parla di una gravidanza maschile.
Non-con: tag per rapporti non consensuali. ATTENZIONE: è vietato giustificare o esaltare in qualunque modo lo stupro.
PWP: Plot, what Plot?; tag per scene di sesso spinte e non contestualizzate all’interno di una trama.
Spoiler! = anticipazioni sull’opera originale. Per anticipazioni si intendono tutti quei fatti non noti ai fan che seguano l’opera originale secondo il principale mezzo di diffusione in Italia.
Tematiche delicate = la storia tratta tematiche delicate (razzismo, abusi, ecc…)
Threesome: tag per scene di sesso con tre partecipanti.
Triangolo = la storia si basa su un triangolo amoroso.
Violenza: tag per scene particolarmente violente.

Qualcuno sa spiegarmi che tipo di storie trattino dei “rapporti non consensuali” stando attente a non giustificarli? E quindi si può parlare di incesto ma senza descriverlo, così come il bondage. Perché poi dovrebbero esserci “scene di sesso non contestualizzate”? Sto raccontando una storia e poi, a sorpresa, ci infilo una scena di sesso che non c’entra niente? Non è mica un film di Jess Franco!
Il massimo comunque rimane il fatto che esista un nome per indicare storie che trattino la gravidanza maschile…

Scopro dunque un mondo di perversioni sessuali che evidentemente ribolle sotto la facciata di fan che vogliono parlare di amore tra vampiri adolescenti: i “veri” argomenti che fuoriescono da questa tabella mi sembrano davvero ben altri!

L.

 
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Pubblicato da su febbraio 10, 2017 in Uncategorized

 
 
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