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[Pseudobiblia] Le verità (2019)

30 Mar

Sicuramente avrà fatto un figurone a Venezia e agli altri festival cinematografici dov’è stato presentato, ma appunto quello di Hirokazu Koreeda ha il pungente e non sempre piacevole sapore di un “film da festival”, cioè un prodotto furbetto confezionato in modo tale da sembrare raffinato e mascherare il vuoto totale alla sua base.

Sono sicuro che i giornalisti si saranno sperticati in lodi su quanto sia ancora affascinante Catherine Deneuve, che da 120 anni è l’unica cosa che si può dire di un’attrice che nessuno ricorda più l’ultima volta che abbia recitato: perché non fate i complimenti al suo reparto truccatori? Sono loro che fanno tutto il lavoro, lei si limita a stare là, ferma come una statua di cera.

Da questo livore si dovrebbe capire la mia profonda delusione nei riguardi di questo film, che aveva tutti gli elementi per essere un’opera deliziosa e invece è riuscita a crollare drammaticamente in basso pur partendo da una base non certo altissima: sto parlando di “Le verità” (La vérité, 2019), distribuito dal 4 marzo scorso in DVD BiM.

Il succo della storia è che Fabienne Dangeville (Catherine Deneuve) è una vecchia attrice vanesia che ha appena pubblicato un libro di memorie, ovviamente auto-celebranti ed auto-incensanti, e per l’occasione stanno girando un film sulla sua vita, con lei stessa come protagonista alternata ad una giovane attrice che la interpreterà da ragazza.

Per l’occasione arriva la figlia Lumir (Juliette Binoche) e suo marito Hank (Ethan Hawke), un attore americano che vivacchia nell’ambiente e con sospetti problemi di alcolismo. Appena iniziato a leggere il libro Lumir sbianca e rimprovera la madre: non una sola singola frase di quella biografia è vera, è un’enorme montagna di bugie auto-elogianti da far venir la nausea. La Dangeville si spaccia come madre amorevole e moglie esemplare, quando tutti sanno che non gliene è mai fregato niente né della figlia né tanto meno del marito.

Una falsa biografia: in entrambe i sensi dell’espressione!

Il piatto ricco è speziato da problemi secondari, come la gelosia verso la giovane attrice che la interpreta – che ha echi in una brutta storia del passato, con un’attrice rivale che la Dangeville avrebbe “sistemato” a dovere – il disprezzo per il lavoro da attore di Hank e un maggiordomo più affezionato che rispettoso. Tutto buono… ma tutto buttato via.

Stancamente si dipana una sceneggiatura vuota che punta tutto sul fatto che lo spettatore già nella prima mezz’ora abbia capito tutto dello svolgimento della vicenda – cioè quella che vi ho raccontato qui – e quindi il regista e sceneggiatore tira i remi in barca. A che serve parlare oltre? Tanto c’è la Deneuve che è sempre bella, ai giornalisti non importa altro. (In fondo nessun giornalista era nato quando la Deneuve recitava da persona viva.)
Superata la mezz’ora il film semplicemente si perde in borbottii e parlotti che portano verso il nulla: l’inconcludenza superficiale è l’unica sensazione che rimane di un film che sicuramente sarà piaciuto ai festival e ai giornalisti senza nulla da recensire.

Però rimane una ghiotta pseudo-biografia…

L.

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6 commenti

Pubblicato da su marzo 30, 2020 in Pseudobiblia

 

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6 risposte a “[Pseudobiblia] Le verità (2019)

  1. Sam Simon

    marzo 30, 2020 at 8:54 am

    Peccato, che la storia sembra intrigante! Certo arrivarci a 120 anni come c’è arrivata la Deneuve! X–D

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    • Lucius Etruscus

      marzo 30, 2020 at 9:03 am

      La storia è un canone, ogni film-libro-fumetto che parla di un divo lo ritrae vanesio e con varie ferite aperte nei confronti dei figli, e ogni storia di questo tipo mostra o la redenzione del divo, che capisce la vacuità della fama e riscopre i valori familiare, o l’autodistruzione del medesimo, troppo innamorato di sé per amare qualcun altro. E’ un format ripetuto da sempre.
      Qui l’autore forse voleva fare qualcosa di nuovo ma non sapeva cosa, quindi semplicemente si è limitato a non fare niente: dette le cose ovvie, già dette da tutte le altre storie di questo canone, ha biascicato e parlottato fino ad un finale inconcludente.

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  2. Conte Gracula

    marzo 31, 2020 at 1:15 pm

    Lo spunto non era male. Però sì, il divo vanesio e farabutto è troppo già visto.
    Io farei così: nella sua autobiografia, la Dangeville rivela di essere il dottor Mengele, che ha usato le sue ricerche mediche criminali per diventare la Deneuve, impervia allo scorrere del tempo.
    Sua figlia, Ilsa la belva delle SS, è contraria perché questa mossa le metterà nel mirino degli cacciatori di nazisti della serie Netflix Hunters, e tutti hanno paura di Al Pacino che guida quel gruppo.
    Se ne avrò voglia, preparerò anche il seguito in crossover con Iron Sky 😛

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    • Lucius Etruscus

      marzo 31, 2020 at 1:17 pm

      Lo vedi com’è possibile prendere una trama canonica e crearne un gioiellino che chiunque vorrebbe vedere? ^_^

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      • Conte Gracula

        marzo 31, 2020 at 1:26 pm

        Come dissi a degli amici parecchio più giovani di me (che se dicono una cavolata, mi scatenano una cavolata peggiore in risposta) ho più di quarant’anni di pattume in testa e tutte le idee si mescolano in modi assurdi ^^

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