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[Pseudobiblia] Tra le pagine della pazzia (2018)

È inarrestabile la parata di cine-scrittori e pseudobiblia offerti dai filmetti che TV8 e RAI importano a piene mani: oggi tocca a “Tra le pagine della pazzia” (The Danger of Positive Thinking, 2018) di Sam Irvin, che trovate ancora su RaiPlay, anche se non so per quanto.

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Pubblicato da su giugno 23, 2021 in Pseudobiblia

 

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[Pseudobiblia] The Goes Wrong Show (2019)

Se avete Prime Video dovete ASSOLUTAMENTE vedervi la serie britannica “The Goes Wrong Show“, il cui unico difetto è di avere solo sei episodi!

Può capitare che in una rappresentazione teatrale qualcosa vada storto, ma che succede se tutto va storto? Come sapranno recuperare gli attori? La compagnia teatrale Mischief Theatre ha dato vita ad una fittizia compagnia, Cornley Polytechnic Drama Society, impegnata in rappresentazioni per la BBC che vanno sempre male, con incidenti di scena di ogni genere e gli attori impegnati in cadute assurde e gli incidenti più impensabili: i protagonisti non sono solo bravissimi attori, ma anche abili atleti e cascatori eccezionali, viste le cadute rovinose che devono affrontare e i voli attraverso la scenografia.

La serie regolare sulla BBC inizia il 23 dicembre 2019 con “The Spirit of Christmas“, classico speciale natalizio per famiglie dove però una serie di variopinti incidenti costringe gli attori alle trovate più irresistibili. L’episodio inizia nel migliore dei modi… con un libro falso! Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su giugno 21, 2021 in Pseudobiblia

 

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[Pseudobiblia] Il ragazzo dei miei sogni (2019)

Nuovo appuntamento con i filmetti romantichelli di TV8 a sfondo pseudobiblico: oggi parliamo de “Il ragazzo dei miei sogni” (The Dating List, 2019) di David I. Strasser, in prima visione su TV8 il 31 maggio 2021.

L’entusiasta Abby Morel (Natalie Dreyfuss) arriva dritta da Toledo per fare il salto di qualità in carriera, così fa un colloquio di lavoro con Susan Danvers (Carmel Amit) per un posto da co-redattrice per la casa editrice Belle & Howe, «la più grande del nord-ovest del Pacifico» (?), nota principalmente per i romanzi di Dexter Hayes.

La prima edizione del primo romanzo dell’autore misterioso

Questo misterioso autore – che ha esordito con “Below the Red Umbrella” – nessuno l’ha mai visto di persona e da due anni non pubblica più niente, eppure è il fiore all’occhiello della casa, con i suoi grandi successi come “The Painter’s Dilemma“, “The Runaway Priest“, “The High Road” e “Past Broken Promises“. «Nella sua prosa ha una sorta di liricismo poetico», qualsiasi cosa questo voglia dire.

Libri di Hayes su ogni parete

Anche di lato

L’autore più letto in città

Prima del colloquio Abby si ferma ad un bar e non rispetta la fila, così la sua ordinazione si “fonde” con quella di Dan (Andrew Dunbar): mi sembra ovvio che abbiamo già conosciuto il vero volto di Dexter Hayes!
Nello scontro i due si scambiano distrattamente le borse e la donna si ritrova in mano un manoscritto molto interessante: è l’inizio di una collaborazione a reciproca insaputa.

Sento puzza di bestseller

Quello che Abby ha letto, sottraendolo a Dan, è il manoscritto di “All the Way to the Sky“, un romanzo di Greg Cooper che è un amico di Dan e uno dei pochi a sapere la sua vera identità. Visto che Abby cerca qualche nuovo autore per fare colpo sulla spietata Susan, ecco che spinge per presentare questo Cooper.
Assistiamo alla nascita della copertina del suo libro, che da un progetto molto sobrio…

… passa a qualcosa decisamente più variopinto.

Alla fine verrà stampata una terza versione ancora.

Intanto Abby e Dan iniziano a frequentarsi come amici (si inizia sempre così) e lui le mostra la sua libreria preferita: “Book N Bean“. Libro e fagiolo? Ma che nome è? Forse è un modo di dire americano.

Un titolo strano, per una libreria

Qui ci vengono mostrati dei libri di cui non ho trovato tracce, quindi probabilmente sono stati creati per l’occasione.

Ucci ucci, sento odor di falsi librucci…

Tipo questo? Letter Number Four di Theodore Khow

O tipo questo? Dinosaurs di Cosmo S. Wallace

Dan rivela ad Abby di star lavorando ad un romanzo, “Se fossi te“, ma non le dice ancora di essere un noto scrittore: anche perché una sorta di “blocco” gli impedisce di essere all’altezza della propria fama, e ci voleva l’ammmòre per sbloccarlo. Non sappiamo però altro di questo suo nuovo titolo, così come non sappiamo il destino di “Nome in codice: Grace“, romanzo affidato ad Abby e poi scomparso nel nulla.

State tranquilli che l’ammmòre trionferà e i problemi editoriali verranno tutti risolti tra baci e abbracci. Perché gli autori di questi filmetti vogliono bene a tutti… tranne ai lettori di fantascienza!

Il mondo dei filmetti romantichelli odia la fantascienza

Va infatti sempre ricordato che parliamo di un mondo al femminile, dove la fantascienza è considerata la peggiore spazzatura della galassia, quindi nella vicenda ci viene raccontato che la casa editrice per vil denaro pubblica un romanzaccio dozzinale, “Spaceman Jack and the Pirate Princess” di Craig Spratt, roba illeggibile ma che quei beoti dei fan della fantascienza comprano a valanga e quindi sono incassi a cui non si può voltare le spalle.

Perché un film di buoni sentimenti alla fine deve riversare così tanto disprezzo su un genere letterario? Non credo che sia invidia, visto che il romance è in assoluto il genere più venduto di sempre e per sempre: misteri dell’ammmòre.

L.

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Pubblicato da su giugno 14, 2021 in Pseudobiblia

 

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[Pseudobiblia] Una rete di bugie (2013)

Mi è capitato di vedere su Prime Video la commedia romantica “Una rete di bugie” (A Case of You, 2013) di Kat Coiro, inedito in home video quindi solo su Prime si può vedere in italiano.

La vicenda è un classicone. C’è il giovane protagonista un po’ imbranato Sam (Justin Long, co-sceneggiatore del film) che si innamora della bella barista Birdie (Evan Rachel Wood) ma, com’è obbligatorio in queste storie, non ha il coraggio di presentarsi a lei così com’è, perciò decide di mentire e costruirsi un personaggio che possa essere più appetibile agli occhi della donna.

Un tempo il protagonista avrebbe dovuto spiare di nascosto la donna per capire i suoi gusti, oggi invece ci sono i social ed è tutto più facile: tramite la pagina di facebook Sam scopre tutto di Birdie, ogni suo gusto in qualsiasi aspetto della vita, così da inventare l’uomo perfetto per lei.

Tutto va come deve andare e il finale è abbastanza paraculo da non doversi sforzare troppo, comunque è un filmetto simpatico: soprattutto se, come me, lo guardate mentre siete vittima della reazione alla prima dose del vaccino Astra Zeneca!

Ciò che importa qui è che Sam è uno scrittore di successo, anche se forse “scrittore” è esagerato, così come “di successo”.

Che strano negozio: fornaio e fumetteria…

Il termine non viene mai menzionato, ma è chiaro che Sam Newman scriva novelization, cioè versioni romanzate di film di successo, come per esempio il recente “Teen Vampire. Revenge of the Baldroozens“.

Un firma-copie di grande affluenza!

I produttori e gli agenti letterari spietati come Alan (Vince Vaughn) sanno che un film di successo fa vendere bene anche il relativo libro, così Sam si ritrova a scrivere di avventure di vampirelli innamorati, che piacciono tanto ai giovani.

Tipici fan di storie di vampirelli innamorati

Il problema è che non tutti i fan lettori sembrano aver capito il concetto di novelization, così un giovane appassionato di Teen Vampire chiede a Sam:

«Cosa ha ispirato la decisione di uccidere Tabataa, alla fine? È perché aveva infranto il sacro giuramento delle Ninfe di Baldroozen?»

La faccia di uno scrittore di fronte alle domande di un suo lettore

Con malcelato imbarazzo Sam deve spiegare all’entusiasta lettore che si è limitato a seguire la sceneggiatura del film. Il risultato è un lettore deluso e con il cuore spezzato.

La faccia di un lettore quando incontra uno scrittore che amava

È buona regola non fare mai domande agli scrittori, perché raramente ci piaceranno le loro risposte.

Oggi più che mai, igienizzarsi le mani dopo aver incontrato dei giovani fan dei vampiri!

L.

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Pubblicato da su giugno 9, 2021 in Pseudobiblia

 

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[Pseudobiblia] L’uomo dei miei sogni (2014)

L’ammmmòre tra i “libri falsi”

Ecco tornare l’appuntamento con l’ammmmmòre tra i libri falsi, con il film “L’uomo dei miei sogni” (Looking for Mr. Right, 2014) di Kevin Connor, regista storico (classe 1937!) che ha diretto uno dei grandi film della mia adolescenza: La terra dimenticata dal tempo (1974). Scoprire che è finito a girare filmttini televisivi mi mette tanta tristezza.

La scrittrice Annie Butler (Sarah Lancaster) è disperata perché non riesce a trovare una casa editrice interessata al suo manoscritto, poi un giorno si lascia convincere dalla pubblicità televisiva di un nuovo libro motivazionale: “Le tre E” (Three E’s) di Rowena St. Cloud (Ruth Williamson).

Tre “E” che cambieranno la vostra vita, e vi faranno dire “Eeeh”!

Grazie a questo libro la nostra Annie trova l’energia di fare le cose più ovvie, quelle che già avrebbe dovuto fare prima ma a quanto pare senza i libri motivazionali nessuno muove un dito.

Così fa mente locale su come descrivere il suo personaggio, qualcosa che evidentemente non aveva fatto prima, e si mette a creare George Burns, l’uomo perfetto, un po’ micio un po’ macho, atletico ma anche riflessivo, cuoco ma anche ascetico, alto ma anche basso, moro ma anche biondo, e non sembra esserci altra trama. Il titolo del romanzo è ovvio: “Il mio George” (My George). E che ci vuole?

Il primo libro al mondo senza trama né sviluppo: descrive solo l’uomo ideale e basta

Detto fatto, c’è una casa editrice convinta sarà il successo dell’anno, ma è anche vero che a dirigerla c’è Della Anderson (Vivica A. Fox, eroina della Z romantichella) il cui entusiasmo è decisamente abnorme:

«In questo settore non ci lasciamo trasportare, ma siamo tutte pronte a scommettere che dalle adolescenti brufolose alle mamme casalinghe, là fuori ci sarà la gara per comprare il tuo libro.»

E questo perché non si lasciano trasportare…

Una che c’ha naso per i romanzetti rosa da due soldi

Il libro viene stampato, viene inviato ai blogger per farlo recensire – specificando che è tutta pubblicità a gratis – in pochi secondi è già il fenomeno più discusso in città e tutti adorano George, il marito di Annie. Al che finalmente la scrittrice capisce lo strano equivoco: il libro è stato stampato a sua insaputa come biografia, non come romanzo.

Ora la dinamica editrice vuole che Annie si presenti ai vari lanci del romanzo con al fianco il suo George, l’uomo perfetto di cui tutte le lettrici d’America sono invaghite: e ora dove lo si va a trovare?

Ecco la pubblicità sull’autorevole quotidiano “The City Beacon”

Una venditrice spregiudicata come Della non ha problemi a trovare un George qualunque da portare a spasso per presentazioni librarie e trasmissioni televisive, noleggiandolo da un’agenzia di modelli. Cioè… quello sarebbe un modello?

Non c’erano proprio altri candidati per fare l’uomo perfetto?

Intanto però la nostra Annie guarda caso ha trovato un “vero” George, un agente immobiliare di successo che sembra corrispondere a molti dei requisiti del libro: sarà mica arrivato il vero amore? Ovvio che no: è biondo e ricco, quindi è innamorato solo di se stesso.

Un “vero” George ma non quel George

Sempre guarda caso Annie ritrova un amico d’infanzia, moro e muscoloso, che porta avanti la sua azienda di giardiniere, quindi fa un lavoro “di mano” perciò onesto e proletario: mi sembra ovvio che è lui il vero amore, vista la qualità della sceneggiatura, anche se non si chiama George.

Un lavoratore infaticabile, che infatti non s’affatica e legge i romanzetti rosa

Alla fine dunque cade la maschera, tutta ’sta pagliacciata per raccontare la solita storia di una protagonista ambita da due uomini che incarnano i due canoni standard: capelli chiari e algido, capelli scuri e passionale. Che profondità, che spessore, che chicchi ricchi!

Ben quattro pseudo-autori con i loro pseudobiblia alle pareti: purtroppo solo uno viene presentato

L’espediente dello pseudobiblion, il “libro falso”, è servito solo a fare da sfondo ad una banalissima storiellina canonica, e rimane il mistero di cosa parli Il mio George: tutti i personaggi l’hanno letto, tutti lo considerano un capolavoro, nessuno che però ci faccia sapere di cosa parli. Dalle descrizioni iniziali sembra l’elenco dei pregi di George: sarà un’apologia giorgiaria? Forse George si sente il re della foresta ma non ne fa una giusta, come recita una vecchia sigla che mi sembra più interessante di questo film.

L.

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Pubblicato da su maggio 7, 2021 in Pseudobiblia

 

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[Pseudobiblia] Copycat (1995)

Continuo a parlare del film “Copycat – Omicidi in serie” (Copycat, 1995) di Jon Amiel, che ho visto recentemente su Prime Video, ma stavolta in merito squisitamente pseudobiblico: infatti la protagonista Helen Hudson (Sigourney Weaver), fra le più grandi esperte di assassini seriali, ha scritto un saggio che viene lasciato intendere sia quasi la Bibbia dell’argomento: “The Mind of a Serial Killer“.

Questo libro lo vediamo la prima volta a casa dell’assassino a cui la polizia sta dando la caccia, un crudele omicida specializzato nel copiare delitti famosi (da cui appunto il titolo del film), ma lo vediamo anche nella “biblioteca personale” della cella del criminale che la Hudson ha contribuito a catturare.

Il giovane Harry Connick jr. si cala nei panni del perfido e schizzato Daryll Lee Cullum che, una volta incarcerato e diventato famoso per essere stato un assassino seriale, ha sfornato l’immancabile libro da vertici delle classifiche: “My Life with a Knife“.

Poteva non dedicarne una copia alla criminologa che l’ha fatto arrestare?

Però regalare un libro così, normalmente, pare brutto: rendiamo l’esperienza unica… e usiamo un dito umano come segnalibro!

Potremmo pensare che si tratti di un semplice oggetto di scena, un libro finto di cui sono state stampate solo la copertina e la pagina del titolo, invece un primo piano ci dimostra che è un libro vero.

Lo stesso primo piano mi consente di copiare qualche riga e cercarla nei grandi database della Rete, scoprendo che per girare questa scena è stata usata una copia del romanzo “Assumed identity” (1993) di David Morrell, portato in Italia nel 1994 da Sonzogno con il titolo “Falsa identità“. Chi l’avrebbe mai detto che l’autore di Rambo si sarebbe trovato a prestare un libro per fingere sia di un assassino seriale?

Morrell sarà stato informato di questo trucchetto del film? È uno molto attento ai diritti delle sue opere, per me se lo viene sapere… scatena una guerra che neanche se la sognano!

L.

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Pubblicato da su maggio 5, 2021 in Pseudobiblia

 

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[Pseudobiblia] Le pagine dell’amore (2017)

Il 5 marzo 2021 è andato in onda su TV8 uno dei consueti filmetti romantichelli dell’emittente, “Le pagine dell’amore” (Happily Never After, 2017) di David S. Cass sr., ma stavolta credo sia un divertente sguardo su un aspetto sociale forse poco dibattuto: lo “scambio dei sessi”.

Protagonisti sono infatti due scrittori di successo, ma già nei titoli di testa ci vengono presentati con caratteri contrapposti e ben lontani dagli stereotipi vecchio stampo: diciamo che sono scrittori “moderni”.

Abbiamo <b (Danielle Savre) che si allena tirando di boxe ed è un’apprezzata autrice di «romanzi criminali» (così almeno rende il doppiaggio italiano), come per esempio “King of Crime“, di cui vediamo la copertina trasformata in poster nella casa dell’autrice.

Dall’altra parte c’è Josh (Rick Cosnett), tenerone puffoloso che si allena con i videogiochi puffolosi e scrive romanzi orsacchiottosi secernendo coniglietti da ogni poro: le avventure del suo Jimmy Calzino di Spugna (Jimmy Sweatsock) sono al primo posto delle vendite. Di quali vendite? Credo degli psicofarmaci.

I due scrittori condividono un burrascoso passato in comune, ma condividono anche l’agente Gene (il bravo Ted McGinley, volto televisivo dalla carriera sterminata) della Roxbury Publishing, agente che ora si ritrova a fare da elemento catalizzatore fra i due caratteri contrapposti.

Quando Josh e Kate stavano insieme avevano scritto a quattro mani un romanzo di grande successo, “La cantina magina” (Magic Cellar), ma poi con la separazione ognuno ha intrapreso generi diversi.

Ora l’editore vuole assolutamente un seguito di quel romanzo, quindi l’agente Gene spinge i suoi due autori a tornare a collaborare. Come potrà la seria e concreta Kate accettare nel suo austero studio di scrittrice quel bambinone giocoso di Josh?

La trama procede con i due ex amanti che fingono di stuzzicarsi a vicenda ma l’abbiamo capito tutti che entrambi covano l’ammmmòre, mentre Kate viene raggelata dal rifiuto della casa editrice del suo nuovo romanzo: nasce il serio dubbio che la donna funzioni come scrittrice solo quando è in coppia con Josh, e quindi è una colpo terribile all’autostima indipendente della donna forte che Kate rappresenta.

Tranquilli, tutto si risolverà per il meglio, ma seguendo curiosamente un razzistico stereotipo paternalistico: è solo quando l’uomo dice di avere fiducia in lei, la donna prende coraggio. Ma come, il film è tutto improntato sull’indipendenza psicologico-lavorativa della donna e poi ha bisogno che l’uomo creda in lei per farcela? In che tempi confusi viviamo…

In mezzo ad altre due storielle parallele che non c’entrano una mazza e sembrano prese da un altro film – probabilmente un’allungatura perché la storia principale è così minuscola che non si arrivava ai canonici ottanta minuti – Josh e Kate decidono di scrivere due libri in contemporanea: “Return to Magic Cellar” per far contenti i lettori, e “Mob Money“, uno studio su un boss mafioso appena arrestato che Kate voleva tanto scrivere. Ovviamente entrambi ai primi posti delle classifiche di vendita.

Guardate questa foto in alto, i due personaggi sono in posa mentre un loro amico scatta loro una foto. Poi viene mostrata la foto… ed è diversa! Come a dire che la finzione di questo film va così oltre da essere doppia!

La totale superficialità del filmetto supera anche il cattivo di gusto a cui TV8 ci ha abituato, ma almeno la parte letteraria è stata divertente.

Chiudo con una curiosità deliziosa. Ad un certo punto Kate va in una libreria e nel reparto dell’usato trova il suo libro al fianco di due volumi firmati da Tom Stanfield: An Open Heart e The Diary… cioè il falso autore e i falsi libri protagonisti del film “Cercasi Michael disperatamente” (2014), anch’esso della Larry Levinson Productions!

Come negli anni Trenta amici scrittori (Lovecraft, Bloch, e altri) si scambiavano pseudobiblia, citando l’uno i “libri falsi” inventati dall’altro, così oggi succede nei filmetti romantichelli, che in fondo sono il perfetto corrispettivo di “Weird Tales”: intrattenimento a basso costo per lettori di bocca buona.

L.

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Pubblicato da su aprile 26, 2021 in Pseudobiblia

 

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Il fidanzato della mia ragazza (2010)

A forza di guardare l’abisso si diventa l’abisso, ma è anche vero che a forza di guardare filmacci con libri falsi e falsi scrittori si finisce per trovare l’oro!

In questo blog di cinescrittori, cioè di filmetti romantichelli con protagonisti romanzieri, ne sono passati tanti ed è stata tutta una preparazione al capolavoro, finalmente incontrato: “Il fidanzato della mia ragazza” (My Girlfriend’s Boyfriend, 2010) scritto e diretto da Daryn Tufts.

È disponibile in DVD Minerva Pictures 2013 ma io l’ho visto sulla piattaforma Prime Video.

Sto parlando di un tipico filmetto d’amore da TV8, e infatti questo titolo è passato su quella emittente dal 2016 al 2018, dopo aver bazzicato per anni su RaiMovie.

È una storiellina d’amore cucita addosso ad Alyssa Milano, diva del romantichello, eppure… è uno dei migliori divertissement cine-letterari incontrati negli ultimi anni.

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Pubblicato da su aprile 19, 2021 in Pseudobiblia

 

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[Pseudobiblia] Rapita – Kept Woman (2015)

Per “colpa” del mio amico Willy l’Orbo, con cui condivido una cocente e irresistibile passione per la serie Z, sto cominciando ad apprezzare i piccoli thriller che i distributori italiani riversano a secchiate in TV e sulle piattaforme, e la cosa non mi fa stare tranquillo: temo che il mio gusto si stia sempre più disfacendo, tanto che ho visto dei titoli che oserei definire “piacevoli”. Parlando di serie Z, vuol dire che ormai sono del tutto perso…

Su Prime Video mi è capitato di vedere – e, ahimè, di apprezzare – il canadese “Rapita” (Kept Woman, 2015) di Michel Poulette, uno dei tanti inediti in home video presenti sulla piattaforma e solo qui visibili in lingua italiana. Non mi stupisce che il film sia apparso già dal 2017 su TV8, visto che è proprio in linea con lo stile del canale.

Come dicevo, il film mi è piaciuto e non vale la pena parlarne sul mio blog di cinema, “il Zinefilo”, ma vale la pena citare qui l’aspetto pseudobiblico della vicenda.

La protagonista Jessica Crowder (Courtney Ford) è un’aspirante scrittrice di libri molto apprezzati, soprattutto negli Stati Uniti: quei titoli che credo chiamino true crime, cioè saggi che ricostruiscono terribili fatti di cronaca nera. Jessica ha una passione sfrenata per le donne rapite e tenute ostaggio, tanto da essere sempre distratta nel suo lavoro per continuare le ricerche che un giorno la porteranno a scrivere un libro sull’argomento, ma in realtà finora non ha scritto ancora nulla.

Un brutto giorno il suo viscido vicino di casa Simon (Shaun Benson), che sembra tutto perfettino, la tramortisce, la rapisce e la infila nella propria cantina, adibita a vero e proprio appartamentino anni Cinquanta, dove la donna dovrà passare il resto della vita, insieme ad un’altra rapita, Robin (Rachel Wilson).

Benvenuta nella tua nuova vita, nella mia cantina

Jessica si ribella e cerca un modo per fuggire che però non sembra esistere, visto che Simon ha installato una porta la cui combinazione conosce solo lui: quand’anche aggredissero l’uomo o addirittura lo uccidessero, le due donne rimarrebbero murate vive nella cantina. Come se non bastasse, gli anni di reclusione hanno vistosamente minato la psiche di Robin, che si rivela essere una compagna di prigionia non proprio collaborativa.

Non possiamo accusare Simon di non curare le donne che ama, infatti a Jessica regala una macchina per scrivere: ora finalmente ha il tempo necessario per il suo libro!

Conclusa la vicenda (non vi dico come: dovete vedervi il film!), scatta lo schema tipico che abbiamo già trovato in tutti i thrillerini a sfondo librario: la vicenda finisce sempre in uno pseudobiblion con lo stesso titolo del film.

Malgrado il plurale, la regola “libro con il titolo del film” è rispettata

Sfuggita al suo rapitore, Jessica ha trovato finalmente il materiale perfetto per il libro che da anni sognava di scrivere: non c’è bisogno di fare ricerche o intervistare i protagonisti… visto che è lei stessa protagonista e documentarista dell’intera vicenda.

Oh, mi raccomando: sbrigati a uscire che dobbiamo scrivere il seguito

La donna va a trovare in galera Simon per sbattergli in faccia il suo libro, che dona all’uomo con tanto di dedica, in cui gli ripete una frase che durante la cattività era lui a dirle: «Questo è il tuo destino: accettalo».

Il destino di ogni fatto di cronaca è di finire in un libro

La storia non si sforza di farci capire i sentimenti di Simon: chissà cosa provano i criminali una volta che si scoprono protagonisti di un libro true crime.

Non è da tutti essere il “cattivo” di un libro

Il destino delle vicende da thrillerino di TV8 è di finire tutte in un libro, vista la quantità di pseudobiblia che sforna questo genere di produzioni televisive.

La finzione che rincorre la cronaca nera

Da una parte sono contento di come l’“oggetto libro” sia ancora così venerato da essere un elemento fondamentale ed insostituibile della narrazione popolare, dall’altra mi dico che se li leggessero, invece di venerarli come oggetti, sarebbe meglio, ma non si può avere tutto…

L.

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Pubblicato da su marzo 24, 2021 in Pseudobiblia

 

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[Pseudobiblia] Book of Swords (1996)

Oggi sul mio blog Il Zinefilo parlo di un filmaccio marziale interpretato da attori che hanno “prestato il proprio corpo” ai videogiochi di Mortal Kombat: sto parlando di “Book of Swords” (1996) di Peter Allen.

Il protagonista (Ho-Sung Pak) è l’incarnazione moderna di uno spirito dragone del passato, o qualche stupidata simile, e per tutta la pessima storia del film il cattivo cerca il “Libro delle Spade“, antico scritto da cui deriva un potere tanto misterioso quanto inspiegabile.

Un libro dal potere inspiegabile e inspiegato

Non ci crederete, ma questo antichissimo scritto che tutto il mondo cerca… sta lì a due passi, visto che ce l’ha uno storico locale. Il quale ci regala un ricco passaggio. Siete pronti a conoscere il contenuto di un libro così antico e potente?

«Questo libro è l’unica copia conosciuta del Libro delle Spade. Narra la storia di Quai-Shin, un mistico e brutale guerriero. Cinquecento anni fa Quai-Shin guidò una terribile e sanguinaria scorribanda attraverso gran parte dell’Asia, la sua violenza divenne leggendaria. Quai-Shin venne apparentemente sconfitto, dopo trent’anni di terrore, da un singolo uomo: un guerriero che credeva di avere lo spirito del Drago in lui. Quest’uomo, involontario protettore del suo popolo, si fece avanti e percorse la sua strada superando ostacolo dopo ostacolo. Questo guerriero sconfisse Quai-Shin e apparentemente lo uccise, ma i suoi seguaci – i Low Kings – possono restituire al suo spirito le spoglie mortali, e quando il momento giuge Quai-Shin può assumere forma umana.»

Illustrazione dall’antichissimo “Libro delle Spade”

Abbiamo anche una parte dedicata alla Profezia:

«Quando passione e strategia si scontrano violentemente sulla Terra, allora il cielo cade. Uno dovrà vivere, e l’altro dovrà morire. Il dragone e lo spirito dovranno combattere sotto spoglie umane. Per vincere questo scontro di carne e metallo il dragone dovrà affrontare il più difficile da sconfiggere».

Altra antica illustrazione

Non sappiamo altro di questo libro, che in pratica scompare dalla trama, quindi ci resterà sempre la curiosità di sapere che tipo di potere avrebbe dato al possessore e come si sarebbe mostrato, questo fantomatico potere.

L.

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Pubblicato da su febbraio 18, 2021 in Pseudobiblia

 

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