RSS

Archivi tag: pseudobiblia

[Pseudobiblia] Un felice Natale (2017)

Siamo in pieno periodo natalizio su TV8, canale in chiaro che da settimane sta presentando prime visioni italiane introvabili altrove con tanto rosso e verde, tanti buoni sentimenti, regali e ammmmòre. Anche quest’anno il Natale è anticipato da secchiate di filmettini romantichelli. Per fortuna a volte hanno anche “libri falsi”.

È il caso di “Un felice Natale” (A Joyous Christmas, 2017) di Allan Harmon, andato in onda su TV8 il 16 novembre 2021.

Siamo a Fall Oaks, nel pieno del festival natalizio annuale, e qui scatta il domandone: ma perché, da altre parti i festival natalizi li fanno ogni sei mesi? Se è “natalizio” per definizione lo si fa a Natale, festa che come ogni altra festa del calendario cade solo una volta l’anno. Ma va be’, non cominciamo a fare i pignoli.

Quest’anno però il festival natalizio di Fall Oaks – che non è chiaro in cosa consista – è arricchito da un evento che manda la città intera in fibrillazione: è tornata Rachel Kennedy! Oh che bello, è tornata Rachel Kennedy, finalmente una buona notizia. Al che scatta il secondo domandone: chi cacchio è Rachel Kennedy?
Scopriamo che è una scrittrice (interpretata da Natalie Knepp) che si appresta a presentare il suo evento dal vivo: «la celebrazione dell’ispirazione». Qui scatta il terzo domandone: ma che vuol dire? Temo sia una di quelle robe che piacciono tanto, dove qualcuno per soldi dice a una platea cose ovvie, che la platea sapeva già gratis.

Meno male che Rachel Kennedy ci parla di ispirazione a pagamento

Comunque tutta la vicenda ruota intorno all’uscita del nuovo saggio di Rachel, che è una scrittrice motivazionale – genere che tira di brutto in America – così dopo il suo precedente saggio “Meriti tutto questo” (“tutto questo” cosa? è positivo o negativo?) ecco che sta per uscire un libro che già dal titolo è un capolavoro: “Prima io” (Me First!). Ah, quante domande senza risposta genera questo titolo…

Questo libro lo voglio prima io!!!!

Non lasciatevi ingannare dal fatto che la scrittrice si presenti in città a bordo di una grande limousine con autista personale, questo non vuol dire che si dia delle arie: è rimasta umile, è semplicemente la diva della porta (della villa) accanto, e per mostrarsi modesta davanti a quegli straccioni dei suoi compaesani si presenta vestita come i propri cartelloni pubblicitari: un tocco di genio che fa applaudire già prima ancora che il film sia iniziato!

Secondo voi, quale dei due è un cartellone pubblicitario?

Insomma, Rachel Kennedy è tornata, che vi piaccia o meno.

Rachel ama circondarsi di se stessa: capito la metafora?

Dietro ogni scrittore di successo c’è un bieco agente che fa soldi in modi discutibili, o almeno così vuole la vulgata, e in questo caso scegliere l’eterno infame Steve Bacic è stata la mossa giusta. Certo, con barba tinta e capelli più neri di quando era giovane, due decenni prima, sono cose che incrinano il suo ascendente da cattivo, ma alla fine la sua parte la porta a casa.
Per me però rimarrà sempre l’infame che ha tradito il capitano Dylan Hunt all’inizio della serie “Andromeda“.

L’eterno infame, con la faccia giusta per il ruolo

Un giorno per caso in un negozio Rachel incontra Jack (Michael Rady), un tizio che le chiede di aiutarlo a scegliere tra due cravatte che per me sono un crimine contro l’umanità, ma a quanto pare fanno tanta allegria. Quando poi Rachel deve incontrare l’organizzatore di eventi locale, con cui entrerà subito in contrasto, indovinate chi è? Bravi, proprio lui, Jack. Come siete perspicaci…

Spero che la domanda sia: “Quale cravatta devo bruciare per prima?”

Lui le consiglia di parlare di più del Natale e lei si incazza come se le avesse pestato un piede: perché tutto quest’odio nei confronti dei Natale? Ah, già abbiamo capito che il cuoricino di Grinch della scrittrice scoppierà d’ammmòre sia per la festa che per Jack, che intanto si legge uno dei libri motivazioni della Kennedy. Ma “Prima io” che leggo o “Prima io” che scrivo?

Questo libro me lo leggo prima io

Intanto abbiamo un assaggio della preziosissima conferenza che Rachel sta organizzando:

«Come ho scritto nel capitolo 4 di Prima io, l’unico modo per avere successo è eliminare ogni distrazione superflua e mettere noi stessi al primo posto. Perché le compagnie aeree vi dicono di mettere le maschere d’ossigeno per primi, perché se non vi occupate di voi stessi… come potete occuparvi degli altri? Non potete rendere felice un’altra persona se non lo siete voi. Quando ho capito come volermi bene, tutto il mio mondo è cambiato.»

Mi sembra ovvio che stanno caricando a morte la questione dell’egoismo così poi da mostrare come il personaggio cambia e diventa zuccherosamente altruista.

Per fortuna Rachel incontra una donna (Bonnie Bedelia, gloria del passato) che le ricorda i veri valori del Natale e della vita, una donna che si chiama… Joy. Capito? Joy, occhiolino occhiolino, “gioia”, gomitata gomitata, Gioia di Natale, gioia di dare, gioia di essere altruisti, dài che mi si sta slogando una spalla a forza di gomitate…

Mentre la vicenda scivola inesorabilmente nella melassa più zuccherata, con Joy che soffre perché da giovane ha dato in adozione un figlio di cui non sa più nulla, e Jack che soffre perché non sa nulla della sua madre biologica – ah, ma vuoi vedere che i due sono parenti? Ah, che trama esplosiva! – intanto conosciamo l’intera bibliografia di Rachel Kennedy.

Ha esordito con un grande successo, “Accendi il fuoco interiore“, un libro che fa scintille, poi però la sua seconda opera, “Meriti tutto questo“, è andata malino e ora il suo terzo libro motivazionale fresco di stampa è già vecchio, perché “Prima io” è denso di quell’egocentrismo che non appartiene più all’autrice, visto che il Natale le ha sparato in vena così tanti buoni sentimenti da cadere in coma glicemico.

Una scrittrice di successo con solo un libro di successo all’attivo

Purtroppo non viene approfondita molto la figura della scrittrice, l’espediente degli pseudobiblia come sempre è messo lì solo come contorno per speziare la storia, non è certo il primo piatto.

Non ci resta che salutare l’ennesima cine-scrittrice che scopre i buoni sentimenti grazie a dei “libri falsi”.

L.

– Ultimi cine-scrittori:

 
2 commenti

Pubblicato da su novembre 19, 2021 in Pseudobiblia

 

Tag: ,

[Pseudobiblia] Kevin Can F**k Himself (2021)

Su Prime Video ho visto la prima stagione di una serie stranissima, dal titolo dissacrante come “Kevin Can F**k Himself“, che può essere tradotto come “Kevin può andarsene a fan##o”.

La serie è davvero curiosa, perché nasce come fusione di generi antagonisti: la vicenda è fondamentalmente un noir, con protagonista una trentenne che si rende conto di come la sua vita faccia schifo, incastrata com’è con un marito beota che, non pago di aver tarpato ogni sua ala, le ha pure fregato un sacco di soldi. Allison (Annie Murphy) non può andarsene, avendo le tasche vuote, quindi l’unica soluzione… è ammazzare quel buffone di suo marito, Kevin (Eric Petersen).

la particolarità però è che le parti drammatiche sono alternate a parti da tipica sit-com, quindi luci sparate, battute a raffica e risate finte. Ogni episodio di quaranta minuti alterna questi due stili – quando c’è luce sparata è una sit-com, tutta ambientata in un unico locale; quando c’è luce soffusa è storia noir – per raccontare la storia metà nera metà comica della povera Allison e del suo piano machiavellico per far fuori suo marito.

Non so dire se questa prima stagione, totalmente inconcludente, mi sia piaciuta o meno, ma apprezzo molto l’audace tentativo di fusione totale degli opposti.

Read the rest of this entry »

 
6 commenti

Pubblicato da su novembre 10, 2021 in Pseudobiblia

 

Tag:

[Pseudobiblia] Ghost Whisperer (2006)

La7 sta replicando la serie televisiva “Ghost Whisperer – Presenze” e l’altro giorno per caso mi sono imbattuto nell’episodio 2×05 (20 ottobre 2006) dal titolo “La tomba sbagliata” (A Grave Matter), diretto da Eric Laneuville e sceneggiato da Catherine Butterfield.

Subito ho sentito un odore inequivocabile: ucci ucci, sento odore di falsi librucci!

Read the rest of this entry »

 
6 commenti

Pubblicato da su ottobre 20, 2021 in Pseudobiblia

 

Tag:

[Pseudobiblia] Superhero (2008)

Tempo fa per il mio speciale zinefilo sugli “Altri Supereroi” ho rivisto il film “Superhero – Il più dotato fra i supereroi” (Superhero Movie, 2008), scritto e diretto da Craig Mazin e disponibile in DVD Cecchi Gori.

In questa parodia delle origini di Spider-Man non possono mancare gli zii del protagonista, in questo caso zia Lucille (Marion Ross) e zio Albert (Leslie Nielsen): quest’ultimo viene inquadrato la prima volta intento a leggere un giornale… con la pubblicità di un libro in piena vista.

Non si vede, ma dietro quel giornalone c’è Leslie Nielsen

Read the rest of this entry »

 
4 commenti

Pubblicato da su settembre 27, 2021 in Pseudobiblia

 

Tag:

[Pseudobiblia] Mia moglie è un fantasma (2020)

Mi è capitato di vedere un film prodotto da SKY e distribuito in DVD da Eagle Pictures: “Mia moglie è un fantasma” (Blithe Spirit, 2020) di Edward Hall, una commedia molto leggera che voleva essere frizzante ma non credo ci sia riuscita molto.

In un certo qual modo la vicenda si riallaccia al mio speciale ghostwriting, ma solo di striscio. Siamo nei ruggenti inizi del Novecento e il britannico Charles Condomine (Dan Stevens) è un romanziere di successo che ha deciso di passare al cinema, ma la sceneggiatura che gli è stata richiesta dal genero, produttore di quel medium nascente, proprio non ne vuol sapere di venirgli in testa.

Partecipando per gioco ad una seduta spiritica con la medium pasticciona Arcati (Judi Dench), viene evocata la moglie morta di Charles, così entra in scena l’ectoplasmatica Elvira (Leslie Mann), pronta a sconvolgere la vita del protagonista.

Da Elvira scopriamo che il nostro scrittore di successo – di cui purtroppo non viene citato alcun titolo – in realtà non ha scritto nulla, o meglio: si è limitato a scrivere. Tutti e quindici i romanzi che hanno decretato il suo successo sono in realtà frutto della fantasia di Elvira, che li dettava a Charles: quindi tecnicamente lui è uno scrittore… anche se sarebbe meglio dire “stenografo”.

Disperato perché se non scriverà la sceneggiatura richiesta perderà il suo ricco stile di vita, Charles accetta di tornare ad instaurare con la moglie morta il vecchio sodalizio, e di limitarsi a scrivere ciò che lei inventa. Rendendo Elvira dunque una vera e propria ghostwriter.

Lo scrittore e l’ispirazione, sotto forma di donna fantasma: il succo del ghostwriting

Sarebbe bello se fosse questa la trama principale del film, invece è solo uno sfondo su cui i personaggi mettono insieme una non certo originale “commedia degli equivoci fantasmatici”, con il protagonista che deve tenere segreta la moglie fantasma alla moglie viva, ma il tutto ricorrendo a idee straordinariamente inflazionate e poco efficaci, oltre che leggerine.

In fondo il film è l’adattamento di uno spettacolo teatrale di Noël Coward del 1941, non proprio roba fresca.

C’era bisogno di espressioni così esagerate?

La parte che più interessa qui è nel finale, quindi avverto: ALLERTA SPOILER.

Il colpo di scena finale è che neanche Elvira è una scrittrice, tutte le idee che passava a Charles per i suoi romanzi erano in realtà copiate di netto da una serie di romanzi gialli messicani, inediti in lingua inglese. Quindi non c’è alcun ghostwriter, ma solo un semplice plagio!

FINE SPOILER.

Che peccato non abbiamo zoomato sugli imperdibili gialli messicani

L’idea finale è simpatica, ma purtroppo non salva un film davvero fiacco e spesso fastidioso, nel suo fingere di apparire come una commedia frizzante senza però fare nulla per esserlo sul serio, se non qualche faccia buffa e accenti forzati. Una bella occasione mancata.

L.

– Ultimi “libri falsi”:

 
4 commenti

Pubblicato da su settembre 10, 2021 in Pseudobiblia

 

Tag: ,

[Pseudobiblia] Sliver (1993)

Tom Berenger, scrittore di successo che non ce la racconta giusta

Sul mio blog “Il Zinefilo” ho parlato del film “Sliver” (1993) di Phillip Noyce, e qui ne approfitto per affrontare un elemento appena accennato nella vicenda: i “libri falsi”.

Uno dei due “sospettati” dell’omicidio che apre il pessimo film è Jack Landsford (Tom Berenger), che ci viene presentato come autore di «storie di poliziotti» (police procedurals), anche se sarebbe stato meglio dire semplicemente “polizieschi”: il “procedurale” è appunto un sotto-genere del poliziesco, quello cioè dove i tutori dell’ordine protagonisti seguono procedure di indagini più precise e rigorose rispetto a quelle vaghe del poliziesco generico. Vengono citati solamente due romanzi dell’autore, “Frammento di prova” (Shred of Evidence) e “Colpo al cuore” (Flesh and Blood), e il motivo è che non scrive più niente da cinque o sei anni. «Ma ha guadagnato talmente tanto con Un colpo al cuore che non ne ha bisogno». L’unica altra informazione su di lui è che ha un ranch nel Montana: erano gli anni in cui nell’immaginario collettivo bastava piazzare un romanzo di successo per diventare ricchissimi.

Il retro dello pseudobiblion “Frammento di prova”

La copertina di “Colpo al cuore”

Da notare come la copertina di Colpo al cuore sia palesemente copiata dalla locandina dello storico film “Ore 10: calma piatta” (Dead Calm, 1988).

Chissà, magari il grafico è lo stesso

Il film è tratto dal romanzo omonimo del 1991 del celebre Ira Levin, autore di culto qui purtroppo ormai del tutto rincoglionito, e nel libro i personaggi sono molti di più rispetto alla versione filmica, così conosciamo uno degli scrittori curati dalla redattrice protagonista, il barbuto Jack Mulligan, che sotto pseudonimo ha scritto ben sedici «thriller-rosa» (romantic thrillers), di cui la protagonista ha curato gli ultimi quattro, ovviamente tutti grandi successi editoriali.

«Mulligan aveva uno stile ridondante, giungle di prosa intricata e lussureggiante; lei apriva sentieri nel folto di metafore, potava viticci di proposizioni avverbiali, sfrondava grovigli di fogliame iridescente trasformandoli in masse di foglie verdi. Lui l’aveva seguita dalla Random alla Putnam e poi alla Diadem. Il lavoro editoriale somiglia un po’ al gioco della dama.»

Mulligan è diventato molto ambito dalle trasmissioni televisive perché sospettato di aver “colpito” una grande rivista che si era permessa di stroncare un suo romanzo, ingaggiando uno dei suoi figli genietti del computer perché entrasse negli archivi digitali della rivista e facesse danni. Mulligan ovviamente nega ma la puzza da colpevole ce l’ha. Anche solo per aver sfruttato la pubblicità dell’accusa, visto che il suo romanzo stroncato dalla rivista, “L’amante di Vanessa” (Vanessa’s Lover), ha decuplicato le vendite.

Ora il romanziere ha dato al suo editore una bozza di trama del suo nuovo libro dietro un anticipo molto sostanzioso, così conosciamo il libro che sta scrivendo: “Il patrigno di Marguerite” (Marguerite’s Stepfather).

C’è anche un altro scrittore, citato di sfuggita:

«Lesse l’edizione economica di “Il verme nella mela” (The Worm in the Apple) di Hubert Sheer, i primi quattro capitoli. Telefonò a Roxie. — E finora è fantastico. È un ottimo scrittore.»

L.

– Ultimi post simili:

 
Lascia un commento

Pubblicato da su settembre 6, 2021 in Pseudobiblia

 

Tag: ,

[Pseudobiblia] Frozen – Stazione Erebus (1998)

Dopo averlo recensito sul Zinefilo, presento anche qui il film “Frozen – Stazione Erebus” (Sometimes They Come Back… for More, 1998) di Daniel Berk, comprato dalla RAI nel 2000 solo per farlo sparire per sempre, com’è sua abitudine.

Read the rest of this entry »

 
4 commenti

Pubblicato da su agosto 27, 2021 in Pseudobiblia

 

Tag:

[Pseudobiblia] Purple Violets (2007)

Ho visto su Prime Video il film “Purple Violets” (2007) scritto e diretto da Edward Burns (in DVD Blue Swan), a sorpresa una storia di cine-scrittori con ottimi  pseudobiblia.

La storia è molto “woodyalleniana”, visto che parla dell’amore contrastato di due coppie a New York. Una sera per caso due amiche incontrano in un ristorante due amici, e visto che tempo prima i quattro stavano insieme, a due a due, la situazione è un po’ imbarazzante.

Visto che tutti e quattro stanno vivendo momenti particolari della propria vita nasce la curiosità di riallacciare quei vecchi rapporti, e potete stare sicuri che questo avrà conseguenze sul resto delle loro vite.

La coppia che ci interessa è quella formata da Patti Petalson (Selma Blair) e Brian Callahan (Patrick Wilson), due cine-scrittori con relativi pseudobiblia al seguito.

Read the rest of this entry »

 
3 commenti

Pubblicato da su agosto 16, 2021 in Pseudobiblia

 

Tag: , , ,

[Pseudobiblia] Year of the Gun (1991)

Venerdì scorso sul “Zinefilo” ho presentato il film “L’anno del terrore” (1991) di John Frankenheimer. come un bravo regista sia finito a girare un prodotto di così scarsa qualità è davvero un mistero.
Malgrado all’apparenza sia solo un thrillerino americano pieno di stereotipi sull’Italia – dall’opera lirica alle lambrette – nascosto sotto una pessima fattura batte un cuore pseudobiblico.

La sceneggiatura è tratta dal romanzo Year of the Gun (1984) di Michael Mewshaw, portato nelle librerie italiane da Sperling & Kupfer nello stesso 1992 del film: purtroppo non ho potuto recuperare questo libro, perso per sempre come la stragrande maggioranza dei testi così disgraziati da essere stampati in Italia da Sperling & Kupfer – casa che non ristampa mai, a meno che si tratti di Stephen King – quindi mi baso solo su ciò che resta della vicenda, arrivata su grande schermo.

David Raybourne (interpretato da Andrew McCarthy), il protagonista, è un giornalista americano che lavora in Italia e dalla sua piccola scrivania sogna di scrivere un grande thriller, seguendo lo stesso identico ragionamento che qualche anno dopo avrebbe seguito il Fumatore degli X-Files: un roman à clef, una storia presentata come di finzione ma che in realtà racconta veri eventi socio-politici, semplicemente con nomi diversi.

Read the rest of this entry »

 
4 commenti

Pubblicato da su luglio 26, 2021 in Pseudobiblia

 

Tag:

[Pseudobiblia] Tra le pagine della pazzia (2018)

È inarrestabile la parata di cine-scrittori e pseudobiblia offerti dai filmetti che TV8 e RAI importano a piene mani: oggi tocca a “Tra le pagine della pazzia” (The Danger of Positive Thinking, 2018) di Sam Irvin, che trovate ancora su RaiPlay, anche se non so per quanto.

Read the rest of this entry »

 
Lascia un commento

Pubblicato da su giugno 23, 2021 in Pseudobiblia

 

Tag: ,

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: