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Archivi categoria: Archeo Edicola

[Archeo Edicola] Invasión (1969)

Continua il viaggio delle edicole nel mondo, grazie all’amico The Obsidian Mirror, del blog omonimo, che torna a mandarci una grande chicca: un’edicola proveniente dal film argentino “Invasión” (1969) scritto e diretto dal bonaerense Hugo Santiago.

IMDb riporta che la sceneggiatura è stata curata da Santiago niente meno che insieme a Jorge Luis Borges, basandosi su un soggetto di Borges e Casares. Mi rivolgo alla mia ricca collezione di opere del Maestro di Buenos Aires per saperne di più.

Nel suo “Abbozzo di biografia” apparso sul “The New Yorker” il 19 settembre 1970 (raccolto in Elogio dell’ombra, Einaudi 1971) il nostro racconta che:

«Recentemente, ho anche finito un soggetto cinematografico intitolato Los otros [Gli altri]. La trama è mia; la stesura è stata fatta in collaborazione con Adolfo Bioy-Casares e con il giovane regista argentino Hugo Santiago»

Borges non specifica se il regista trentenne poi abbia trasformato in film quel “soggetto cinematografico”, ma nel 1973, presentando Racconti brevi e straordinari, il curatore ed editore Franco Maria Ricci specifica che:

«Nel 1968 fu girato, dal regista Hugo Santiago, il lungometraggio Invasión, su una sceneggiatura originale di Borges e Bioy.»

Dunque Invasión è la versione filmica del racconto Los otros? Non è specificato. Nel 2002 Fernando Savater, nel suo “Borges” (Laterza), spiega la questione:

«Nessuno dei grandi registi cinematografici menzionati si è esplicitamente occupato, che io sappia, dell’opera di Borges. Invece lo hanno fatto altri: al Festival di Venezia del 1970 fu presentato il film La strategia del ragno, diretto da Bernardo Bertolucci e liberamente ispirato al racconto di Borges Tema del traditore e dell’eroe [in Finzioni], nonché un film di Alain Magrou basato sul racconto Emma Zunz [ne L’Aleph]. Un anno prima il cineasta argentino Hugo Santiago aveva realizzato Invasión, con un copione di Borges su un tema di Borges e Bioy Casares. Lo stesso regista realizzò, nel 1974, il film Gli altri, anch’esso tratto da un’idea di Borges e Bioy Casares.»

Dunque Santiago ha portato ben due volte Borges al cinema, prima con questo Invasión (1969) poi con Les autres (1974). Nel 1977 Robert Louit pubblica sulla rivista francese “Le Magazine Littéraire” una sua intervista con Borges (raccolta in Italia in Io, poeta di Buenos Aires, Datanews 2006), e gli chiede: «È stato più soddisfatto del lavoro con Hugo Santiago?»
Il Maestro risponde:

«Il primo film, non l’ho capito, l’ho scritto con lui, ma non ho mai capito la storia. Mentre per il secondo la storia era buona, non so cosa ne abbia fatto, non l’ho visto, si chiama Les Autres, è un po’ il tema di Jekyll ed Hide è il tema delle trasformazioni, della paura del doppio.»

Il rapporto di Borges con il cinema è sempre stato problematico, in quanto lo ha profondamente amato sin da ragazzo ma i problemi alla vista che ha avuto sin da giovane gli hanno presto precluso il piacere della sala. Senza dimenticare poi che per Borges il cinema “vero” è quello degli anni Venti: ha mal sopportato la produzione successiva.

Per chiudere, Santiago si assicura che un libro di Borges – “L’Artefice” (El hacedor, 1960) – faccia capolino da uno scaffale.

Passiamo dunque a questa splendida edicola bonaerense del 1969, la cui esplosione di colori è resa in un bianco e nero comunque d’effetto. A parte un “Life“, non mi sembra di riconoscere altre testate.

L.

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Pubblicato da su gennaio 14, 2021 in Archeo Edicola

 

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[Archeo Edicola] La sfida del Tigre (1980)

Dopo l’edicola turca segnalatami da Obsidian Mirror, mi imbatto in un’edicola di Hong Kong nel film “La sfida del Tigre” (1980), di cui ho parlato nel Zinefilo.

In questo cialtronesco poliziesco marziale dalla trama delirante, ad un certo punto c’è uno scambio di documenti segreti davanti ad un’edicola.

Credo sia anche una tabaccheria, visto che mi sembra di riconoscere dei pacchetti di sigarette, in basso.

La trama non ha alcun senso e così la scena dell’edicola, ma almeno ci ha permesso di ammirare i colori di questo giornalaio di Hong Kong.

L.

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Pubblicato da su gennaio 11, 2021 in Archeo Edicola

 

[Archeo Edicola] Vacanze di Natale (1983)

E pure ’sto Natale…

Faccio ancora in tempo a parlare di Natale, in particolar modo dei prodotti piazzati in modo “impercettibile” in un classico moderno come “Vacanze di Natale” (1983) scritto e diretto da Carlo Vanzina (in DVD Filmauro). Entrato nel catalogo di Prime Video, l’ho rivisto dopo secoli, anzi forse non l’ho mai visto tanto non lo ricordavo. Visto che quello del 2020 è un Natale totalmente diverso, mi sono visto film totalmente diversi.

A sorpresa ho scoperto che questo Vacanze di Natale è tutto fuorché una commedia: quel paio di battutine buttate a caso erano ben al di sotto della media dell’epoca, invece è una storia tristissima, amara e disincantata. Mai mi sarei aspettato un finale così spaventosamente negativo. Ma veniamo all’argomento del post.

Oltre ad essere una vera e propria compilation musicale di tutte le canzoni più di moda del momento, il film – come ogni altro prodotto italiano dell’epoca – è una grande vetrina commerciale.

Meglio un libro che la famiglia Covelli

Papà Covelli (il mitico Riccardo Garrone) si disinteressa completamente della sua famiglia e a pranzo legge “Come guadagnare in tempi d’inflazione” di Paolo Panerai ed Enrico Morelli, che proprio all’inizio di quel 1983 la Sperling & Kupfer ha portato in libreria nell’edizione tascabile “Pandora” visibile in foto. Chissà se ha poi funzionato questa “Guida ai migliori investimenti negli anni Ottanta”.

Cosa vediamo stasera?

Lo stesso papà Covelli usa la servitù per farsi leggere il “Sorrisi e Canzoni TV“, e secondo voi quali canali vengono citati? Guarda caso solo quelli berlusconiani. E, altro caso, il personaggio del figlio si lascia sfuggire che segue il calcio americano trasmesso da Canale5.
Non ho trovato quel numero della rivista, ma visto che la copertina si rifà palesemente all’album musicale Fatalità (1983) mi sa che è una “doppia marchetta”.

Le tre Marie… o le tre Grazie!

Non una, non due bensì tre copie del settimanale “Oggi” (RCS): non deve aver pagato la marca di automobili sulla quarta di copertina della rivista, perché guarda caso tutte e tre le attrici la tengono ben piegata!
A proposito.. Raffaella Carrà è in copertina su tutte le riviste mostrare nel film!

Cosa sarà quel giochino scemino?

Chiudo con la scena in cui # passa il tempo con uno dei videogiochini portatili dell’epoca, che non viene mostrato quindi mi sa che la casa non ha sborsato un soldo. Forse però era necessario mostrare la moda del momento, anche a gratis.

L.

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Pubblicato da su dicembre 29, 2020 in Archeo Edicola

 

[Archeo Edicola] 11’e 10 kala (2009)

Lo stile di vita dei miei sogni!

Sebbene questa rubrica sia dedicata alle edicole del passato, non so resistere alla segnalazione dell’amico The Obsidian Mirror, del blog omonimo, che mi manda schermate ad alta risoluzione del film turco “11’e 10 kala” (2009), scritto e diretto da Pelin Esmer, che ha visto sulla piattaforma MUBI dedicata al cinema d’autore internazionale.

Nel film si parla di un anziano accumulatore seriale che, fra le altre cose, conserva tutti i quotidiani usciti dal 1950 ad oggi: sarebbe il mio sogno, essere un accumulatore seriale che vive immerso in quintali di roba, ma spazio e soldi sono un problema che arginano la mia mania. Lo stesso vivo con ogni centimetro di spazio occupato da cose che dubito siano definibili come “arredamento”.

L’interno di un’edicola turca

Ad un certo punto il signore si reca in edicola e questo ci permette di dare un’occhiata ad un chiosco turco, scoprendo che è straordinariamente simile ai nostri, in quanto ad esplosione di colori e a testate. Mi aspettavo più “cose straniere”, invece l’impatto cromatico è straordinariamente “familiare”.

Una splendida e colorata edicola turca

Ringrazio di cuore TOM per questa segnalazione e per l’invio di schermate ad alta risoluzione (cliccate per ingrandire) e spero di trovare altre edicole straniere.

L.

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Pubblicato da su dicembre 15, 2020 in Archeo Edicola

 

[Archeo Edicola] La regina degli scacchi (2001)

Da notare in alto a destra le celebre pubblicità d’annata della TIM Card

Già ho parlato sul Zinefilo de “La regina degli scacchi” (2001) scritto e diretto da Claudia Florio, qui approfitto per presentare delle schermate dal film in cui la protagonista Maria (Barbora Bobulova) passa in edicola.

Che belle le esplosioni di colori da edicola d’annata

Dall’immagine qui sopra, oltre al quotidiano “la Repubblica” tenuto in vista dalla signora, possiamo gustare l’esplosione di colori tipiche delle edicole che vendono anche oggetti vari, oltre a pubblicazioni cartacee. Il film è ambientato ad Osimo, in provincia di Ancona: probabilmente l’edicola usata per le riprese è vera.

Nel reparto “Harmony” mi sembra ci sia tutto tranne romanzi Harmony

Purtroppo l’inquadratura non permette di vedere gran che, e la qualità dell’immagine è il massimo disponibile, visto che è presa da DVD originale. Dubito fortemente che del film italiano verrà mai rilasciato un Blu-ray.

Finalmente una zoomata

Oltre a qualche rivista nota, come “Chi“, scorgo il mitico “Calendario di Frate Indovino” alle spalle dell’edicolante. All’estrema destra, nel reparto “Harmony”, vedo una rivista dal titolo “Mogol“.

Zoomare non serve

L’inquadratura avanzata non aiuta minimamente: al massimo vedo in alto, sulla testa dell’edicolante, la targhetta della ricarica della Omnitel.

Peccato che un’edicola così ricca non ci abbia regalato qualche chicca risalente al 2000.

L.

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Pubblicato da su novembre 27, 2020 in Archeo Edicola

 

[Archeo Edicola] D.N.A. (2020)

Questa deliziosa edicola “di classe” proviene da uno dei film usciti durante la serrata, “D.N.A.: Decisamente Non Adatti” (2020), infatti disponibile solo in streaming su Prime Video e non in home video. La commedia di Lillo e Greg ha una scena in cui Lillo entra in edicola e la prima cosa che notiamo è che… è molto intellettuale!

Tra “Le Scienze“, “History“, “Focus” e un libro sull’Islam sembra davvero diversa dalle solite edicole, piene di gossip e pettegolezzi: al massimo vediamo un paio di riviste di enigmistica perché non sembri proprio un’edicola troppo “colta”. Sarà stata una scelta voluta dagli autori?

L’esterno dell’edicola è molto più familiare, con l’esplosione di colori dei vari giocattoli, pupazzetti e servizi da tè in plastica: ora sembra un’edicola vera!

L.

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Pubblicato da su settembre 7, 2020 in Archeo Edicola

 

[Archeo Edicola] La ragazza del vagone letto (1980)

L’amico Ivano del blog Cronache del Tempo del Sogno mi sottopone il film “La ragazza del vagone letto” (1980) di Ferdinando Baldi (disponibile su Prime Video), contenente una ghiotta breve scena di Archeo Edicola.

Approfittando dell’occasione mi sono visto questo titolo d’annata, scoprendo come lo sceneggiatore Luigi Montefiori (che si firma George Eastman) festeggi i cento anni del racconto Boule de Suif (1880), scritto da Guy de Maupassant accettando la “sfida” di Émile Zola a tirar fuori un racconto con tema la guerra franco-prussiana del 1870-71.

Nel 1937 Ernest Haycox ha preso il racconto di Maupassant e l’ha rielaborato in chiave western, operazione che piace a John Ford e ripete con il celebre Ombre rosse (1939).

Il nostro Montefiori ha rielaborato il racconto in chiave “anni di piombo”, e tutte queste rielaborazioni (non dichiarate) dimostrano quanto Maupassant avesse avuto un’idea universale.

In un viaggio in diligenza da Rouen a Dieppe, la prostituta cicciottella nota come Palla di sego deve subire il disprezzo degli altri viaggiatori, tronfi commercianti e nobili altezzosi. Quando la diligenza viene fermata dai soldati invasori, nasce un dilemma etico: i prussiani lasceranno andare i viaggiatori se Palla di sego si concederà al loro comandante. Dov’è il problema? In fondo è il suo mestiere, che conta un cliente in più? Questo è il ragionamento di tutti i viaggiatori illustri e benpensanti, i quali – ripartiti perché la povera donna si sottomette all’abuso – si sentono allegri ed iniziano a mangiare le vettovaglie del cestino di Palla di sego: tutti pasteggiano alla faccia della prostituta scornata, sentendosi per questo persone molto civili.

Se John Ford inseriva il Ringo di John Wayne nella comitiva di ben pensanti – e poi la casa a fumetti Bonelli riscriverà la stessa storia inserendoci il nostro Tex Willer – Ferdinando Baldi prende la stessa struttura del racconto per adattarla ai “tempi moderni”. I militari prussiani diventano dei balordi, i “giovani d’oggi” che rompono ogni regola dei “padri” e della società civile, i quali prendono in ostaggio dei viaggiatori di un vagone letto e chiedono un rapporto sessuale con Juliet (Silvia Dionisio), la prostituta che lì lavora. Tutti sanno che c’è una prostituta a bordo, tutti i viaggiatori usano i suoi servizi, ma la morale pubblica impone che la donna sia biasimata.

Non un solo personaggio esce “pulito” dalla vicenda, tutti hanno qualcosa da nascondere e qualcosa di sporco nel cuore, ma tutti sono concordi che una prostituta non debba rifiutare un cliente. E le donne sono le più spietate: la si può anche costringere con la forza. Dopo cento anni, la povera Palla di sego non trova pace.

Un’edicola d’annata di una stazione ferroviaria

La ragazza del vagone letto esce nei cinema il 25 gennaio 1980 ma l’11 agosto del 1979 “Europa” ci informa che la giovane Fiammetta Flamini sta girando il film di Baldi, in un piccolo ruolo, quindi l’edicola da stazione ferroviaria che vediamo inquadrata all’inizio della pellicola dovrebbe risalire all’incirca ad agosto o al massimo al precedente luglio del 1979.

La prima conferma è il numero del fumetto erotico “Maghella” (Publistrip) che si vede sulla destra, quello con lo sfondo azzurro: purtroppo non ho trovato una foto buona da presentare, ma è il numero 121 (Rug, il pallomane) dell’agosto del 1979. La prova del nove sono i tre Lancio che si vedono alla destra del fumetto:  “Lanciostory” (Anno V) n. 29 del 23 luglio 1979, con davanti c’è il numero 31 del 6 agosto, e davanti ancora (più in basso) il numero 32 del 13 agosto.

Uno scorcio di Lancio d’annata

Sotto il fotoromanzo che sta sfogliando l’attrice, vediamo la pubblicità di “Alan Ford Colore“, recente testata che questo agosto presenta il suo terzo numero: Operazione Frankenstein.
C’è anche un “Intrepido” e un “Albo” che si vedono troppo poco per identificarli.

Il ministro interessato alle donnine

Da quest’altra angolatura, mentre il ministro impettito fa il vago e poi incarica il suo portaborse di comprare tutte le riviste porno disponibili, vediamo in primo piano uno speciale di “Nick Carter” intitolato “La pista del grande nord” (luglio 1979), accanto ad uno dei fumetti di “Stanlio e Ollio” di cui purtroppo non sono riuscito a capire il numero.

Un po’ di fumetti frizzanti dell’epoca

Quel numero di “Lucifera” (Ediperiodici) – n. 157 del luglio 1979 (In ceppi e catene) – apparirà più avanti, quando uno degli illustri viaggiatori benpensanti va a visitare sua figlia nel vagone letto, lasciando capire che i suoi pensieri sono tutt’altro che paterni. Ad infiammare la situazione, la ragazza discintamente vestita sta leggendo un noto fumetto erotico. Metto la foto “casta” della scena, perché “Lucifera” si vede bene solo quando la ragazza si denuda e non vorrei incorrere in censure.

Quelle sere d’agosto in cui leggi fumetti erotici in treno

Vogliamo finire così, asciutti asciutti? Senza citare anche un noto quotidiano come “la Repubblica“? Ma sì, dài…

E inquadriamola una testata nazionale, va’!

Ringrazio ancora Ivano e non esitate a mandarmi segnalazioni di Archeo Edicola nei film.

L.

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Pubblicato da su agosto 7, 2020 in Archeo Edicola

 

[Archeo Edicola] Il trafficone (1974)

Quando un intero film è uno spot pubblicitario editoriale

Fra il novembre 1974 e il gennaio 1975 esce nelle sale italiane “Il trafficone” di Bruno Corbucci (in DVD Cecchi Gori 2015), vero e proprio specchio di un momento particolare della cultura e della società italiana.

Dietro la classica trama da commedia pruriginosa all’italiana si nasconde la testimonianza di quanto ha scosso le coscienze il lavoro di William Masters e Virginia Johnson, i due che per la prima volta nella storia umana hanno osato studiare l’atto sessuale: la più naturale delle pratiche, eppure la più ignota a qualsiasi civiltà.
Oggi, grazie alla deliziosa serie televisiva “Masters of Sex” (2013), ne sappiamo molto di più sui due studiosi, ma nel 1974 in Italia si conosceva solo la parte finale della storia: Masters e Johnson erano marito e moglie e studiavano il sesso.

Oltre alle consuete sigarette, stavolta la “marchetta” è tutta per il libro

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Pubblicato da su luglio 15, 2020 in Archeo Edicola, Books in Movies

 

Nove ospiti per un delitto (1977)

Negli anni Settanta al mare o si legge o si gioca a scacchi

I protagonisti del film “Nove ospiti per un delitto” (1977), scritto da Fabio Pittorru e diretto da Ferdinando Baldi (in DVD Surf Video – Cechi Gori 2017), si riuniscono in una casa al mare su un’isoletta e cominciano a venir uccisi uno alla volta. Chi è che li sta uccidendo? E perché?

Ciò che conta è che in tempi in cui non esisteva Internet e la TV non si portava in vacanza, le serate dei protagonisti sembrano straordinariamente vuote, eppure un tempo era così che si stava al mare: prede della noia.
Tra sigarette e alcol, presenza fissa, qualcuno sfoglia una rivista, qualcuno gioca a scacchi (come racconto oggi nel mio CitaScacchi) e qualcuno ancora si mette a fare una roba che oggi sembra fuori moda: si mette a leggere.

Il Giallo Mondadori è il compagno perfetto per le ferie estive

Nella casa al mare che fa da sfondo alla vicenda ci sono diversi numeri della storica collana “Il Giallo Mondadori“, nella veste grafica “tutta gialla” adottata un decennio prima l’uscita del film: peccato che non siano mai inquadrati bene.

Così tanti gialli, così male inquadrati

Solamente in una scena di pochi fotogrammi finalmente vediamo qualche copertina, illustrata come sempre da Carlo Jacono, ma sebbene i libri in questione siano palesemente disposti a favore di camera – ben ordinati a mo’ di spot pubblicitario – l’inquadratura comunque mostra ben poco.

Gialli messi in mostra… ma inquadrati troppo a distanza

Malgrado mi sia ciecato, passando più volte in rassegna tutte le copertine della collana uscite fra il 1967 (data di inizio di quella veste grafica) fino al 1977 (data di uscita del film) sono riuscito a trovare solo il primo da sinistra dei libretti mostrati nell’immagine.

Lenora” (Lenora, 1974) di (Hilda) Van Siller – “Il Giallo Mondadori” n. 1333 (18 agosto 1974)

Bob, vedovo da tre anni, sta per sposare Liz. La sua prima moglie, Lenora, mentre lui era assente per motivi di lavoro, è perita nell’incendio della loro casa isolata. Ma ecco che, durante una trasmissione televisiva, Bob vede apparire sul video una donna che somiglia a Lenora come una goccia d’acqua a un’altra. Poi, un amico afferma di aver incontrato, proprio a Miami, Lenora che ha finto di non riconoscerlo. Questo potrebbe convalidare l’ipotesi, non poi tanto remota, che si tratti di una sosia, ma l’interrogativo permane sino a divenire un’ossessione per Bob. Bisogna sapere… bisogna trovare quella donna. Ben presto, varie persone – il padre di Bob, Mark, al quale toccò di procedere al riconoscimento della salma, Nancy e Peter Frazer, vecchi amici di Bob e, ancora, quello che crede di aver visto Lenora, Ray, investigatore di una compagnia assicuratrice, che promette di indagare – sono coinvolte nel drammatico dilemma: viva o morta? Ray vola a Miami e scopre che la ragazza apparsa in TV è una drogata di nome Gloria, scomparsa misteriosamente. Coincidenze, convalide, smentite, indagini nel presente e nel passato si succedono e si accavallano in una «escalation» del suspense.
Lenora è un romanzo che porta l’inconfondibile impronta dell’autrice di tanti gialli, tra i quali, indimenticabili, A un passo dalla fossa dei serpenti e La prova decisiva.

Grazie a Vasquez abbiamo anche l’ultimo libro a destra, che ho perso un mare di tempo a cercare e alla fine… ce l’ho avuto tra le mani e l’ho schedato per Gli Archivi di Uruk: come ho fatto a non riconoscerlo???

Comunque si tratta del numero 1326 (30 giugno 1974), “Il giudice buonanima” (Murder in Waiting, 1973) di Mignon G. Eberhart.

Il segnale d’allarme antifurto continua a squillare, stridulo, ossessivo, mentre Bea annaspa nelle tenebre del giardino; e quando lei inciampa, letteralmente, nel corpo riverso a terra del giudice, che è anche il suo tutore, questi riesce a dire solo poche confuse parole, prima di spegnersi. Il microcosmo fatto di sicurezza, di agi, di privilegi in cui Bea è vissuta sin qui pare disintegrarsi, mentre si sgretola la facciata rispettabile presentata dagli amici e dai vicini del giudice assassinato. E con grande sorpresa della ragazza salta fuori un gran numero di persone che «potrebbero» aver desiderato la morte del giudice. Tra queste, anche il medico di famiglia, che è il padre di Rufe, il fidanzato di Bea, e più d’uno che ha qualcosa da nascondere. C’è persino un ex carcerato che ritiene di essere stato angariato dal giudice e ha giurato vendetta. Come se non bastasse, ecco arrivare Lorraine, altra pupilla del morto, la quale, insieme con l’equivoco marito che porta con sé, sembra ben decisa a sfruttare a suo profitto la confusa situazione. La tensione cresce, notte dopo notte, mentre si moltiplicano gli eventi inspiegabili e si allunga l’elenco degli indiziati, finché, alla fine, l’identità del killer sarà rilevata, attraverso uno sconcertante confronto che solo una regista del calibro della Eberhart poteva mettere in scena. Nessuno dei suoi ammiratori si stupirà se soltanto un esiguo manipolo di astuti lettori sarà riuscito a mangiare la foglia prima della parola fine.

L.

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Pubblicato da su luglio 13, 2020 in Archeo Edicola

 

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[Archeo Edicola] Ad ovest di Paperino (1981)

Un’esplosione di testate colorate bene in mostra: comincia il viaggio!

Nell’universo dell’Archeo Edicola, esiste un faro nella notte: quell’esplosione di mille testate che è il film “Ad ovest di Paperino” (1981), scritto e diretto da Alessandro Benvenuti ed interpretato da lui stesso e dagli altri Giancattivi (in DVD Eagle Pictures 2007).

Dopo nove anni di apprezzata attività teatrale, il gruppo di comici fiorentini fa il salto e passa al cinema: nel settembre 1981 viene annunciato l’inizio delle riprese di questo film, che sarà poi dato per completato nel dicembre successivo. È tra queste due date che si inserisce l’oceano di testate che sto per riversare qui sotto.

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Pubblicato da su luglio 3, 2020 in Archeo Edicola

 

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