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Archivi categoria: Archeo Edicola

[Archeo Edicola] Il segno di Venere (1955)

Quest’immagine di Franca Valeri è tratta dal film “Il segno di Venere” di Dino Risi e ritrae la celebre attrice intenta a leggere – a favore di camera – una rivista di grande formato di nome “Bella“.

Il film è uscito nei cinema italiani il 13 marzo 1955 ma le riprese sono iniziate almeno dal dicembre del 1954. Ho trovato immagini di questa rivista di moda sin dal 1952, quindi non era una novità editoriale ma di sicuro questo del film targato Titanus è un bel lancio.

Il problema è che non sono riuscito a trovare uno straccio di notizia su questa rivista che è stata attiva almeno fino al 1993, data della foto più recente che ho trovato. Se qualcuno avesse una qualsiasi informazione – dalla casa editrice ad eventuali trasformazioni editoriali – gliene sarei grato se me lo facesse vedere.

L.

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Pubblicato da su aprile 20, 2018 in Archeo Edicola

 

[Archeo Edicola] I nostri mariti (1966)

Come abbiamo visto in questa rubrica, è di lunga data l’abitudine di Alberto Sordi di inserire nei suoi film riferimenti alle pubblicazioni della Arnoldo Mondadori Editore. Così nell’episodio che apre il film “I nostri mariti” (settembre 1966), dal titolo “Il marito di Roberta”, in attesa che la riluttante neo-moglie (Nicoletta Machiavelli) si decida ad adempiere ai doveri coniugali, Giovanni (Alberto Sordi) si dedica alla lettura del settimanale “Epoca“, fondato nel 1950.

Con una incredibile botta di cu… di fortuna, ho trovato in un lampo il numero in questione. Si tratta del n. 824 (10 luglio 1966) con Raquel Welch in copertina.

Dall’inserzione su eBay riporto il contenuto di questo numero della rivista.

Contiene articoli su: Richard Sorge spionaggio servizi segreti – Guerra del Vietnam, questione giovanile, Stati Uniti America USA – calcio mondiali Coppa del mondo Inghilterra, partenza squadra Italia e arbitro Concetto Lo Bello – musica Vittorio G. Rossi, Cantagiro, Bobby Solo, Gianni Morandi – Franco Bertarelli il mare (2) – Cinema: intervista Raquel Welch – Seconda guerra mondiale, Giuseppe Grazzini, ricordiamo i bravi soldati, il pilota che fu ucciso due volte, Carlo Emanuele Buscaglia, aviazione aeronautica – Cinema: Peter Sellers Hitler – Musica: Bob Dylan – Gianni Brera, mondiali di calcio.
Sesto inserto con le figurine dei mondiali.

L.

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Pubblicato da su aprile 13, 2018 in Archeo Edicola

 

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[Archeo Edicola] Il marito (1958)

da “La Stampa” 27 febbraio 1958

Il povero Alberto Sordi non sa che la vita matrimoniale che lo attende nel film “Il marito” (febbraio 1958; in DVD Cecchi Gori dal 2010) sarà particolarmente spinosa, ma lui saprà affrontarla con l’inganno e l’astuzia dovuta ad anni di letture gialle.

Interno di famiglia con cronaca nera (a sinistra) e romanzo giallo (a destra)

Nel film di Nanni Loy e Gianni Puccini il protagonista dovrà studiare mille sotterfugi contro tutti quelli che gli impediscono di essere egoisticamente felice, e può farlo perché è un lettore di gialli: quindi ha una mente machiavellica portata a “piani criminali”. Tutto questo lo scopriamo subito, appena torna dal viaggio di nozze e fa la conoscenza della giovane cameriera Paolina: come si vede dalla foto, stringe in mano un libro giallo.

Il marito, la cameriera… e il Giallo Mondadori

Si tratta del romanzo “14° piano” (The Blonde Died Dancing, 1956) scritto dai coniugi Audrey Kelley e William E. Roos con lo pseudonimo collettivo Kelley Roos (fusione dei due cognomi), numero 432 della testata “Il Giallo Mondadori” (11 maggio 1957).

Copertina del mitico Carlo Jacono

Curioso che per una storia di marito e moglie la Mondadori pubblicizzi un giallo scritto da marito e moglie. Romanzo che comunque non disdegna di passare di mano alla cognata.

Un romanzo per tutta la famiglia

Fra una disavventura coniugale e l’altra, il film fa in tempo a regalarci un altro romanzo.

Altra sera, altro romanzo

Stavolta si tratta di “K.O. Scotland Yard” (Sex Marks the Spot, 1954) di Leonard Gribble (anche se in originale è pubblicato con lo pseudonimo Sterry Browning), numero 430 della stessa collana (27 aprile 1957).

Un’altra tavola di Carlo Jacono

Come si vede, la cinematografia anni Cinquanta è terreno di caccia per la Mondadori: chissà se queste veloci e vaghe citazioni avranno raggiunto l’obiettivo…

L.

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Pubblicato da su marzo 7, 2018 in Archeo Edicola, Books in Movies

 

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Diabolik: Eva kant compie 55 anni (2018)

Riporto il comunicato stampa della Astorina di questo particolarissimo anniversario.
L.


Diabolik del marzo 2018

Esattamente 55 anni fa, il primo marzo 1963, Eva Kant, l’affascinante compagna di Diabolik nel crimine e nella vita, faceva la sua comparsa a fianco del Re del Terrore nel terzo albo della serie intitolato “L’arresto di Diabolik”.

Diabolik del marzo 1963

Per festeggiare questi 55 anni di carriera Astorina pubblica un albo inedito davvero speciale che sarà in edicola a partire proprio dal 1° marzo: “Il primo amore”. Troveremo Eva alle prese con il ritorno di Manuel, suo primo amore già apparso nella storia “L’ombra della luna” (Grande Diabolik 2010). Un tuffo nel passato di Eva scritto a quattro mani da Mario Gomboli e Tito Faraci e illustrato da ben due artisti d’eccezione come Giuseppe Di Bernardo e Giuseppe Palumbo.

Diabolik non è stato il primo amore di Eva. Da adolescente, quando era rinchiusa nel terribile collegio di Morben, aveva conosciuto Manuel, un giovane recluso nella sezione maschile di quel lager. Insieme avevano passato ore a parlare, divisi da un muro in cui un mattone mancante lasciava loro modo di guardarsi, di sfiorarsi. Insieme avevano progettato la fuga da quel luogo orribile. Ma, arrivato il momento fatidico, Manuel non esitò a sacrificarla per riuscire a evadere, da solo. Quel ragazzo non è stato il solo uomo che l’ha delusa. Degli altri si è già vendicata in passato, adesso pare giunto il turno di Manuel.

La storia scritta da Mario Gomboli e Tito Faraci è stata affidata ai disegni di Giuseppe Di Bernardo con la partecipazione straordinaria di Giuseppe Palumbo a cui è stata affidata la parte ambientata nel passato.


Diabolik anno LVII, n. 3

Il primo amore

Dal 1° marzo in edicola

L’aveva affascinata, quando entrambi erano reclusi nel collegio di Morben. E l’aveva tradita, quando avevano tentato di fuggire di là. Finalmente oggi, dopo tanti anni, Manuel è a Clerville… e per Eva è il momento della vendetta.

Soggetto: Mario Gomboli e Tito Faraci
Sceneggiatura: Tito Faraci
Disegni: Giuseppe Di Bernardo
Disegni del flashback: Giuseppe Palumbo
Copertina: Giuseppe Palumbo


EVA KANT

Bionda, bellissima, occhi verdi, la compagna del Re del Terrore appare per la prima volta nell’episodio L’arresto di Diabolik, del marzo del ’63.

Lady Kant è vedova di Lord Anthony Kant, ambasciatore del Sudafrica morto in circostanze misteriose e sospette. È stato infatti sbranato da una pantera, ufficialmente nel corso di una battuta di caccia. Ma si dice che, in realtà, a spingerlo nelle fauci della belva sia stata la moglie. E lei, al suo primo incontro con Diabolik, dichiara, quasi vantandosene, di essere una donna pericolosa, con trascorsi di avventuriera e spia industriale. Dimostra immediatamente una freddezza e una determinazione pari a quella di Diabolik, salvandolo in extremis dalla ghigliottina. Nel tempo ammorbidirà la propria immagine con una sensualità raffinata e misteriosa, antitetica a ogni volgarità, costruendo un rapporto di coppia solidissimo e basato sulla condivisione dello stesso stile di vita.

Per qualche anno Eva accetta un ruolo di spalla, subordinata alle decisioni di Diabolik. Ma poi comincerà un percorso di crescita che la porterà a essere sempre più autonoma, indipendente, libera. E lui le lascia sempre più spazio. Capisce quanto abbia bisogno di lei, e quanto rispetto le debba. Oggi Eva Kant riesce a brillare di luce propria, anche a fianco di Diabolik.

Sempre più spesso è stata il personaggio principale di significativi episodi della serie regolare ed è diventata testimonial di manuali di divulgazione (Senza paura, ed. BD), campagne pubblicitarie (Renault Twingo), videoclip musicali (Tiromancino) e molte altre iniziative.


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Pubblicato da su marzo 1, 2018 in Archeo Edicola

 

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[Archeo Edicola] Mamma mia, che impressione! (1951)

Una delle belle edicole anni Cinquanta

Nel cinema italiano d’un tempo c’era sempre spazio per una edicola, come per esempio in questo “Mamma mia, che impressione!” (1951) di Roberto Savarese, con protagonista un giovane Alberto Sordi impegnato nel suo personaggio comico dell’epoca.

Il protagonista ogni mattina passa in edicola per leggere a sbafo il giornale e segnarsi su un taccuino notizie che possano essergli utili, scatenando quindi le comprensibili ire dell’edicolante.

Si vede bene “Epoca”?

Il quale però non si sottrae allo spirito della scena e rimane in posa plastica tenendo bene a favore di camera un numero di “Epoca“, settimanale che la Arnoldo Mondadori Editore ha fondato il 14 ottobre 1950, pochi mesi prima dell’uscita del film.

Citata in lavorazione già a febbraio, è nell’aprile 1951 che la pellicola arriva nei cinema, ma i legami con l’ottobre 1950 non finiscono qui.

Chi segue questa rubrica sa che la Mondadori investiva molto nelle “marchette filmiche”, quindi dallo stesso mese in cui è nato “Epoca” prende un numero della sua prestigiosa collana “Il Giallo Mondadori” e lo mette bene in primo piano (in basso a destra). Il titolo non riesco a leggerlo ma l’immagine di copertina mi sembra proprio quella del numero 99 (7 ottobre 1950), dal titolo “Di bene in meglio” (Gold comes in Bricks, 1940) di A.A. Fair (pseudonimo del celebre Erle Stanley Gardner).

Per finire, un bel primo piano de “La Domenica del Corriere” diretto da Eligio Possenti: all’epoca il settimanale più venduto d’Italia.

L.

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Pubblicato da su febbraio 19, 2018 in Archeo Edicola, Books in Movies

 

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[Archeo Edicola] Bianco di Babbudoiu (2016)

Esce in questi giorni in vendita, in DVD Cecchi Gori, “Bianco di Babbudoiu” (2016) di Igor Biddau, uno dei tipici film italiani in cui si crede che prendere dei comici televisivi sia un’ottima idea per il cinema. Uno sketch da due o tre minuti in TV non è proprio la stessa cosa di un film intero, ma tanto questo è un genere molto sviluppato in Italia: un titolo in più non farà certo la differenza.

I tre comici sardi del “Colorado” di Italia1 non è che si sforzino tanto di far ridere, anzi, però un paio di scene simpatiche vanno riconosciute a questo film. Una di queste vede il tentativo di Michele (Michele Manca, il Pino la Lavatrice televisivo) di racimolare qualche soldo vendendo la sua collezione di “Alan Ford“.

Michele Manca cerca di vendere la sua collezione di Alan Ford

Si sa che i fumettari, come ogni altro venditore, cerca di sminuire il prodotto e demoralizzare il venditore, ma è certo che per la citata collezione si può parlare di valutazione in centinaia d’euro, non in migliaia come vorrebbe il povero Michele.

Possibile questo numero non valga un fantastilione di fantastilioni?

Michele è meno sprovveduto di quanto vorrebbe far credere, però, perché quando arriva un collezionista – vestito con un’armatura, a sottolineare la sua “nerdosità” – ed offre migliaia d’euro per una collezione che però comprenda anche i primissimi e rarissimi numeri della serie, il nostro venditore si apre la giacca come un esibizionista… ed “esibisce” i rarissimi numeri in questione.

Numeri rari ne tieni?

La gag è simpatica ma è una goccia nel mare di un film che non mi sento proprio di consigliare.

L.

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Pubblicato da su gennaio 22, 2018 in Archeo Edicola

 

[Archeo Edicola] L’amore in città (1953)

Nel marzo del 1953 i giornali ci raccontano che si stanno girando a Roma alcuni degli episodi che formeranno il film-contenitore “L’amore in città“, esperimento con il quale un gruppo di talentuosi registi vorrebbe inaugurare una serie di pellicole che si presentino come “riviste”: ogni film presenterebbe articoli vari che seguano un tema comune. Dubito che l’esperimento sia proseguito oltre…

L’IMDb dice che il film è uscito nelle sale italiane nel novembre dello stesso 1953, e forse a questa data risale la presentazione romana: la prima citazione nel resto d’Italia è del gennaio 1954. Al di là dell’uscita effettiva in sala, ciò che conta è che il film è stato girato agli inizi del 1953 e l’edicola in esso mostrata è quindi uno spaccato della vita italiana dell’epoca.

Il penultimo episodio, “Storia di Caterina“, è diretto da Francesco Maselli «con la collaborazione di Cesare Zavattini», che ne è anche lo sceneggiatore. La protagonista, come ci viene detto ad inizio film, come il resto del cast non è un’attrice professionista perché l’esperimento è raccontare storie di vita vissuta interpretate da vere persone. Quindi la non-attrice Caterina Rigoglioso interpreta il dramma in cui una badante rimane incinta e, abbandonata dal suo uomo, decide di non abortire. Crescere un figlio da sola e in forti ristrettezze economiche non si rivelerà facile e la donna giungerà alla fatale decisione di abbandonare il bambino in un parco, perché lo Stato si occupi di lui.
Per essere sicura del destino del bambino va a sfogliare un quotidiano in edicola… così che anche noi possiamo curiosare fra le pubblicazioni dell’Italia del 1953.

Chiosco dei giornali del 1953

Vediamo un chiosco pieno zeppo di giornali, con bene in vista le testate “Il Popolo” (1923-2003), “l’Unità” (1924-2017), “Avanti!” (1896-1993) e “Il Paese” (1921-1963).

Quando gli edicolanti facevano sfogliare “a gratis” i giornali

È molto difficile leggere le testate delle riviste inquadrate nel chiosco, ma di sicuro notiamo “Grazia“, il settimanale della Mondadori fondato nel 1938 ed ancora in vita.

Parata di Gialli Mondadori prima serie

La celebre casa editrice ha provveduto a riempire bene quell’edicola, visto che al centro dell’inquadratura vediamo una bella sfilza di numeri de “Il Giallo Mondadori“: addirittura sono riuscito ad identificare il n. 181, “Omertà” (The People Against O’Hara, 1950) di Eleazar Lipsky, uscito in edicola il 19 luglio 1952, e il n. 206, “Occhiali neri” (The Black Spectacles, 193) di John Dickson Carr, uscito in edicola il 10 gennaio 1953.

Si vede abbastanza il nome della testata?

Trattandosi di un film girato a Roma, è immancabile il richiamo a “Il Messaggero“, lo storico quotidiano della Capitale fondato nel 1878, però sullo sfondo l’indaffarato edicolante sistema una pila di riviste “Tempo” (1939-1976), ancora una volta della Mondadori.

La vogliamo mostrare qualcosa di sinistra?

Non manca la fugace inquadratura, fra le mani dell’edicolante, di alcune copie del settimanale “Vite Nuove” (1946-1978), che proprio nel gennaio del 1953 – poco prima delle riprese – aveva raddoppiato il numero delle pagine, dopo essere passato al colore nel precedente 1952.

Chiudo con una curiosa citazione. Il primo episodio del film – “Amore che si paga“, diretto da Carlo Lizzani su sceneggiatura fra gli altri di Vittorio Veltroni, papà di Walter – racconta delle “lavoratrici della notte”, ed una di queste intervistata afferma di passare il tempo libero a leggere… “Topolino” e “Pecos Bill“.

Le letture preferite dalle “lavoratrici della notte”

La Mondadori ha davvero riempito di proprie pubblicazioni questo film, mostrando qui il “Topolino” n. 61 (25 febbraio 1953), della direzione di Mario Gentilini, e “Albi d’Oro della Prateria” n. 8 (26 febbraio 1953) con protagonista il Pecos Bill di Guido Martina.

Il curioso è che un’altra “lavoratrice della notte” la vedremo intenta a leggere una di queste due pubblicazioni, nel film “Le streghe” (1967), al che c’è da chiedersi: ma le prostitute amano Pecos Bill?

L.

P.S.
L’idea di cercare in questo film l’ho avuta dalla discussione “foto della rete” di Vintage Comics.

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Pubblicato da su gennaio 10, 2018 in Archeo Edicola

 

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