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Una Cadillac rosso fuoco (2020)

31 Lug

Quindici anni fa ho scoperto per caso Joe R. Lansdale e me ne sono innamorato. All’epoca facevo parte di un gruppo Yahoo! di lettura chiamato “Libridine”, in cui ricevetti un mare di ottimi consigli. Mi venne consigliato Mucho Mojo – all’epoca Una stagione selvaggia era inedito in Italia – e feci la conoscenza di Hap e Leonard, da cui non sono più riuscito a separarmi.

Tramite eBay mi comprai ogni pezzo di carta esistente in Italia con su scritto “Lansdale”, comprese le chicche pubblicate quando il nome era ignoto, e nell’aprile 2005 ho creato la pagina Wikipedia dell’autore.
Poi, come faccio sempre, ho letto troppo di un autore che ad un certo punto non ha saputo fare molto altro se non ripetersi. Intorno al 2005 è uscito Echi mortali, comprato subito in edizione cartonata, ricordo ancora dov’ero seduto in treno il giorno che lo iniziai, pieno di gioia per avere un nuovo libro del mio amato Champion Joe da leggere. E poi la delusione e il dolore. O hanno stampato per sbaglio un vecchio libro… o Joe sta ripetendo identiche le sue stesse parole.

Non rinnego nulla dei romanzi e racconti letti di Lansdale, che amo ancora e trovo geniali, ma poi mi è sembrato che iniziasse a scrivere con il “copia-e-incolla” e non ho più seguito l’autore. In questi giorni è uscito “Una Cadillac rosso fuoco” (More Better Deals, 2020), per Einaudi, e mi è presa la curiosità di scoprire come scrive Champion Joe a dieci anni di distanza dall’ultimo suo libro. Sono contento che non usi più il “copia-e-incolla”, perché semplicemente non scrive più i suoi libri…

L’inizio del romanzo è spettacolare, puro Lansdale, ti prende e ti butta nella storia con estrema disinvoltura e ti presenta subito personaggi estremi che poi sai che saranno “smussati” e presentati pian piano durante la storia.

«Cercherò di spiegarmi meglio. Hai presente prima, quando dicevo che non ho un soldo? Be’, da allora non è cambiato nulla, a meno che nel frattempo non mi sia morto uno zio ricco da qualche parte e mi abbia lasciato qualcosa. Chissà, magari piú tardi riceverò un telegramma.»

Ecco, questo è puro Lansdale. La scena non ha nulla di “nuovo”, il personaggio è scritto con il pennarello grosso ma i dialoghi sono così divertenti e frizzanti che leggi, sghignazzi e ti sembra di star leggendo qualcosa di nuovo. Quella presentata, purtroppo, è l’unica battuta alla Lansdale di 250 pagine di inutilmente lungo romanzo.

Un ex soldato incontra una ragazza che emana sesso da ogni centimetro di pelle nuda che espone, la quale ha un problema: un marito violento e un’assicurazione sulla vita. Secondo voi, come continuerà questa trama? Esattamente come le mille trame simili già lette e viste. Non è certo questo la forza del noir, bensì come è trattato un elemento classico. Invece qui Lansdale – o chi per lui – sembra di star scrivendo il primo romanzo nero della storia, e crede che noi siamo boccaloni come il suo protagonista, quindi ciò che segue è di una banalità che brucia gli occhi.
Visto che la vicenda non riempirebbe neanche 50 pagine, per arrivare a 250 l’autore deve aggiungere altri stereotipi, altri canoni, aggiungere altri crimini fino a stilare in pratica un “Bignami del Noir”. Il tutto scritto in modo così serio che ci sarebbe da darsi schiaffi in faccia.

Dov’è lo stile Lansdale? Dove sono i dialoghi che l’hanno reso famoso? Dove sono le esagerazioni che rendono unica la sua firma? Perché scrivere la stessa identica storia che potete trovare in uno qualsiasi delle migliaia di romanzi neri scritti nel Novecento? L’ipotesi di un software di scrittura automatica non è peregrina, visto che non c’è una sola parola in questo libro che abbia una minima caratteristica “umana”.

Grande delusione e dispiacere nello scoprire che Lansdale in pratica è finito quando ho smesso di leggerlo… Uh, che sia stata colpa mia???

L.

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8 commenti

Pubblicato da su luglio 31, 2020 in Recensioni

 

8 risposte a “Una Cadillac rosso fuoco (2020)

  1. Cassidy

    luglio 31, 2020 at 8:56 am

    Sono attorno al centinaio di pagine e già la “Cadi” non romba più come nei primi capitoli, ti farò sapere come procederà la lettura. Bisogna dire che Lansdale è sempre scorrevole, ma il paragone con il passato comincia davvero ad essere impietoso. Cheers!

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    • Lucius Etruscus

      luglio 31, 2020 at 9:04 am

      Di sicuro scorre veloce e va giù liscio, il problema è forse quello: da un liquore corposo è diventato un bicchier d’acqua 😀

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  2. Kukuviza

    luglio 31, 2020 at 11:14 am

    Mi immagino la delusione! Mi sa che molti autori (cantanti, registi, ecc) arrivano a un punto in cui non hanno niente di nuovo da dire e si autoriciclano. Non avranno neanche lo stimolo di fare lo sforzo, tanto hanno un nome e il rientro è uguale. Forse puntano sui nuovi lettori che non conoscono la produzione precedente. Qua mi pare di capire che è anche peggio perché non ricicla solo se stesso, ma tutta una serie di stereotipi che quasi chiunque saprebbe riciclare.

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    • Lucius Etruscus

      luglio 31, 2020 at 11:21 am

      In fondo il cinema negli ultimi vent’anni non ha fatto che riciclare, perché non dovrebbe farlo anche Lansdale? 😀
      Scherzi a parte, come dicevo Joe non offriva trame chissà che innovative ma la sua forza era nei personaggi, nei loro dialoghi e nelle loro interazioni, tutto scomparso. Si è limitato ad un banalissimo noir scontatissimo assicurandosi di usare ogni stereotipo in modo ovvio: è davvero un peccato.

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  3. Celia

    luglio 31, 2020 at 11:25 am

    Azz. Io questa sensazione di mollezza e poca tensione l’avevo avuta leggendo il “romanzo” (che fatico a definire tale) con Batman, La lunga strada della vendetta. Che vabbeh, è un’operazione particolare ma comunque deludente.
    Io amo Joe, ma ad un certo punto, mentre ancora recuperavo la roba più vecchia, ho cominciato ad avvertire ansia – troppi libri pubblicati, sempre in pista, ogni anno; colpa mia certo, ma soffocavo e l’ho messo in stand-by. Così, come mi capita spesso, ho un conto aperto con lui e le mie letture sono rimaste così, un po’ a casaccio, piene di buchi anzi voragini.

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    • Lucius Etruscus

      luglio 31, 2020 at 2:10 pm

      Pensa che quel romanzo di Batman lo comprai quand’ero in piena passione per Champion Joe… e non m’è piaciuto! 😀 Comprai su eBay anche un suo racconto di Batman uscito in Italia quando nessuno sapeva chi fosse Lansdale, anche lì roba da dimenticare.
      Almeno anche nei suoi romanzi meno originali comunque la lettura è appassionante, qui invece c’è solo asettica indifferenza…

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  4. pirkaf76

    agosto 1, 2020 at 5:24 pm

    Ho avuto anch’io una fase Lansdale dove arrivai a leggere in pochi mesi quasi tutta la sua produzione letteraria ( per fortuna in prestito ).
    Ed ad un certo punto anche per me ha perso mordente.
    Resto molto affezionato ai primi cinque libri della saga di Hap & Leonard, alla Trilogia Del Drive-in ( anche se ho amato soprattutto il primo capitolo ) e La Sottile Linea Scura che ho recuperato recentemente e messo in libreria, perché è la sua opera che amo di più.
    Vorrei procurarmi anche In Fondo Alla Palude che ho amato molto.
    Interessante anche Atto D’amore.

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    • Lucius Etruscus

      agosto 1, 2020 at 5:32 pm

      Il Drive-In lo amo ma l’ho letto quando era solamente un dittico, e il secondo non è che mi abbia convinto molto: il primo è irripetibile! ^_^
      Avendo letto prima “In fondo alla palude”, non sono riuscito ad amare “La sottile linea scura”: sono due romanzi fotocopia, ma curiosamente hanno letto tutti prima il secondo. Per puro caso io invece ho letto il primo e quindi amo moltissimo quello 😛
      Non ricordo quanti romanzi ho letto di Hap e Leonard, ma di sicuro mi sono piaciuti tutti 😉

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