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Dizionario italiano-giornalese!

26 Mar

Voi li capite i TG di questi giorni? Dall’inizio della terribile pandemia che ci ha colpiti i giornalisti hanno aumentato la dose di termini itanglesi: perché quello che per decenni si è chiamato telelavoro… ora tutti lo chiamano smart working? Il Governo parla di cluster, i social ce l’hanno coi runner, l’Italia è finita nel lockdown… boh, ci vorrebbe un dizionarietto per capire le informazioni dei TG… e ora c’è!

Questa mia premessa sarcastica serve a presentare questo post di Zoppaz, che ha pensato bene di spiegare in italiano i tanti termini itanglesi snocciolati dai giornalisti di questi giorni: fateci un salto, e nel caso proponete inglesismi mancanti all’appello. Sono sicuro che lo sviluppo del virus nei Paesi anglofoni ce ne regalerà di sempre nuovi.

L.

 
3 commenti

Pubblicato da su marzo 26, 2020 in Linguistica

 

3 risposte a “Dizionario italiano-giornalese!

  1. Kukuviza

    marzo 26, 2020 at 3:36 pm

    io so che mi stavo strozzando mentre l’altro giorno facevo colazione e sul pacco dei biscotti c’era scritto: “Il claim si riferisce ai valori medi italiani” o qualcosa del genere. Il claim?? Ma che cazz’era? Poi ho scoperto che sul davanti della confezione c’era scritta una cosa tipo:”Il 65% di grassi in meno”, quindi ho dedotto che il claim fosse quello. Dire ‘affermazione’ o ‘dichiarazione’ sembrava troppo, evidentemente.

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    • Lucius Etruscus

      marzo 26, 2020 at 3:38 pm

      Malgrado continuino a ripetere che l’itanglese è più snello, più veloce, più “smart”, in realtà abbiamo superato quella fase: nella maggior parte dei casi si tratta di espressioni che si sono sempre usate in italiano ma ora fa figo dirle in inglese. E funziona, perché non esiste una sola confezione italiana che sia priva di termini inglesi, quindi evidentemente al pubblico piace. Che tristezza…

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    • zoppaz (antonio zoppetti)

      marzo 26, 2020 at 8:09 pm

      In effetti il dizionario delle alternative che ho realizzato è molto utilizzato per capire il significato degli anglicismi – forse più che per trovarne i sinonimi nella comunicazione – perché spesso risultano oscuri agli italiani, e i pubblicitari/comunicatori fighetti delle nuove generazioni sembra che non lo capiscano. Spesso puntano proprio sulle parole oscure perché attirano l’attenzione… ma trascurano il rovescio della medaglia di questa strategia. “Claim” è molto diffuso soprattutto tra gli addetti del settore pubblicitario che non si rendono conto che stanno usando il loro linguaggio più che quello del destinatario (un tempo questo era il principio cardine della comunicazione, oggi invce si tende a imporre il linguaggio dall’alto: siamo alla comunicazione della prepotenza). Se vuoi qui trovi la spiegazione: https://aaa.italofonia.info/claim/

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