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[Archeo Videoteca] “Freddy’s Nightmares” 1×20 (1989)

Domenica scorsa ho presentato l’ultima tappa nel mio viaggio nella serie TV antologica “Freddy’s Nightmares“, nata dalla saga filmica di Nightmare: in cui l’episodio 1×20 (14 maggio 1989) diretto da Jonathan R. Betuel ha una breve sezione ambientata in videoteca.

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Pubblicato da su ottobre 26, 2022 in Uncategorized

 

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[Archeo Videoteca] “Streghe” 1×07 (1998)

Deliziosa piccola videoteca incontrata nell’episodio 1×07 (18 novembre 1998) della celebre serie TV “Streghe” (Charmed): purtroppo quel negozio è il posto peggiore per una coppia in crisi.

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Pubblicato da su agosto 17, 2022 in Uncategorized

 

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The Office 7×13 (2011)

Anche se la scena non si svolge in una videoteca, lo stesso merita una citazione la sequenza che chiude l’episodio 7×13 (The Seminar, 27 gennaio 2011) della serie televisiva americana “The Office” (che trovate tutta su Prime Video, almeno per ora, identificato però come 7×14).

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Pubblicato da su ottobre 18, 2021 in Uncategorized

 

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[Archeo Videoteca] Backflash (2001)

Ieri sul mio blog “Il Zinefilo” ho recensito “Backflash” (2001), filmettino pseudo-noir di Phil Jones che ha un solo pregio: si apre in una videoteca.

Quando un film inizia in videoteca, è sempre un buon inizio

Il protagonista Ray Bennett (Robert Patrick) gestisce una piccola videoteca, però se ne rimane triste e mogio alla cassa, sognando di fare altro e infatti poi se ne va a vivere l’avventuretta finto-noir del noioso film. Intanto a gestire il locale ci pensa l’amico-socio – di cui non ho capito il nome – come vediamo nella foto in alto, dove in basso a destra riconosco la tripletta “Le iene” (Miramax 1992) “Batman Forever” (Warner 1995) e “Pulp Fiction” (Miramax 1994), mentre sullo scaffale in basso, all’estrema sinistra – in pratica al centro in basso nella foto – vedo “Sabrina” (Paramount 1995)

Cambiamo inquadratura.

Perché hanno inquadrato solo i retri delle VHS?

Il primo film a sinistra è sicuramente “Scemo & più scemo” (New Line Cinema 1994), all’estrema destra si vede un Cofanetto di Rambo che si vede anche nell’inquadratura precedente. Alla parete sullo sfondo, sulla destra, si vede il poster di “Star Trek: Primo contatto” (Paramount 1996).

Il piacere di maneggiare classici

Qui l’unico film che riesco a leggere è quello della VHS in alto nella pila tra le mani del tizio: il mitico “Ultimatum alla Terra” (The Day the Earth Stood Still, 1951). Credo che sulla parete in fondo, a sinistra, ci sia il poster di “X-Files – Il film” (Fox 1998)

Qualcuno vuole un pony selvaggio?

L’ultima inquadratura ci regala “The Wild Pony” (1983), che credo inedito.

Purtroppo la scena della videoteca dura solo pochissimi istanti, poi il protagonista non ci torna più, preferendo una pessima storia. Sarebbe stato meglio che l’intero film si fosse svolto lì dentro.

L.

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Pubblicato da su aprile 30, 2021 in Uncategorized

 

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[Archeo Videoteca] Traditi dalla cicogna (2011)

Un nome strano, per una videoteca, ma d’effetto

Mi è capitato di vedere su Prime Video un film che ora non è più disponibile: non so come funzionino le cose con queste piattaforme, magari tornerà più avanti quindi metto comunque il link. Il film in questione è “Travolti dalla cicogna” (Un heureux événement, 2011) di Rémi Bezançon, adattato da lui stesso dal romanzo del 2005 di Eliette Abecassis, portato in Italia da Marsilio nel 2006 con il titolo Lieto evento.
Il film è disponibile in DVD Videa.

Si respira subito l’aria delle videoteche classiche

Non ho capito il motivo per cui è nato il film, più che una commedia su quanti problemi crei una gravidanza sembra più un manifesto della nuova vita di coppia, cioè si sta insieme per concepire poi ognuno per cazzi propri. In effetti dal Duemila la società occidentale si basa sui genitori separati e figli con troppe o troppo poche figure genitoriali, ma a quanto pare è la nuova frontiera della famiglia tradizionale.

Non ho capito se il panda armato esista sul serio o se l’abbiano inventato per il film

Quello che conta per questa rubrica è che la primissima scena del film mostra una “storia d’amore in videoteca“: gli autori sono così presi dalle esigenze di lei che il personaggio maschile finisce in un limbo senza senso, tanto che dopo la scena iniziale non sappiamo più che mestiere faccia, ma pare che faccia l’avvocato o qualcosa del genere. Giusto per dire quanto è approfondita la sceneggiatura.

Lei noleggia il bel film di Hong Kong “In the Mood for Love” (2000) di Wong Kar-Wai e d’un tratto sembra un segnale rivolto a lui: “Sono nello stato d’animo giusto per l’amore”. (Non sono riuscito a pensare ad una traduzione italiana più stringata!)
Inizia una “corrispondenza d’amorosi video“!

Sono nello stato d’animo giusto per l’amore

Visto che lui è un po’ testone, come capita spesso ai maschietti, lei rilancia con “Pronta a tutto”, gioco che però funziona solo con il titolo francese (prêt à tout) del film con Nicole Kidman che in Italia è distribuito come “Da morire” (To Die For, 1995) di Gus Van Sant.

Sono pronta a tutto

Finalmente lui capisce ma non si fida, così tasta il terreno: “Un uomo, una donna” (Un homme et une femme, 1966) di Claude Lelouch, “Le regole dell’attrazione” (The Rules of Attraction, 2002) di Roger Avary, due titoli che mi sembrano perfetti per capire che aria tiri.

Le regole dell’attrazione fra un uomo e una donna

Che tutto questo sia solo “La grande illusione” (La grande illusion, 1937) di Jean Renoir?

Che sia solo una grande illusione?

Quando lui vede che lei sembra tirarsi indietro, prova un “colpo al cuore”; anche se funziona solo con il titolo francese (Coup de cœur) del film “Un sogno lungo un giorno” (One from the Heart, 1981) di Francis Ford Coppola.

Un colpo al cuore

Alla fine lui propone un “appuntamento”, anche se è solo il titolo francese (Rendez vous) di “Scrivimi fermo posta” (The Shop Around the Corner, 1940) di Ernst Lubitsch.

Lo fissiamo un appuntamento?

Lei, per continuare il gioco, gli fa sapere che sono tutti solo “Sogni” (Yume, 1990) di Akira Kurosawa.

Continua a sognare!

Lui si fa più ardito, e chiede “solo un bacio sulle mie labbra”, cioè la fusione di Juste un baiser, che poi sarebbe “L’ultimo bacio” (2001) di Gabriele Muccino, e “Sulle mie labbra” (Sur mes lèvres, 2001) di Jacques Audiard.

Solo un bacio sulle mie labbra

Lei replica che “Gli uomini non pensano che a quello” (Les hommes ne pensent qu’à ça, 1954) di Yves Robert.

Gli uomini non pensano che a quello

E lui le dà della “spietata” (Impitoyable), che in italiano sarebbe il plurale “Gli spietati” (Unforgiven, 1992) di Clint Eastwood.

Sei spietata!

Lamentando peraltro un’“intollerabile crudeltà”, come il titolo originale di “Prima ti sposo, poi ti rovino” (Intolerable Cruelty, 2003) dei fratelli Cohen.

Questa è un’intollerabile crudeltà

Nel gioco prova ad intromettersi l’amico collega della videoteca, che afferma: “Smettila di remare, sei sulla sabbia”, cioè il titolo francese (Arrête de ramer, t’es sur le sable!) del classico con Bill Murray “Polpette” (Meatballs, 1979) di Ivan Reitman.

Smettila di remare, sei sulla sabbia

Lei continua, e lo sfida a prenderlo: da notare che in Francia il titolo di “Prova a prendermi” (Catch Me If You Can, 2002) di Steven Spielberg è lasciato intradotto.

Prova a prendermi

Peccato che il resto della sceneggiatura non sia frizzante e divertente come la breve scena iniziale in videoteca.

L.

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Pubblicato da su aprile 9, 2021 in Uncategorized

 

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[Archeo Videoteca] EDtv (1999)

Quando Matthew McConaughey era giovane e sbarazzino

Fra le storie che sul finire degli anni Novanta misero in guardia il mondo dal crollo della realtà, con relativa nascita del reality, sicuramente “EDtv” (1999) di Ron Howard (in DVD Pulp Video 2017) è fra i più divertenti, anche perché è la versione americana del francese Il divo della porta accanto (1994): sarò di parte, ma le commedie francesi hanno sempre qualcosa in più, infatti sono rifatte da tutti.

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Pubblicato da su marzo 17, 2021 in Uncategorized

 

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[Archeo Videoteca] Scream (1996)

Una delle tante citazioni di Halloween (1978)

Giovedì scorso, 4 marzo 2021, Italia1 ha trasmesso in prima serata “Scream” (1996) di Wes Craven, il primo episodio della nota saga che sta per conoscere un nuovo episodio. Vi ricordo i titoli italiani del film, la recensione di Cassidy e il suo speciale su Wes Craven.

Quello che qui conta è che Randy (Jamie Kennedy) è un appassionato di cinema e ha diverse videocassette in casa, purtroppo poco inquadrate.

Cosa sbuca dietro Courteney Cox?

Da questa inquadratura vediamo appoggiata sulla TV la videocassetta di “Smoke” (1995), il flm-evento dell’epoca che ha lanciato lo scrittore Paul Auster anche nel mondo del cinema. Il film è targato Miramax, quindi degli stessi Weinstein della Dimension Films di Scream, e che le cassette in casa di Randy siano tutte loro lo si può intuire dalla successiva inquadratura.

Il film giusto nel posto giusto

Sempre targato Miramax, stavolta c’è un altro film leggermente famoso tra i cinefili dell’epoca: “Clerks – Commessi” (1994), pronto a lanciare Kevin Smith in quello spazio in cui vaga ancora oggi. (Vi ricordo la recensione di Cassidy.)

Purtroppo non ho trovato altre videocassette inquadrate, spero Italia1 prosegua il ciclo, così da catturare schermate ad alta qualità.

L.

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Pubblicato da su marzo 10, 2021 in Uncategorized

 

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[Archeo Videoteca] I Love Movies (2007)

La mia amica Kukuviza del blog CineCivetta prende subito a ben volere questa nuova rubrica e mi segnala una super-chicca: il film “I Love Movies” (Watching the Detectives, 2007) scritto e diretto da Paul Soter, disponibile in DVD Rai Cinema.

In vari punti del film ho avuto un intenso effetto di déjà vu, sono abbastanza sicuro di averlo già visto all’epoca anche se non potrei giurarlo. Forse l’eventuale cancellazione della memoria potrei spiegarla con l’affrontare un tema che ha infiammato la mia giovane fantasia romantica prima di diventarmi odioso: temo sia un segno di vecchiaia morale il trovare disdicevole qualcosa che ci affascinava da giovani.

I Love Movies si rifà a quel genere narrativo esploso nel 1985 di Tutto in una notte (febbraio) di John Landis e Fuori orario (settembre) di Martin Scorsese con, rispettivamente, le bionde Michelle Pfeiffer e Rosanna Arquette a far impazzire l’impettito protagonista, travolgendo la sua grigia e ripetitiva quotidianità con un ciclone di avventura infinita. La tematica è molto anni Ottanta, perché prevede una certa alta dose di emancipazione femminile che trasformi un tema negativo in positivo. Storicamente il noir classico si basa proprio su una donna che trascina il protagonista in azioni che lui, spontaneamente, non farebbe mai, ma appunto la femme fatale è un personaggio negativo: la sua versione anni Ottanta invece è positiva, perché l’indipendenza femminile attira il maschio che d’un tratto soffre della propria omologazione e vuol essere libero anch’egli.

Il tema tornerà più e più volte, non solo nel cinema, ma nel frattempo sono invecchiato e non lo trovo più interessante, quindi onestamente la parte “romantica” di questo film non l’ho apprezzata. Il gestore di videoteca Neil (Cillian Murphy) non è proprio un grigio impiegato, piuttosto un imprenditore sull’orlo del fallimento – visto che le poche videoteche rimaste aperte sono ormai spacciate – comunque si lascia trascinare dal ciclone Violet (Lucy Liu), donna libera e senza legami che trasforma tutto in gioco, in scherzo e vive senza regole né legami. A me sembra una sociopatica, ma probabilmente è la mia vecchiezza a parlare.

Accantonando la storia d’amore, ciò che interessa qui è appunto il lavoro di Neil: il “videotecaro”.

Il gestore della vostra videoteca preferita

Avrei gioco facile a far notare dietro la sua testa la locandina de La notte dei morti viventi (1968), invece vi indico quella alla sua destra, cioè “Kingdom of the Spiders” (1977), con William Shatner: per motivi misteriosi il film è inedito in Italia, mentre è arrivato il relativo romanzo – L’attacco delle tarantole, “Urania” n. 792 (luglio 1979) – davvero ottimo, assolutamente consigliato.

La videoteca per chi ama il cinema

La videoteca “Gumshoe Video” è la vostra piccola videoteca di quartiere, quella dove puoi trovare classici, film d’autore, filmacci Z e tutto il resto. Per i filmoni del momento vi basta la nota grande catena di videoteche più simili a supermercati, per tutto il resto e per chi ama il cinema c’è la videoteca artigianale. Quella che ha sullo sfondo la locandina di “Giovani delinquenti” (Hot Rod Girl, 1956).
C’è anche un cartonato di gorilla, perché – ci rivela il proprietario – stanotte per i clienti ci sarà la proiezione di un classico del 1949: “Lei è un gorilla” (She-Gorilla), credo un film inventato per l’occasione.

Certo, se ogni tanto noleggiaste anche una videocassetta, oltre che parlare…

Nella mia lunga carriera di frequentatore di videoteche mi sono sempre servito esclusivamente da quelle “di quartiere”: solamente una volta ho messo piede in un Blockbuster e ne sono scappato via indignato. Preferivo quelle piccole ma di cuore, con in catalogo roba che le grandi catene non toccano neanche con un bastone.

Ah, il fascino caldo delle piccole videoteche confusionarie

Nel film non si cita Blockbuster ma si usa un generico titolo “Mega Giant”, che il nostro Neil ovviamente detesta. Per lui i film sono la vita, il cuore, e per i suoi clienti organizza offerte tematiche in cui si veste per l’occasione. Offerta sui film carcerari? E Neil gira come l’evaso di Chaplin.

Idea perfetta per un completino serale

Offerta sui western, e Neil gira come lo straniero senza nome di Clint Eastwood.

Questa videoteca è troppo piccola per tutti e due

Tutto cambia quando arriva in negozio Lucy Liu, e parte la storia d’amore di cui parlavo.

Un ciclone asiatico in videoteca

I due vanno a stuzzicare un negozio di “Mega Giant” con una domanda per testare la qualità della loro offerta. Neil si finge cliente e chiede al commesso quale gli consigli, fra Invasione degli ultracorpi (1956) e Terrore dallo spazio profondo (1978)… e perché non cita Ultracorpi (1993) di Abel Ferrara? Quindi pure Neil è razzista, a modo suo.

Un freddo negozio di Blockbuster

I freddi negozi Mega Giant sono asettici, loro mica ce l’hanno alla parete la locandina di “Blonde Goddess” con Susanna Britton…

… o “La creatura del mare fantasma” (Creature fromt he Haunted Sea, 1961) di Roger Corman…

… o “Seduzione mortale” (Angel Face, 1953), scritto in italiano, e “Teen-Age Jailbait“…

… o “L’assalto dei granchi giganti” (Attack of the Crab Monsters, 1957) di Roger Corman…

… e nel proprio ufficio buio, cosa c’è di meglio di “Noir City“?

Un paio di curiosità.

«Potresti insegnarmi la differenza tra un film poliziesco e uno dell’orrore.»

Questa frase di Violet non si capisce in italiano, visto che i due generi cinematografici sono molto ben definiti dai rispettivi nomi, invece in originale parla di «thrillers and chillers», termini molto più sfumati: riferiti al cinema, potremmo tradurre “tensione e brivido“, per rendere il grado di confusione originale.

Uno è teso, l’altro ha i brividi

Tutti, Neil compreso, sanno che le videoteche stanno morendo e lo ripetono per l’intera vicenda, invece di stupirsi come mai siano ancora vive, ma Neil è un sognatore e non vuole darsi per vinto, nutrendo ancora speranza. C’è però un evento che secondo lui sarà il segnale che tutto è finito, che davvero un’epoca si è conclusa. Ecco questo evento, ipotizzato nel 2007:

«Fra qualche anno, quando la gente potrà comprare qualsiasi film dal televisore, lì allora sarò fottuto

Con parecchi anni d’anticipo, è stato previsto l’avvento delle smart TV e delle piattaforme da cui acquistare film direttamente sul televisore. Ci è voluto più del previsto, ma il vaticino di Neil si è avverato.

L.

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Pubblicato da su marzo 4, 2021 in Uncategorized

 

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[Archeo Videoteca] Love & Sex (2000)

Dopo l’Archeo Edicola, dedicata ai film che mostrano giornalai ed edicole d’annata, c’è questa piccola rubrica dedicata alle Archeo Videoteche, visto che è un mondo che ho avuto l’onore e l’immenso piacere di frequentare dal 1986 alla sua scomparsa, nei primi anni Duemila.

Su Prime Video mi è capitato di vedere un film che mi sembrava familiare già alla prima scena: è incredibile come un prodotto così minuscolo e dimenticabile abbia comunque lasciato tracce nella mia memoria. Sto parlando di “Love & Sex” (2000), scritto e diretto da Valerie Breiman.

Che belle le piccole videoteche poco luminose

La vicenda racconta di una giornalista che, in mancanza di ispirazione per la sua rubrica sbarazzina su una rivista femminile, attinge alla propria vita personale per raccontare alle lettrici quanto siano pessimi gli uomini, e di tenersi stretti gli sfigati che le amano perché di meglio non troveranno. Insomma, un messaggio che funziona benissimo oggi, molto più che all’epoca del film.

Quanti ricordi, a sfogliare locandine

La povera ragazza che non riesce a trovare uno straccio d’uomo decente, che non sia un mentecatto totale, è l’olandese Famke Janssen: proprio la tipica ragazza acqua e sapone che può essere la nostra vicina di casa…
Per far capire meglio il soggetto della storia, le viene messo accanto un troll a forma di Jon Favreau, prolifico attore e futuro creatore del fenomeno “The Mandalorian“.

Quante discussioni per la scelta del film

I due sembrano funzionare bene insieme poi però ecco la rottura, il dramma, bla bla bla e via dicendo. Tutto perché lui è un maschio e quindi geneticamente una merda umana. Per simboleggiare i loro continui litigi, l’autrice ci mostra i due protagonisti in videoteca nella più tipica delle situazioni, che tutti noi abbiamo vissuto all’epoca: la scelta del film da noleggiare. Meglio un drammone o un film ninja???

Apro una parentesi: nella foto qui sopra vediamo due locandine appese sotto il bancone del videonoleggiatore: sono entrambi filmacci Z del 1994 diretti da Stephen Lieb, cioè “Blind Vengeance” e “L.A. Task Force“. Inoltre alla sinistra dell’attrice vediamo Steven Seagal fare capolino con “Nico” (1988).

Seratona con espressionismo tedesco?

La protagonista vuole noleggiare “Nosferatu. Il vampiro” (Nosferatu, eine Symphonie des Grauens, 1922) di F.W. Murnau, perfetto per una seratina frizzantina, invece lui – essendo maschio e quindi decerebrato per definizione – vuole noleggiare “Ninjeta“: di cosa parlerà mai questo film?

«Le guerriere ninja si infiltrano tra i mafiosi di Little Italy fino a sfidare il potente boss Don Guido Mantucci.»

Come si fa a non noleggiarlo???

Un film per tutta la famiglia

Intanto il gestore della videoteca guarda la coppia sghignazzando: chissà quante di queste discussioni avrà ascoltato ogni giorno nel suo lavoro.

La faccia del gestore di videoteca che ne vede di cotte e di crude

Quando cambia l’inquadratura vediamo altre locandine, sulla parete sullo sfondo: la quarta da sinistra sicuramente è del film “Running Wild” (1995) di Duncan McLachlan, con Brooke Shields, le altre non riesco a capire.

Una videoteca piccola ma succosa

Sulla destra, invece vediamo la scritta “TROY” che purtroppo non riesco a capire se sia l’inizio di un titolo o di un nome: quel film, che sembra di guerra, non sono riuscito a trovarlo, ma di sicuro il suo slogan è qualche “Q” di troppo: “Iraq Attaq…”

Con uno slogan così, è decisamente un film di guerra

Che atmosfera, quanti ricordi di tutto quel tempo passato a studiare trame alla ricerca del “noleggio perfetto”, quello che corrispondesse a tutti i criteri e che giustificasse i soldi spesi. Visto poi che per me avrei noleggiato tutto, l’intero negozio, scegliere un film solo era sempre una grande sofferenza.

Se vi vengono in mente altri film con scene ambientate in una videoteca, non esitate a farmelo sapere.

L.

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Pubblicato da su marzo 1, 2021 in Uncategorized

 

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[Archeo Videoteca] Hot Fuzz (2007)

Torno a rivitalizzare una rubrica che avevo dimenticato di aver varato, con Il giustiziere della notte 4 (1987), anche perché non saprei proprio come presentare delle schermate deliziose prese ad alta definizione da Prime Video. E sì che di blog e rubriche ne ho tante, ma non basta mai.

Eccomi quindi di nuovo a parlare di videoteca, anche se in questo caso è più il reparto video di un supermercato: il film è “Hot Fuzz” (2007), disponibile in DVD Universal 2007.

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Pubblicato da su gennaio 4, 2021 in Uncategorized

 

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