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I Conti tornano (romantici titoli)

Le lettrici di romanzi d’amore non sono repubblicane: la monarchia e il mondo dei titoli nobiliari sembra nutrire per loro un fascino irresistibile, e soprattutto immutato nei decenni.

Una fetta sostanziosa dei romanzi a sfondo romantico è di ambientazione storica quindi non stupisce trovare un fiume di titoli incentrati su un qualche (scusate il gioco di parole) titolo nobiliare: per esempio… il conte.

Parto da I segreti del conte (The Earl’s Forbidden Ward, 2009) di Bronwyn Scott. Ecco la trama:

Tessa Branscombe non avrebbe mai immaginato che la sua tranquilla vita londinese potesse riservarle tante sorprese. Invece, nel giro di poche ore, riceve la visita di un vecchio amico russo e di Peyton Ramsden, Conte di Dursley, che dichiara di essere stato nominato suo tutore. Nei giorni seguenti, la giovane si trova coinvolta in una serie di episodi allarmanti. Di chi deve fidarsi? Del biondo e galante Sergei, assiduo frequentatore di casa Branscombe, oppure del bruno Peyton, dai modi più arroganti ma dotato di grande fascino?

Ah, quante scelte da fare, fra il biondo galante e il bruno arrogante..

Come sempre, tutti i titoli citati di seguito sono veri e pubblicati di recente.

Diciamocelo, alle lettrici piace l’idea di andare Alla conquista del conte (di Barbara Cartland), partendo magari da un obiettivo più semplice: A cena con il conte (di Marion Lennox) e poi finire Tra le braccia di un conte (di Sara Wood).

La meta finale può cambiare, la lettrice Innamorata del conte (di Lorraine Heath) può sognare di essere La donna del conte (di Catherine Spencer), L’amante del conte (di Sara Wood) – o magari, in modo più esotico, La misteriosa amante del conte (di Ella Quinn) – Una sposa per il conte (di Janice Preston) o La sposa del conte (di Terri Brisbin), sperando di non finire come L’istitutrice e il conte (di Annie Burrows) o peggio ancora Una governante per il conte (di Helen Dickson).

Chi non sogna Il bacio del conte (di Amanda McCabe)? O di essere In fuga con il conte (di Elizabeth Beacon)? Ci si può accontentare Ballando con il conte (di Catherine Tinley) o anche solo A casa del conte (di Sarah Elliott): tutto, Per sposare un conte (di Kathryn Jensen).

Si può essere La prescelta del conte (di Christina Hollis) ma anche Prigioniera del conte (di Sara Craven), all’interno di Un castello per il conte (di Louise Allen); si può essere Il piano matrimoniale del conte (di Anne Gracie) o La rivincita del conte (di Catherine George); si può essere Un azzardo per il conte (di Caroline Linden) oppure Il matrimonio inaspettato del conte (di Louise Allen).

Ma com’è questo conte? Ce ne sono di diversi tipi: può essere Un irreprensibile conte (di Candace Camp) o Il conte bandito (di Carol Townend); può essere Il conte di ghiaccio (di Anne Gracie), Il conte di Cornovaglia (di Margaret McPhee) ma in ogni caso è un Un conte da sedurre (di Christine Merrill) e poi Un conte da amare (di Elizabeth Beacon).

Qual è La ricetta del conte (di Christina Hollis)? Cos’è che assicura La fortuna del conte (di Karen Hawkins)? Il conte e la modella (di Caitlin Crews), Il conte e la vedova (di Julia Justiss), Il conte e la rosa (di Helen Dickson), Il conte e la gatta (di Bronwyn Scott): tante le situazioni, ma alla fine Il conte si annoia (di Louise Allen).

Se si crea una situazione da Scacco al conte (di Sylvia Andrew) e troviamo Un conte in trappola (di Kasey Michaels), magari per colpa de L’eredità del conte (di Bronwyn Scott), diventa una Sciarada per il conte (di Michelle Willingham): serve La vendetta del conte (di Louise Allen).

Se c’è Il conte in cerca di moglie (di Laura Martin), possiamo essere sicuri che Il conte trova moglie (di Marion Lennox), foss’anche Un’ereditiera per il conte (di Deb Marlowe) che passa sopra I peccati del conte (di Barbara Cartland) e accetta La proposta del conte (di Anna Depalo), pur di incassare Il testamento del conte (di Elizabeth Beacon).

Il dilemma del conte (di Emily May) è chi sarà L’erede del conte (di Nina Milne): questa è Un’indagine per il conte (di Sophia James), ovviamente Un conte in incognito (di Jessica Gilmore), per garantire Giustizia per il conte (di Liz Carlyle) ed essere Una ricompensa per il conte (di Mary Brendan).

Insomma, tutte le lettrici sognano un San Valentino col conte (di Andie Brock), per essere La scelta del conte (di Susan Stephens), avanzare Una proposta per il conte (di Annie Burrows) e diventare La moglie del conte (di Kate Hewitt).

Ma prima di tutto… Il conte italiano (di Lucy Gordon)!

L.

P.S.
Come giustamente mi fa notare Claudio, ho dimenticato l’unico vero Conte caro a questo blog: Il Conte Gracula e la sua cupa voliera!!!

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Pubblicato da su febbraio 12, 2020 in Indagini

 

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Dica, Duca! (romantici titoli)

Le lettrici di romanzi d’amore non sono repubblicane: la monarchia e il mondo dei titoli nobiliari sembra nutrire per loro un fascino irresistibile, e soprattutto immutato nei decenni.

Una fetta sostanziosa dei romanzi a sfondo romantico è di ambientazione storica quindi non stupisce trovare un fiume di titoli incentrati su un qualche (scusate il gioco di parole) titolo nobiliare: per esempio… il duca.

Prendo ad esempio il romanzo “Un duca indimenticabile” (How to Forget a Duke, 2018) di Vivienne Lorret (“Grandi Romanzi Storici” n. 1151, marzo 2019). Ecco la trama:

Jacinda Bourne ha fatto della sua professione una vera e propria missione: impegnata nell’agenzia matrimoniale dello zio, ha come principale obiettivo trovare la compagna perfetta per ogni cliente, soddisfacendo al contempo la propria innata curiosità. Quando viene assunta dal Duca di Rydstrom, è convinta che il suo sarà un compito facile, ma anche più interessante del solito. Lui infatti è nobile, affascinante… e nasconde di sicuro un segreto!

Ah, questi duchi, affascinanti e pieni di segreti! Ma che ci fanno alle donne?

Il duca piace, lo dimostra la quantità di titoli irresistibili che lo vedono protagonista: tutti quelli citati di seguito sono veri, tutti romanzi editi di recente da Harmony (HarperCollins).

Le donne dunque sono sensibili a Le tentazioni del duca (di Sara Bennett), sognano di essere Agli ordini del duca (di Caitlin Crews) ma anche Nel letto del duca (di Annie Burrows).

Credono a Le promesse del duca (di Louise Allen), a La missione del duca (di Carole Mortimer) e a Il ritorno del duca (di Rebecca Winters), ma seguendo Il galateo del duca (di Megan Frampton) potrebbero finire Nella trappola del duca (di Anne Barton).

Sanno che Il duca cerca moglie (di Annie Burrows) e a loro non importa de Il duca senza cuore (di Sophai James) o de L’errore del duca (di Karen Ranney): il loro ideale è Un duca irresistibile (di Madeline Hunter) e poca importa de I capricci del duca (di Helen Dickson).

Vorrebbero essere L’amante del duca (di Margaret McPhee) senza dimenticare Il fratello del duca (di Cathy Maxwell) e stando attente a La vendetta del duca (di Lenora Bell).

Cercano un Incontro con il duca (di Melissa James) per essere Salvata dal duca (di barbara Cartland) e ricevere La proposta del duca (di Helen Dickson)

Bisogna però stare attente a L’odioso duca (di Barbara Cartland), Il duca dissoluto (di Lorraine Heath) e Il duca infedele (di Amanda Weaver): meglio Il duca innamorato (di Jackie Manning) che La rinascita del duca (Lorraine Heath).

Quale sarà Il segreto del duca (di Terri Brisbin), l’Inganno del duca (di Eva Shepherd) e La scommessa del duca (di Miranda Jarrett)? Riceveremo in dono I rubini del duca (di Ann Lethbridge)?

È meglio essere La nipote del duca (di Margaret Moore), La fidanzata del duca (di Kat Martin) o La sposa del duca (di Carole Mortimer)?

Mentre si sogna Una notte col duca (di Annie Claydon) o magari di essere Emily e il duca (di Gayle Wilson) o Amanda e il duca (di Madeline Hunter) o di avere Un duca per Gillie (di Lorraine Heath), e mentre si sogna Il duca dei desideri (di Carole Mortimer) che non dimentichi I doveri di un duca (di Megan Frampton) e I desideri di un duca (di Anna Campbell), occhio a L’erede segreto del duca (di Sarah Mallory).

L’ambiguo duca (di Christine Merrill) può dimenticare La responsabilità del duca (di Maya Rodale) e pensare a Gli affari privati del duca (di Michelle Celmer) e magari a La scandalosa signora del duca (di Megan Frampton).

Ci sono donne che vorrebbero essere Un’istitutrice per il duca (di Lara Temple) o Una debuttante per il duca (di Ann Lethbridge), ma sognano anche Il duca e la cameriera (di Sharon Kendrick) e Il duca e l’avventuriera (di Miranda Jarrett).

Insomma, si può desiderare di avere Un duca ai miei piedi (di Fiona Harper) o di essere Tra le braccia di un duca (di Lorraine Heath), ma rimangono solo affari privati fra Il duca e la sua sposa (di Margaret Moore).

Non si può non chiudere con Totò:

— Allora io dico “duca”?
— E io dico “dica”.
— Duca?
— Dica.

L.

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Pubblicato da su febbraio 5, 2020 in Indagini

 

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[Pseudobiblia] Due weekend sulla neve

Continua il mio viaggio nei filmetti romantici che arrivano in esclusiva televisiva – saltando cioè la distribuzione home video – con argomento “libri falsi e ammmòre“. Non capirò mai perché da anni il genere romance, sia librario che filmico, punti tantissimo su libri, librerie e biblioteche quando nessuno di questi elementi ha il minimo valore nella trama, ma tant’è.

Stavolta parlo di un dittico di film della Hallmark, celebre casa dedicata all’ammmòre, presentati in esclusiva italiana da TV8 il 25 e 28 ottobre scorsi, e visti approfittando di una febbre che mi ha costretto a casa. Lo so, l’accoppiata “febbre + filmetto romance” può essere letale, ma ho voluto provare anche questo mix potente.

Con “Un weekend sulla neve” (One Winter Weekend, 2018) di Gary Yates conosciamo i personaggi che, come si può vedere dalla locandina, sono un vero e proprio manuale della banalità politicamente corretta. Essendo un film di genere romance, obbligatoriamente la protagonista è una donna e tutto si svolge dal suo punto di vista; co-protagonista è ovviamente la sua migliore amica, ma mica quelle serpi che poi ti fregano l’uomo, no no, proprio la best friend forever; trattandosi di una storia d’ammmòre c’è l’uomo di turno, ovviamente ricco sfondato, e il suo relativo amico, ovviamente chirurgo. Entrambi hanno a cuore i bambini poveri, per cui organizzano eventi di beneficenza, e il ricco è bianco e il dottore è nero. Toh, come bianche e nere sono le due protagoniste: chissà mai chi si metterà con chi…

Amore in libreria, successo assicurato

Una vacanza sulla neve, un errore di prenotazione che porta i quattro protagonisti a condividere la stessa suite, ah sento potenti dosi di ammmòre che mi schiacciano a terra.

La particolarità della storia è che la protagonista Cara Reneau (Taylor Cole) scrive per una rivistina femminile di discreto successo ma parecchio modaiola e pettegola, e la donna vorrebbe invece essere ammessa al corso di scrittura creativa di Berkley per diventare romanziera. Toh, a cinque minuti dall’inizio del film è ammessa a Berkley, e toh, nel cassetto aveva già stampata una bozza del suo romanzo: portiamola in vacanza e lasciamola sul tavolo, così il bel ricco sfondato può leggerla e far scatenare altre valanghe di ammmòre.
Ben (Jack Turner) infatti di giorno è un ricco imprenditore di un’azienda che produce snowboard ma la sua vera passione è la lettura e infetti Cara lo coglie sul fatto con un romanzo di Agatha Christie. Ah, quanta originalità nella scelta dell’autrice. E quale fra i milioni di titoli da lei scritti sarà scelto? Che domande…

Agatha Christie in montagna rende molto di più

Ora nasce un bel problema. Siamo negli Stati Uniti, quindi il romanzo in questione si intitola And Then There Were None (1939), perché l’edizione britannica (“Dieci piccoli negri”) credo avrebbe provocato qualche problemino. Visto che in Italia il romanzo è uscito nel 1946 con due titoli – “… E poi non rimase nessuno” (Mondadori 1946) e “Dieci piccoli Indiani” (Mondadori 1946), unificati nel 1977 dal titolo cumulativo “Dieci piccoli indiani. E poi non rimase nessuno” – i doppiatori devono fare una scelta, e (giustamente, per me) optano per il titolo più famoso, così la doppiatrice di Cara dice «Ah, Dieci piccoli indiani».
La pensa diversamente il traduttore del secondo film, dove lo stesso libro sbuca fuori e cosa recita la scritta? “E non rimase nessuno“… con un “poi” in meno…

Perché tradurre letteralmente un romanzo edito in Italia con altro titolo?

Il romanzo di Cara non ha alcun peso nel primo film, tutto focalizzato su secchiate di ammmòre che volano da tutti i pizzi, con il riccone che si sta innamorando di lei ma ha paura che in quanto scrittrice scandalistica lo voglia solo rovinare, e tutto quanto è facilmente immaginabile. Visto che secondo il romance il miglior gesto d’amore che un uomo possa fare ad una donna è spingerla a cambiare vita, ecco che la storia si chiude con Cara che decide di mollare la rivistina volgarotta e andare a fare quel famoso corso di Berkley.

Passa un anno e per motivi ignoti – davvero il film ha avuto tutto questo successo? – l’intero cast tecnico-artistico viene richiamato nella stessa location a girare “Un weekend sulla neve 2” (One Winter Proposal, 2019). Stavolta Cara non è più un’aspirante scrittrice ma ha un libro in uscita.

Due film, un solo “libro falso”

C’è un aspetto molto curioso riguardo lo pseudobiblionLa ragazza che sapeva troppo” (The Girl Who Knew Too Much): dalla copertina sembra un libro pubblicato, invece… è solo una bozza!

Che carino, pare un libro vero

La trama infatti prevede che durante la vacanza negli stessi luoghi del primo film la donna cerchi di capire se il finale sia giusto. Malgrado si tratti di un romanzo giallo, infatti, la coppia di detective sembra ricalcare lei e il suo fidanzato Ben ma… alla fine del libro i due si separano. Che sia un segnale? Questa è l’ombra nera che anima la storia e fa angustiare il povero Ben. E anche una critica, che così “stronca” il romanzo nella recensione sulla sua rivista:

«Il romanzo di Cara Reneau è uno dei gialli esordienti decisamente più promettenti nell’ultimo periodo, il che rende i suoi passi falsi ancora più contraddittori. Scrittura molto tesa, dove imperversano sotterfugi e rivelazioni, ma è il suo cuore a renderlo davvero accattivante. È la storia di come a volte per risolvere un mistero bisogna smettere di cercare e lasciarsi travolgere. […] La Reneau non fa alcun passo falso, fino a quando nel capitolo finale i due detective inaspettatamente si separano: un romanzo che celebra il potere del cuore di superare ogni paura, ma che si dimentica della sua stessa lezione nel finale.»

Ora, è davvero difficile da accettare che un critico recensisca un romanzo che ancora non è stato pubblicato, cioè una semplice bozza, eppure è quello che vuole farci credere il film: Cara infatti capisce che i due personaggi devono mettersi insieme, chiama l’editore e cambia il finale. Questo prevedeva la trama e così hanno un po’ forzato la mano alla realtà editoriale.

Intanto però Ben non ha un difetto né un’ombra, è il classico uomo bidimensionale tipico dei romance. È di grande supporto a Cara e per farle capire che una critica negativa non vuol dire nulla tira fuori celebri romanzi che all’epoca della loro uscita sono stati stroncati. Dimenticandosi di dire che forse fra Moby Dick e il romanzetto giallo di Cara c’è una piccolissima differenza… Ma va be’, è accecato dall’ammmòre.

Fitzgerald? Un principiante…

Kerouac? A Cara gli spiccia casa!

È lodevole l’intento di raccontare la storia d’amore di due amanti della lettura, ma c’è sempre lo stesso problema: lo spettatore medio non sa una mazza di libri. Anche quelli che adorano il romance pieno di libri e librai, probabilmente non hanno mai letto un libro che non fosse un romanzetto rosa. (O almeno è questo che sembrano pensare gli autori di queste storie). Però ne hanno sentito parlare…

L’ammmòre in libreria piace, soprattutto a chi non legge altro che romanzi rosa

E così il film è costretto a citare gli autori più famosi del mondo, per essere sicuro di farsi capire dallo spettatore. La Christie, prima, e Arthur Conan Doyle dopo.

E vai con il secondo autore più famoso al mondo, dopo la Christie

Solamente un attacco di febbre poteva convincermi a vedermi in rapida sequenza due filmetti romance della Hallmark, e do la colpa al malanno il fatto… che alla fine mi sono anche piaciuti! Si tratta di un onesto prodottino di genere, dove avviene solo l’ovvio nell’esatto momento in cui deve avvenire, dove i personaggi sono posticci e bidimensionali, dove tutto è ammmòre e felicità… E forse questa sua onestà alla fine funziona, e mi ritrovo a sperare che anche l’anno prossimo i personaggi tornino a passare un weekend sulla neve! Nel caso, chiamatemi…

Attenti al romance: è contagioso!

Chiudo lasciando traccia del doppiaggio del film, uscito esclusivamente in TV.

Personaggio Attore Doppiatore
Cara Taylor Cole Perla Liberatori (primo film)
Eleonora Reti (secondo film)
Megan Rukiya Bernard Selvaggia Quattrini (primo film)
Roberta De Roberto (secondo film)
Ben Jack Turner Federico Di Pofi (primo film)
Davide Albano (secondo film)
Sean Dewshane Williams Gabriele Vender (primo film)
Gianluca Cortesi (secondo film)

Edizione italiana: CD Cine Dubbing.
Dialoghi italiani: Luca Giacomozzi (primo film) Gaia Molinari (secondo film).
Direzione del doppiaggio: Francesco Testa (primo film) Luca Giacomozzi (secondo film).
Assistente al doppiaggio: Camilla Barbanera (primo film) Roberta Russo (secondo film).
Fonico di doppiaggio: Stefano Vadalà.
Mixage: Paolo Castellani (primo film) Mauro Lopez (secondo film).

L.

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Pubblicato da su novembre 4, 2019 in Pseudobiblia

 

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Innamorarsi in libreria (2019)

Negli ultimi anni ha preso sempre più piede una curiosa usanza editoriale per cui un qualsiasi accenno alla bibliofilia all’interno del titolo italiano di un libro sembra aumentarne le vendite: non so se funziona davvero, ma è innegabile che nel periodo in cui si legge meno nella storia italiana… i titoli sciabordino di riferimenti librari.


Terza avventura per la Libreria dei Cuori Solitari della londinese Annie Darling, dal titolo “Innamorarsi in libreria” (Crazy in Love at the Lonely Hearts Bookshop, 2018), in Italia per Sperling & Kupfer con la traduzione di Chiara Brovelli.

La trama ufficiale:

Nina O’Kelly, con il suo stile da pin up, i suoi tatuaggi e i capelli che cambiano colore almeno una volta a settimana, è l’anima chiassosa e caotica della piccola libreria Happy Ever After, nel cuore di Londra. Grande fan di Cime tempestose, il romanzo che le ha cambiato la vita e l’ha spinta a uscire dal suo guscio, Nina adora lanciarsi in un appuntamento dietro l’altro alla ricerca del suo personalissimo Heathcliff, l’uomo che le farà girare la testa, la trascinerà in un turbine di passione e le farà scoprire la forza del vero amore.
Quando in libreria arriva Noah, suo ex compagno di scuola nerd, tramutatosi in analista di mercato con tanto di noiosi completi blu marino, Nina lo degna a stento di uno sguardo perché non rientra nei canoni del bad boy.
Ma il cuore, si sa, ha ragioni che la ragione non comprende, e Nina si renderà presto conto che talvolta l’amore si cela laddove meno te lo aspetti. E che non sempre è con un Heathcliff che vuoi passare il resto della vita.
Innamorarsi in libreria è una storia d’amore emozionante, dolce e divertente, perfetta per tutte le inguaribili romantiche e ideale per chi non sa resistere al fascino dei grandi classici.

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Pubblicato da su agosto 2, 2019 in Recensioni

 

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La signora del faro (2006)

Sterminata è la produzione tedesca di film romantici per la TV ispirati ad Inga Lindström, pseudonimo con cui la scrittrice Christiane Sadlo ha firmato alcune opere letterarie (inedite in Italia) ma soprattutto sceneggiature a secchiate.
Si aggira sugli ottanta episodi la serie “Inga Lindström” ancora oggi in produzione, con i suoi quindici anni di storie romantiche per sognare: potevano mancare due classici espedienti letterari come il “guardiano del faro” e il “liro falso”? Vogliamo fare filotto? Aggiungiamoci pure lo scrittore senza più idee…
Curioso che di pseudobiblia ne parlino molto di più le storie d’amore che quelle dell’orrore, malgrado siano state loro a lanciarli nell’immaginario comune.

Il canale televisivo CineSony da anni ogni giorno trasmette almeno due di questi film televisivi, a getto continuo e a ripetizione automatica, così scoperto per caso che uno di questi parlava di un faro e di libri ho dovuto aspettare molto poco per una replica, arrivata il 31 maggio 2019.
Sto parlando de “La signora del faro” (Die Frau am Leuchtturm, andato in onda originariamente il 10 settembre 2006) di Andi Niessner, sceneggiato da Christiane Sadlo e quindi da Inga in persona!

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Pubblicato da su giugno 21, 2019 in Pseudobiblia

 

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[Pseudobiblia] Un fidanzato da manuale (2014)

Nell’altro mio blog, Il Zinefilo, parlo spesso dei film televisivi comprati e tradotti in esclusiva da TV8 e CineSony, e di come questi siano esclusivamente storielline d’amore, a parte qualche piacevole parentesi action-thriller.
Essendo questi titoli introvabili in Italia se non nei passaggi televisivi di questi due canali, vale sempre la pena buttarci un occhio, soprattutto quando parlano di libri e scrittori.

Così non ho potuto resistere a “Perfect on Paper“, film televisivo risalente al 20 settembre 2014 e trasmesso in esclusiva italiana da TV8 il 12 marzo 2019 con il titolo Un fidanzato da manuale.
Quella prima trasmissione in realtà l’ho mancata, mi sono limitato a prendere il titolo per la mia collezione di “Italian Credits” e non mi sono interessato alla trama: scoperto che parlava di uno pseudo-scrittore, ho atteso un nuovo passaggio del film e questo è arrivato il 28 aprile 2019.

È mai esistita una casa editrice gestita da uomini, nell’immaginario filmico? L’ultima che ho incontrato risale al 1947 di Sogni proibiti con Danny Kaye: da allora ho incontrato solo donne. È un’operazione di “pari opportunità” per non sembrare maschilisti o rispetta la realtà dei fatti? E ovviamente editrici donne pubblicano romanzi per donne: siamo sicuri che si tratti di “pari opportunità” e non un “ghetto” ideologico?

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Pubblicato da su maggio 10, 2019 in Pseudobiblia

 

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[Pseudobiblia] Mr. Write (2016)

Dall’inizio del 2019 sto racconto, sul mio blog “Il Zinefilo“, l’oceano di minuscoli film televisivi che emittenti come CineSony e TV8 (ma anche RaiMovie!) hanno comprato per riempire i palinsesti di immagini in movimento che ad un occhio distratto potrebbero sembrare film: in realtà sono la parte più spinta del termine “genere”.
Emozioni esagerate, personaggi stereotipati, trame banali e superficiali fino alla nausea: ecco giusto qualche elemento contraddistintivo di questi film.

Visto che il romance dozzinale e sdolcinato rappresenta il 99% di questa produzione, potevano mancare gli pseudobiblia? Esiste al mondo una donna che dica di non amare i libri? (Che poi sia vero è un altro discorso.) Quindi una storia pensata unicamente per un pubblico femminile deve avere per forza un libro nel suo armamentario, ed anche uno scrittore bello con cui giocare. (E pure un cane, già che ci siamo…)
Questo è il caso di “Mr. Write” della Lighthouse Pictures, andato in onda in patria americana il 1° ottobre 2016 e trasmesso in prima visione da TV8 il 18 febbraio 2019 con lo stesso titolo.

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Pubblicato da su aprile 8, 2019 in Pseudobiblia

 

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