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Io e i miei Lego [850] Speciale Natale 7

Chiudo l’anno con il Natale del 1982, e con una “storia di magia natalizia” di 35 anni fa. La data l’ho potuta evincere dalla foto che presento più sotto.

La scena si svolge a casa di mia nonna paterna, e non so bene perché: di solito le visite natalizie ai parenti non prevedevano l’apertura dei regali, pratica che facevamo in privato a casa nostra, ma per un qualche motivo quell’anno mi ritrovai ad aprire i miei regali di Natale insieme ad un cugino, non ricordo quale.

Io ho 8 anni ma mio cugino è decisamente più piccolo. Ci sono dei pacchetti in giro e probabilmente ho ricevuto più di un regalo, ma nella memoria c’è solo il Modello 850 della Lego Technic, l’Expert Builder (come scopro chiamarsi), una ruspa datata 1977 che però a me sembra attualissima ancora oggi.

Scarto il regalo e ovviamente il cuore esplode: bastava già il cartone della confezione Lego per esaltarmi! Sono quasi sicuro di aver iniziato subito a costruire il modello, sul pavimento della casa di mia nonna, ma magari è un ricordo falso.

La magia di Natale arriva quando, per motivi che non ricordo, il mio cuginetto rimane senza regali. Mi sembra di ricordare gli era stato regalato qualcosa di sbagliato, o forse era rotto, non saprei, ma il succo è che scoppia a piangere: il Natale è il momento più sacro dell’anno, votato esclusivamente ai regali. E quel bambino si ritrova a festeggiarlo senza regali…
(Pare ci siano dei santi, in mezzo a questa festa, ma non esiste divinità che potrà mai eguagliare i Lego!)

Fra le grida disperate del mio cuginetto e i parenti che cercano di consolarlo, mia madre si volta verso di me, che ormai ho 8 anni e sono grande. «Perché non gli regali il tuo Lego?» mi dice. È l’unica soluzione, il modo per ristabilire l’equilibrio, è la magia di Natale. Io ne ho altre di Lego, mentre quel bambino non ha nulla.
La magia di Natale mi riempie il cuore, e rispondo…. NO! Ma scherziamo? Ma dove siamo, in un filmetto per famiglie? Quella ruspa Lego la dovranno strappare dalle mani rinsecchite del mio cadavere!

Natale 1982, con ruspa (850), trattore (8859) ed elicottero (8844)

Non so quale sia la magia del Natale, ma di sicuro ho amato tantissimo quella ruspa, che sebbene smontata posseggo ancora. Ora, da adulto, mi spiace per quel bambino che piangeva, ma se mi mettessi di nuovo nei panni di me stesso a 8 anni rifarei la stessa scelta. I sentimenti vanno e vengono… un Lego è per sempre!

Buon anno a tutti.

L.

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Pubblicato da su dicembre 31, 2017 in Etrusco racconta

 

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Io e i miei Lego – Presepe 1984

Siamo arrivati al momento di parlare del Presepe Lego-Laico del 1984, e stavolta durante le mie ricerche negli archivi ho trovato addirittura due serie di foto: professionalhome edition.

Presepe Lego del 1984

Il concept (come direbbero i pubblicitari di oggi) era semplice: una composizione in quattro sezioni, ognuna delle quali dedicata ad un “tempo”. Preistoria, storia, attualità e futuro. Un classicone…
La foto che vedete qua sopra è scattata con la macchinetta di famiglia, un apparecchietto che ha svolto egregiamente il suo lavoro per almeno un ventennio. Però, forti dell’esperienza del precedente presepe, sapevamo che non si potevano fare i primi piani, così chiamammo un amico “professionista”.

Preistoria “falsa”, visto che coesistono uomini e tirannosauri…

Ignoro chi abbia scattato queste foto, un vago “amico di famiglia” che credo lo sia stato per molto poco. Si presentò senza cavalletto e salì su una sedia traballante per scattare le foto: diciamo che fotografo professionista lo era principalmente a parole…

Medioevo Lego

Peccato che mise a fuoco solo l’accampamento e lasciò sfocato il castello medievale, che adoravo. Però in fondo così sembra in lontananza e non si nota che, in prospettiva, è davvero piccolo.
A parte la serie medievale, troppo complicata da “inventare” e quindi presente in modellini “ufficiali”, con la serie cittadina mi sono potuto sbizzarrire di più.

Uno stabile contemporaneo

La strega Disney è una delle figurine che ho attaccato sull’album fotografico da ragazzino: probabilmente da qualche parte ci sono ancora i negativi di queste foto che potrei ri-scansionare, ma per ora va più che bene anche così.
La palazzina contiene vari simboli della nostra quotidianità, che ho creato io con le mie manine medesime. In alto vediamo una camera da letto (a destra) e quello che immagino sia un salotto con tanto di camino (a sinistra). Scendendo, una cucina con tanto di cuoco e un piccolo bagno (a sinistra). Infine, al pian terreno, un ufficio in piena attività con tanto di computer – l’ufficio di mio padre aveva computer grossi così, in proporzione! – e vedo che l’omino a destra è addirittura al telefono con un cordless, proprio un apparecchio simile a quello che c’era in ufficio da mio padre.

Sezione “Futuro”

Chiude la composizione il “futuro”, con modelli ufficiali come l’astronave Starfleet Voyager e il Robot Command Center.

Sono passati molti anni e non ricordo nulla della lavorazione di questo presepe, ricordo solo il piacere del prodotto finito e i tentativi vani dell'”amico fotografo” di trovare una posizione salda per scattare queste foto. Certo, se si fosse portato il cavalletto, visto che era un professionista, sarebbe stato meglio…

 

L.

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Pubblicato da su dicembre 29, 2017 in Etrusco racconta

 

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Io e i miei Lego [8859] Speciale Natale 6

Non ricordo pubblicità su “Topolino” di questo modello, né appare in alcuna foto scattata in famiglia: sebbene quindi non sappia dire in quale Natale sia arrivato, posso affermare con certezza di aver amato visceralmente il Modello 8859, un trattore il cui modello alternativo era uno stupendo camion.

Questo modello ha dietro una bella vicenda, davvero una storia natalizia. Parte però da un ricordo che non so quanto sia vero: il fatto ciò che all’epoca di cui parlo – nei primissimi anni Ottanta – costasse 120.000 lire. Era una cifra talmente enorme che probabilmente ricordo male, ma ormai non so come risalire al vero prezzo: userò le cifre che ricordo ma non datele per sicure.

Visto che questo modello non è stato pubblicizzato su “Topolino” – mia fonte ufficiale Lego – probabilmente devo averlo visto nella vetrina di qualche negozio. Era periodo natalizio quindi cominciai a pressare i miei per averlo in regalo, ma vista l’altissima cifra non fecero neanche la scena: era chiaro sin da subito che non avrebbero mai sborsato un patrimonio tale. Però mio padre strinse un patto con me: quando con la mia paghetta avessi raggiunto il doppio del prezzo, avrei potuto comprare quel modello.

L’intento era chiaro, mio padre voleva responsabilizzarmi sul valore del denaro – ed è un consiglio che rigiro ai genitori di oggi, che non hanno mai messo limiti ai loro figli e conosco ragazzi di vent’anni che fanno spendere cifre folli a genitori talmente folli da assecondarli ancora.
Sono abbastanza sicuro di aver ricevuto una paghetta sin dalle elementari, ma stiamo parlando di spicci, roba che bastava per “Topolino” e magari le figurine: non ricordo proprio d’aver mai raggiunto per esempio le 9.000 lire che costava uno dei Masters of the Universe. Per quello ci voleva un compleanno, una festa comandata o una visita medica. Oppure quell’entità mitologica che non ho mai conosciuto: alcuni la chiamano “bei voti a scuola”. Non so se sia mai esistita…

Quindi in quel Natale dei primi anni Ottanta avevo un sogno da realizzare: racimolare 240.000 lire così da comprare quel modello Lego. Avrei fatto prima a sognare di volare su un altro pianeta, perché sarebbe stato più plausibile.
Invece… arrivò la magia di Natale. All’epoca frequentavamo ancora altri parenti della nostra esageratamente folta famiglia, così quel Natale mi ritrovai a casa di un mio zio – in realtà fratello di mia nonna, ma per tutti era “zio” – circondato da frotte di parenti di cui a malapena sapevo il nome. Iniziò un’usanza a me ignota, che in realtà ho conosciuto solo quell’anno: i bambini piccoli potevano andare a riscuotere fior di bigliettoni sonanti dalle mani rugose di vecchi parenti ignoti, bastava che dicessero quattro parole a caso, che altri scambiavano per “poesia di Natale”. Non ricordo minimamente cosa io abbia detto, ricordo solo il suono da registratore di cassa che emettevano le mie mani mentre strappavo monete dalle mani di parenti ignoti!

Magari è un ricordo falso, magari è una storia che mi si è creata nel tempo, ma ricordo perfettamente il viaggio di ritorno a casa con me che ballavo dalla contentezza e facevo vedere a mio padre, allibito, il montarozzo di soldi che avevo messo insieme: era proprio il doppio del prezzo di quel Lego Techicn, e quindi mio padre sconsolato dovette mantenere la sua promessa.
Che quella sera di Natale io abbia strappato 240.000 lire dai miei parenti mi sembra davvero strano, forse quel modellino costava 60 mila lire e io dovevo trovarne 120, sta di fatto che riuscii comunque a raggiungere il doppio. E al di là se questa storia sia vera o sia nata nel mio cervello di bambino, è un fatto sicuro che io abbia potuto comprare quel Lego Technic.

Non ci sarebbe bisogno di specificarlo, ma quel trattore era la cosa più bella che esistesse al mondo. Va bene che ero piccolo io, ma lo ricordo enorme, e soprattutto ricordo che la posto di guida ci mettevo il panda dei Fabuland, personaggio che purtroppo non sono riuscito a conservare.
Al mondo c’era soltanto una cosa più bella del trattore: il modello alternativo, il camion. Cazzuto e gagliardo…

L’ultimo ricordo da citare è che nei primi anni Novanta, per un rigurgito di nostalgia, costruii di nuovo questo modello: chissà, magari un giorno lo faccio di nuovo…

L.

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Pubblicato da su dicembre 28, 2017 in Etrusco racconta

 

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Io e i miei Lego [8844] Speciale Natale 5

Risale al settembre del 1982 la prima pubblicità di “Topolino” in cui ho incontrato il Modello 8844: lo splendido elicottero che stringo in mano nella foto del logo, risalente proprio al Natale 1982 in cui lo ricevetti in regalo.

Non ho mai conosciuto miei coetanei che condividessero la cocente passione per Lego Technic, e pensare che al contrario degli altri “maschietti” non ho mai amato né macchine né meccanica in generale: già alle elementari c’erano compagni appassionati di Formula1 che sapevano citare motori e roba varia, che per me era arabo, ma davanti a due ingranaggi Lego sembravano andare in crisi.

Cosa mi spinse a chiedere ai miei genitori un modello così complicato e così abissalmente diverso da quelli che avevo? Fino a quel momento ero passato dai Fabuland, personaggi con teste di animali, ai Legoland, con una casetta cittadina e qualche mezzo spaziale. Roba da dieci mattoncini incastrati: com’è possibile che volessi bruciare le tappe con un modello che aveva un centinaio di minuscoli pezzi da incastrare in maniera complessa?
Magari ricordo male ed è stata una scelta dei miei genitori, ma in ogni caso quell’elicottero era un gioiello che mi faceva luccicare gli occhi.

C’era però un problema, e cioè che quel Natale 1982 io avevo 8 anni appena compiuti, ad ottobre, mentre sulla scatola di quel modello Lego Technic c’era scritto che bisognava avere minimo 9 anni. Andiamo, un anno di distanza, che differenza farà? Purtroppo la fece, perché quella sera di Natale, in cui appena la confezione mi sono gettato nella costruzione, scoppiai a piangere: quell’anno di differenza contava, e non riuscivo a seguire le istruzioni troppo complicate.
Mio padre si armò di pazienza e mi aiutò a ricominciare fino a completare l’elicottero, che da allora montavo e rimontavo senza più problemi.

Il modello alternativo – una specie di aliante motorizzato – ricordo d’averlo costruito una volta sola, e mai più. Ogni modello Lego che ho ricevuto l’ho montato in tutte le forme previste dalle istruzioni, almeno una volta, quasi per dovere: di solito però i modelli alternativi erano sempre bruttini. A memoria, questo dell’elicottero era il peggiore.

In seguito non ricordo d’aver mai molto rimontato quest’elicottero, perché i pezzi Technic preferivo usarli per costruire mie personali elaborazioni. Però l’ultimo ricordo che ho del modello è il fatto che ci montai il “motorino” Lego, che credo mi avessero regalato a parte. Faceva muovere così lentamente le eliche che sin da subito mi sembrò del tutto inutile, preferendolo usare in altri modi.

L.

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Pubblicato da su dicembre 27, 2017 in Etrusco racconta

 

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Io e i miei Lego – Presepe 1983

Siamo arrivati alla vigilia di Natale, il momento per eccellenza per ammirare il presepe, quindi anche il momento per presentare il primo Presepe Lego fatto nella mia famiglia: quello del 1983. In realtà la foto che sto usando come logo di questa serie di articoli, scattata un Natale del 1982, dimostra un assembramento di modellini che potrebbe far pensare ad un presepe fuori dagli schemi, ma quello del 1983 è tutt’altra cosa.

(Per ingrandire le foto di questo post, cliccateci sopra.)

Panoramica sul Presepe Lego 1983

I comunisti fanno il presepe? Non lo so, ma i miei genitori erano comunisti e che io sappia non è mai stato fatto il presepe: non c’erano proprio i “pezzi”, né santi né pastorelli.
Nel 1983, quando cioè avevo 9 anni, qualcosa dev’essere successo perché – forte di tante visite mediche che mi avevano fruttato un bel po’ di Lego – mio padre lanciò l’idea: costruire un Presepe laico! E mica solo i cristiani possono fare il presepe…

C’è un infiltrato: E.T.!

Il concept della struttura era sempre quello – un insieme di persone e personaggi che puntavano verso un centro focale, costituito da un’entità speciale – ma i protagonisti sarebbero stati diversi. Niente pastorelli né re magi, bensì modellini Lego – per lo più spaziali – che si dirigevano verso un’entità luminosa.
Dubito che mio padre all’epoca avesse visto il film 2001: Odissea nello spazio (1968), ma curiosamente oggi guardando le foto – un gruppo di astronauti che trovano “qualcosa” su un territorio spaziale – mi fa notare una certa curiosa convergenza.

Lo so, sono foto sfocate, ma considerate che sono fatte con una macchinetta degli anni ’70!

Mettere insieme i miei modellini Lego non era un problema, ma guardando le foto scopro molte costruzioni “manufatte”, che cioè costruii per l’occasione penso inventandole, magari aiutandomi con uno di quei “Libri Idee” appositi. Ma l’impegno maggiore ricordo è andato tutto al “qualcosa luminoso” verso cui tutti erano diretti.

Ecco, con questa luce sì che assomiglia ad un presepe…

Utilizzando un motorino che immagino fosse quello delle Lego – l’ho avuto ma si è rotto subito, forse qui funzionava ancora – l’idea di mio padre era quella di costruire una specie di romboide di mattoncini che, ricoperto di carta stagnola e fatto ruotare su se stesso, provocasse giochi di luce tali da sembrare un’entità luminosa indistinguibile verso cui tutti gli altri personaggi tendevano. Ok, un tantino ambiziosa come idea e non proprio riuscita, ma fu molto divertente provarci e lavorarci.

Dalla foto non si capisce, ma il “romboide” luminoso girava veloce…

Oltre ai Legoland, dalle foto sono ben visibili i miei amati personaggi Fabuland – cari anche a Miki Moz – capoccioni di animali che ancora non mi capacito siano stati dati via, dopo tanti anni di emozioni. Non ricordo di aver mai acconsentito a darli via, fatto sta che non ce li ho più.

Alcuni modelli sono originali, altri inventati per l’occasione

Non ricordo più quanto ci abbiamo impiegato a costruire questo baracchino, e sicuramente io mi sono occupato della costruzione dei modellini mentre mio padre sistemava luci e “scenografie” (con poster spaziali presi non so dove).
Rimane un caro ricordo che mi porto dentro da quando avevo 9 anni: dedicato a tutti i papà che fanno progetti con i loro figli e ci lavorano insieme…

L.

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Pubblicato da su dicembre 24, 2017 in Etrusco racconta

 

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Io e i miei Lego [6929] Speciale Natale 4

Difficile dire quando ho ricevuto in regalo la mia prima astronave lego: la Starfleet Voyager… che sembra un nome proveniente da Star Trek!

Starfleet Voyager

Il modello 6929 data al 1981 e appare in pubblicità su “Topolino” almeno dal numero 1325 (19 aprile 1981). Qui però di lato presento la pubblicità dal numero 1357 (29 novembre 1981), più vicina a Natale.

La mia infanzia era costellata di dottori, come immagino l’infanzia di tutti: non facevo domande, non sapevo perché quel giorno toccasse fare “la puntura” o perché bisognasse andare da quel brutto e cattivo del dentista: sapevo solo che più erano sgradevoli le visite dai dottori, più era facile che ci scappasse una bella confezione Lego alla fine.

Paradossalmente le viste più sgradevoli, quelle che ricordo con più orrore, erano in realtà le mattinate intere passate nella camera d’aspetto del Policlinico di Roma: ricordo lunghi corridoi spogli pieni di gente, ed ore ed ore ad aspettare. Oh, poi magari era mezz’ora, ma per un bambino quell’inattività era una tortura infinita.

Le confezioni Lego che mi venivano regalate dopo le visite mediche di solito erano piccole, modellini singoli che adoravo in maniera incondizionata e che raggiungevano in modo perfetto il loro scopo. Ricordo ancora modellini che mi sono stati regalati che avevo forse 6 anni – come il modellino che, nella pubblicità qui di lato, vedete in piccolo all’estrema destra (al centro della pubblicità) – ma non ricordo la sgradevole visita che li ha fruttati! Mi sembra quindi che il sistema abbia funzionato: bei ricordi che cancellano quelli brutti.

Ultima pagina delle istruzioni

Proprio come il successivo modello 6980 (di cui ho già parlato) anche questa astronave aveva la parte posteriore apribile, con all’interno un laboratorio. Solo che il 6980 aveva proprio una piccola struttura con tanto di personaggio seduto, qui invece si tratta di uno “sgabuzzino delle scope” astrale!

Come dicevo non sono sicuro di quando io abbia ricevuto in regalo questa grande astronave, ma una foto dimostra che questa è finita nel Presepe Lego del 1983… e a questo punto è ora di parlare dei Presepi Lego della mia famiglia…

L.

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Pubblicato da su dicembre 23, 2017 in Etrusco racconta

 

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Io e i miei Lego [6952] Speciale Natale 3

Gli anni passano ma i Lego restano, così avrò avuto 11 o 12 anni quando arriva l’immancabile regalo “legoso”: il Solar Power Transporter, Modello 6952 del 1985. Non ho conservato pubblicità di “Topolino” né in realtà sono proprio sicuro di averlo ricevuto per Natale, ma è uno di quelli modelli che ho amato tanto e che… be’, ogni volta che lo guardo mi sembra Natale!

Solar Power Transporter

Sarà che ero più grandicello, ma ho ricordi molto più intensi delle ore, giorni ed anni passati a giocare con questo modello, a costruirne le varianti, a rielaborarlo e mille altre cose. Inoltre ero completamente impazzito per il robottino blu: era un così semplice assemblaggio di pezzo che non capivo perché non ci avessi pensato prima anch’io…

Ultima pagina delle istruzioni

Inoltre uno dei personaggi spaziali aveva quello che oggi tutti i Lego hanno, ma che all’epoca era rarissimo: lo “zaino”, cioè la possibilità di attaccare qualcosa dietro alle spalle del personaggio. Ovviamente il mio pensiero andò subito a Ghostbusters (1984), che veneravo: l’idea di poter creare uno zaino protonico per i personaggi Lego era goduria allo stato puro.

Retro delle istruzioni

Purtroppo non ho trovato foto casalinghe, né natalizie né d’altro tipo, di questo modello: rimarrà per sempre solo nel mio ricordo. E nelle cassettiere dove ancora oggi custodisco TUTTI i pezzi Lego mai passati per le mie mani.

L.

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Pubblicato da su dicembre 22, 2017 in Etrusco racconta

 

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Io e i miei Lego [6951] Speciale Natale 2

Faccio subito uno strappo alla regola parlando del Robot Command Center (nome che scopro oggi e ho sempre ignorato), modello 6951 del 1984 che mi è stato regalato il 13 ottobre di quell’anno, cioè per il mio compleanno. (Posso affermarlo perché una foto di quel giorno mi ritrae con i regali ricevuti, fra cui appunto questo modello Lego.)

Regali ricevuti nel compleanno del 1984

Ma allora, ho iniziato questa rubrica parlando di regali natalizi e già parlo di regali di compleanno? Il fatto è che festeggiare il compleanno a due mesi dal Natale significa che durante le feste da scuola potevo finalmente dare libero sfogo al piacere di usare i giocattoli ricevuti, e quindi nei miei ricordi questo modello è da sempre legato al Natale. Tanto… che ci è finito dentro!

Sezione “Futuro” del presepe Lego 1984

Sin dal 1982 in casa nostra si era presa l’usanza natalizia di fare il presepe con i Lego: avere per genitori dei pericolosi sovversivi nonché liberi pensatori e “mettitori in discussione del sistema” porta anche a questi estremi.

Se la cosa era iniziata in modo un po’ “ruspante”, già nel 1983 il risultato era da competizione (ne parlerò più avanti), fino ad arrivare al 1984 dove si è toccato l’apice, mai più replicato. Non è però questo il momento di parlarne: a quel mitico presepe Lego dedicherò un post intero.

Qui mi basta dire che nella parte del presepe dedicata al futuro (sì, perché c’era “Passato, presente e futuro”) campeggiava  il Robot Command Center fresco di pacca.

La foto che mostro qui sopra è stata scattata da un amico di famiglia che, chiamato appositamente, portò la sua macchinetta professionale per scattare foto impossibili da realizzare con il rozzo apparecchio di famiglia. Certo, non sempre il risultato è stato ottimale: temo che quell’amico (di cui non ricordo neanche il nome) fosse più un professionista fotografo a chiacchiere che nei fatti…

Qualche anno dopo entrai nella fase “esplosiva”. Non so se gli psicologi abbiano mai studiato questo curioso aspetto della crescita, ma credo che ogni adolescente maschio passi per una strana fase in cui trova affascinante far esplodere le cose. Nel mio caso la fase fu “accesa” dalla scoperta delle miccette: quelle minuscole con tipo mezzo grammo di polvere da sparo dentro. Ecco, io ne avevo paura più della bomba atomica ma lo stesso avevano un innegabile fascino ai miei occhi.
Era dopo il 1988 quindi avevo una telecamera… e avevo un videoregistratore che poteva mandare le immagini al rallentatore… devo aggiungere altro?

Iniziai a far esplodere di tutto, riprendendolo e mandandolo al rallentatore, scoprendo un mondo meraviglioso. Il Robot Command Center è stato una delle vittime. Vedete che ai lati della costruzione ci sono due grandi contenitori? E se ci infilo una miccetta dentro? Esplodendo cosa fa? Scopriamolo…
Ho ancora i filmati dell’epoca, con il povero modello Lego che esplode al rallentatore: un giorno verrà proiettato nel Museo Etrusco…

Bambini che mi leggete: non rifatelo a casa!

A presto per i super-mega-presepi Lego etruschi!

Retro delle istruzioni

L.

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Pubblicato da su dicembre 20, 2017 in Etrusco racconta

 

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Io e i miei Lego [6980] Speciale Natale 1

Leggendo questo post del blog “The Reign of Ema” mi è venuta l’idea per questa rubrica, che condivido con il mio blog “Myniature” (dedicato ad action figures, figurini e giocattoli vari della mia collezione): grazie dunque Emanuele per il “contagio”!

da “Topolino” n. 1430
(24 aprile 1983)

L’immagine qui a sinistra rappresenta una pubblicità apparsa sul numero 1430 (24 aprile 1983) dello storico settimanale “Topolino”, mia lettura prediletta dell’epoca. Avevo nove anni, stando alla data dell’albo, ma dalle mie ricerche – basandomi cioè sulle rare foto che in famiglia si scattavano all’epoca – l’astronave ritratta l’ho ricevuta in regalo nel Natale del 1985.

Credo di dire cosa ovvia quando affermo che l’unico regalo degno di questo nome è una confezione di Lego: non esiste altro regalo natalizio, almeno fino a 15 anni. Una volta, ero piccolissimo, una zia provò a regalarmi dei calzini: non ricordo cosa ho detto, aperto il regalo, ma mi hanno detto che la mia risposta non è stata diplomatica. Da allora quella zia non mi ha mai più regalato nulla.
Mi spiace… ma pure tu! Regali dei calzini ad un bambino? Ringrazia che ancora non conoscevo le parolacce!

Avevo già un’astronave Lego almeno dal Natale del 1983 (ne parlerò in un altro post), ma questo modello n. 6980 – che oggi scopro chiamarsi Galaxy Commander – aveva qualcosa… non lo so, quest’astronave l’ho sempre considerata un capolavoro inarrivabile.

Dire che ero innamorato di quella pubblicità di Topolino non rende: per mesi ci ho vissuto in perfetta simbiosi. Quando la sera mi mettevo a vedere i miei cartoni animati diseducativi – perché oggi “Lupin III” e “Lamù” mi sa che non sarebbero concessi ad un bambino di 9 anni! – mi mettevo la pubblicità dell’astronave vicino e, durante le migliaia di pubblicità in un’epoca non ancora normata, me la guardavo, l’accarezzavo e sognavo.
Sognavo storie ambientate in quel mondo “legoso”, sognavo storie da far vivere ai due astronauti ritratti, e contemporaneamente lanciavo leggerissimi segnali ai miei genitori: se non mi avessero comprato quell’astronave sarei morto di dolore… E la tecnica passivo aggressiva funzionò.

Galaxy Commander

Sarà che ero piccolo io, ma la confezione di questa astronave mi sembrava grande, enorme: sarebbe uscita fuori una vera astronave, grandissima. E poi nella parte posteriore si apriva ed usciva fuori un laboratorio scientifico… mio Dio, c’erano così tanti dettagli e particolari che i miei ricordi si sono espansi e mi sembra di aver costruito un palazzo.
Riguardando oggi le istruzioni mi sembra una robina minuscola.

Retro delle istruzioni

Paradossalmente non ho molti ricordi del tempo passato a costruire e giocare con l’astronave, gli unici flash che mi rimangono risalgono a quei magici giorni natalizi in cui sapevo c’era quella confezione sotto l’albero e, forte delle vacanze scolastiche, ci giocai a lungo e con violenta passione.
I ricordi più cari e teneri, però, rimangono quelli passati seduto su una sedia, a vedere i miei cartoni adorati, accarezzando un foglio di carta strappato a “Topolino”: quella pubblicità, ogni volta che la guardo, mi sussurra Natale…

Natale 1985 in casa etrusca

In chiusura, la foto qui sopra dimostra come l’astronave Lego mi sia stata regalata nel Natale 1985, insieme a Kobra Khan (1984), il Signore dei Serpenti dei Masters of the Universe quando ancora non esisteva la serie Snake Men.

L.

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Pubblicato da su dicembre 18, 2017 in Etrusco racconta

 

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