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[Un libro, una storia] Viaggio al centro della Terra

Copertina di Graziella Sarno

Copertina di Graziella Sarno

Trent’anni fa ero nel pieno del mio periodo dedicato a Jules Verne.
Abbandonato 20.000 leghe sotto i mari (che ripresi in seguito), decisi di affrontare il più promettente “Viaggio al centro della Terra” (Voyage au centre de la Terre, 1864), che ho letto dal 22 marzo al 16 aprile 1987.

L’edizione che ho letto rientra in una iniziativa lodevole. La casa editrice Mursia andò ad attingere alla collana francese della Hetzel che presentava l’opera omnia di Verne: dei 65 volumi originali, però, la Mursia decise di presentarne 50. A sua detta, le opere erano le stesse: semplicemente alcune brevi erano raggruppate in un unico volume.

Ogni volume della collana italiana “I viaggi straordinari di Jules Verne” presentava splende illustrazioni interne: questa – che è la seconda uscita – contiene disegni di E. Riou incisi da A.-F. Pannemaker.
La traduzione italiana – integrale, precisa la copertina – è curata da Giuseppe Mina, risalente alla prima edizione Mursia 1967 del romanzo.

Dimenticate i vari film che potreste aver visto ispirati a questo romanzo: Verne sa bene che cosa sia l’avventura e qui va giù deciso e massiccio. Dopo le noiose discettazioni e spiegoni infiniti delle 20.000 insopportabili leghe, era esattamente quello che cercavo.
Su una base di stringente realtà scientifica, il buon Jules parte e ti guida dove mai penseresti di arrivare, e anche uno come me – che leggeva perché doveva, non per scelta – si ritrovava a girar pagina su pagina completamente rapito dalla narrazione.

Questo romanzo rientra a pieno tra i migliori che ho letto di Verne, anche se in vetta rimane l’inarrivabile L’isola misteriosa. È quello che oggi chiamano un page-turner, perché volti pagine a raffica rapito dall’azione, ma si basa sempre su una sana dose di razionalità che rende ancora più fantasiosa l’avventura. Sebbene purtroppo ricordi poco della trama – il film del 1959 purtroppo si è sovrapposto, con le sue immagini di lucertole spacciate per dinosauri! – ricordo un grande piacere nella lettura e l’aver imparato tanto sulla zoologia, che era la materia per cui più mi infiammavo.

L.

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Pubblicato da su settembre 26, 2016 in Uncategorized

 

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[Un libro, una storia] L’isola misteriosa

Cover di Severino Baraldi

Cover di Severino Baraldi

Nei miei archivi non ho segnato l’anno in cui ho letto L’isola misteriosa (L’Île mystérieuse, 1874), il mitico romanzo dell’altrettanto mitico Jules Verne (che all’epoca era ancora Giulio Verne), ma visto che i detti archivi parto dal 1986 posso ipotizzare il 1985 come data: cioè quando avevo 11 anni.

I libri di Verne che ho letto erano tutti della casa editrice Mursia, ma questo in particolare appartiene ad un’altra èra: la firma tremolante “Acunzo Paolo, II A” al suo interno testimonia che il libro mi è arrivato in casa usato: che si tratti di quel Paolo Acunzo, classe 1971, vicepresidente del PD del Lazio? Chissà: sarebbe un modo davvero curioso di “collegare” due persone…

Voi non mi vedete ma sto annusando a tutto spiano il volume in questione, il n. 64 della Collana Fantasia (Serie III) della milanese CEB (Casa Editrice Bietti). Dopo trent’anni ancora posso riconoscere il profumo che mi accompagnò in una lettura appassionante e febbricitante.
Questa edizione del 1973 – in pratica quasi mia coetanea – è tradotta da Claudio Redi e non essendo specificato “edizione integrale” temo che sia anche adattata. In ogni caso è stato un ottimo lavoro, perché questo libro mi ha inchiodato alla sedia in un periodo in cui leggere era un’attività che trovavo noiosa oltre ogni sopportazione!

La copertina di Severino Baraldi la imparai a memoria, perché era il periodo in cui giudicavo un libro dalla copertina e la sua immagine mi accompagnava durante i tanti giorni di lettura.
Lo stesso celebre illustratore ha arricchito il testo di splendide illustrazioni, che sicuramente apprezzo più ora che all’epoca.

Vent’anni prima di Lost, ero lostizzato: dal cielo cadono su un’isola deserta dei viaggiatori di varia provenienza, che prima devono affrontare il problema della sopravvivenza… e poi scoprono che forse non sono soli nell’isola!
Quando trovano un’impronta umana, credo di essere saltato sulla sedia!

Libro stupendo che convinse anche il giovane non-lettore che ero a rimanere avvinghiato alle pagine.

L.

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Pubblicato da su novembre 9, 2015 in Uncategorized

 

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