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Appunti tra parentesi (0)

naviDa domani inizierò un discorso sul Self Publishing – anzi sul Selfish Publishing – che si dividerà in più puntate, ma prima vorrei fare una specie di introduzione sull’argomento.

Era la fine del 2010 o l’inizio del 2011 – purtroppo non so essere più preciso, vado a memoria – quando scoprii il saggio Navi Fantasma di Alessandro Girola. Se non ricordo male era gratuito, all’epoca, ma potrei sbagliare: comunque lo presi e già pregustavo la lettura, ma… ehi, che razza di formato sarebbe questo .EPUB? Quattro lettere? Da quando in qua esistono estensioni con quattro lettere? Nel 1997 creai una personalissima Enciclopedia delle Estensioni – ben 161 voci con la relativa specifica del programma da cui deriva – e non ce n’erano di quattro lettere: al massimo qualcuna di due, roba di sistema, ma quattro no…

Cocciuto come un somaro ma curioso come una scimmia, cominciai a giocare con questo nuovo formato usato da Alex. Esistevano ovviamente dei software di lettura per PC, ma il problema è che – allora come oggi – non ho possibilità di leggere al mio PC di casa: in un periodo in cui non esistevano i tablet, dovevo girare con una pendrive e leggere libri appoggiandomi a qualsiasi computer potessi. Ero anche pendolare e viaggiavo con il mio inseparabile Asus che però viaggiava a Linux: come glielo caricavo un software windows per gli ePub?
L’etologo Desmond Morris ci ha insegnato che l’uomo è sostanzialmente una scimmia nuda, così mi comportai come la scimmia protagonista della celebre sequenza di 2001: presi uno strumento e cominciai a percuotere l’oggetto che mi incuriosiva… Ma non nello stile Kubrick, bensì in quello della mitica parodia di Zoolander

Il mio modo di aggredire l’ebook di Alex fu di prenderlo… e rinominarlo! Cancellai .EPUB e scrissi .RAR, così, tanto per provare… E avvenne il miracolo!
Scoprii che ebook sono semplici contenitori di pagine web, testi scritti in HTML che “proiettati” sui lettori sembrano libri in tutto e per tutto.
Navi Fantasma me lo dovetti leggere in .html (che sono sempre quattro lettere, ma quando stilai la mia enciclopedia si chiamava ancora .HTM) ma presi nota: tutto il mondo è apparenza, la vera realtà è scritta in HTML

A domani per l’inizio del viaggio digital-editoriale.

L.

 
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Pubblicato da su febbraio 19, 2015 in Note

 

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Un nuovo Giona in eBook

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In questi giorni ho pubblicato una nuova avventura del mio personaggio Giona Sei-Colpi, per gli amici Giona Hex, il rude agente dell’Ottocento Italiano alle prese con problemi paranormali tipici del progetto di scrittura collettiva Risorgimento di Tenebra.
Vorrei ricordare che il personaggio strizza l’occhio a Jonah Hex, mitico eroe dei fumetti weird western degli anni Settanta e vivo ancora oggi nelle pubblicazioni americane.

Anche chi non ha letto i precedenti episodi – La notte dei risorti viventiFratelli di fuocoAnita Nera – potrà divertirsi lo stesso a leggere questo quarto episodio: Chi muore per primo, muore due volte.
Sebbene tiri un po’ di fili lasciati in sospeso nei precedenti titoli, lo stesso è tutto spiegato e tutto perfettamente godibile dal lettore “casuale”.

Ecco la trama:

Il segreto per riportare in vita i morti non è più un segreto: qualcuno ha approfittato degli scontri fra lo Stato Pontificio e la Repubblica Romana per carpirlo e farlo suo. Ma chi? Giona Sei-Colpi e la Sfregiata hanno seguito le orme della fuga di Garibaldi per scoprirlo, ed ora sono arrivati all’antico e misterioso monastero di Pietrarubbia, dove forse tutto è iniziato… e dove sicuramente tutto finirà.
Le rivoltelle di Giona e la picca della Sfregiata stavolta forse non serviranno contro le forze antiche e misteriose che dormono sotto il monastero, mentre dovranno vedersela anche con i monaci di un Ordine antico, capeggiati da fra’ Girola. Lo scontro finale è arrivato, e il problema non sarà morire… ma morire una volta sola!

Spero si noti il riferimento ad Alessandro Girola, grande autore autopubblicato e mia guida spiritual-digitale in questo mondo: non è l’unico riferimento ad autori autopubblicati e non…

Tra citazioni (una in primis, L’Armata delle Tenebre di Sam Raimi) e situazioni paradossali, spero di essere riuscito a far divertire il lettore quanto mi sono divertito io a scrivere 😉

Ecco tutte le librerie on line dove potete acquistare l’eBook:

L.

 
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Pubblicato da su febbraio 2, 2015 in Uncategorized

 

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Selfless Publishing

multitasking-insanityIl mio post di ieri sul Selfish Publishing, sull’autopubblicazione egoistica, può aver fatto pensare che io faccia tutto da solo e non abbia bisogno di nessuno: ovviamente non è così, è stata giusto una provocazione (leggi “schizzata di veleno”) contro i grandi autori che si affidano ad un esercito di professionisti e che quindi alla fine non sono autori del proprio prodotto finale. Al massimo vi hanno contribuito.
Quando li intervisti non sanno ovviamente cosa dire, visto che non devono a se stessi il proprio risultato, mentre se intervistate me dovrete prendermi a bastonate per farmi azzittare, visto che curo dalla copertina all’ultima parola dei miei eBook, dal lancio pubblicitario ad ogni singola ricerca per i contenuti.

snoopy_writingLo stesso, dicevo, non si scrive per se stessi bensì per gli altri (ecco il Selfless Publishing, la pubblicazione “altruista”): sia perché li si voglia istruire, sia perché li si voglia informare o (come nel mio caso) si voglia semplicemente condividere con loro qualcosa di appassionante, l’obiettivo di ogni scrittore dovrebbe essere raggiungere i lettori. Ovviamente non è così, scrivere è un mestiere che prevede quotidianità e ripetitività, matematica e marketing e dove il lettore è l’ultima ruota del carro, visto che ciò che conta sono gli acquirenti.
Forte della mia debolezza, mi elevo sulla mia infima statura e approfittando dell’unicità di essere nessuno posso fare lo spocchioso e dire che più delle vendite mi interessa comunicare con i lettori, che siano acquirenti o meno. Il fatto di avere molti eBook in download gratuito dovrebbe dimostrare la mia buona fede… ma non è escluso che se dovessi diventare famoso cambierei subito idea e diventerei il più spietato e venale degli scrittori!!! ^_^

self pubbing vs trad pubbingComunicare è difficile, e non parlo solo di contenuti: una volta creato l’eBook bisogna farlo girare, così ne approfitto per rubare bassamente i consigli dati in rete da blogger come Alessandro Girola, scrittore autopubblicato della prima ora alla cui esperienza vado sempre ad attingere. Ho sposato a pieno una delle sue regole auree – il modo migliore di pubblicizzare un libro è scrivere un altro libro – e, egoista che non sono altro, l’ho fatta mia. Sarà Selfish Publishing, ma parte dalla considerazione che ci sono altri più bravi in giro e bisogna assolutamente imparare da loro.

Conoscere tanti altri scrittori autopubblicati mi ha permesso di vedere cosa fanno, studiare le loro impaginazioni, le loro fonti, le loro copertine, il loro modo di agire, fare mille domande e mettere insieme le risposte alla ricerca del mio stile. Sarò uno scrittore egoista, perché l’obiettivo è appunto il mio stile, ma guardo sempre agli altri per imparare.

L.

 
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Pubblicato da su ottobre 9, 2014 in Note

 

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Mistero Marlowe 1

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Ormai non è più un mistero… o forse sì?

Marlowe sciaborda dalle pagine di ThrillerMagazine e approda al mercato dell’autopubblicazione in eBook, incontrando dei personaggi nati dalla penna di Alessandro Girola (grande professionista di questo nuovo mondo digitale) per il primo di una serie di avventure dove l’indagine bibliofila si sposa con il mistero: “Mistero Marlowe 1”.

Ecco la trama:

La squadra del “TG Mistero” si imbatte in una notizia sensazionale: un collezionista ha recuperato una copia del De Vermis Mysteriis, un libro misterioso che semplicemente non dovrebbe esistere. Per organizzare un buon reportage servirebbe il parere di un esperto di libri, magari un investigatore bibliofilo: e in questa professione c’è solo un uomo disponibile… per sfortuna del “TG Mistero”.
Inizia una joint venture fra i personaggi de “Il treno di Moebius” di Alessandro Girola e l’investigatore bibliofilo Marlowe (non quel Marlowe) di Lucius Etruscus per storie ai confini della realtà libraria: ecco il primo numero della serie “Mistero Marlowe”.

Dove trovarlo? Nei migliori estore: per conoscerli e scegliere il preferito, ecco la pagina ufficiale di Mistero Marlowe 1.

L.

 
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Pubblicato da su luglio 14, 2014 in Uncategorized

 

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Il treno di Moebius

moebiusStanno arrivando grandi novità in campo marlowiano, ma per apprezzarle a pieno consiglio vivamente l’acquisto di un racconto molto intrigante scritto dal prolifico Alessandro Girola: “Il treno di Moebius”.

Ecco la trama:

1970: La motrice di un treno e i suoi tre macchinisti svaniscono nel nulla mentre attraversano una galleria posta lungo una tratta minore sugli Appennini Toscani. Un anno dopo l’incidente quella stessa tratta viene chiusa per sempre e il piccolo paese che si trova al suo capolinea, Monteflauto, diventa presto una ghost town.
2011: Una troupe televisiva specializzata in misteri e cospirazioni riscopre questa vecchia notizia, stranamente passata sotto silenzio quasi totale, e decide di recarsi sul posto per realizzare un servizio esclusivo. Che fine ha fatto il treno fantasma? Quale segreto nasconde Monteflauto? Perché alcuni vecchi superstiziosi parlano di presenze diaboliche avvistate nella selva oscura attorno al paese?

Voi direte: che c’entra una storia fantastica con Marlowe? Be’… lo scoprirete presto… prestissimo! 😉

Chiudo riportandovi la presentazione del testo di Girola che ho scritto per ThrillerMagazine:

Nel 1949 un professore di Harvard, tale Armin J. Deutsch, aveva in tasca la bozza di un racconto che cercava il coraggio di proporre a qualche editore. Il Fato volle che si vide arrivare all’università niente meno che Isaac Asimov per un giro di lezioni: assalito da Deutsch, il buon Asimov trovò molto buono il racconto e presentò il professore al mitico John Campbell. Uscì dunque nel numero di dicembre 1950 di “Astounding” il racconto Una metropolitana chiama Moebius (A Subway Named Mobius).
Tempo dopo, testimonierà Asimov stesso, girava in città una canzoncina popolare (The Ballad of MTA) che raccontava di uno sventurato privo del centesimo necessario a coprire l’aumento del biglietto, così da ritrovarsi incastrato per sempre su un vagone della metropolitana.
Il contagio memetico prosegue e nel 1996 il regista argentino Gustavo Mosquera R. crea quel piccolo gioiello di film intitolato semplicemente Moebius: non è ufficialmente ispirato al racconto di Deutsch, ma le atmosfere sono ricreate alla perfezione.

L.

 
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Pubblicato da su luglio 10, 2014 in Uncategorized

 

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