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Spy Game per Delos Digital (2019)

Il 9 novembre 1989 cade il Muro di Berlino. È la data che ufficialmente si considera la fine della Guerra Fredda. La realtà, come sempre, è un po’ più complessa. Tanto che oggi si parla di una recrudescenza della guerra tra i blocchi e l’attività degli agenti segreti, nella realtà come nella finzione, resta intensissima.

Il periodo che va dal 1945 al 1991 (crollo dell’URSS) resta nell’immaginario un’epoca di intrighi, di appuntamenti nell’ombra di doppi e tripli giochi. Il cinema, la letteratura, i fumetti l’hanno celebrato in ogni forma e sempre con successo. Delos Digital lancia, dal 15 ottobre, una nuova collana di eBook che si aggiunge alla vastissima panoramica di romanzi e racconti di ogni genere del suo catalogo.
L’idea è proporre una serie di racconti di media lunghezza (circa 60 mila battute) ambientati durante la Guerra Fredda, lasciando la massima libertà agli autori di sviluppare avventure seriali (con personaggi ricorrenti) nel periodo di tempo ’45-’91 scegliendo ambientazione e tono delle singole storie.

Autore e curatore della collana è Stefano Di Marino, appassionato di narrativa e cinema di spionaggio, già autore di romanzi pubblicati su “Segretissimo” Mondadori (con lo pseudonimo Stephen Gunn) e in libreria. Con lui le migliori firme del genere in Italia, da Andrea Carlo Cappi a Enzo Verrengia, da Giancarlo Narciso ad Andrea Franco e altri ancora. Naturalmente ci saranno anche firme femminili perché, malgrado lo spionaggio sia considerato un genere “da uomini”, nella sua storia annovera alcune delle autrici più interessanti del filone. Elena Vesnaver e Patrizia Calamia, apprezzate autrici di romance e thriller, si cimenteranno con i colleghi offrendo una variegata panoramica del genere.
Lo scopo è proprio raccontare un periodo storico con un’accurata ricostruzione attraverso voci differenti che spaziano dallo spionaggio più avventuroso, stile 007, a quello più psicologico e realistico alla Le Carrè.

Delos non è nuova a collane di spionaggio. “Dream Force”, curata dallo stesso Di Marino e dedicata alla spy story più d’azione, ha raggiunto gli oltre 100 episodi e “Delos Passport”, curata da Fabio Novel, che tratta di geopolitica attuale. In tutti gli store digitali i primi due episodi dai primi di ottobre: Il ponte delle Spie (Di Marino) e Morte a Venezia (Verrengia).

L.

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Pubblicato da su ottobre 16, 2019 in Uncategorized

 

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[45 giri] The Eddy Duchin Story

La mia collega Ivana, sapendo la mia patologica passione per collezionare ogni tipo di roba gratuita si trovi in giro (quindi più un “accumulatore seriale” che un collezionista!), si è presentata un giorno con una busta piena di copertine di vecchi 45 giri: i vinili sono andati persi, sono rimaste solo le copertine. Tutto materiale privo di valore, quindi, ma irresistibile: perché non presentare qualche chicca anche qui? Sarà come fare insieme una visita in un mercatino dell’usato…

Questo disco mi sa che non è un’edizione italiana: non c’è una sola parola nella nostra lingua, né data di copyright. Comunque è tratto dalla colonna sonora del film “Incantesimo” (The Eddy Duchin Story, 1956) di George Sidney, con Tyrone Power e Kim Novak, e questo mi riporta alla mente un ricordo lontano.

Ero bambino quando i miei guardarono questo film in TV, e ovviamente un drammone hollywoodiano era la cosa più noiosa della storia del mondo, per un ragazzino. (Oddio, pure da adulto non è che mi diverte gran che!) Credo di essermi lamentato per la fissità totale delle immagini e la noia di questi attoroni che non facevano niente per tutto il tempo – malgrado teoricamente parli del pianista americano Eddie Duchin, in realtà si parla solo di storie d’ammore in salsa hollywoodiana – al che mia madre ha cercato di “pepare” un po’ la storia, per cercare di coinvolgermi.

Dunque mi disse di resistere alla noia perché il protagonista sarebbe morto suonando il piano. Non so se le mamme di oggi direbbero una cosa del genere al figlio, ma con me funzionò, e l’immagine tragica di un pianista che muore suonando mi conquistò subito, spingendomi a resistere alla mortale noia del film.
Purtroppo non andò come sperato, e la morte truculenta che aspettavo non venne: semplicemente nel fotogramma finale del film l’attore scompare, e quello simboleggia la sua morte. Tanta attesa per niente…

L.

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Pubblicato da su ottobre 14, 2019 in Uncategorized

 

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[45 giri] Avengers

La mia collega Ivana, sapendo la mia patologica passione per collezionare ogni tipo di roba gratuita si trovi in giro (quindi più un “accumulatore seriale” che un collezionista!), si è presentata un giorno con una busta piena di copertine di vecchi 45 giri: i vinili sono andati persi, sono rimaste solo le copertine. Tutto materiale privo di valore, quindi, ma irresistibile: perché non presentare qualche chicca anche qui? Sarà come fare insieme una visita in un mercatino dell’usato…

Purtroppo sulla copertina di questo disco non è riportato alcun copyright, quindi non saprei a quale anno appartenga: visto che la serie in questione ha girato per anni in Italia, con una distribuzione parecchio altalenante, mi risulta difficile risalire all’anno. Il codice “Bluebell BB 03138” si rifà ad un disco del 1965 che non è questo, quindi il mistero continua…

Ero troppo piccolo per ricordare la serie televisiva “Agente speciale“, cioè Avengers prima che questo nome fosse legato a personaggi dei fumetti. Ai miei genitori piaceva John Steed (Patrick Macnee) ma credo vedessero “Sempre tre, sempre infallibili” (nota anche come “Gli infallibili tre”), che è il seguito della precedente.

Ricordo anni fa di aver letto una rinascita a fumetti dei personaggi di John Steed e Mrs Peel ma non la ritrovo più: mi sa che l’ho recensita su facebook, all’epoca.

La sigla non mi dice niente, ma trovo affascinante un’epoca in cui in Italia si vendevano 45 giri con le sigle televisive! Quelle dei cartoni animati me le facevo comprare a quintali, ma non sapevo ne facessero anche per i telefilm.

L.

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Pubblicato da su settembre 30, 2019 in Uncategorized

 

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[45 giri] Megaloman / I-Zenborg (1980)

La mia collega Ivana, sapendo la mia patologica passione per collezionare ogni tipo di roba gratuita si trovi in giro (quindi più un “accumulatore seriale” che un collezionista!), si è presentata un giorno con una busta piena di copertine di vecchi 45 giri: i vinili sono andati persi, sono rimaste solo le copertine. Tutto materiale privo di valore, quindi, ma irresistibile: perché non presentare qualche chicca anche qui? Sarà come fare insieme una visita in un mercatino dell’usato…

© Tsubaraya Productions, Tokyo per concessione ITB 1980

Me-me-ga-ga-lo-lo-men… Megalomen…

Mi spiace per chi non ha passato l’infanzia negli anni Ottanta, perché si è perso i telefilm giapponesi coi mostroni di gomma e gli esagitati protagonisti gesticolanti, ma soprattutto i doppiaggi italiani dei medesimi nonché i cantanti nostrani che si facevano in quattro per coprire il fiume di prodotti d’importazione.

Scopro che il nome Megalosingers riportato sulla copertina del disco dovrebbe riferirsi in realtà ai Superobots, storico gruppo artefice di spettacolari sigle. Tanto caruccia Cristina d’Avena, ma qui parliamo di sonorità molto più intriganti.

Me-me-ga-ga-lo-lo-men… Megalomen…

Come si poteva rimanere in silenzio davanti la sigla? Come si poteva resistere a passare il resto della giornata ad emettere sillabe che formavano il nome del parruccone robotico? Il biondo eroe gesticolante lo beccavo su piccoli canali locali ed era difficile vederlo in modo regolare, quindi ho ricordi molto vaghi del telefilm in sé, ma la sigla è indimenticabile.

© Tsubaraya Productions, Tokyo per concessione ITB 1980

Discorso diverso per il lato B, con la sigla di I-Zenborg, serie di cui onestamente non ho alcun ricordo sebbene quelle con le miniature le adorassi. Il problema è che beccavo queste serie solo su emittenti che non eccellevano certo per regolarità nella trasmissione, quindi magari girando canale beccavi mezza puntata e il giorno dopo già la serie non c’era più. Sicuramente avrò visto qualcosa, ma né la serie né la sigla mi evocano ricordi.

L.

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Pubblicato da su settembre 27, 2019 in Uncategorized

 

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[45 giri] Bim Bum Bam (1986)

La mia collega Ivana, sapendo la mia patologica passione per collezionare ogni tipo di roba gratuita si trovi in giro (quindi più un “accumulatore seriale” che un collezionista!), si è presentata un giorno con una busta piena di copertine di vecchi 45 giri: i vinili sono andati persi, sono rimaste solo le copertine. Tutto materiale privo di valore, quindi, ma irresistibile: perché non presentare qualche chicca anche qui? Sarà come fare insieme una visita in un mercatino dell’usato…

© 1986 Five Record

Credo di essere forse uno degli unici italiani cresciuto negli anni Ottanta che non vedeva mai “Bim Bum Bam“: finalmente ho fatto coming out!

Sì, qualche volta ci sarò finito, su Italia1 a quell’ora, ho delle vaghe memorie del giovane Paolo Bonolis – che in realtà ho conosciuto con “Urka!” (1991) che adoravo – ma non seguivo assolutamente quella trasmissione-contenitore: tutta la mia infanzia l’ho votata a Four!

© 1986 Five Record

Non ricordo che cartoni animati mandasse “Ciao Ciao“, né per quanti anni l’abbia seguito, ma di sicuro mi piaceva molto di più il suo pupazzo rispetto a Uan. Eppure a risentire la sua sigla su YouTube… boh, non mi dice assolutamente niente! Non credo di averla mai sentita prima: forse quando la vedevo io, la trasmissione ne aveva un’altra.

Visto che per tutti gli anni Ottanta sono stato un cane da tartufi del cartone animato, e giravo tutto il telecomando alla ricerca di qualsiasi cosa fosse animata, probabilmente avrò visto anche i cartoni animati trasmessi da “Bim Bum Bam” come li vedevo su tutti i canali – dalla mitica TVR Voxson a TeleStudio a TeleTevere fino all’ultimo pezzente canale locale – eppure ricordo solo Four…

L.

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Pubblicato da su settembre 16, 2019 in Uncategorized

 

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[45 giri] Sarà perché ti amo (1981)

La mia collega Ivana, sapendo la mia patologica passione per collezionare ogni tipo di roba gratuita si trovi in giro (quindi più un “accumulatore seriale” che un collezionista!), si è presentata un giorno con una busta piena di copertine di vecchi 45 giri: i vinili sono andati persi, sono rimaste solo le copertine. Tutto materiale privo di valore, quindi, ma irresistibile: perché non presentare qualche chicca anche qui? Sarà come fare insieme una visita in un mercatino dell’usato…

1981 Baby Records Milano

Grande classico dei classici dei Ricchi & Poveri, nella formazione a tre con la “brunetta”: l’unica formazione che ho conosciuto nella mia infanzia. Solamente in anni recenti ho scoperto che invece il gruppo originariamente aveva anche una biondina, in piena Formazione ABBA.

Curiosamente sulla copertina del disco non c’è alcun riferimento al “lato B”: possibile ci fosse un’unica canzone, incisa su entrambi i lati? Da una foto trovata su eBay – dove scopro che questo 45 giri vale due spicci! – vedo che il lato B del disco riporta il titolo Bello l’amore.

Da notare poi che la foto in copertina dev’essere stata scattata durante la trasmissione riportata nel primo video che riporto qui sotto, un falsissimo playback non ho capito di quale festival.

La canzone non ha bisogno di presentazioni, è una colonna portante della musica pop italiana dell’epoca e forse è pure troppo famosa…

L.

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Pubblicato da su settembre 9, 2019 in Uncategorized

 

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Summer Blog Tag 2019

Photo by Pexels.com

Malgrado io non ami le catene di San Tag-tonio, cedo alla sfida lanciatami dal Conte Gracula, con un Summer Blog Tag che a quanto ho capito deriva dal blog Inchiostronoir.

Riporto le regole direttamente dall’articolo di Inchiostronoir:

Le regole del tag sono semplici: se volete partecipare, basta rispondere e taggare a vostra volta chiunque desiderate (uno, dieci, centomila blog come volete). Potete girare agli altri blogger le stesse domande, oppure scriverne altre; anche in questo caso, c’è totale libertà di scelta.

Prendo le domande direttamente dal citato blog:

1. Cosa stai leggendo al momento?
Rambo and Me: The Story Behind the Story, un delizioso saggio (ovviamente inedito in Italia) con cui il romanziere David Morrell ricostruisce come è nato il suo personaggio di Rambo. Il testo (ovviamente in eBook) rientra nel mi lavoro di ricerca per lo speciale di settembre “Rambo: un blogtour che non vi sognate neppure“, che mi sta portando a leggere e tradurre tanti testi interessantissimi degli autori originali del mito.

2. Una delle letture più interessanti di questa estate.
Alien: Isolation. Quando è uscito, il 30 luglio scorso (ovviamente inedito in Italia), mi sono detto: un romanzo tratto da un videogioco… Andiamo! Sarà tutto un “prendi la chiave, usa la chiave”, come purtroppo pessimi autori ci hanno insegnato. Invece Keith R A DeCandido è un autore geniale che ha saputo tirare fuori oro da semplici strumenti di ferro che gli sono stati forniti. Per la prima volta dalla sua nascita, nel 1983 dalla penna di James Cameron, Amanda Ripley ha finalmente quello spessore che tutti noi fan aspettavamo. Un romanzo splendido, che sarebbe bello vedere un giorno tradotto in italiano.

3. Qual è la tua lettura preferita di quando eri bambino?
Da piccolo non amavo leggere, finché i miei non mi spingevano a farlo e allora mi perdevo nei romanzi. Di sicuro Jules Verne è stata la mia lettura preferita, anche se il mio cuore rimane segnato per sempre da I ragazzi della via Paal di Ferenc Molnár.

4. Quale lingua straniera ti piacerebbe imparare?
Non lo so e non mi interessa: non ho più l’elasticità mentale di imparare una nuova lingua. Mi tengo stretto l’inglese imparato bene a scuola, da ragazzo, e cerco di allenarlo sempre.

5. Il tuo luogo ideale per le vacanze?
A casa, a fare quello che faccio per passione tutti i giorni, ma con più tempo a disposizione.

6. Campeggio, sì o no?
Non lo so, non ho mai preso in considerazione la cosa.

7. Con una foto, mostra qual è la tua massima idea di relax estivo.
Non ho alcuna idea di relax estivo.

8. Pizza con l’ananas: grande idea oppure peccato degno di un girone infernale?
Noto che negli ultimi tempi la pizza con l’ananas è diventata molto più protagonista di quanto meriterebbe, con tutti che hanno un’opinione in proposito ma peggio ancora che la citano quando non hanno più nulla di interessante da dire…

9. Un libro che vorresti leggere ma ti mette in soggezione?
Un difetto che mi è rimasto da bambino è che mi mettono paura i libri voluminosi, anche se oggi leggo unicamente in digitale e non vedo la “voluminosità” dei libri: appena apro un eBook, però, guardo subito la lunghezza. Ho letto libroni lunghissimi senza problemi, ma quando alcuni anni fa sono caduto nel gorgo del “blocco del lettore” è diventato per me molto difficile leggere narrativa, e dover affrontare 700 pagine di allungamenti di brodo per una trama che non basterebbe per 20 è una cosa che non sono più disposto a sopportare.
Invece soffro per i testi di saggistica che vorrei leggere ma non ho il coraggio di affrontare, come per esempio Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza di Julian Jaynes che da anni mi guarda dallo scaffale di casa…

10. Qual è la tua idea di “cagata pazzesca” alla Fantozzi (ovvero film e/o libri considerati capolavori, che reputi pretenziosi e per nulla interessanti)?
Gestendo un blog votato ai filmacci, ho scoperto non solo cinquanta sfumature di Z ma interi universi sconosciuti di cialtronaggine: che belli i tempi in cui si credeva che “peggio di così non possono fare…”.


Non nomino nessuno: sentitevi liberi di partecipare a questo San Tag-tonio!

L.

 
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Pubblicato da su settembre 4, 2019 in Uncategorized

 
 
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