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Archivi categoria: Books in Movies

[Books in Movies] Io tigro, tu tigri, egli tigra (1978)

Renato Pozzetto legge il primo numero della testata “Gli Eterni” (marzo 1978)

Grazie alla segnalazione di Ivano Landi del blog Cronache del Tempo del Sogno, ho trovato questo delizioso product placement – modo gentile di indicare una classica “marchetta” – nel film ad episodi Io tigro, tu tigri, egli tigra (1978) di Giorgio Capitani.

Un fumetto Editoriale Corno è meglio di un’amante!

In questi anni il rapporto fra l’attore simbolo della comicità surreale Renato Pozzetto e il “rinascimentale” Luciano Secchi sembra molto stretto. Giusto per fare un esempio, nel 1976 Pozzetto aveva partecipato al film Sturmtruppen di Salvatore Samperi, nato dalla celebre striscia comica di Bonvi – che appare in un cameo – all’epoca pubblicata sulla rivista “Eureka” di Secchi. E nel 1979 il comico sarà protagonista assoluto del film Agenzia Riccardo Finzi… praticamente detective di Bruno Corbucci, tratto dai fortunati romanzi giallo-brillanti che Secchi scriveva e pubblicava.

I disegni di Jack Kirby fanno rimanere sempre a bocca aperta…

Per questo non stupisce quando il 21 settembre 1978 esce nei cinema un film dove Pozzetto legge a favore di camera un numero della testata “Gli Eterni” che la Editoriale Corno di Secchi ha lanciato in edicola dal marzo precedente.

Risale al luglio del 1976 la creazione per la Marvel da parte del mitico Jack Kirby dei personaggi noti come The Eternals, che Secchi porta in Italia con un mensile che inoltre contiene le storie di Nova e Omega, altri eroi della scuderia Marvel da cui l’editore sta attingendo a piene mani.

L.

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Pubblicato da su giugno 20, 2017 in Books in Movies

 

[Books in Movies] Fracchia la belva umana (1981)

Anna Mazzamauro con Diabolik in mano, e alle spalle: Zora, Jacula e Lucifera

Già ho parlato sul Zinefilo del film “Fracchia la belva umana” (1981), capolavoro comico con il meglio dei comici dell’epoca, e quindi qui mi dedico solo alle “marchette fumettistiche” presenti nella pellicola.

La signorina Corvino (Anna Mazzamauro) non è proprio una grande lavoratrice, così nelle due volte che nel film la vediamo seduta alla scrivania, la vediamo immersa nei “fumetti neri” dell’epoca.
Il personaggio viene inquadrato solo tre volte nel film, e ogni volta i fumetti cambiano…

 

Anna Mazzamauro circondata da Diabolik

Non so se la Astorina di Diabolik, la Edifumetto di Zora la Vampira, la Ediperiodici di Jacula o la Elvipress di Lucifera abbiano pagato per mostrare i loro fumetti per pochi fotogrammi, o semplicemente se servivano a mostrare il carattere del personaggio – amante dell’horror – comunque è uno specchio della cultura popolare di inizio anni Ottanta.

L.

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Pubblicato da su giugno 14, 2017 in Books in Movies

 

[Books in Movies] La dottoressa del distretto militare (1976)

“Raccolta Guerra d’Eroi” n. 6 in mano ad Alvaro Vitali

Essendo io appassionato di “Archeo Edicola“, cioè un argomento che nessuno tratta e quindi privo di “fonti autorevoli”, considero fondamentale ogni fonte… anche la più scalcinata!

La rubrica “Books in Movies” non la voglio limitare ai soli libri (malgrado il titolo) e la intendo ben disposta ad accogliere anche i fumetti, soprattutto quando trovo testimonianze di un passato vispo come nel caso del film “La dottoressa del distretto militare” (21 agosto 1976) di Nando Cicero.

Il film è fatto con lo stampino da un team affiatato di attori. C’è il bellino (Alfredo Pea), la bonona (Edwige Fenech), lo scemo che fa battutacce (Alvaro Vitali), il capo inguaiato (Mario Carotenuto), l’integralista che fa satira sociale (Gianfranco D’Angelo) e Jimmy il Fenomeno che gira libero. Molti film del periodo presentano questa formazione sempre identica.

Un’espressione più che eloquente!

Gran parte di questo film si svolge nell’infermeria militare di una casera, dove i protagonisti fanno di tutto per risultare malati ed evitare il servizio militare. Vari attori sono inquadrati con in mano un fumetto ma solo quando lo prende Alvaro Vitali possiamo vederne un primo piano.
Si tratta della Raccolta numero 6 della mitica testata “Guerra d’Eroi“, nata il 28 maggio 1965 per l’altrettanto mitica Editoriale Corno. Per molti anni il fumetto di guerra è stato molto sviluppato nel nostro Paese, prima di venir totalmente dimenticato in un’opera di finto revisionismo moralistico. (I biechi e vergognosi film di propaganda bellica americana vanno bene, mentre semplici storie di avventure d’altri tempi non vanno più bene.)

Il volume in questione ristampa i seguenti quattro numeri della testata:

  • 386 (novembre 1972) Morte di un Wimpey
  • 388 (novembre 1972) Appuntamento con la morte
  • 389 (dicembre 1972) Un fucile per Mc Coy
  • 390 (dicembre 1972) Fuoco!

Lo trovate in vendita su Kijiji (non so ancora per quanto): non conosco il venditore e specifico che non prendo commissioni! È che segnalare la sua inserzione mi sembra il minimo, visto che è stato così gentile da inserire così tante preziose informazioni…

Visto che il cinema italiano anni ’70 e ’80 era una semplice scusa per il product placement – modo di classe per definire le marchette nei film – la domanda sorge spontanea: la Editoriale Corno ha pagato la produzione del film per mostrare quel fumetto bene in primo piano o è un semplice caso? Visto che di solito ogni inquadratura dei film italiani dell’epoca era studiata per pubblicizzare prodotti, credo che l’apparizione di “Guerra d’Eroi” non sia affatto casuale.

Infine, risulta difficile datare la raccolta. Sembra che sia uscita nel 1974 ma il film è stato girato nel giugno 1976: la produzione ha usato una copia presa su bancarella o la Corno gliene ha passata una dai propri archivi?

L.

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Pubblicato da su giugno 6, 2017 in Archeo Edicola, Books in Movies

 

[Books in Movies] Divorzio all’italiana (1961)


Ecco una celebre inquadratura dal film “Divorzio all’italiana” (1961) di Pietro Germi, in cui l’attrice Daniela Rocca interpreta la povera moglie di un Marcello Mastroianni che cerca un modo di tornare single, per poter stare con Stefania Sandrelli.

Prima di dormire il personaggio legge la sua copia di “Urania”, con il riconoscibile romanzo “Il vagabondo dello spazio” (Rogue in Space, 1957) del maestro Fredric Brown (traduzione di Mario Galli).
Si tratta del numero 170 della collana, datato 30 gennaio 1958.

All’epoca la collana “Urania” era curata dal suo fondatore Giorgio Monicelli, che si può definire il “padre” della fantascienza in Italia. Giorgio era fratello maggiore di Mario Monicelli, noto autore cinematografico, e la loro zia paterna era sposata con Arnoldo Mondadori… Così si chiude il cerchio di una famiglia che abbraccia editoria e cinematografia.
Non stupisce quindi che il film di successo cerchi di “spingere” la collana mondadoriana nata quasi dieci anni prima.

L.

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Pubblicato da su maggio 30, 2017 in Books in Movies

 

[Books in Movies] Valentina (1989)

“Pochette surprise” (The Guilty Are Afraid, 1957) di James Hadley Chase

Assolutamente per caso – stavo registrando alla cieca trailer di Alien: Covenant! – mi è passato davanti un vecchio episodio di una serie televisiva all’epoca molto discussa: “Valentina“, prodotta dalla Silvio Berlusconi Communications e ispirata al noto personaggio a fumetti di Guido Crepax. In realtà “noto” forse non va più bene, visto che non ne sento parlare da trent’anni, ma nel 1989 Valentina era un personaggio famosissimo.
Apparteneva a quello stile quasi-erotico molto in voga nel fumetto anni ’60-’70, ma il fatto che apparisse tranquillamente nelle riviste a fumetti da edicola dovrebbe tranquillizzare sulla totale innocuità del soggetto.

La 21enne americana Demetra Hampton se da una parte era una Valentina fisicamente perfetta, dall’altra la sua totale inespressività e un doppiaggio non adeguato hanno fatto sì che fosse una serie inguardabile.
Comunque l’attrice in queste foto è una comparsa, che durante il quarto episodio – Valentina non riposa (20 ottobre 1989) – che non si sa perché sta leggendo un numero della storica collana “Série Noire” (Gallimard), autorevolissimo contenitore di narrativa noir a cui all’inizio della sua vita la nostra “Segretissimo” attingeva abbondantemente.

Come si vede dalle schermate, la donna sta leggendo il maestro James Hadley Chase, e in particolare “Pochette surprise” (n. 353), traduzione curata da France-Marie Watkins del romanzo The Guilty Are Afraid (1957): visto che questo numero risulta datato 1° febbraio 1957, azzardo che Chase – amatissimo in Francia – abbia fatto uscire il romanzo prima qui che in patria britannica. O se non altro in contemporanea.

In Italia arriva il 15 marzo 1958 con il titolo “I colpevoli hanno paura” (“Il Giallo Mondadori” n. 476), tradotto niente meno che dal decano Alberto Tedeschi.

L.

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Pubblicato da su maggio 23, 2017 in Books in Movies

 

[Books in Movies] La moglie in bianco… (1981)

È noto che il cinema italiano degli anni Ottanta si basava principalmente sul product placement: ogni film era in pratica un grande spot pubblicitario. Prodotti principali erano sigarette, amari e whisky: all’epoca però le case editrici contavano qualcosa, e quindi capitava di trovare anche dei libri nei punti più impensabili.
Come nella camera da letto del barone Patanè…

Il film La moglie in bianco… l’amante al pepe (febbraio 1981) è uno dei prodotti peggiori di Michele Massimo Tarantini, prolifico autore dell’epoca che qui davvero raggiunge il fondo e comincia a scavare. La co-produzione italo-spagnola si basa unicamente sulla paura di Peppino Patanè (Lino Banfi) che suo figlio sia gay, un tema molto amato all’epoca. Visto che l’ingente eredità di famiglia potrà essere sbloccata solo dal matrimonio del giovane “chiacchierato”, via a mille disarmanti situazioni che non fanno ridere neanche a farsi il solletico. Al di là delle generose curve che la giovane Pamela Prati mostra a favore di camera, non c’è davvero alcun altro motivo di ricordare questo filmucolo.

Quando una moglie spiega “Avere o essere?” al marito…

Mentre il barone disperato confida alla moglie i suoi problemi, la signora Patanè tiene bene in mostra il saggio “Avere o essere?” (To Have or to Be?, 1976) di Erich Fromm, edito da Mondadori nel 1977 (trad. di Francesco Saba Sardi) e ristampato in pratica ogni anno fino ad oggi. (Per motivi misteriosi per l’edizione “Oscar Saggi” del 2002 il testo è stato ritradotto da Davide Scalmani: SOLO per quest’edizione!)

… la situazione può degenerare in fretta!

All’epoca il saggio di Fromm era noto in ogni dove, e a casa mia per molti anni ha campeggiato nella nostra biblioteca esattamente l’edizione vista nel film: credo anzi ci sia ancora, nella biblioteca dei miei genitori…

L.

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Pubblicato da su maggio 15, 2017 in Books in Movies

 

[Books in Movies] Chi vive in quella casa? (1978)

“Circo” (Circus, 1975) di Alistair MacLean

Del pessimo filmetto britannico The Comeback (1978) di Peter Walker – arrivato in Italia nel 1980 con il fantasioso e fuorviante titolo Chi vive in quella casa? – ho già parlato nel mio blog Il Zinefilo.
Qui però vanno citati due momenti di bieco product placement dedicati a dei libri.

“Outlines of Chinese Symbolism and Art Motives” (1974) di C.A.S. Williams

Vedere il protagonista Nick Cooper (Jack Jones) leggere prima di dormire, è una scena normale: sembra quasi un caso che venga ben inquadrato Circus (1975) di Alistair MacLean, romanzo portato in Italia da Bompiani nel 1976 con il titolo Circo.
Molto più difficile spiegare l’immotivata citazione di Chinese Symbolism and Art Motives (1941) di C.A.S. Williams (Charles Alfred Speed Williams), nell’edizione “compressa” da Charles E. Tuttle nel dicembre 1974: infatti c’è l’aggiunta di “Outlines” nel titolo.

“Outlines of Chinese Symbolism and Art Motives” (1974) di C.A.S. Williams

Il protagonista vede un personaggio che lo legge e gli chiede se non sia un testo un po’ pesante, e quello risponde di sì, che anzi ha sbagliato libro. Fine della scena. Ok, come spot pubblicitario potevano pensare qualcosa di un pochino meglio…

L.

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Pubblicato da su maggio 9, 2017 in Books in Movies

 
 
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