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Archivi categoria: Books in Movies

[Books in Movies] Valentina (1989)

“Pochette surprise” (The Guilty Are Afraid, 1957) di James Hadley Chase

Assolutamente per caso – stavo registrando alla cieca trailer di Alien: Covenant! – mi è passato davanti un vecchio episodio di una serie televisiva all’epoca molto discussa: “Valentina“, prodotta dalla Silvio Berlusconi Communications e ispirata al noto personaggio a fumetti di Guido Crepax. In realtà “noto” forse non va più bene, visto che non ne sento parlare da trent’anni, ma nel 1989 Valentina era un personaggio famosissimo.
Apparteneva a quello stile quasi-erotico molto in voga nel fumetto anni ’60-’70, ma il fatto che apparisse tranquillamente nelle riviste a fumetti da edicola dovrebbe tranquillizzare sulla totale innocuità del soggetto.

La 21enne americana Demetra Hampton se da una parte era una Valentina fisicamente perfetta, dall’altra la sua totale inespressività e un doppiaggio non adeguato hanno fatto sì che fosse una serie inguardabile.
Comunque l’attrice in queste foto è una comparsa, che durante il quarto episodio – Valentina non riposa (20 ottobre 1989) – che non si sa perché sta leggendo un numero della storica collana “Série Noire” (Gallimard), autorevolissimo contenitore di narrativa noir a cui all’inizio della sua vita la nostra “Segretissimo” attingeva abbondantemente.

Come si vede dalle schermate, la donna sta leggendo il maestro James Hadley Chase, e in particolare “Pochette surprise” (n. 353), traduzione curata da France-Marie Watkins del romanzo The Guilty Are Afraid (1957): visto che questo numero risulta datato 1° febbraio 1957, azzardo che Chase – amatissimo in Francia – abbia fatto uscire il romanzo prima qui che in patria britannica. O se non altro in contemporanea.

In Italia arriva il 15 marzo 1958 con il titolo “I colpevoli hanno paura” (“Il Giallo Mondadori” n. 476), tradotto niente meno che dal decano Alberto Tedeschi.

L.

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Pubblicato da su maggio 23, 2017 in Books in Movies

 

[Books in Movies] La moglie in bianco… (1981)

È noto che il cinema italiano degli anni Ottanta si basava principalmente sul product placement: ogni film era in pratica un grande spot pubblicitario. Prodotti principali erano sigarette, amari e whisky: all’epoca però le case editrici contavano qualcosa, e quindi capitava di trovare anche dei libri nei punti più impensabili.
Come nella camera da letto del barone Patanè…

Il film La moglie in bianco… l’amante al pepe (febbraio 1981) è uno dei prodotti peggiori di Michele Massimo Tarantini, prolifico autore dell’epoca che qui davvero raggiunge il fondo e comincia a scavare. La co-produzione italo-spagnola si basa unicamente sulla paura di Peppino Patanè (Lino Banfi) che suo figlio sia gay, un tema molto amato all’epoca. Visto che l’ingente eredità di famiglia potrà essere sbloccata solo dal matrimonio del giovane “chiacchierato”, via a mille disarmanti situazioni che non fanno ridere neanche a farsi il solletico. Al di là delle generose curve che la giovane Pamela Prati mostra a favore di camera, non c’è davvero alcun altro motivo di ricordare questo filmucolo.

Quando una moglie spiega “Avere o essere?” al marito…

Mentre il barone disperato confida alla moglie i suoi problemi, la signora Patanè tiene bene in mostra il saggio “Avere o essere?” (To Have or to Be?, 1976) di Erich Fromm, edito da Mondadori nel 1977 (trad. di Francesco Saba Sardi) e ristampato in pratica ogni anno fino ad oggi. (Per motivi misteriosi per l’edizione “Oscar Saggi” del 2002 il testo è stato ritradotto da Davide Scalmani: SOLO per quest’edizione!)

… la situazione può degenerare in fretta!

All’epoca il saggio di Fromm era noto in ogni dove, e a casa mia per molti anni ha campeggiato nella nostra biblioteca esattamente l’edizione vista nel film: credo anzi ci sia ancora, nella biblioteca dei miei genitori…

L.

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Pubblicato da su maggio 15, 2017 in Books in Movies

 

[Books in Movies] Chi vive in quella casa? (1978)

“Circo” (Circus, 1975) di Alistair MacLean

Del pessimo filmetto britannico The Comeback (1978) di Peter Walker – arrivato in Italia nel 1980 con il fantasioso e fuorviante titolo Chi vive in quella casa? – ho già parlato nel mio blog Il Zinefilo.
Qui però vanno citati due momenti di bieco product placement dedicati a dei libri.

“Outlines of Chinese Symbolism and Art Motives” (1974) di C.A.S. Williams

Vedere il protagonista Nick Cooper (Jack Jones) leggere prima di dormire, è una scena normale: sembra quasi un caso che venga ben inquadrato Circus (1975) di Alistair MacLean, romanzo portato in Italia da Bompiani nel 1976 con il titolo Circo.
Molto più difficile spiegare l’immotivata citazione di Chinese Symbolism and Art Motives (1941) di C.A.S. Williams (Charles Alfred Speed Williams), nell’edizione “compressa” da Charles E. Tuttle nel dicembre 1974: infatti c’è l’aggiunta di “Outlines” nel titolo.

“Outlines of Chinese Symbolism and Art Motives” (1974) di C.A.S. Williams

Il protagonista vede un personaggio che lo legge e gli chiede se non sia un testo un po’ pesante, e quello risponde di sì, che anzi ha sbagliato libro. Fine della scena. Ok, come spot pubblicitario potevano pensare qualcosa di un pochino meglio…

L.

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Pubblicato da su maggio 9, 2017 in Books in Movies

 

[Books in Movies] La poliziotta fa carriera (1976)

Una volta il cinema italiano mostrava spesso e volentieri libri in video, perché le “pubblicità occulte” erano più che palesi. Come per esempio nel film “La poliziotta fa carriera” (1976) di Michele Massimo Tarantini, prodotto da quella Dania Film che alternava poliziotteschi duri e puri a commedie più leggere come questa, anche se sempre in ambito poliziesco.
Malgrado i personaggi siano diversi, è palese il richiamo al filone nato da “La poliziotta” (1974) di Steno con Mariangela Melato.

Edwige Fenech inizia la carriera di poliziotta

Protagonista è la giovane Gianna Amicucci (una splendida Edwige Fenech ventisettenne) che a forza di leggere romanzi gialli vuole diventare poliziotta. Ci riuscirà e sarà protagonista di almeno altri due titoli: La poliziotta della squadra del buon costume (1979) e La poliziotta a New York (1981), sempre di Tarantini.

“Brigata anti-gang” (Brigade Anti-Gangs, 1965) di Auguste Le Breton

Suo padre Alfredo (Francesco Mulé) si lamenta che la ragazza ne legge troppi, di questi romanzi “fuorvianti”, e se li ritrova pure fra le pentole. Infatti apre la credenza e vediamo subito una raccolta di numeri della collana “Il Giallo Mondadori“, fra cui bene in vista “Brigata anti-gang” (Brigade Anti-Gangs, 1965) di Auguste Le Breton, n. 1085 della collana (16 novembre 1969).

I titoli citati da papà Alfredo sono pseudobiblia misti a titoli veri: eccone qualche esempio.

  • “La morta tagliata a fette”
  • “L’assassino nel gabinetto del ferry boat”
  • “Sinfonia funebre”
  • “Non aprite la porta”
  • Chiudi ‘a finestra…

Ah no, l’ultimo era una richiesta perché faceva freddo!

“Sinfonia funebre” (The Broken Vase, 1941) di Rex Stout

Fra i “libri falsi” citati ce n’è uno inquadrato, anche se per pochissimi fotogrammi e molto sfocato, quindi è un libro vero. Mi sono dovuto sfogliare le copertine di tutti i numeri della collana “I Classici del Giallo Mondadori” dell’epoca per beccare “Sinfonia funebre” (The Broken Vase, 1941), uno dei rari romanzi di Rex Stout senza Nero Wolfe, n. 141 della collana (20 giugno 1972).

“Non aprire la porta!” (Don’t Oper the Door!, 1969) di Ursula Curtiss

Un altro libro inquadrato, per ancora meno fotogrammi, dimostra l’autenticità del libro che sembrava più falso di tutti: “Non aprire la porta!” (Don’t Oper the Door!, 1969) di Ursula Curtiss, n. 1288 della collana “Il Giallo Mondadori” (7 ottobre 1973).

Gialli a sinistra, Neri al centro, marchetta Domopak a destra

Da notare infine che per qualche istante papà Alfredo tiene in mano anche un numero della collana “I Libri Neri” Mondadori, brevissimo esperimento di riportare in auge il noir: durò solo 15 numeri, fra il 1961 e il ’62.

L.

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Pubblicato da su maggio 1, 2017 in Books in Movies

 

[Books in Movies] Suicide Squad (2016)

La Warner Bros presenta oggi in vendita – sia in DVD che in Blu-ray – uno dei film DC che cerca di fare concorrenza all’avanzata del Marvel Universe: “Suicide Squad” (2016), scritto e diretto da David Ayer.
Per una critica del film rimando a “La bara volante” di Cassidy e “Storie da birreria” di Moreno Pavanello.

L’unico motivo per vedere questo pencolante filmettino è legato alla bella australiana Margot Robbie, che si diverte un mondo nel ruolo parecchio sopra le righe di Harley Quinn: una psichiatra che innamorandosi del Joker perde la testa e diventa una schizzata totale.
Il suo nome è un gioco di parole con Harlequin, il nome anglofono del nostro Arlecchino – infatti il personaggio spesso è ritratta con un costume molto simile al personaggio del nostro folklore – ma è anche il nome di una celeberrima casa editrice specializzata in romance.

Between the Sheets (2014) di Molly O’Keefe

Penso sia per questo che ad un certo punto Harley Quinn viene mostrata nella sua cella intenta a leggere un’autrice di quella casa: la prolifica Molly O’Keefe, che ha pubblicato il suo primo romanzo con la Harlequin a 25 anni. Purtroppo i suoi tantissimi romanzi sono tutti inediti in Italia (tranne uno).

Il romanzo che Harley Quinn stringe fra le mani è “Between the Sheets” (2014), secondo titolo della saga “Boys of Bishop”, che non sono “I ragazzi del vescovo” (che lascerebbe pensare ad un intreccio un po’ pruriginoso) ma si riferisce alla città di Bishop, nell’Arkansas.
Vi traduco “in esclusiva” la trama:

Dopo anni di fuga, Wyatt Svenson si stabilisce a Bishop, Arkansas, per cercare di fare la cosa giusta e di crescere quel figlio che non sapeva nemmeno di aver avuto.
Alto più di un metro e ottanta, gonfio di muscoli guizzanti, a Ty piace avere le mani sporche a forza di riparare motociclette tutto il giorno, tenendo la mente occupata per non pensare agli errori commessi. Poi la sua bella vicina appare all’improvviso alla porta e, senza alcuna presentazione si lamenta del rumore. Prima impressione? Dovrebbe darsi una calmata. Poi scopre che è l’insegnante d’arte della scuola di suo figlio: l’unica disposta ad aiutare il suo ragazzo problematico. Ty ha bisogno di lei. In più di un modo…

Mi sa che il titolo – “Tra le lenzuola” – non è metaforico…

Margot Robbie in Suicide Squad (2016)
Photo by Clay Enos – © 2015 Warner Bros. Entertainment Inc.

L.

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Pubblicato da su marzo 21, 2017 in Books in Movies

 

[Books in Movies] Santa Clarita Diet (2017)

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Questa volta parliamo di fumetti citati in un telefilm, il sorprendente “Santa Clarita Diet“. Nel secondo episodio dal titolo “Non possiamo uccidere la gente” (We Can’t Kill People!, 3 febbraio 2017) i giovani co-protagonisti Eric Bemis (Skyler Gisondo) e Abby Hammond (Liv Hewson) entrano in una fumetteria gestita dallo scorbutico Bunchen (John Gemberling), che non vuole si sfoglino fumetti per più di trenta secondi, senza acquistarli.

La maggior parte dei fumetti finiti nell’inquadratura sono targati Dark Horse Comics – la mia casa preferita! – e tradiscono la data delle riprese: maggio 2016!

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1. “Predator: Life and Death” n. 3, This Time I’ts War (maggio 2016)

2. “Maen. 1 (maggio 2016)

3. “Harrow Countyn. 12 (maggio 2016)

4. “Weird Detective” n. 1, The Stars are Wrong (giugno 2016)

5. “Hellboy in Hell” n. 9, The Spanish Bride (maggio 2016)

6. “Abe Sapienn. 33 (maggio 2016)

7. “Plants vs Zombies” n. 11, Boom Boom Mushroom (maggio 2016)

Del fumetto “The Night Scurrier” non ho trovato tracce.

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1. “The Massive: Ninth Wave” n. 6, Oasis (maggio 2016)

2. “Usagi Yojimbon. 154 (maggio 2016)

3. “B.P.R.D. Hell on Earthn. 140 (aprile 2016)

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1. “Aliens: Defiancen. 2, maggio 2016

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A quanto pare “Mombie” è uno fumetto immaginario, che usa come titolo un’espressione slang (mamma + zombie) che nel linguaggio comune indica una donna che, appena diventata mamma, cambia completamente il suo carattere.

L.

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Pubblicato da su febbraio 22, 2017 in Books in Movies

 

[Books in Movies] X-Men 2 (2003)

Magneto (Ian McKellen) legge "Re in eterno" (The Once and Future King, 1958) di T.H. White

Magneto (Ian McKellen) legge “Re in eterno”
(The Once and Future King, 1958) di T.H. White

Già ho parlato di “X-Men 2” (2003) di Bryan Singer nel mio blog CitaScacchi, gemellando quel post con la recensione del film a cura de La Bara Volante: qui però parlo di un ulteriore aspetto di questo titolo.

once-and-future-kingAlla sua entrata in scena, il super cattivo Magneto (Ian McKellen) viene ritratto immerso nella lettura di un libro, e già questo basterebbe per l’inserimento in questa rubrica. Ma c’è un particolare in più.
Come si vede dalla foto in alto, il personaggio sta leggendo “The Once and Future King” che – come ci spiega Wikipedia – è un romanzo di T.H. White (Terence Hanbury White) appartenente al ciclo arturiano, quindi legato alla Tavola Rotonda e a tutta la mitologia del caso.

Il romanzo del 1958 arriva in Italia solamente 1989 come numero 5 della collana “Oscar Fantasy” (Mondadori), tradotto da Maria Benedetta de Castiglione e Antonio Ghirardelli con il titolo “Re in eterno” e con introduzione di Giuseppe Lippi: non si conoscono altre edizioni nostrane né ristampe… E infatti il libro è venduto a cifre altissime su eBay!
Chi ha curato i sottotitoli italiani del film ha fatto i “compiti” e ha aggiunto, rispetto ai sottotitoli inglesi, la scritta “Re in eterno” quando si vede Magneto leggere: purtroppo i doppiatori non sono stati così accorti.

re-in-eternoAlla fine del film, infatti, il professor Xavier (Patrick Stewart) parla a dei suoi giovani studenti e dice:

«Now, tell me, have any of you read a book by an English novelist named T.H. White called The Once and Future King?»

Come traducono in italiano? Sentiamo la voce del nostro doppiatore Ennio Coltorti dire:

«Ora ditemi, qualcuno di voi ha letto un libro di un romanziere inglese che si chiama T.H. White intitolato Il re passato e futuro

Il re passato e futuro? Perché questo cambiamento di titolo? Nella foga della traduzione letterale il traduttore italiano non ha pensato ad andare a controllare se il romanzo avesse già un titolo suo, e si è limitato a tradurre parola per parola… (Vi ricordo che per questo tipo di chicche sulle rese italiane dei film c’è il blog Doppiaggi Italioti dell’amico Evit.)

Per finire, in omaggio a questo post oggi nel mio blog “Gli Archivi di Uruk” presento la schedatura completa di questo romanzo molto raro in Italia.

L.

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Pubblicato da su febbraio 17, 2017 in Books in Movies

 
 
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