RSS

Archivi categoria: Books in Movies

[Books in Movies] Agents of SHIELD (2016)

Nei giorni scorsi su Rai4 è andata in onda la replica della quarta stagione della serie “Agents of S.H.I.E.L.D.” con cui la Marvel ha attuato un piano preciso e indiscutibile: stuzzicare il più alto numero di mie passioni! Lasciandomi però deluso su tutti i fronti…

Libri falsi, donne artificiali, citazioni filmiche anni Ottanta e l’unico Ghost Rider che mi sia mai piaciuto: Jed Whedon e la moglie Maurissa Tancharoen hanno buttato in pentola tanti argomenti che smuovono il mio interesse, sbagliando solo ad usare il Backgammon al posto degli scacchi. Comunque dal fratello di Joss Whedon non mi aspettavo di meno: tocca solo capire in famiglia chi sia il Whedon giusto…

Già ho parlato sul Zinefilo di All-New Ghost Rider, breve saga a fumetti resa davvero maluccio in TV, qui invece la quarta stagione della serie “Agents of S.H.I.E.L.D.” va ad arricchire la rubrica delle citazioni librarie intriganti.

L’abbiamo visto con la serie “Orange is the New Black“: in prigione si legge, e parecchio. Almeno nella fiction americana. Quindi appena gli Agenti dello SCUDO devono andare a trovare qualcuno in carcere, come lo si ritrae? Se fosse un giovane criminale starebbe a fare pesi, ma trattandosi di adulti… li si mostra a leggere.

Leggere Asimov in un angolo

Quando nell’episodio 4×04 (2 novembre 2016) il detenuto Eli Morrow (José Zúñiga) viene chiamato per una colloquio, lo scopriamo ingobbito in un angolo della sua cella, in ombra, chino su un libro come Quasimodo chino su uno dei mostri di pietra di Notre Dame: possibile non ci fosse un modo più “comodo” di presentare il personaggio intento nella lettura? Per fortuna l’attore si volta in modo da farci scorgere il titolo del libro che sta leggendo, cioè The Positronic Man (1992), uno dei gli ultimi scritti di Isaac Asimov, per l’occasione insieme a Robert Silverberg, da cui poi il film drammone L’uomo bicentenario (1999), uno dei tanti one man show di Robin Williams.

Edizione Doubleday, dicembre 1993

Ricordo ancora quel novembre 1992 quando mio padre tornò a casa dall’edicola del quartiere con in mano una copia di Robot NDR-113, edizione Bompiani del romanzo con la traduzione di Gino Scatasta. Per motivi ignoti la Bompiani non ha mai più ristampato quel libro, che oggi risulta in italiano in quell’unica edizione: per fortuna mio padre la conserva ancora, insieme a tutti gli Asimov che comprò all’epoca.

Ecco, questo è un modo comodo di leggere

Possiamo immaginare come il sistema carcerario americano non si impegni più di tanto nel rimediare romanzi più “moderni” per i propri detenuti, quindi ci può stare un’edizione del 1993 di un romanzo che in patria è stato ristampato almeno fino al 2004, ma poi passiamo all’episodio 4×05 (9 novembre 2016) e troviamo un altro detenuto lettore: Santino Noguera (Rolando Molina).

Ma che libro sta leggendo?

Per motivi che non ho capito molto, né mi interessava capire, il personaggio di Ghost Rider ce l’ha con questo Santino e lo va a prendere in cella.

Scusa, mi fai vedere bene il titolo di quel romanzo di King?

Santino legge in modo più comodo rispetto ad Eli, bello sdraiato a letto e con la luce della finestra che va sulle pagine. Dalla penombra si legge il nome Stephen King sul suo libro… ma che romanzo è?

E dài, fate un po’ di luce?

Niente, da quest’episodio non ho capito che libro legge il tizio, devo aspettare che Ghost Rider lo uccida bruciandolo… perché facciano delle foto al luogo del delitto…

Ecco, ora va meglio

Dopo averci sbattuto un po’ la testa sono riuscito a capire che il titolo del romanzo non è in inglese: il personaggio latino stava leggendo l’edizione spagnola di Pet Sematary (1983), cioè Cementerio de animales, edito dalla casa editrice di Barcellona Plaza & Janés nel 1996 e 1999: o almeno queste sono le uniche due date certe trovate su AbeBooks.

Diciamo che quella prigione non si impegna molto per fornire edizioni più “recenti” ai propri detenuti.

L.

– Ultimi post simili:

 
8 commenti

Pubblicato da su febbraio 17, 2020 in Books in Movies

 

Tag:

[Books in Movies] Reinas (2005)

Ringrazio Celia del blog Le cose minime per avermi segnalato questa citazione libraria da “Reinas. Il matrimonio che mancava” (Reinas, 2005) di Manuel Gómez Pereira (in DVD Lucky Red 2014).

Il delizioso film spagnolo mostra un divertente intrecciarsi di storie d’amore “moderne”, con personaggi alla ricerca di un qualcosa di stabile al di là dei dettami della “famiglia tradizionale” ormai non più attuabili.

La vicenda si apre con Nuria (l’irrefrenabile madrilena Verónica Forqué) che in treno non ce la fa proprio a leggere “Memorias de Adriano” (Mémoires d’Hadrien, 1951) di Marguerite Yourcenar… senza lanciare sguardi ammiccanti all’uomo di fronte a lei, che la spoglia con gli occhi. La vicenda finirà nel bagno del treno: probabilmente Nuria non ha letto una sola parola del libro.

Stando al sito AbeBooks mi sembra che l’edizione sia quella Edhasa 2001, ristampata poi nel 2002 e 2004 con la stessa copertina.

Che belli i tempi in cui in treno si leggeva: ormai c’è esclusivamente gente che strilla come maiali sgozzati, o al cellulare o al compagno di viaggio…

Ringrazio Celia per la deliziosa segnalazione.

L.

– Ultimi post simili:

 
11 commenti

Pubblicato da su gennaio 27, 2020 in Books in Movies

 

[Books in Movies] The Point Men (2001)

Un libro abbandonato sulla spiaggia

Già ho parlato su Il Zinefilo del film “The Point Man. Creato per uccidere” (The Point Men, 2001) di John Glen (in DVD MHE), mentre qui vale la pena citare una curiosa citazione libraria.

Un terrorista amante della narrativa americana

Il pericoloso terrorista Amar Kamil (Vincent Regan) sta uccidendo uno per uno gli uomini del servizio segreto israeliano che gli avevano dato la caccia. Ora è la volta di una delle colleghe del protagonista: per attaccare bottone Amar afferra il libro che la donna sta leggendo e dimostra di conoscerlo bene.

Il libro in questione è “Nightfall” (1947) di David Goodis, giunto in Italia nel 1956 con il titolo “Il buio nel cervello” (“I Libri Gialli” Mondadori n. 374, traduzione di Bruno Just Lazzari).
Nel 2006 la Fanucci lo ristampa come “Il vuoto nella mente“, con ritraduzione di Simona Fefè.

Dal romanzo è stato tratto il film “L’alibi sotto la neve” (Nightfall, 1956) di Jacques Tourneur, dal 2012 disponibile in DVD Sinister Film.

L’edizione del romanzo mostrata nel film risale proprio alla ristampa del 1956, legata probabilmente all’uscita del film.

Il film The Point Man è davvero una roba inguardabile, ma è curiosa questa citazione libraria: soprattutto perché siamo in Israele, e trovare edizioni anni Cinquanta di noir americani è quanto meno inaspettato.

L.

– Ultimi post simili:

 
10 commenti

Pubblicato da su gennaio 23, 2020 in Books in Movies

 

[Books in Movies] Orange is the New Black (2019)

Un ricordo di quando la protagonista leggeva il romanzo più banale della TV americana

Ci ho messo un po’ a presentare questo post, perché l’ultima stagione dell’amata serie “Orange is the New Black” è stata deludente, soprattutto dal punto di vista librario. Come già mostrato raccontato, nel 2016, nel 2017 e nel 2018 ci sono state ghiotte citazioni librarie, anche se sempre meno: la settimana stagione in pratica ne è priva, segno che ormai gli autori non avevano più niente da dare (e da dire).

L’unica scena in cui viene mostrato un personaggio intento a leggere è quella che riporto, un flashback in cui la protagonista si ricorda di quando leggeva insieme al padre.

E cosa leggeva? La banalità più banale: il libro “moderno” più citato nella narrativa americana, cioè “Il buio oltre la siepe” (To Kill a Mockinbird, 1960) di Harper Lee, da cui il film omonimo del 1962 (recensito da CineCivetta).

Non so se le produzioni televisive si passino lo stesso libro, di mano in mano, ma anche qui – come in “The Good Doctor” – viene mostrata l’edizione tascabile del 1962, forse la più ristampata. Mi piace pensare che uno dei romanzi più noti d’America abbia conosciuto anche altre ristampe, ma finora non si sono mai viste…

L.

– Ultimi post simili:

 
2 commenti

Pubblicato da su gennaio 10, 2020 in Books in Movies

 

[Books in Movies] La bambolona (1968)

Visto che l’amico Ivano Landi mi ha consigliato Il commissario Pepe (1969) e Venga a prendere il caffè da noi (1970), film con Ugo Tognazzi pieni di citazioni librarie (e non), mi sono detto: perché non continuare da solo a spulciare i film con Tognazzi del periodo per vedere se mai uscisse fuori qualcos’altro?
Sebbene particolarmente avaro di citazioni, non posso non parlare de La bambolona (1968) di Franco Giraldi, disponibile in DVD Medusa dal 2005 con un divieto ai minori di 18 anni assolutamente immotivato.

Ignoravo l’esistenza del film – malgrado la grande fama, solamente un limitatissimo numero di film con Tognazzi passa in TV – ma negli ultimi dieci e passa anni ho curato una collezione particolare. Per le mie mani sono passati fiumi e fiumi di libretti Mondadori da edicola (Urania, Gialli, Segretissimo) che a seconda del momento decidevo di conservare e poi magari decidevo di dar via (per meri problemi di spazio in casa), a volte anche riuscendo a venderli, nei tempi d’oro. La mia collezione consisteva nello scansionare le pubblicità presenti in questi libretti, così da ricreare idealmente una storia editoriale italiana, con tanto di prezzi, commenti, mode e quant’altro, sebbene quasi unicamente di marca Mondadori.
Tutto questo per dire che caso ha voluto ricordassi bene il romanzo di Alba de Céspedes, poetessa e scrittrice dal passato partigiano.

Read the rest of this entry »

 
2 commenti

Pubblicato da su luglio 10, 2019 in Books in Movies

 

[Books in Movies] Venga a prendere il caffè da noi (1970)

Stavolta sono stato più veloce ad elaborare il consiglio datomi da Ivano Landi del blog “Cronache del Tempo del Sogno“, che dopo Il commissario Pepe (1969) mi segnala un altro film con Ugo Tognazzi immerso in citazioni librarie.

Girato da Alberto Lattuada all’inizio del 1970 e tratto dal romanzo La spartizione (1964) di Paolo Chiara – autore che si guadagna anche un piccolo ruolo – “Venga a prendere il caffè da noi” esce nei nostri cinema nell’ottobre successivo. Dal 2012 è disponibile in DVD RaroVideo.

Fulcro del film è la famiglia Tettamanzi, tre sorelle rimaste orfene ed ereditiere di un cospicuo capitale, oltre che di una grande villa a Luino: non passa molto prima che uomini poco innamorati ma molto interessati inizino a corteggiarle.
Così abbiamo il giovane sbandato Paolino (Jean-Jacques Fourgeaud), pieno di debiti di gioco, che vede nella sorella minore Tarsilla (Francesca Romana Coluzzi) l’occasione di sposare una ricca donna e accedere ai suoi soldi. Il ragazzo però è maldestro, non ha la classe di Emerenziano Paronzini (Ugo Tognazzi), freddo e calcolatore, che prima analizza centimetro per centimetro la proprietà Tettamanzi e poi attua il suo piano con matematica precisione. Il Destino saprà ricompensare i due uomini secondo quanto meritano.

Read the rest of this entry »

 
6 commenti

Pubblicato da su luglio 5, 2019 in Books in Movies

 

Tag: , ,

[Books in Movies] Il commissario Pepe (1969)

Con estremo ritardo sfrutto un’altra ghiotta segnalazione di Ivano Landi del blog “Cronache del Tempo del Sogno“.

Si tratta del film “Il commissario Pepe” di Ettore Scola, scritto da lui stesso insieme a Ruggero Maccari: girato nella primavera del 1969, è uscito nelle nostre sale il 4 ottobre successivo. Dal 2016 è disponibile in DVD 01 Distribution.

Il film racconta un’indagine del commissario Antonio Pepe (Ugo Tognazzi) che in realtà esula sin da subito da un semplice lavoro di polizia, diventando un’analisi che spazia dal “comune senso del pudore” fino all’ipocrisia che permea ogni ambiente della vita italiana. Malgrado la storia sia limitata ad un paesino, in cui la gente vuole «il letto pieno e la coscienza pulita», è chiaro che il messaggio può benissimo essere esteso all’intero Paese.
Se il commissario Pepe facesse bene il suo lavoro, dovrebbe arrestare così tanti “pezzi grossi” – da politici a religiosi – che farebbe tremare la terra: sarà in grado di affrontare un dilemma del genere?

Mentre il protagonista rimugina sull’ipocrisia della società italiana, Scola ne approfitta per fare quello che fanno tutti i film italiani dagli anni Sessanta agli anni Ottanta: la vetrina pubblicitaria. Oggi si chiama product placement mentre all’epoca erano semplici “marchette”, ma almeno all’epoca i film erano produzioni private che ben accettavano soldi di aziende che pubblicizzavano i propri prodotti: dagli anni Novanta in poi il cinema italiano (o presunto tale) è fatto prendendo i nostri soldi e buttandoli nel cesso, quindi non c’è bisogno di così tanta pubblicità.

Read the rest of this entry »

 
7 commenti

Pubblicato da su giugno 28, 2019 in Archeo Edicola, Books in Movies

 

Tag: ,

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: