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[Books in Movies] Resident Alien 2×13 (2022)

05 Dic

La serie televisiva “Resident Alien” si dimostra particolarmente bibliofila, piena com’è di libri veri e falsi: una manna per la mia collezione di UFO-biblia.

Nell’episodio 2×13 (7 settembre 2022) le due tipologie di libri credo si fondano, perché viene mostrato un libro vero… in un’edizione forse falsa.

Era il 1976 quando la Ballantine Books ha presentato in libreria “Project Blue Book. The Top Secret UFO Findings Revealed!“, curato dallo statunitense Brad Steiger (1936-2018), inedito in Italia.
Traduco la trama della recente edizione digitale:

«Per tutti gli anni ’50 e ’60, mentre negava pubblicamente l’esistenza degli UFO, l’Aeronautica degli Stati Uniti era impegnata in un programma segreto per valutare ogni segnalazione di oggetti volanti non identificati. Con il nome in codice Project Blue Book, l’Air Force ha analizzato oltre 13 mila incidenti. L’obiettivo di questa impresa era triplice: determinare la causa di ogni avvistamento UFO, valutare la minaccia alla sicurezza per ogni incidente e determinare come gli Stati Uniti potessero ottenere o creare la tecnologia utilizzata dagli UFO.

Questo libro, basato su documenti segreti ottenuti tramite il Freedom of Information Act, include i resoconti di sette delle più importanti inchieste dell’USAF, tra cui la storia delle notti in cui la Casa Bianca è stata visitata dagli UFO, il mistero delle luci di Lubbock, il storia completa del capitano Mantell, il primo martire dell’ufologia, e la sorprendente conversione dell’illustre astronomo, J. Alan Hynek, da scettico sugli UFO a loro sostenitore.

Questo è un libro sorprendente e affascinante che svela non solo l’anatomia di un insabbiamento del Governo, ma fornisce anche prove crude e agghiaccianti che non siamo soli. È tutto qui, documenti governativi, testimonianze di scienziati, militari, piloti e cittadini di tutto il Paese che hanno assistito agli UFO.»

Visto che la vice sceriffo Baker (Elizabeth Bowen) sta maturando sempre di più la convinzione non solo di aver visto un UFO ma di avere avuto un contatto con esso – non sapendo che è il nostro alieno Harry ad averle incasinato la memoria – ecco che non stupisce trovare sulla sua scrivania una copia di questo libro curato da Steiger.

La Ballantine ha ristampato il libro almeno nel 1987 e nel 1990, poi però è calato il silenzio: proprio nel 2019 un’altra casa, la Red Wheel, rispolvera il libro, portandolo sia sugli scaffali che in digitale. Il problema… è che la copertina mostrata nell’episodio non l’ho ritrovata da nessuna parte!

Possibile che abbiano citato un libro vero ma si siano inventati una copertina finta?

Traduco l’incipit del primo capitolo, con lo storico caso di Kenneth Arnold.

«Il 24 giugno 1947, alle 14:00, Kenneth Arnold decollò dall’aeroporto di Chehalis, Washington, con il suo aereo personale e si diresse verso Yakima, Washington. Il viaggio di Arnold era stato ritardato di un’ora per via delle ricerche di un grande aereo da trasporto del Corpo dei Marines che presumibilmente era precipitato vicino o intorno al lato sud-ovest del Monte Rainier. Dopo il decollo, Arnold volò direttamente verso il Monte Rainier a un’altitudine di circa 9.500 piedi, che è l’elevazione approssimativa dell’altopiano da cui sorge il Monte Rainier. Fece una spazzata verso ovest di questo altopiano, alla ricerca delle creste per la nave dei marine, e volò a ovest vicino al lato del crinale del canyon, dove si trova Ashford. Incapace di vedere nulla che assomigliasse all’aereo perduto, Arnold virò sopra la città di Mineral, ripartì verso il Monte Rainier e salì a un’altitudine di 9.200 piedi.

Arnold in seguito riferì che l’aria era così liscia che volare era un vero piacere e, come fanno la maggior parte dei piloti quando l’aria è liscia e sono ad alta quota, ha regolato l’assetto dell’aereo e si è semplicemente accomodato sul sedile, osservando il cielo e il terreno. Il cielo era limpido come cristallo.

Arnold ha riferito che c’era un DC-4 alla sua sinistra e dietro a circa 14.000 piedi. Non aveva volato per più di due o tre minuti della sua rotta quando un lampo luminoso si rifletté sul suo aeroplano. Non è riuscito a trovare da dove provenisse il riflesso, ma a sinistra e a nord del Monte Rainier ha osservato una serie di nove oggetti dall’aspetto particolare che volavano da nord a sud, a circa 9.500 piedi.»

Nello stesso episodio vediamo il sindaco Hawthorne (Levi Fiehler), in un momento delicato del suo rapporto con la moglie Kate (Meredith Garretson), tenere il punto fissandosi nella lettura di un libro molto particolare, dal titolo assolutamente geniale.

Si tratta di “The Guttenberg Bible: A Memoir” (2012), che gioca con la celebre Bibbia di Gutenberg (con una “t” in meno), cioè per antonomasia il primo libro stampato con la tecnica dei caratteri mobili, inventata appunto da Gutenberg.

Il libro in questione è la biografia del noto attore comico Steve Guttenberg, purtroppo inedita in Italia. Traduco la trama dall’edizione digitale:

«”Dimentica di essere un attore. Non hai l’aspetto, non hai il talento e il tuo nome è ridicolo. Sei l’ultimo ragazzo che sceglierei per essere una star del cinema.”

Questo è stato il primo consiglio che Steve Guttenberg abbia mai ricevuto da un agente. Come molte altre volte nella sua vita, non ha ascoltato.

In questo libro di memorie onesto e affascinante, Guttenberg racconta la storia unica del suo primo decennio a Hollywood, quando è passato dall’essere un completo sconosciuto a recitare in alcuni dei successi di maggior successo di tutti i tempi. Ha trascorso i suoi primi giorni intrufolandosi negli studi della Paramount e incontrando più attori e agenti di casting di quanto la maggior parte degli aspiranti attori avrebbe mai fatto. Anche prima del successo di Scuola di polizia, che secondo il suo manager sarebbe stato un fiasco, aveva già lavorato con stelle del cinema come Lord Laurence Olivier, Richard Widmark e Gregory Peck. Successivamente ha condiviso lo schermo con attori come Mickey Rourke e Sharon Stone molto prima che diventassero nomi familiari.

Guttenberg ha vissuto l’attrazione del mondo dello spettacolo e delle celebrità mondiali (non sei nessuno finché non hai uno stalker, apprende). Con un chiaro apprezzamento per le esperienze uniche che lo stile di vita delle celebrità ha da offrire, sapeva che la sua famiglia lo avrebbe tenuto con i piedi per terra per tutto il tempo. E la sua autocoscienza e il suo senso dell’umorismo riguardo agli alti e bassi della fama rendono The Guttenberg Bible una delle storie di Hollywood più sincere fino ad oggi.»

Un libro perfetto, per tenere il broncio a vostra moglie!

L.

L.

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3 commenti

Pubblicato da su dicembre 5, 2022 in Books in Movies

 

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3 risposte a “[Books in Movies] Resident Alien 2×13 (2022)

  1. Vasquez

    dicembre 5, 2022 at 9:49 am

    Con questa mania per gli alieni più si va avanti più la vice sceriffo diventa simpatica, e si contrappone sempre di più a quel cinico e anche un po’ incapace del suo capo.
    Per una coppia sui generis (per non parlare del figlio!) come il sindaco e sua moglie un libro sui generis con cui tenere il punto!

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      dicembre 5, 2022 at 10:04 am

      Grazie ancora, sia per avermi fatto conoscere questa mitica serie sia per le chicche sparse ^^
      Visti i libri di ufologia che sto sfogliando in questi tempi, mi sento molto vicino alla vice-sceriffa (peraltro l’unica a far rispettare la legge in città!) e le invidio quella “edizione impossibile” di un libro vero ^
      ^

      Piace a 1 persona

       
      • Vasquez

        dicembre 5, 2022 at 11:02 am

        Un convertito! Non farti sentire dal tizio coi capelli dritti 😁
        Grazie a te per aver ascoltato il consiglio, e la pazienza di andare a scovare queste perle 😊

        Piace a 1 persona

         

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