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Solarpunk (Audible 2022)

21 Nov

Lo confesso, ho ascoltato questo audiolibro per errore: dal titolo l’avevo confuso per un’antologia di fantascienza, magari “dura”, invece sono finito nel Paese dei Coniglietti Toffolosi, con racconti di un politicamente corretto zuccheroso e ovattato che mi ha fatto tifare per il riscaldamento terrestre…

Sto parlando di “Solarpunk: Come ho imparato ad amare il futuro” (2022), che la casa editrice Future Fiction ha portato in libreria nel gennaio 2020.

La parte italiana è impeccabile, traduttori e lettori sono tutti da applauso e nelle scheda qui sotto ho voluto citarli tutti. Il problema sono gli autori, provenienti da varie parti del mondo ma accomunati da un occhio attento alla moda odierna, invece di pensare al futuro. Ciò che oggi è “corretto” potrebbe non esserlo domani, anzi al ritmo con cui cambiano le mode è roba vecchia già stasera, quindi mi è sembrato davvero un vecchiume d’altri tempi il fossilizzarsi nel vedere l’oggi nel domani, senza un minimo di sforzo nell’inventare una civiltà futura. O anche solo una trama interessante.

Ecco la scheda particolareggiata di queste otto ore devastanti di pura noia buonista, inclusiva e politicamente corretta.

1. Nina e l’uragano, di Ana Rüshe, traduzione di Gabriella Goria, legge Antilena Nicolizas
L’arrivo di un terribile uragano spinge vari personaggi a reagire in modo diverso. Nina vive una vita particolare, più che altro intenta a modificare il proprio fisico per cancellare il passato e crearsi un nuovo presente, e non si rende conto che è proprio quello che le offrono le strane donne da cui si rifugia per la notte: una setta che chiede all’uragano di mondare la zona e creare una nuova vita.

2. Somaterra, di Ciro Faienza, traduzione di Stefano Ternavasio, legge Daniela Barra
Grazie a scoperte in terra italiana c’è una roba che fa robe: non ho capito altro!

3. Serpenti d’energia, di Brenda Cooper, traduzione di Stefano Ternavasio, legge Daniela Barra
Strutture serpentiformi sulla città hanno garantito per anni elettricità e banda larga alla popolazione più povera, consentendole di accedere a servizi che non si sarebbe potuta permettere. Ora però l’enorme impianto avrebbe bisogno di riparazioni, troppo costose perché i ricchi intervengano in soccorso dei poveri, quindi è necessario che questa verità superi il velo di bugie dell’informazione ufficiale.

4. Previsione di vuoto, di Renan Bernardo, traduzione di Stefano Ternavasio, legge Antilena Nicolizas
A forza di costruire in modo ecosostenibile si è creata una città ecologista ad uso esclusivo dei più ricchi, visto che tutto costa tantissimo: la gente normale è tenuta ai margini, ad inquinare. Nella città vive la giovane protagonista che non ha mezzi ma ha una ginoide di compagnia che le permette di sopravvivere: la donna artificiale però sta ormai per spegnersi, avendo bisogno di un aggiornamento troppo costoso.
(Deliziosa l’invenzione del Vino di Telesia, annata 2099, che si sposa con il “Fufufafafefe”, pietanza «a cinquestelle» dall’aspetto di «una pozzanghera gelatinosa».)

5. Il guardiano del faro, di Andrew Dana Hudson, traduzione di Stefano Ternavasio, legge Gino La Monica
Nel futuro supertecnologico il guardiano del faro è un mestiere dal retaggio antico, assegnato a vita. Il vecchio guardiano, ormai troppo malato, deve insegnare alla giovane recluta il mestiere, e dice cose abbastanza noiose.

6. Fallacia affettiva, di Chen Qiufan, tradotto da Giulia Cavicchia, legge Sara Giacobello
Le giovani ragazze cinesi vengono ingaggiate per riconoscere e catalogare le espressioni emotive umane, così da arricchire il database dell’enorme intelligenza artificiale che governa il mondo: che succede però se dei pirati informatici creano finte entità dalle emozioni sfalsate?

7. Il ranch a spirale, di Sarena Ulibarri, traduzione di Stefano Ternavasio, legge Antilena Nicolizas
Nell’immediato futuro l’ossigeno si farà scarso quindi si ricostituiranno le foreste, che nei secoli sono state regolarmente abbattute. questo vorrà dire che l’agricoltura si sposterà dalle campagne alla città, anche perché così si avrà davvero il “chilometri zero”. Al ranch protagonista però si accorgono che stanno sparendo alcune loro mucche in miniatura, geneticamente modificate per poter stare negli appartamenti che costituiscono i ranch verticali cittadini. Saranno gli UFO… o i nuovi ambientalisti che vogliono il ritorno alla campagna, anche se questo metterebbe a rischio la sopravvivenza umana?

8. Linea del fronte, di Gustavo Bondoni, traduzione di Stefano Ternavasio, legge Francesco Leonardo Fabbri
Un distaccamento ecologista in Africa fa cose, ma nascono problemi per colpa di qualcuno che non è così convinto della bontà dell’ecologia.

9. Biston betularia, di Maria Antonia Marty Escayol, traduzione di Raul Ciannella, legge Daniela Barra
Un inutile e vuoto parlottio insopportabile.

10. Omnia sol temperat, di Teresa P. Mura de Echeverrìa e Guillermo Echeverrìa, traduzione di Raul Ciannella, leggono Daniela Barra e Francesco Leonardo Fabbri
In Sud America l’inquinamento atmosferico è tale che Buenos Aires viene ribattezzata Malos Aires. I sopravvissuti, che vivacchiano, avrebbero bisogno di una sorta di nuovo Messia che li porti a Solana, città dove il clima è migliore o così si dice: chi saprà affrontare la difficile impresa?

11. Contaminazioni, di Sylvie Denis, traduzione di Alda Teodorani, legge Ottavia Fusco Squitieri
Tre capitoli attraversano tre decenni – anno 2052, 2063 e 2073 – perché la noia sia sparsa su più ampia scala!

12. Ho la bici, andrò nello spazio, di Ingrid García, traduzione di Gabriella Goria, legge Sara Giacobello
Una serie di giovani diversamente abili costituisce nello spazio una squadra di tecnici che si occupano dei problemi relativi ai relitti vaganti, e sono ovviamente migliori dei normodotati perché… boh, così, per leccare il culo agli amanti della correttezza politica.

13. Il ragno e le stelle, di D.K. Mok, traduzione di Stefano Ternavasio, legge Daniela Barra.
In un festival delle scienze si incontrano vari giovani con idee per il futuro, tutte “sognatrici” e quindi sbeffeggiate e invece poi arriva il futuro e le loro idee zuccherose sono tutte attuate, e tutta la gente del mondo si abbraccia e corrono tutti nei prati coi fiori fra i capelli. Ma per favore.

L.

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5 commenti

Pubblicato da su novembre 21, 2022 in Recensioni

 

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5 risposte a “Solarpunk (Audible 2022)

  1. Celia

    novembre 21, 2022 at 2:29 PM

    Titolo e copertina promettevano bene!
    Il quarto racconto mi pare quello più plausibile, ma che dire del numero 7? Lo trovo stuzzicante. Peccato (di nuovo) per tutta questa potenzialità sprecata.

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      novembre 21, 2022 at 4:19 PM

      Ci sono molte idee valide, che in mano a veri autori avrebbero dato vita ad ottimi racconti, invece l’unico scopo dell’intera iniziativa è veicolare un buonismo da… be’, per citare una parola che ho appena conosciuto, da baizuo ^_^

      Piace a 1 persona

       
  2. Kukuviza

    novembre 21, 2022 at 3:17 PM

    Il “per favore” finale mi ha schiantato 😀
    Ma dunque il solarpunk è un nuovo movimento che va all’opposto, anche temporale, dello steampunk? Però mi sa che di punk non c’è niente in questa raccolta.

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      novembre 21, 2022 at 4:23 PM

      Il “punk” raramente c’entra qualcosa, ormai ha perso l’idea degli anni Ottanta – dove di raccontava davvero di “teppisti” o simili, che invece di usare la musica per la loro punkness usavano l’informatica – e semplicemente è una strizzatona d’occhio ai lettori generici. Ho sentito usare termini come “sandalpunk” per indicare quello che in Italia si è sempre chiamato “peplum”, quindi ormai vale tutto: se inizi a scrivere racconti sul tuo blog, lanci il Kukupunk! 😀
      Teoricamente sì, questi racconti sono tutti ambientati nel futuro e portano alle estreme conseguenze idee ecologiche in voga oggi, o accennate o sognate o già agli inizi di realizzazione, ma il problema è che sono tutti autori che hanno fatto della noia la loro ragione di vita e la loro cifra artistica, quindi tante parole per non dire niente e tanto buonismo spicciolo (e peloso).

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