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Il mistero della donna tatuata (Audible 2022)

22 Ago

Einaudi porta per la prima volta in Italia un prolifico romanziere giapponese del Novecento, Akimitsu Takagi (ecco la sua pagina Wikipedia), specializzato in romanzi polizieschi.
Questa informazione per noi può essere banale, visto che la narrativa d’intrattenimento occidentale da più di cento anni si alimenta con dose massicce di giallo nelle sue varie forme, ma per il Giappone è diverso: non ricordo più dove ho letto che la narrativa poliziesca in quel Paese ha segnato un passaggio importante, sia perché era di chiara derivazione occidentale (e per i popoli asiatici gli stranieri non portano mai cose buone) sia perché spezzava una tradizione esoterica tipica locale. Non c’erano più i fantasmi a risolvere i casi ma gli ispettori.

L’accattivamente copertina italiana di questo “Il mistero della donna tatuata” (刺青殺人事件 / Shisei satsujin jiken, 1948), portato in libreria nel luglio 2020, mi ha tratto in inganno: credevo fosse un romanzo contemporaneo e, adorando lo stile giapponese, mi sono fiondato sulla versione Audible del luglio 2022. Il fraintendimento ha portato a due splendide sorprese.

La prima e più immediata è la splendida lettura di Jun Ichikawa: chi si limita a leggere questo libro, con la traduzione di Antonietta Pastore, si perde la meravigliosa esperienza di una lettura nippo-italiana da lasciare senza fiato. Jun infatti ha una pronuncia italiana perfetta e piacevolissima, tanto che ero convinto fosse italiana di nascita, ma poi quando arrivano i termini e i nomi giapponesi scatta la magia, perché non cambia solo lingua: cambia intonazione, voce, impostazione della bocca, cambia tutto. E per la prima volta sento pronunciare in giapponese termini che scopro aver sempre sbagliato. (Mediamente tutti gli accenti che usiamo sono sbagliati, non se ne salva uno!)

La seconda piacevole sorpresa è che il romanzo risale al 1948, epoca degli eventi e quindi è una storia contemporanea. Siamo nel Giappone post bombe atomiche dove tutto è distrutto e la confusione è tanta: la protagonista ha un fratello e una sorella morti in guerra ma in realtà le modalità di questa perdita sono abbastanza fumose. Come se all’epoca fosse più che normale perdere parenti in giro senza saperne nulla.

L’essere un romanzo “d’annata” – anche se è scritto in maniera mille volte più “moderna” di un qualsiasi giallo occidentale del 1948, che letto oggi sa di muffa! – ci permette di dare uno sguardo alla cultura giapponese dell’epoca, in cui il tatuaggio è una cosa seria, tanto da essere vietato per legge. Per noi oggi un tatuaggio non ha alcun valore, se lo fanno tutti e spesso per motivi stupidi, ma qui siamo in un’altra realtà, dove ogni goccia di inchiostro ha una sua importanza, e i maestri tatuatori hanno un’area quasi magica.

Quando nella parte iniziale del romanzo entra in scena Kinue e l’autore ci parla del suo grande tatuaggio di un serpente sulla schiena, qualcosa che solamente pochissime donne giapponesi erano così ardite da affrontare, sappiamo già che finirà male: le donne considera Kinue una svergognata e poco di buono, gli uomini invece non resistono al fascino della sua pelle tatuata. Quando la donna viene trovata morta… senza busto, quindi con il tatuaggio rubato dall’assassino, per l’ispettore Matsushita inizia una bella gatta da pelare, tanto più che la donna… è stata uccisa in una stanza chiusa dall’interno!

Le strizzate d’occhio al giallo anglofono sono chiare, l’ispettore stesso ammette di essere appassionato di romanzi polizieschi, soprattutto quelli della “stanza chiusa”, ma siamo lontani vari universi dallo stile – sia di scrittura che di argomenti – da quel giallo che per noi è “classico” e qui invece sembra modernissimo.

Lo confesso, il giallo mi ha preso molto meno rispetto alla splendida parte iniziale, pregna di usanze locali e splendidi personaggi. Ma più di tutto è meravigliosa la lettura della Ichikawa: spero di cuore di trovare altri audiolibri letti da lei. Otto ore e trenta di puro Giappone letto da una giapponese: il giallo della “porta chiusa” è proprio l’ultimo dei piaceri di questo romanzo.:

L.

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Pubblicato da su agosto 22, 2022 in Recensioni

 

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