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Elogio del politeismo (Audible 2021)

08 Ago

Ho conosciuto il classicista Maurizio Bettini una ventina d’anni fa, quando la mitologica (è il caso di dirlo) trasmissione “Alle 8 della sera” (Radio2) sfoggiava il meglio dei saggisti italiani: con in cuffia conferenze come I sussurri di Hermes o Io sono l’altro, che la RAI faceva scaricare liberamente in mp3 dal proprio sito, ho imparato ad amare lo stile di Bettini e a lasciarmi incantare dai suoi voli a cavallo della classicità.

Appena ho scoperto la versione audio di questo suo “Elogio del politeismo“, portato in libreria nel 2014 da Il Mulino, non ho saputo resistere alla tentazione del mondo antico, affrontando stavolta un argomento che difficilmente trovo in giro: eppure nelle trasmissioni televisive e in generale in ambiti totalmente impropri si parla spesso di più culture, più religioni, più usanze… perché non allora più dèi?

Il punto focale di questo splendido saggio – il cui unico difetto è durare solo quattro ore, che già volano via in un lampo per il fascino dell’argomento, poi ci si mette la lettura perfetta di Alvaro Gradella e davvero sembra durare quattro minuti! – è un argomento che mi rendo conto sentir affrontare per la prima volta: il politeismo portava all’inclusione, il monoteismo porta alla tolleranza. Che è solo un’intolleranza al primo stadio.

Bettini mi spiega, anche se con parole migliori di quelle che qui sto usando, come il termine “tolleranza” porti insito in sé il germe del problema, visto che non ha nulla di positivo. Quel termine significa che io so di essere nel giusto, che tu stai sbagliando, che sei solo un cane infedele ma per ora non ti ammazzo: questo significa “tolleranza”. E purtroppo è il gran male dei monoteismi: se esiste un solo dio – tanto che si chiama Dio! – e tu non lo stai venerando, allora stai sbagliando.
Se invece penso che il tuo dio sia figo, che mi piace come ragiona, quasi quasi lo aggiungo agli dèi che venero: questa si chiama inclusione. La cui valenza positiva ha reso praticamente inesistenti le guerre di religione nell’antichità, essendo un difetto esclusivo dei popoli monoteistici.

Con un discorso per me inedito, che cioè nel mio piccolo non ho mai sentito affrontare da nessuno, vivendo (purtroppo) in una cultura monoteistica e quindi razzista e violenta – se solo il mio dio è vero, chi venera altri dèi non merita rispetto – scopro che la tanto decantata classicità da cui fingiamo di discendere, con i nostri valori democratici e finzioni varie, aveva la chiave per la soluzione dei problemi religiosi del mondo: l’inclusione. Quella che oggi viene pronunciata solo con il senso di “assimilazione”; che non è la stessa cosa.
I romani hanno incluso gli dèi greci, se li sono presi tutti, affascinati da loro: hanno cambiato nome e usanze, ma gli dèi sono quelli. Eppure i romani erano gli invasori e i greci i perdenti, eppure il concetto di politeismo annullava ogni razzismo e anche il dio di un barbaro poteva entrare nel pantheon personale di famiglie, culture e via dicendo. Quella era inclusione: aspettare che i “tollerati” capiscano che stanno sbagliando e venerino il nostro solo vero dio, è tutt’altra cosa, che porta solo a violenza.

Sottolineo che tutto quanto qui scritto è frutto di miei pensieri da ciò che ho capito del saggio: non vorrei imputare a Bettini cose che non ha detto e intenzioni diverse dal parlare di classicità.

Come dicevo, l’unico difetto di questo gioiello di saggio è che dura troppo poco, mentre il monoteismo purtroppo dura molto di più.

L.

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4 commenti

Pubblicato da su agosto 8, 2022 in Recensioni

 

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4 risposte a “Elogio del politeismo (Audible 2021)

  1. Moreno Pavanello

    agosto 8, 2022 at 9:23 am

    Ho già pensato qualcosa di simile, senza aver ascoltato il saggio che a questo punto ascolterò.

    Piace a 1 persona

     

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