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Satanica (Acheron Books 2022)

05 Ago

Illustrazione di Alessandro Amoruso

Era una vita che non leggevo un’antologia di racconti horror, malgrado in gioventù sia stato un formato che adoravo e di cui mi sono “nutrito” a lungo, così appena scoperto di questa iniziatica della Acheron Books, che nel maggio di quest’anno ha presentato “Satanica” (Zora n. 32), mi ci sono tuffato.

La cura di Christian Sartirana mi ha fatto subito capire che ero “in famiglia”: l’elenco degli autori me ne dà conferma. Bene o male sono tutte persone che ho conosciuto o incrociato in un modo o nell’altro: alcuni ai tempi in cui ero attivo su facebook, altri li ho intervistati per ThrillerMagazine altri per questo blog, altri ancora li ho recensiti in giro per la Rete: uno me lo sono persino ritrovato su un fumetto di “Zagor” che ho adorato (e recensito in modo entusiastico).

Dopo tanti anni ho riscoperto il gusto dell’antologia, quell’esplosione di gusti e colori, di stili e sapori che ti lascia sazio e felice. Racconti foschi e racconti frizzanti, seri e faceti, disturbanti e dissacranti, c’è di tutto e il suo contrario, con un gruppo affiatato di narratori d’esperienza che sanno bene dove e come colpire per ottenere il massimo dal minor numero di pagine.

Questo libro mi ha fatto compagnia durante le pause-pranzo nei giorni in cui sono dovuto tornare in ufficio: il fastidio e il rancore erano miei commensali inseparabili, mentre gli autori sono stati la mia unica consolazione. E posso assicurare che in quei momenti, circondato da colleghi d’ufficio che odio, evocare Satana era un’attività che prendevo seriamente in considerazione.

Un’antologia al bacio che consiglio caldamente a chiunque ami il racconto horror breve, di ogni sotto-genere: i vari racconti potranno piacere di più o di meno, ma sono tutti scritti molto bene da gente capace. Sembra qualcosa di strano da specificare, ma di questi tempi non è affatto scontato.

Ecco le specifiche di ogni racconto: tranquilli, niente spoiler.

«L’inferno è vuoto e tutti i diavoli sono qui.»
~
William Shakespeare, La tempesta
(Ariel a Prospero, atto primo, scena seconda)

“L’immenso animale infernale”
di Danilo Arona

Con Danilo Arona bisogna sempre stare capovolti. Il suo racconto è strutturato in due parti: la prima, più corposa, è di finzione; la seconda, a mo’ di epilogo, è reale. Ma ovviamente le due etichette possono benissimo invertirsi, dato che tutto sembra tanto vero quanto finto.

Fra Torino e Alessandria c’è una Valle in cui negli ultimi trent’anni si sono avvicendati morti troppo strane per considerarle semplicemente “incidenti”, visto poi che le vittime sono in prevalenza giovani e gli incidenti si ripetono con cadenza inquietante. Quando un indagatore del mistero si trasferisce nella Valle, la sua soluzione del fenomeno è tanto semplice quanto inaccettabile. E, di nuovo, siamo sicuri che sia tutta finzione?

“Mosconi”
di Luigi Musolino

Isaia lavora negli oscuri recessi dei sotterranei di una grande fabbrica piemontese, inghiottito dalla terra a con la testa persa nei sogni della nuova ultima fase della propria vita: ha firmato per il pre-pensionamento e vorrebbe viaggiare con l’amata moglie. Ma una notte un’emergenza lo spinge ad addentrarsi fin troppo nei sotterranei della grande fabbrica, scoprendo luoghi oscuri che non avrebbe dovuto vedere: possibile ci sia un piccola chiesa oscura sotto terra? Una telefonata improvvisa dalla moglie è l’inizio del totale stravolgimento della vita di Isaia, o di quella oscura realtà che fino a quel momento lui aveva scambiato per vita.

Splendido racconto crudele, che ti trascina nelle profondità della terra ma soprattutto dell’animo umano, oscuro ricettacolo di entità pelose e ronzanti.

“Creature di Dio”
di Marco Crescizz e Simone Corà

Due stupidi sul motorino, senza casco, distruggono due famiglie: la propria, in quanto muoiono in un incidente stradale, e quella dell’uomo che li ha investiti per errore. Uomo che, schiacciato dai sensi di colpa e dall’odio di tutti, si suicida, lasciando moglie e due figli a vivere l’inferno.

Il piccolo Mario è chiuso nel suo mondo e con la scusa di essere “piccolo” si astrae da tutto e tutti, ma Chiara è sveglia abbastanza per capire che sta succedendo qualcosa di strano, che un uomo misterioso ha lasciato simboli strani davanti alla loro casa e che ora nessuno di loro potrà uscirne, mentre creature diaboliche fanno il loro empio lavoro. Chiara dovrà raccogliere tutta la sua forza per sopravvivere a chi sta vendicando le due vittime di suo padre.

Racconto veloce e appassionante, crudele e truculento, davvero ghiotto.

“Il demone della Controra”
di Germano Hell Greco

Puglia profonda, quella dove solo il diavolo può sentirti urlare. Quella dove all’ora della Controra, quando il sole batte crudele e tutto si ferma, i diavoli escono a passeggio per i campi. Quella dove la Madonna Nera non risponde ma ascolta tutti, ed ogni preghiera che le viene rivolta sarà esaudita… ma al contrario.

Tra miserie umane e riti satanici, in una provincia profonda come l’inferno, si sviluppa un racconto oscuro, in cui neanche il Maligno può salvare chi è condannato dalla terra in cui è nato.

“Vanity Press”
di Samuel Marolla/small>

Lo confesso, mi sono macchiato del più grave dei peccati, sono stato un autore auto-pubblicato, ho ceduto all’editoria vanesia – lo spirito è forte ma le dita sulla tastiera sono deboli – ho creato bibliozoi oppure sono stato uno strumento della loro malevola volontà: insomma, scopro di essere uno dei protagonisti di questo racconto, una crudele satira dall’interno, da chi sa di cosa parla e si diverte a esagerare per far capire l’entità diabolica del fenomeno.

Impossibile per la mia mente, fra un senso di colpa e l’altro per le colpe che condivido con qualsiasi altro autore auto-pubblicato, non correre fino ad uno dei più celebri “racconti ritrovati” di Poe, con l’editore crudele che porta via ogni linfa vitale ai suoi autori: se Poe fosse vissuto in quest’epoca, avrebbe scritto qualcosa di molto simile a questo “Vanity Press”.

“Il piscio di Satana”
di Andrea Cavaletto

Incredibile, inarrestabile, irrefrenabile, irresistibile, imminzionabile! Si aggiungano aggettivi a piacere per questo racconto che se non l’avessi letto non avrei mai creduto nella sua esistenza: la storia di un tizio che dal Ponte del Diavolo per errore urina sul Diavolo – anche se un po’ c’era da aspettarselo, visto il nome – e viene maledetto con un superpotere crudele che potremmo chiamare “minzione assassina”. Fortunato lo xenomorfo che di acido aveva il sangue, così che rimanesse una questione privata, “interna”: il protagonista farà conoscere al mondo le conseguenze di un’insana pisciata da ubriachi.

Comunque è anche un racconto di servizio pubblico: se mai in acqua vi trovaste di fronte a uno squalo, la tecnica che vi salva la vita si chiama “la guardata brutta”, di cui da oggi sarò devoto fedele.

“Cattivi maestri”
di Giulia Massini

Quando Dracula arrivò in Inghilterra i morti che si era lasciato dietro vennero confusi con un contagio di peste, senza rendersi conto che non c’era stata alcuna confusione, visto che il Male è esattamente un contagio. Usando lo stesso artificio narrativo qui ci viene descritto il proliferare del satanismo in una piccola città portuale proprio come fosse una “normale” droga che prende piede in una comunità. Forse non è una finzione, visto che le due realtà sembrano usare lo stesso linguaggio.

Questa è la storia di cosa succede quando si seguono cattivi maestri senza capire la distinzione fra maestro e padrone.

“L’offerta”
di Nicola Lombardi

Pare facile organizzare una messa nera con relativo sacrificio umano, ma è uno sfiancante lavoro organizzativo che per lo più ha parecchie incognite, con passaggi che possono andare parecchio male e mettere a rischio la vita dei seguaci di Satana. Si fa presto a criticarli, invece è una vitaccia!

Per esempio uno fa tanta fatica per rapire una giovane vergine da sacrificare a Satana e quella che fa? L’ingrata scappa! Ma si può essere più egoisti? E la scoperta viene fatta quando ormai non c’è più tempo e bisogna eseguire il sacrificio umano: i ricchi e grassi adepti non hanno tempo di cercare un’altra sfortunata senza-tetto da immolare. Tocca che qualche viziata figlia di ricchi si sacrifichi, nel vero senso della parola. Occhio però, perché potrebbe saperne una più del Diavolo.

Un racconto delizioso che ci racconta di come…anche i ricchi satanisti piangono!

“Spina de mul”
di Sara Simoni

Per un cittadino non è mai una buona idea tornare nei boschi, con la scusa di una gita rilassante: si rischia un ritorno alla natura “totale”. Compiono questo errore Vilia e Diego, due “milanesi imbruttiti” che pensano di staccare dalla vita frenetica della città con una escursione nei boschi, ignorando il carico di memorie ataviche celate dietro ogni albero, non tutte benigne. Ci sono voci, nel bosco, ci sono ragli d’asino, ci sono echi di antichi rituali ed entità oscure.

Cercare riparo in una baita sepolta tra la vegetazione è un’idea ancora peggiore, ma forse finalmente, a sua insaputa… Vilia sta tornando a casa.

“Dark DNA”
di Edoardo Rosati

Ci sono ombre della notte che sembrano sogni, incubi, ma forse non lo sono. E il sospetto nasce nel protagonista quando riesce a ritrovare dopo tanti anni il dottore che l’ha seguito da bambino. Se con “seguito” intendiamo che l’ha torturato a base di potenti dosi di elettroshock.

Cos’è peggio, sapere di essere stati anime innocenti in balia di un pazzo… o tramiti che andavano sollecitati per innescare un satanico cambiamento? Sarà la terribile domanda a cui il protagonista dovrà trovare risposta.

“Stage Diving”
di Pietro Gandolfi

Per i musicisti heavy metal il Maligno e il suo universo iconografico dovrebbero essere il pane quotidiano, invece i nostri protagonisti sono abbastanza disinteressati all’argomento, che svolgono giusto nel tempo dei loro concerti con non molta gente – tanto che gettarsi dal palco per un “bagno di folla” non è propri una buona idea – e per il resto al Maligno manco ci credono.

Una sera, però, tornando da un concerto e passando da uno strano bosco ogni loro convinzione sarà messa a dura prova, oltre che la loro gestione della paura.

“Il baghinaro”
di Pietro Santini

Purtroppo l’uso massiccio di un dialetto a me ignoto ha reso molto difficoltoso seguire il racconto: mi sembra di capire che ci sia il diavolo evocato in un paese campagnolo, di più non ho capito. I dialetti stretti non li capisco a voce, figurarsi scritti.


L.

– Ultime recensioni:

 
18 commenti

Pubblicato da su agosto 5, 2022 in Recensioni

 

18 risposte a “Satanica (Acheron Books 2022)

  1. Cassidy

    agosto 5, 2022 at 8:53 am

    Marco Crescizz e Simone Corà li conosco, sono veramente bravi, infatti avevo messo gliocchi su questa antologia anche io, grazie per l’assaggio 😉 Cheers

    Piace a 1 persona

     
  2. Obsidian M.

    agosto 5, 2022 at 9:11 am

    Ho la bava alla bocca….

    Piace a 1 persona

     
  3. Conte Gracula

    agosto 5, 2022 at 8:06 PM

    Uno potrebbe chiederti perché leggi horror, visto che lo vivi già a lavoro 😛
    Scherzi a parte, sono contento di vedere che Acheron macina bene, magari nei decenni potrà levare un po’ di ragnatele dalla testa di chi pensa che in letteratura ci sono solo i veristi ^^

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      agosto 5, 2022 at 8:10 PM

      Dopo aver scoperto la Dunwich (purtroppo troppo tardi) ora sto spulciando la Acheron: ad avercene di case come queste!

      Piace a 1 persona

       
      • Conte Gracula

        agosto 5, 2022 at 8:26 PM

        Se ti interessano un po’ di classiconi poco noti e qualcosa di nuovo, prova a vedere anche il catalogo di Hypnos. Ho la loro edizione del Re in giallo e trovo che lavorino molto bene.

        Piace a 2 people

         
      • Lucius Etruscus

        agosto 5, 2022 at 8:30 PM

        Grazie della dritta 😉

        Piace a 1 persona

         
  4. Iuri Vit

    agosto 6, 2022 at 12:07 PM

    Finito dritto sulla lista dei desideri.

    Piace a 1 persona

     
  5. Celia

    agosto 7, 2022 at 5:27 PM

    Meraviglia.

    Piace a 1 persona

     

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