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L’Italia dei barbari (Audible 2022)

01 Ago

Potevo resistere a un audiolibro fresco di stampa (5 luglio 2022) di una casa editrice a cui sono affezionato da sempre, il Mulino, e che affronta un tema intrigante come l’“invasione” dei sedicenti barbari nella nostra Penisola alla caduta dell’Impero romano d’Occidente?

A raccontarmi questo spicchio di storia troppo spesso confusionario, e a volte rimaneggiato in cattiva fede, c’è Claudio Azzara, professore ordinario di storia medievale all’Università di Salerno, con questo suo agile e snello – poco più di cinque ore di durata, con la voce perfetta di Alessandro Zurla – “L’Italia dei barbari“, già portato in cartaceo da il Mulino nel lontano 2002. In pratica ascoltando l’audiolibro ho festeggiato il ventennale dell’opera!

Mi era capito diverse volte di trovare una particolare enfasi nel descrivere l’anno 476, quello in cui crolla il grande Impero romano d’Occidente, come una sorta di momento apocalittico, di distruzione a cui hanno fatto seguito tempi bui da romanzone d’appendice. Come tutti gli eventi storici, anche questo va preso con le molle e va calato nel suo contesto temporale.

In questo delizioso racconto dell’Italia barbarica Azzara ci mostra come anno dopo anno, secolo dopo secolo, la filosofia di inclusione dell’Impero, da sempre attanagliato dalla carenza di popolazione autoctona e quindi sempre in cerca di “rinforzi” esterni, aveva reso la divisione tra “romano” e “barbaro” decisamente diversa da come la intendiamo noi. Un barbaro che entrava nell’Impero, ne sposava la filosofia, ne assumeva lingua, culti e usanze, non aveva più senso chiamarlo “barbaro”, termine usato per quelli che vivevano fuori dal limes, dal confine. Come si fa quindi a definire “barbari” quelli che hanno abitato l’Italia una volta crollato l’Impero, visto che erano romani a tutti gli effetti?

Mi diverto a fare una dimostrazione per assurdo. Immaginiamo che un domani l’ennesima variante del Covid o il vaiolo delle scimmie o la peste suina o la tosse caprina o qualche altro malanno che ci piove addosso colpirà solo gli italiani: nel 2122 saranno estinti gli italiani e rimarranno solo gli “stranieri” nella Penisola. Dovremmo chiamarli barbari? E perché? Vivono qui da una vita, spesso ci sono pure nati, qui, spesso parlano italiano molto meglio degli “autoctoni”, seguono le usanze italiane, hanno vizi e virtù italici, perché mai dovremmo chiamarli “barbari” quando non fanno che preservare l’eredità italica?
Premettendo che questo è un mio esempio, non voglio attribuire pessime idee al professor Azzara, i barbari che ho trovato in questo saggio non fanno nulla di “barbarico”, visto che nella loro mente si sentono romani, nel senso di successori dell’Impero appena crollato.

Fra storie pittoresche, leggende sfatate e sguardi d’insieme, Azzara crea sicuramente un saggio per non addetti ai lavori (come me), ma proprio per questo gliene va dato merito, perché capita anche che ci si rivolga a gente comune con linguaggio universitario, fallendo quindi ogni tipo di comunicazione. Invece L’Italia dei barbari si legge/ascolta in un lampo e con gran piacere.

L.

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3 commenti

Pubblicato da su agosto 1, 2022 in Recensioni

 

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3 risposte a “L’Italia dei barbari (Audible 2022)

  1. zoon

    agosto 1, 2022 at 11:25 am

    Grazie Etruscus 🤗

    Piace a 1 persona

     

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