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[Books in Movies] Crush (2013)

27 Lug

Su Prime Video ho beccato uno di quei film che sembrano creati apposta per farmi impazzire: citazioni scacchistiche, librarie, filmiche, fumettistiche e doppiaggi misteriosi… ma allora ditelo che ce l’avete con me!!!

Tutto questo è “Crush” (2013) di Malik Bader, un piccolo film portato DVD italiano nel 2020 dalla Koch Media e che troverete citato altrove nei miei blog, nei prossimi giorni, visto l’elevato numero di chicche in esso presenti. (Già potete gustarvi la citazione scacchistica.)

Protagonista della vicenda è Bess (Crystal Reed), la vostra amichevole stalker omicida di quartiere! Bess sin da piccola reagisce molto male quando il ragazzo di cui si innamora non ricambia il sentimento: chi gli è vicino potrebbe fare una brutta fine, e se questo non funziona… il ragazzo stesso potrebbe vedersela brutta.

Secondo voi, dove poteva lavorare una pazza omicida… se non in un negozio di fumetti?

Cliccate sulla foto per ingrandire

Il negozio in realtà sembra diviso in due: una metà vende musica, addirittura i vecchi vinili, mentre una parete dell’altra metà è piena di fumetti, e come sempre in questi casi ci sono parecchie pubblicazioni della Dark Horse Comics, casa che deve aver fatto accordi d’acciaio con il cinema perché ogni volta in un film mostrano una fumetteria guarda caso ci sono pubblicazioni DHC: (Parlo di cinema, perché serie TV come “The Big Bang Theory” sono semplici “negozi ufficiali” della DC Comics.)

Qui però la casa ha dovuto lottizzare, quindi in alto a destra vediamo vari numeri della sua celebre testata “Hellboy” mentre a sinistra, proprio accanto alla ragazza, vediamo la Image Comics con i suoi “The Walking Dead

Sarà un caso, ma proprio davanti al volto della stalker omicida c’è un volume dal titolo “The Killer“, che sono abbastanza sicuro sia la versione americana di Le Tueur di Jacamon e Matz, nato nel 1998 e proprio quel 2013 giunto a compimento.

Riceve ben altro trattamento il fumetto “BleedOut“, che uscito nel 2011 è stato immediatamente spazzato via dalla memoria: non esiste altro se non la trametta e nessuno sa a quale casa appartenga. Per fortuna c’è una sua copia digitale in consultazione su GoogleBooks così da poter leggere Archaia come casa editrice. Una pubblicazione indipendente che non mi sembra abbia avuto grande successo.

Perché mettere bene in vista quel fumetto? Magari la Archaia si era comprata un po’ di spazio o magari piaceva a Leigh Whannell, che qui si ritaglia il piccolo ruolo di co-gestore del negozio di fumetti. Quando il creatore della saga filmica di “SAW” e di “Insidious” si ritaglia una comparsata fra i fumetti, è chiaro che quella fumetteria è infestata dal Male!

Chi può stare tranquillo a leggere… al fianco del Re dell’Horror?

Nella breve ma deliziosa scena in cui la stalker omicida siede al bancone insieme al regista, sceneggiatore e attore di grandi produzioni horror, esce fuori pure un libro: “Il collezionista” (The Collector, 1963) di John Fowles, che tornerà spesso in mano alla protagonista. L’edizione mostrata sembra proprio quella Back Bay Books 2010.

Dall’edizione I Gabbiani (Mondadori) leggo una trama decisamente attinente al film:

«Spiando la sua amata Miranda senza osare toccarla, il solitario ed impacciato Frederick prova la stessa ambigua e contorta emozione che gli dà la cattura di una farfalla rara per la sua collezione. Quella bellezza è troppo superiore a lui, troppo impalpabile, e per impadronirsene non troverà altro modo che strapparla alle altezze, rinchiudendola in una prigione sottoterra.»

Non avevo colto questo risvolto della trama, dove cioè un personaggio sta emulando le azioni di un personaggio letterario, e scopro anche che nel 1965 ne è stato tratto un film omonimo di William Wyler: la questione si allarga a macchia d’olio, quindi altri miei blog dovranno essere coinvolti da questo Crush polisemico.

Ma veniamo alla super-chicca del film: come già In soccorso del destino (2016), anche qui due protagonisti si gustano Cary Grant su schermo: ma che gli fa Cary Grant agli americani?

In una scena onirica vediamo Bess la stalker davanti al cinema Krikorian.

Arrivato il ragazzo di cui è ossessionata, si può entrare a vedere “La signora del venerdì” (His Girl Friday, 1940) di Howard Hawks, con Cary Grant e Rosalind Russell come recita il cartellone.

Due anni fa mi ero messo in testa di fare un ciclo dedicato alla vicenda, ma poi mille altri impegni mi hanno bloccato. Comunque, riassumendo, la rappresentazione teatrale The Front Page (1929), giunta persino in Italia nel 1935 con il titolo “Ultime notizie“; ha avuto così successo che Hawks l’ha portata su schermo con questo film.

Cary Grant è un direttore di giornale spietato ma dal cuor d’oro, che non vuole lasciar libera la sua miglior giornalista, Rosalind Russell, intenzionata a mollare tutto per sposarsi: proprio mentre sta per partire la donna fiuta lo scoop dell’anno, un condannato a morte innocente si rifugia nel loro giornale e accusa il sindaco, roba esplosiva. Una commedia irresistibile dove non esiste alcun silenzio fra le mille battute dei due protagonisti.

L’idea di una donna giornalista, forte e indipendente, scompare subito quando è il momento di fare il remake del film, cioè il celebre “Prima pagina” (The Front Page, 1974) di Billy Wilder. Il capo burbero diventa Walter Matthau e il giornalista di grido che molla tutto è Jack Lemmon, intenzionato a sposarsi la giovane Susan Sarandon.

I ruoli tornano originali al momento di girare il secondo remake, il meno celebre ma personalmente il più amato, perché è il primo che ho visto da ragazzo: “Cambio marito” (Switching Channels, 1988) di Ted Kotcheff.
Il burbero Burt Reynolds fa di tutto per sabotare il matrimonio di Kathleen Turner con Christopher Reeve, per tenersi la giornalista di grido in vista dello scoop del secolo.

C’è pane per tutti i denti, essendo tre film spettacolari di altissima qualità, ma torniamo al nostro Crush.

I nostri ragazzi ascoltano ovviamente il film nella sua forma originale, ma la versione italiana di Crush che spezzone presenta? Con quali voci parlano Cary Grant e Rosalind Russell? Come sempre, NON quelle del doppiaggio italiano d’epoca, mai preso in considerazione in queste operazioni citazionistiche.

Il film Hawks arriva in Italia nel 1946 con i due protagonisti doppiati da Gualtiero De Angelis e Tina Lattanzi, mi dice AntognioGenna.net, che però mi informa come per il mercato home video anni Ottanta il film sia stato ridoppiato, stavolta con Michele Kalamera e Lorenza Biella. Il primo doppiaggio temo sia inaccessibile, ma il secondo è facilmente recuperabile: non sarebbe stato simpatico usarlo in una scena di pochi secondi?

Visto che non è stato fatto, chi mai doppia i due protagonisti del 1940 su grande schermo? Ecco il consueto video confronto.

L.

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8 commenti

Pubblicato da su luglio 27, 2022 in Books in Movies

 

8 risposte a “[Books in Movies] Crush (2013)

  1. Vasquez

    luglio 27, 2022 at 3:33 PM

    Il titolo di questo film non mi è nuovo, nel senso che mi ero ripromessa di vederlo prima o poi (non ricordo neanche perché 😛) ma a ‘sto punto recupero gli altri due di cui parli: “La signora del venerdi” e “Cambio marito”, che “Prima pagina” l’ho visto. Anzi sai che c’è? mi rivedo pure “Prima pagina” 😀
    Questi tuoi post sono sempre molto interessanti, e poi c’è la mia sotto-rubrica preferita: il videoconfronto, per cui mi frego le mani ogni volta. Gran peccato non poter sentire il doppiaggio d’epoca, anche se Michele Kalamera è una grande alternativa.
    Nel doppiaggio moderno trovo molto strano l’uso della parola “bambolina”, assente nel ridoppiaggio degli anni ’80. Posso supporre un “baby” in originale? Chissà…
    Stavolta comunque è dura riconoscere le voci: lui mi sembra Antonio Sanna, ma in certi punti mi fa pensare a Gino La Monica; lei potrebbe essere Angela Brusa. Non sono per niente sicura, però. Se solo si potesse togliere quel riverbero…

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    • Lucius Etruscus

      luglio 27, 2022 at 3:42 PM

      Già è tanto se sono riuscito ad aggiungere il riverbero con il mio video-editore, togliere quello del film esula dalle mie possibilità 😛
      Temo che all’epoca si usassero vezzeggiativi che oggi sembrano decisamente fuori luogo, e nell’Italia del 1946 è facile che siano stati mantenuti: la cosa che stupisce, come sottolinei, è il ritrovarli in un doppiaggio del 2020! Forse “bambina” o “dolcezza” sarebbe stato meglio.

      Comunque questo film m’ha fatto impazzire, pieno com’è di chicche e citazioni e rimandi, e addirittura mi è anche piaciuto come ha gestito la trama: ha la struttura di un thrillerino dozzinale di TV8 ma riesce a gestire molto meglio la propria narrazione.

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  2. Kukuviza

    agosto 23, 2022 at 7:51 PM

    Non so perché, ma ho l’impressione che il doppiaggio del 2020 sia più paro-paro e forse negli anni ’80 si “riadattava” un po’ di più.
    Comunque preferisco decisamente il doppiaggio anni ’80. Mi pare recitato meglio.

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    • Lucius Etruscus

      agosto 23, 2022 at 8:00 PM

      Considera che è uno di quei film in cui non esistono silenzi: tutti gli attori parlano SEMPRE, sovrapponendosi, non esiste un solo secondo di silenzio, quindi non invidio per nulla i vari doppiatori.

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      • Kukuviza

        agosto 24, 2022 at 8:30 am

        oddio è vero, mi hai ricordato quel genere di film tutti parlatissimi che manco in woody allen! in effetti, un po’ d’ansia mi fanno venire!

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      • Lucius Etruscus

        agosto 24, 2022 at 8:38 am

        Avevo trovato una sorta di nome per quel genere ma non lo ricordo più, comunque è una maratona: dall’inizio alla fine non c’è un solo secondo di silenzio, quindi anche come spettatori bisogna stare attenti se no ti perdi 😛

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