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Pojana e i suoi fratelli (Audible 2021)

20 Giu

In più occasioni mi è capitato di vedere Andrea Pennacchi, in film, serie televisive e in spettacoli teatrali, ma non lo avevo mai focalizzato prima della nascita del suo personaggio di più grande richiamo: il Pojana.
All’epoca in cui seguivo lo spettacolo di La7 “Propaganda Live” gli interventi del Pojana erano un momento molto atteso della trasmissione, e forse Pennacchi interveniva anche da altre parti, non saprei, comunque quei monologhi taglienti, cattivissimi, sbagliati e quindi ben rappresentativi della realtà sono stati poi raccolti nel 2020 da People in un libro delizioso: “Pojana e i suoi fratelli“, con prefazione di Natalino Balasso.
All’uscita del relativo audiolibro, lo scorso maggio 2022, non ho resistito ad ascoltare il più cattivo rappresentante del norditaliano medio.

L’audiolibro è diviso in due parti: nella prima ci sono i monologhi del Pojana, graffianti e cattivi, nella seconda è proposto integralmente uno spettacolo teatrale di Pennacchi, con la partecipazione anche di altri attori. Per quanto anch’esso rappresentativo di una certa epoca, di una certa disillusione, addirittura di un noir veneto, spietato e disincantato, lo stesso l’ho trovato meno incisivo dei monologhi, forse perché questi sono veloci ed esplosivi, vanno subito al succo e ci vanno giù duro, mentre lo spettacolo si prende i suoi tempi e alla fine l’acredine ne risulta annacquata. (Almeno a sentirlo in cuffia: sicuramente a teatro fa tutt’altro effetto.)

È tanto che non vedo “Propaganda Live” quindi non so se i monologhi inseriti in quest’opera sono tratti dalle ultime edizioni, ma ne dubito: il libro è uscito originariamente nel 2020 quando ancora seguivo il Pojana su La7 e non mi sembra che l’operazione sia quella solita, cioè la mera trascrizione su carta di spettacoli parlati. Forse sono scritti pubblicati altrove, ma al di là di tutto sentire Pennacchi interpretare il Pojana è sempre divertente, e i suoi monologhi sono folgoranti e pieni di una cattiveria che non si può risolvere sbrigativamente con “sarcasmo”: sarebbe bello dire che Pennacchi esagera un sentimento latente per mostrarne la fallacità. La cattiveria che ci portiamo dentro è tante cose, ma temo che non sia affatto latente.

Quando il Pojana ci parla di piccoli imprenditori veneti che in realtà assomigliano di più a schiavisti ottocenteschi, quando ci parla di un razzismo talmente radicato da diventare “positivo” (tipo fare complimenti a una “razza” perché ha qualità che altre razze non hanno!), quando mette a nudo i difetti dell’Italia contemporanea fornendo soluzioni drastiche (che però risultano innocue in confronto alle vere soluzioni disastrose attuate dai politici), Pennacchi non sta esagerando, non sta “caricando” il personaggio fino a farne macchietta: fingendo di fare del sarcasmo, fingendo di fingere, sta dicendo quello che tutti pensano. E quindi bisogna ridere, fingendo di aver capito il sarcasmo. Quando invece vorremmo tutti dire “Hai ragione, è proprio così!” ma ce ne vergogniamo troppo.

Un audiolibro velocissimo, cattivissimo e divertentissimo, ma che vi farà sentire in colpa, perché risveglierà il Pojana che è in tutti noi.

L.

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Pubblicato da su giugno 20, 2022 in Recensioni

 

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