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7 minuti dopo la mezzanotte (Audible 2020)

16 Mag

Non ho mai visto il film di J.A. Bayona tratto da questo romanzo, anche in quelle rare volte in cui mi è capitato davanti. Sapevo che era un horror e malgrado la presenza di Sigourney Weaver mi dava troppo l’idea di “favola nera” per spingermi a vederlo, visto che quell’etichetta troppo spesso è affibbiata a film per giovanissimi. Quando però ho trovato la versione audio del romanzo ho ceduto alla curiosità.

Wikipedia mi spiega che il romanzo “Sette minuti dopo la mezzanotte” (A Monster Calls, 2011) è stato concepito ed iniziato dalla scrittrice britannica Siobhan Dowd quando già le era stato diagnosticato quel cancro che l’ha vinta nel 2007. Visto che il romanzo era già stato acquistato dalla Walker Books, la casa lo ha passato a Patrick Ness perché lo scrivesse a modo suo: stando alle dichiarazioni di Ness, infatti, non ha “completato” il romanzo ma l’ha scritto partendo dalle idee di base dell’autrice.
Già nel 2012 la Mondadori lo porta in libreria, curandone poi la relativa edizione audio nel 2020.

Sin dalle prime righe è chiaro che si tratta di una favola nera, anche se Wikipedia parla di “low fantasy“, a riprova che esistono più etichette di quanti romanzi dovrebbero rientrarci. Protagonista è il giovanissimo Conor che ogni notte, sette minuti dopo la mezzanotte, ha a che fare con un mostro, sebbene il vero mostro sia quello che deve affrontare di giorno: nessuna trama horror può batterne una il cui giovane protagonista abbia la mamma malata di cancro.

La narrazione alterna in modo sfumati la realtà e la finzione, come in effetti tutti sappiamo essere giusto: non esiste alcun legame fra il mondo del reale e la percezione che noi ne abbiamo, viviamo tutti nella narrazione che facciamo di ciò che ci circonda, e se ci convinciamo che la mamma stia guarendo, nessuna triste e terribile realtà potrà distoglierci da questa finzione.

Il momento peggiore per Conor non è il mostruoso albero che prende vita nelle sue notti, o la mamma malata nell’altra stanza: è andare a scuola dove tutti sanno della sua situazione. Dove i maestri non lo interrogano e neanche gli parlano, perché un bambino che sta passando quello che sta passando Conor va lasciato in pace, va tenuto a distanza anche dalla più semplice attenzione umana. Stesso discorso per i compagni di scuola, e in pratica Conor è invisibile – come il potere che gli dona l’albero mostruoso – tranne che per i bulli, che quelli invece ci vedono benissimo.

Lo confesso, non avrei mai scelto questo libro se avessi saputo prima la trama. E anche una volta iniziato sono andato avanti per inerzia, perché è facile creare emozione parlando di mamme con il cancro, ma è una facilità-trappola: ci vuole un attimo a cadere nello sciacallaggio emotivo, nell’approfittarsi cioè di argomenti molto delicati e sensibili per strappare facili emozioni senza sforzo.

Le “moralità” delle storie che l’albero-mostro racconta non le ho proprio capite, ma ho fede che siano molto profonde. In generale, fino forse alla metà l’ho trovato un romanzo poco appassionante ma era innegabile che le avventure del povero Conor tra realtà e finzione, incastrato in un mondo interiore che si rifletteva in quello esteriore, un po’ di curiosità me l’hanno messa addosso. Tanto che ho ascoltato tutto fino alla fine, quando invece all’inizio più volte sono stato sul punto di mollare tutto.

Lo svolgimento della storia è straordinariamente poco originale, avviene esattamente quello che ci si aspetta avvenga nell’esatto ordine in cui lo si immagina, basta pensare alle premesse della storia per capire subito come finirà, eppure a un certo punto non si riesce più a fermarsi, e come Conor siamo costretti ad ascoltare le tre storie che il mostro ci racconterà ogni notte, prima che a nostra volta dovremo raccontarne una noi, che sia la più onesta e sincera di tutte. La mia storia onesta l’ho appena raccontata: non mi sembra un romanzo particolarmente buono, con forti sospetti di “sciacallaggio emotivo” e con storie troppo palesemente simboliche per catturare davvero… eppure è riuscito lo stesso a inchiodarmi fino alla fine e a commuovermi.

Infine, ora è quasi sicuro che non vedrò mai il film, visto che la storia è così labile che sarà tutto un oceano di effetti speciali da favola che mi urtano i nervi già solo a immaginarli.

L.

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5 commenti

Pubblicato da su Maggio 16, 2022 in Recensioni

 

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5 risposte a “7 minuti dopo la mezzanotte (Audible 2020)

  1. Conte Gracula

    Maggio 16, 2022 at 10:21 am

    Io ho visto il film, qualche tempo fa, e mi è piaciuto abbastanza, ma essendo sostanzialmente una fiaba cupa col metaforone, potrebbe non essere di tuo gusto. Magari, se avesse spinto più sull’orrore…
    A ogni modo, carine le tre storie raccontate, se ricordo bene, con delle brevi animazioni, rende bene la separazione tra le fiabe del “mostro” e la realtà del protagonista.

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    • Lucius Etruscus

      Maggio 16, 2022 at 10:33 am

      Se magari in questi anni avessi visto il film mi sarebbe piaciuto, visto l’argomento che alla fin fine colpisce nel segno da solo, ma di sicuro le “fiabe oscure” le preferisco leggere (o ascoltare) piuttosto che vedere, perché nei film di solito si tende a mettere l’accento sugli effetti speciali invece che sulle parole, e questo di solito non mi piace.

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      • Conte Gracula

        Maggio 16, 2022 at 10:48 am

        Ti dirò, non credo che si sia fatto abuso di effetti, nel film; non si può negare la presenza della grafica al computer e un po’ di schermo verde, ma personalmente ho trovato che il poco che c’è sia funzionale al racconto e non una roba tanto per far vedere i muscoli in post produzione (anche perché il risultato finale ha qualcosa di intimo e delicato che non mi ha fatto pensare certo al dispendio di risorse dei film Marvel).
        Certe scene hanno un buon impatto, nonostante (per quel che ricordo) la situazione non venga sviluppata fino in fondo e si tagli alla scena successiva, come quando Conor fa lo sgarbo al salotto di nonna Ripley o decide di rivedere il suo rapporto coi bulli.
        Se mi capiterà l’occasione, cercherò il libro. 🙂

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      • Lucius Etruscus

        Maggio 16, 2022 at 10:50 am

        E a questo punto devo recuperare il film 😛
        (quella scena, se ricordo bene, è “tagliata” anche nel romanzo, quasi a lasciarla completare al lettore, o forse per non impelagarsi troppo con la nonna, personaggio superficiale mai analizzato nel testo.)

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      • Conte Gracula

        Maggio 16, 2022 at 11:12 am

        Occhio a un dettaglio: è quel tipo di film col soprannaturale ambiguo, che forse c’è e forse non c’è… ma probabilmente c’è (per via di un unico particolare oggettivo messo da qualche parte nel terzo atto).
        Se questo tipo di soluzione ti dà fastidio… resterai infastidito! 😛

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