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La ripicca del milionario (Audible 2020)

09 Mag

In un momento di profondo sconforto, dopo aver cancellato l’ennesimo audiolibro perché l’autore del romanzo era troppo impegnato a tirarsela da intellettuale con voli pindarici urticanti, dopo aver ascoltato quasi metà di un romanzo senza aver ancora capito chi fossero i tanti personaggi che si alternavano senza motivo di capitolo in capitolo, mi è scattata un’emergenza di narrativa lineare. Cosa deve fare un povero lettore per gustarsi una storia dal punto A al punto B, senza onanismi intellettuali tipici di chi intellettuale non è? Cosa devo fare, leggermi un Harmony? Anzi, sapete che c’è di nuovo? Mi leggo un Harmony!
Ringrazio Jennie Lucas perché con il suo “La ripicca del milionario” (A Reputation For Revenge, 2013) – in edicola (ed eBook) per Harmony dall’agosto 2017 e per,Audible dal 2020 – mi ha divertito e fatto riprendere fiato con l’onestà intellettuale di chi scrive storie per intrattenere lettori, non per onanismo letterario.

In una mia precedente esperienza con i romantichelli mi aveva colpito forte la pessima scrittura dell’autrice, proprio a livello di costruzione delle frasi, questo romanzo invece mi conforta e mi fa pensare di essere stato sfortunato in quell’esperimento precedente: La ripicca del milionario ha il pregio di essere scritto normalmente, senza sfondoni né orrori grammaticali. Sembra strano dirlo, ma di questi tempi non è scontato.

La mia solita fortuna mi fa beccare il secondo episodio di un dittico: l’autrice statunitense ha scritto solo romanzi singoli in carriera, tranne il dittico noto come Princes Untamed, di cui però in Italia è inedito il primo titolo, che io sappia, quindi tocca tenersi la vicenda “già iniziata”.
In un breve riassunto iniziale sappiamo che la protagonista Josie Dalton e sua sorella sono finite in una faida familiare tra due fratelli ricchissimi, ovviamente entrambi bellissimi e affascinanti, dal cognome esotico (Xendzov, ma che è?) e dallo sguardo che fa arricciare i ditini dei piedi.

Nel precedente episodio la sorella della protagonista perdeva a carte e diventava moglie del fratello cattivo, ed ora Josie e il fratello buono, Kasimir, devono trovare un sistema per A) liberare la sorella di lei e B) fregare i miliardi del fratello di lui. Sapete qual è l’ideona che risolve tutto? Sposiamoci per finta, così che vari cavilli burocratici permettano di riscattare proprietà e robe varie, però senza fare sesso perché non ci amiamo. D’accordo, allora? Bene, ora andiamo a dormire nudi nello stesso letto, così non ci vengono tentazioni…

Non rivelerò certo chissà che mistero notando come i personaggi siano leggermente stereotipati. I soliti manzi muscolosi, dal vestiario elengate, dai modi gentili e dagli occhi penetranti che fanno i cattivi ma in realtà hanno un cuore di panna; la protagonista che ovviamente è casta e pure che Santa Maria Goretti al confronto era una svergognata, che ovviamente è complessata e si sente brutta malgrado il manzo le ripeta che è stupenda. Insomma, non è certo per le idee nuove che si legge la narrativa di genere, ma per i modi nuovi di raccontare schemi preimpostati.

Con agili quattro ore, lette dalla brava Mariangela D’Amora (che con quel nome poteva leggere solo romanzi… d’amora! Chiedo scusa, non ho resistito…), il romanzo vola via che è un piacere, facendomi sghignazzare più volte, anche perché l’autrice sembra scrivere… in ristrettezze economiche!
Avete presente quei film che non hanno soldi e devono inventarsi modi per avere pochi personaggi a fare tutto? Ecco, qui per l’intera vicenda, dalla prima all’ultima pagina, abbiamo SOLO Josie e Kasimir che parlano, con solo due cambi di location. Sembra un film indipendente a basso budget, quando invece l’autrice poteva inventarsi di tutto: a parte una notte bollente nel deserto del Sahara e una tra le nevi non ricordo più dove, non ci sono “cambi di scena”. Anche questo fatto l’ho trovato delizioso.

Mi era impossibile rimanere serio quando Kasimir ci viene descritto come un ricco affascinante che ne ha combinate di tutti i colori… ma nel passato, perché ora è un orsacchiottone toffolone.
Lei invece viene data per vergine quasi trentenne, si considera un po’ sovrappeso e pasticciona, la cui vita è completamente votata al bene della sorella: e al suo bene, eh?, al suo bene chi ci pensa? Tranquilli… ci pensa Kasimir!!!

Questo “romance da camera” è pieno di sghignazzi ma povero di sesso: non c’era un luogo comune secondo cui i “romanzi rosa” sono pieni di scene sporcaccione? Invece ho capito che il gioco è più sottile, è tutto un “tira e molla” d’ammmòre, che mi ha regalato un po’ di buonumore, in mezzo a tanta narrativa pretenziosa.

L.

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14 commenti

Pubblicato da su Maggio 9, 2022 in Recensioni

 

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14 risposte a “La ripicca del milionario (Audible 2020)

  1. Kukuviza

    Maggio 9, 2022 at 8:34 am

    aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!! Lo hai letto il romantichelloooooo!!!!!
    Innanzitutto complimenti! Ma non capisco… come hai fatto a intrattenerti positivamente se è un romantichello a basso costo? Location poche, sesso poco…. ma cosa fanno tutto il tempo questi due??? me lo devi svelare! Però è memorabile Kasimir Xendzov! ma lo è di più la tua divertente recensione! 😀

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      • Lucius Etruscus

        Maggio 9, 2022 at 9:14 am

        nooooooo ma davvero??? Un fumetto dove i protagonisti stanno seduti per tutto il tempo a parlare: sai che lettura appassionante? 😀

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      • Kukuviza

        Maggio 9, 2022 at 9:26 am

        ahahaha, una noia abissale ma probabilmente si disegna subito, bastano quattro espressioni e quattro pose e poi è tutto un copia-incolla!

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    • Lucius Etruscus

      Maggio 9, 2022 at 9:12 am

      I motivi del mio intrattenimento esulano dalle intenzioni dell’autrice: sono proprio i più “romantici” quelli più divertenti 😛
      Tutto il romanzo si basa sui due protagonisti che parlano, che pensano, che pensano e che parlano, come se l’autrice dovesse pagare per ogni cambio di scena come avviene nei film: già questo l’ho trovato divertentissimo. Poi il ricco manzo che ne ha fatte di cotte e di crude ma si comporta come un orsacchiottone innamorato è roa da spanciarsi 😛
      Spero per il prossimo “esperimento” di trovare un romatnichello con un po’ più d’azione: un po’ più… ad alto budget ^_^

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      • Kukuviza

        Maggio 9, 2022 at 9:27 am

        ahaha probabilmente in termini di tempo sarebbe davvero stato un costo: tempo per pensare a che location mettere, tempo per magari fare qualche ricerca su google, tempo per pensare a come far fare qualcosa di diverso da parlare in queste location pazzesche… XD

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      • Lucius Etruscus

        Maggio 9, 2022 at 9:52 am

        Da quel poco che ho visto, credo sia la “Formula Beautiful”: due personaggi in una stanza che parlano di operazioni bancarie, acquisizioni, investimenti, tradimenti, accordi sottobanco e via dicendo. Quando questo romanzo ha messo in campo un protagonista maschile impegnato in una scalata finanziaria per rovinare il fratello, ho temuto di assistere a un “financial thriller” in salsa rosa con possibili esiti terrificanti, invece se Kasimir fosse stato un fornaio non sarebbe cambiato nulla 😀
        Ora però capisco come mai abbiano molto più successo quei romanzi con molta più trama, da cui poi tirano fuori filmeti romantichelli.

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  2. @bluebabbler

    Maggio 9, 2022 at 8:45 am

    Ahi ahi, se siamo arrivati alla fuga nell’Harmony sta davvero andando male.

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    • Lucius Etruscus

      Maggio 9, 2022 at 9:18 am

      Se il formato audiolibro mi piace molto e ne sono ormai dipendente, purtroppo il contenuto è legato alla narrativa e ai suoi problemi: troppi autori se la tirano da “scrittoroni” e sono legati ad antiche pratiche cartacee, per cui è più economico stampare un libro di 700 pagine che di 70, anche se non hai una mazza da dire che superi le 50 pagine. Quindi trovare un buon audiolibro è legato all’annoso problema di trovare un buon libro, soprattutto per chi come me soffre da tempo del “blocco del lettore”: molto spesso non riesco a superare il primo paragrafo di un romanzo, perché da lì già ho capito le infinite lungaggini che l’autore metterà in campo.
      Essendo appassionato di fantascienza sin da bambino, cerco sempre romanzi di questo genere dove gli autori danno il peggio di sé : tutti ambiscono a saghe di dieci libri da 700 pagine l’uno, con il piccolo difetto di avere trame che non basterebbero neanche per un racconto, quindi giù infinite lungaggini inutili e fastidiose. Mi vanno bene anchei thriller, dove però gli autori non vogliono passare per volgari narratori così se la tirano da “scrittoroni” e si crea l’effetto per cui arrivato a metà romanzo ancora non s’è capito chi siano i personaggi, perché lo scrittore è troppo impegnato nell’onanismo letterario.
      Insomma, è un dramma, per cui ogni tanto sento il bisogno di un onesto intrattenimento narrativo senza puzza sotto il naso, quindi temo che tornerò ancora nel campo degli Harmony ^_^

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      • @bluebabbler

        Maggio 9, 2022 at 5:11 PM

        Uh, i dilungamenti inutili! Come ti capisco. Purtroppo forse nel passaggio all’audiolibro si potrebbe pensare a un adattamento dell’opera originale, magari rieditandola, ma non credo lo facciano in molti (troppo sbattimento e costi)…

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      • Lucius Etruscus

        Maggio 9, 2022 at 5:15 PM

        Infatti il bello degli sceneggiati è che presentano il “succo” di un romanzo, sfoltendo le lungaggini. Invece l’audiolibro è la lettura completa di un romanzo, senza interventi di sorta, quindi ripete anche ogni lungaggine.
        Più di dieci anni fa, con l’avvento dell’editoria digitale ufficiale – non più relegata al mondo dei pirati come nei dieci anni precedenti – si pensò che finalmente sarebbero caduti i legacci dell’editoria cartacea, in cui a comandare sono le leggi tipografiche e il numero di pagine lo stabilisce l’editore: finalmente l’autore sarebbe tornato a fare l’autore, non la scimmia di Krusty che scrive a comando. Invece è rimasto tutto come prima, e il problema è che già prima c’era stata la scomparsa dei lettori, che un’innovazione digitale avrebbe potuto far tornare in parte. Invece trattare un libro digitale come uno cartaceo ha ucciso ogni vantaggio e fatto perdere altri lettori a un campo dove ormai c’è solo il Deserto dei Tartari. Giusto per ricordare quanto siano geniali gli editori…

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      • @bluebabbler

        Maggio 9, 2022 at 10:12 PM

        “Abbiamo sempre fatto così.”

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      • Kukuviza

        Maggio 10, 2022 at 3:20 PM

        a giudicare dai commenti, le lungaggini piacciono a un certo tipo di pubblico. Mattoni da 600 pagine (di romantichelli) dove le lettrici si lamentano che è finito subito…

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      • Lucius Etruscus

        Maggio 10, 2022 at 3:35 PM

        ahah e purtroppo temo ci siano i perfetti corrispettivi nella fantascienza e nel fantasy: saghe da migliaia di pagine troppo brevi per i loro cari lettori!
        Sono contento per loro, ma il problema è che ho il “blocco del lettore” e quindi appena sento odore di lungaggine mollo il libro. Foss’anche del più celebrato e stimato autore del mondo.

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