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[Pseudobiblia] Il Vangelo di Nosferatu (2012)

17 Mar

Questa settimana stiamo festeggiando i 100 anni di Nosferatu, quindi mi sembra il momento giusto per ripescare una recensione che ho scritto dieci anni fa per ThrillerMagazine.it, per un libro all’epoca appena uscito.

Purtroppo l’autore è stato parecchio furbacchione, e sebbene si parli di vampiri il termine “Nosferatu” è totalmente assente nella vicenda: è chiaramente un titolo “acchiappone”. Interviene poi la Newton Compton che in Italia trasforma scroll, “rotolo”, in “Vangelo”, creando un titolo italiano di sicuro impatto ma totalmente fuorviante. Comunque non la si può biasimare, visto che quei testi che noi chiamiamo Vangeli spesso in origine erano scritti su rotoli.

All’epoca curavo una rubrica sugli pseudobiblia, ma purtroppo la quota “libri falsi” di questo romanzo è straordinariamente bassa, tanto che da quella lettura di dieci anni fa non mi sono segnato neanche un titolo o uno pseudo-autore.

Ecco dunque la mia recensione de “Il Vangelo di Nosferatu” (The Nosferatu Scroll, 2011) di James Becker, portato in Italia nel 2012 da Newton Compton con traduzione di Maria Grazia Melchionda.


Il Vangelo di Nosferatu

da ThrillerMagazine.it
(6 agosto 2012)

Torna Chris Bronson, poliziotto britannico specializzato nel risolvere misteriosi enigmi in giro per il mondo, e sua moglie Angela, esperta del British Museum che gli fa principalmente da tutor storico-archeologico.

Stiamo parlando de Il Vangelo di Nosferatu, quarta avventura della coppia d’azione nata dalla penna di James Becker, anche se in realtà è solo la seconda ad uscire in Italia (dopo Il primo apostolo, Nord 2009).

Gli scrolls del titolo originale indicano più dei rotoli (di papiro) che un vangelo ed è un termine che siamo abituati a veder associato a ritrovamenti di testi religiosi (come i celebri rotoli del Mar Morto), ma è innegabile che la scelta “evangelica” risulti più d’impatto.

Cosa ci fanno Bronson e Angela sull’Isola dei Morti di Venezia? Una semplice vacanza, ovviamente, per riposarsi dopo l’ultima avventura (raccontata nell’inedito The Messiah Secret, 2010) ma con un “dinamico duo” di questo genere non c’è da riposarsi. Una strana sepoltura trovata per caso e un antico diario che Angela dovrà tradurre sono eventi che cambiano una vacanza in una corsa mortale contro il tempo. Una setta di uomini pericolosi sta cercando le informazioni contenute in quel diario, che portano a dei rotoli antichissimi con informazioni ancora più scottanti.

Mentre Angela traduce e si addentra in una storia parallela della cultura occidentale, Bronson vive mille avventure a Venezia per evitare il peggio.

Becker è specializzato in trame che prevedano “misteri misteriosi” legati ad argomenti di larghissimo richiamo, e dopo tre romanzi dedicati a temi religiosi passa ai “pagani” vampiri, anche se trattati in modo leggermente diverso da quello a cui la letteratura di genere ci ha abituato.

Il Vangelo di Nosferatu è un romanzo scorrevolissimo che ha il pregio di voler tentare di rimanere sempre nel campo del “reale”, di non utilizzare cioè facili soluzioni soprannaturali ma di lasciare sempre una porta aperta alla spiegazione razionale: sono tempi in cui questa scelta – molto impegnativa per uno scrittore – è davvero controcorrente e assolutamente apprezzata.


Ecco i partecipanti all’iniziativa:

L.

– Ultimi libri falsi:

 
6 commenti

Pubblicato da su marzo 17, 2022 in Pseudobiblia, Recensioni

 

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6 risposte a “[Pseudobiblia] Il Vangelo di Nosferatu (2012)

  1. Vasquez

    marzo 17, 2022 at 9:27 am

    Che senso ha pubblicare una prima avventura e poi saltare alla quarta? Mah… Comunque ricordo un periodo post “Codice Da Vinci” -piuttosto lungo a dire il vero- in cui in libreria si potevano trovare vangeli perduti scritti da chiunque, pure da Tutankhamon 😛
    Bello, come dici, il fatto di voler mantenere tutto sul piano razionale. Ricordo che in “Fuori da un evidente destino” ci rimasi male quando la soluzione degli omicidi si rivelò essere al di fuori del nostro mondo. Mentre la Vargas in “Un luogo incerto” a fronte di omicidi quasi simili a quelli del libro di Faletti (ossa completamente triturate) costruisce un romanzo dalle atmosfere soprannaturali, ma con una soluzione sul piano terreno, come fa sempre del resto. Ora che ci penso “Un luogo incerto” parla di vampiri risalendo addirittura alla loro origine in un piccolo villaggio serbo… l’influenza del Conte non si è ancora esaurita…

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    • Lucius Etruscus

      marzo 17, 2022 at 9:32 am

      Il vero peccato di questo romanzo, un thriller temo poco dissimile dai tanti che escono regolarmente dello stesso genere, è non aver inserito nella trama un “rotolo di Nosferatu” come prometteva il titolo originale: l’autore stesso in appendice si lancia in una interessantissima analisi di quel nome dalla misteriosa etimologia, riportando ricerche molto più approfondite di quelle citate nel romanzo. Onestamente se invece del solito thrillerino avesse scritto un saggio sul vampirismo l’avrei trovato molto più interessante.

      La mia formazione mi porta a trovare molto più gradevoli le storie che insinuino il paranormale ma poi si risolvano nel razionale, ma in realtà tutto dipende dall’autore: se un autore è bravo accetto tutto, se invece non è bravo mi faccio puntiglioso 😛

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      • Sam Simon

        marzo 18, 2022 at 12:57 PM

        Pure io di solito sono più propenso ad apprezzare storie paranormali con delle spiegazioni che abbiano senso (almeno per me) alla fine, o comunque che lascino aperta questa possibilità!

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      • Lucius Etruscus

        marzo 18, 2022 at 1:24 PM

        A volte l’elemento paranormale è una facile scappatoia per autori un po’ pigri, invece dover prima far sospettare una cosa e poi spiegarla razionalmente è molto più difficile, è un esercizio di stile che per me denota un autore bravo. O che almeno si impegna.

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  2. Obsidian M.

    marzo 17, 2022 at 7:13 PM

    Ai tempi ne lessi due o tre di questi post-davinci books, arrivando alla conclusione che stavo perdendo una vascata del mio tempo. Tutti scorrevolissimi, per carità, ma altrettanto dimenticabili. Ho il sospetto che gli autori aprissero a caso un libro di storia e pescassero ad occhi chiusi il nome del loro protagonista, così che abbiamo avuto Lincoln cacciatore di vampiri, Mazzini cacciatore di licantropi, e via così.

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    • Lucius Etruscus

      marzo 17, 2022 at 8:29 PM

      Sono schemi fissi, di libri così ne vengono fatti a secchiate, l’unica differenza fra un autore qualsiasi e Dan Brown è che quest’ultimo è stato spinto con ricche campagne pubblicitarie, tutto qua.
      Di libri così ne ho dovuti leggere parecchi per studio, perché quasi sempre alla loro base c’è uno pseudobiblion, a volte intrigante a volte meno: cosa non si fa per i “libri falsi” 😛

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