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[Books in Movies] Ti odio, anzi no, ti amo! (2021)

18 Feb

Nuova commediola romantichella per Prime Video, che in questi giorni ha presentato la versione italiana di “Ti odio, anzi no, ti amo!” (The Hating Game, 2021) di Peter Hutchings.

Il film è tratto dal romanzo omonimo del 2016 con cui Sally Thorne ha esordito nella narrativa romantichella: HarperCollins porta il libro in Italia con lo stesso titolo del film e la traduzione di Silvia Arienti.

Sfruttando il più sfruttato degli asfittici stereotipi, il film racconta la storia di due colleghi che si odiano, e quando un uomo e una donna si detestano in un filmetto romantichello… be’, già lo sapete come andrà a finire, visto che è la trama di almeno un milione e mezzo di film identici.

Qui però i due lavorano per una casa editrice, il che è qualcosa di molto più raro: si parla solo di qualche migliaio di film identici.

«I Gamin non sopportavano che il libro fosse trattato come un prodotto. I libri erano, e sempre sarebbero stati, oggetti magici degni del massimo rispetto.»

La casa editrice Gamin, buona e puffosa, è costretta a fondersi con una spietata casa di biografie di sportivi scritti da ghostwriter: cosa c’è di peggio? Vai coi luoghi comuni e i giudizi razzisti spacciati per buon senso. La protagonista Lucy (Lucy Hale) è inorridita quando scopre la copia in anteprima del nuovo libro in uscita.

Malgrado il romanzo in questione parli di un archeologo, la casa ha scelto un titolo ammiccante come “Spogliare il tempo” (Stripping Time), che giustamente fa storcere il naso alla protagonista.

Il capo dei “cattivi” editori – interpretato da Corbin Bernsen, storico giudice militare della serie “JAG” – è quello che invece si vanta di aver scelto lui il titolo, così da acchiappare più lettori possibili.

Siccome Lucy è una che ama i libri, quelli buoni, quelli giusti, che meritano di essere letti e razzismi vari, in metropolitana legge “Cent’anni di solitudine” (Cien años de soledad, 1967) di Gabriel García Márquez, mica pizza e fichi. Non sono riuscito a trovare l’edizione americana mostrata.

Occhio che il libro non è messo lì a caso, è un astutissimo espediente narrativo. Non solo ci mostra che la protagonista legge i libri “giusti”, mica la spazzatura che fa uscire quel buffone del suo capo, ma è un “gancio narrativo” messo lì per attaccarcisi in seguito, quando sul comodino del suo amante scopre lo stesso libro (anche se in edizione diversa), segno che è proprio l’uomo giusto per lei.

Più avanti, del tutto a capocchia, per un paio di fotogrammi viene inquadrato un tizio che a lavoro – in barba all’etica lavorativa – è intento a leggere “Three Stories and Ten Poems” (1923) di Ernest Hemingway, di cui non ho trovato un’edizione italiana. Quindi leggere i libri “giusti” è così consigliabile che va bene farlo anche durante il turno di lavoro, in bella vista?

L’unica differenza fra questo film e un qualsiasi romantichello di TV8 è che forse qui è stato speso qualche soldo in più, ma non ne sarei così sicuro. Una valanga di luoghi comuni buttati su schermo con due attori paralizzati dall’ovvia scontatezza di ogni loro singolo gesto. Insomma, ammmòre allo stato puro!

L.

– Ultimi “libri nei film”:

 
4 commenti

Pubblicato da su febbraio 18, 2022 in Books in Movies, Pseudobiblia

 

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4 risposte a “[Books in Movies] Ti odio, anzi no, ti amo! (2021)

  1. Kukuviza

    febbraio 18, 2022 at 10:41 am

    😀 E la Austen l’hanno nominata? Se non l’avessero fatto sarebbe già un passo avanti!
    Ma il tizio che legge a lavoro, lavora nella casa editrice?

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      febbraio 18, 2022 at 10:48 am

      Secondo te potrebbe mai esistere un romantichello che non citi la Austen? Ovvio che lo fanno: la direttrice regala alla protagonista una enorme edizione illustrata di un suo romanzo, una roba che sfonderebbe lo scaffale di una biblioteca. Non citare la Austen sarebbe una bestemmia per un anglofono 😀

      Sì, il tizio che legge a lavoro credo lavori lì, non è chiaro perché la scena dura tipo dieci fotogrammi, non si sa chi sia quella comparsa o perché sia lì: forse volevano fare una marchetta all’edizione di Hemingway, ma non è chiaro.

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  2. Madame Verdurin

    febbraio 24, 2022 at 10:52 PM

    Come sprecare Corbin Bernsen!
    Ora vado, devo giocare un 3 e un 10 all’enalotto…

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      febbraio 25, 2022 at 8:44 am

      Corbin ha dato ben migliore prova di sé in TV, qui ha giusto la particina del vecchio capo dal pessimo gusto e dai commenti maschilisti. Da dimenticare.

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