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I venti di sabbia (Audiolibro 2021)

17 Gen

Come già raccontato in occasione di Kill Creek, alla fine gli audiolibri mi hanno conquistato, e ora non posso più farne a meno. A causa dell’astigmatismo galoppante da anni non posso più leggere su cartaceo, e a causa di vari altri problemi il tempo da dedicare al libro digitale è sempre di meno. Così ho scoperto che l’audiolibro posso ascoltarlo in tutti quei momenti in cui non potrei fare altro, ed è stupendo. Vestirsi, uscire, andare in auto, recarsi al supermercato, fare la spesa, caricare tutto in auto, tornare a casa, sistemare la spesa e rimettersi in tutona tattica da pandemia: farlo tutto con qualcuno che ti legge un libro nelle orecchie è uno spettacolo!

A Natale non avevo voglia di iniziare qualcosa di impegnativo, così ho scelto un romanzo come MAI avrei scelto in cartaceo o digitale: un romanzone che aveva tutto l’aspetto del “mattone”, termine con cui da ragazzino in famiglia chiamavamo le storie d’ammmòre mosce e tragiche. Come dicevo, MAI avrei scelto di leggere in cartaceo questo libro… e invece l’ho adorato, fino al finale straziante!

Sto parlando de “I venti di sabbia” (The Four Winds, 2021) dell’autrice statunitense Kristin Hannah, molto attiva sin dal 1991 e tradotta in Italia dall’inizio del nuovo millennio. L’audiolibro Audible è letto magistralmente da Elisa Giorgio, a cui vanno solo applausi. L’edizione cartacea Mondadori è uscita nel marzo 2021 con la traduzione di Federica Garlaschelli.

Non l’ho scelto a caso, mi ha colpito l’ambientazione della vicenda: quella desolazione ventosa che già era motore scatenante del classico Furore (1939) di John Steinbeck: la Hannah non sarà Steinbeck ma lo stesso riesce a coinvolgere il lettore a pieno nella disperata e desolante condizione di un disastro ecologico scatenato dall’uomo.

Siamo nel Texas del 1921, quando i contadini sopravvivono coltivando la terra senza farla riposare, e soprattutto facendo sparire l’erba: cioè il collante che tiene la terra… a terra. Il che significa che quando arriva una tempesta la terra non sta più a terra ma vola via… e viene respirata dai contadini. Una polmonite causata da terra piena di silicio nei polmoni non è una bella cosa, e se poi arriva la Grande Depressione il quadro è completo: un’ecatombe umanitaria di proporzioni bibliche colpisce il Texas, dove per sopravvivere la gente non può fare altro che emigrare, cioè affrontare una vita di totale povertà, di stenti e umiliazioni. Perché siamo tutti americani… tranne i poveri.

Sin dalla nascita del genere western la California è la “terra promessa” (come recita una vecchia storia del fumetto “Tex”), ma una cosa sono i coloni che vanno a sterminare gli indiani, un’altra sono i morti di fame che vanno a cercare lavoro: chi spara agli indiani è un eroe, chi vuole lavorare per vivere è uno zozzo immigrato che viene a rubare il posto ai californiani. Se i protagonisti si fossero mossi in barcone, avremmo ricreato esattamente il modo in cui gli italiani considerano chiunque scappi da morte e povertà per arrivare nella “terra promessa”. Siamo tutti leghisti, quando sono gli altri ad aver bisogno.

Ben lungi dall’essere una terra promessa, e con il clima messo peggio di quello di oggi, la California è un inferno in terra, e i diavoli sono magistralmente interpretati dai proprietari terrieri, che assumono i disgraziati per raccogliere il cotone: dando ovviamente loro una paga onesta… Ci avete creduto? Raccogliere pomodori in Italia o cotone in California è la stessa identica cosa: sei carne morta in mano al caporalato, che decide del tuo destino. E non c’è alcuna via di uscita, visto che i poveri possono solo rimanere poveri, nella terra che finge di vantare ascensori sociali.

Viviamo questa dolorosa Odissea attraverso gli occhi di Elsa, che conosciamo da ragazza bruttina e socialmente inappetibile: una piccola scappatella provoca “il fattaccio”, e una donna incinta nel Texas del 1921 o si impicca o incastra l’amante in un matrimonio senza amore. Elsa non avrà modo di compiere alcuna scelta, perché ci penserà il padre – a suon di lupara – a sistemarla con il “peccatore”. Attraverso gli occhi di una donna alla disperata ricerca di un po’ di tenerezza, in una terra dura e sferzata da un vento spietato, la vediamo diventare madre di famiglia e poi affrontare il terribile viaggio verso la “terra promessa”: se la vicenda fosse raccontata oggi dagli occhi di una donna nera che arriva in Italia su un barcone, non cambierebbe una sola virgola.

L’autrice ti inchioda sin dall’inizio in una storia che non sembra affatto “appassionante”, con personaggi ben lungi dall’essere memorabili, anzi diciamolo pure: sembrano tutti stereotipi di storie già raccontate. Se dovessi parlare di testa non potrei trovare punti di forza al romanzo, ma è innegabile che il cuore dice altro: sin dall’inizio Elsa ti cattura, ti fa entrare nel suo mondo spietato e arido e non ti molla più. Ti porta nel Texas ventoso, nella California disastrata; ti fa conoscere l’odio di chi è tuo connazionale ma ti tratta da extracomunitario – tipo come facciamo noi con i Romeni, che teoricamente sono nostri connazionali! – ti fa capire come attecchisca il comunismo, quando l’alternativa è morire sotto il tacco del padrone; ti fa capire cosa sia l’aiutarsi fra poveri, e quanto cuore serva per farlo: quando hai due pezzi di pane e li dividi con i tuoi vicini, è segno che il vento non è riuscito a strapparti via l’umanità.

Se qualcuno mi avesse detto che avrei ascoltato quattordici ore di romanzone sull’emigrazione americana di inizio Novecento gli avrei riso in faccia, invece I venti di sabbia mi ha fatto compagnia per circa tre settimane (due del 2021 e una del 2022) volando via fin troppo velocemente, rapito com’ero dalla narrazione scorrevole ma corposa e da personaggi che ti entrano subito nel cuore, solo per straziartelo.

Ormai sono un drogato dell’audiolibro, ma il problema… è trovare ancora romanzi così belli.

L.

 
2 commenti

Pubblicato da su gennaio 17, 2022 in Recensioni

 

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2 risposte a “I venti di sabbia (Audiolibro 2021)

  1. Kukuviza

    gennaio 18, 2022 at 11:28 am

    Non ho mai provato ad ascoltare un audiolibro, solo qualche pezzo di romanzo letto in radio, ma solo guidando, non ho mai provato mentre facevo altre cose! Comunque è vero che ci sono certe voci che catturano mentre parlano e sono quelle più adatte per gli audiolibri.
    Insomma, veramente tutto il mondo è paese e col cambiare delle epoche non cambiano i problemi e i rapporti tra le persone! La sopraffazione e/o lo sfruttamento e/o l’indifferenza sono sempre quelle!
    Vedo che l’autrice ha scritto anche un altro libro, lo proveresti?

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      gennaio 18, 2022 at 11:55 am

      Il tempo di spiluccare altri autori e sicuramente tornerò all’autrice, che mi è davvero molto piaciuta.
      Per anni ho provato senza successo con gli audiolibri, dove certo conta molto anche la qualità del libro: ho provato “Recital” di Stephen King e dopo 5 ore d’ascolto l’ho dovuto mollare, visto che ancora non c’era una fottuta trama iniziata! Erano solo chiacchiere: ecco, quel tipo di audiolibri vanno evitati. Quando invece il romanzo è normale, è un piacere l’ascolto e ormai ne sono drogato ^_^

      "Mi piace"

       

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