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[Pseudobiblia] Un finale natalizio da favola (2020)

24 Dic

Buona vigilia di Natale a tutti, da festeggiare con altri amici blogger:

Il famigerato canale TV8 sta abbattendo ogni barriera: per la prima volta ho visto un film natalizio a sfondo omosessuale (“Un Natale combinato”, del 2020 con Fran “La Tata” Drescher come madrina) e ora tocca al Natale diversamente abile: “Un finale natalizio da favola” (Christmas Ever After, 2020) di Pat Kiely.
Possono cambiare i gusti, le mode, le sensibilità e le consuetudini… ma i “libri falsi” rimangono sempre ben saldi al loro posto!

Una parata di pseudobiblia ed è subito Natale

Se avete letto le copertine dei tre pseudobiblia nella foto qui in alto, avete conosciuto la bibliografia di Izzi Simmons (Ali Stroker), l’autrice di “Castello proibito” (Forbidden Castle), di “Faretra dell’arciere” (Archer’s Quiver), ma soprattutto… tenetevi forte… rullo di tamburi… “Catturata dal lazo dell’amore” (Caught in Lover’s Lasso).

Basta, per me il film finisce qui, non può migliorare oltre dopo averci regalato il miglior titolo di romanzo della storia del mondo: quando il lazo dell’ammmmòre ti cattura… so’ lazi!

Dovunque ti giri, c’è un lazo dell’amore che ti aspetta!

«Perduti nelle pittoresche Alpi, Catarina si aggrappa forte a Desmond sentendo le sue possenti braccia intorno a lei…»

Izzi stessa si dice che è proprio un passaggio orribile, questo del suo imminente nuovo romanzo – “Natale nelle Alpi” (Christmas in the Alps), che sembra più un cinepanettone! – peccato però che l’ultimo paragrafo che viene inquadrato, con il protagonista che ringrazia l’amata di avergli insegnato e che ora è un uomo migliore per servirla (a better man to serve you), non è che l’odore emanato sia quello di letteratura.

Illustrazioni di copertina che meritano di finire in un museo…

Per fortuna l’editrice Mila (Kim Nelson) fa sapere alla nostra scrittrice che il finale non funziona, e in generale Izzi deve in pratica riscrivere il suo libro, tante sono le correzioni. E deve farlo prima di ora, quando invece la donna diversamente abile (e diversamente brava scrittrice) già pregustava la consueta vacanza natalizia ad Antler Lodge, in quella Silver Springs (Florida) in cui va da sempre, sin da quando era bambina.
La narrativa americana è così, a volte si va sempre nello stesso posto a volte andare sempre nello stesso posto è considerato il male assoluto. Qui è bene.

Come bersaglio per le freccette è la morte sua!

Ciò che l’editrice vuole da Izzi è che renda un po’ meno perfetto il suo eroe maschile, Desmond Ranes, che è decisamente sfuggito al controllo dell’ammmòre. La scrittrice accetta di riscrivere il suo romanzo per l’imminente scadenza ma non rinuncia alla sua vacanza natalizia, anche perché la sua amata baita sta per cambiare proprietario.

La scrittrice diversamente abile: di sicuro non è abile a scrivere!

Giunta sul posto abbiamo la solita immancabile scena romantichella, con la protagonista che finisce addosso all’uomo che sappiamo già essere il suo futuro amore. Ma stavolta c’è un particolare: Izzi a momenti ficca sotto con l’auto il modello che ha posato per le sue copertine romantichelle!

Va’ che manzo da copertina!

All’inizio in realtà Izzi pensa a una sorta di “incarnazione” del suo eroe letterario, ma ’sto tizio è reale e concreto e anzi ha preso le redini della baita paterna così da poter lanciare la sotto-sotto-trama cara a questi film conservatori: il giovane che vuole attuare migliorie quando invece è solo nella consuetudine passata e nelle tradizioni dell’infanzia il vero cuore, il vero ammmòre e lazi vari.

Anche in vacanza ci si lascia prendere dal lazo dell’ammmòre

Il film è scritto da Katrina Mathewson e Tanner Bean, coppia artistica che in questi giorni potete trovare alla sceneggiatura della serie TV Marvel “Hawkeye”. Qui il duo fa bene i suoi compiti e crea un prodotto in serie perfettamente sovrapponibile ad ogni altro romantichello esistente, con solo la particolarità… che i primi piani all’americana funzionano male, con una protagonista in carrozzina.

No, non è decisamente l’inquadratura migliore

Per il resto, la solita storia. Lei cercava l’uomo perfetto invece aveva bisogno dell’uomo perfetto per lei, lui è così gonfio di amore romantico che ne secerne pure dalle ginocchia, c’è la ragazzina che fa da collante fra i due, scenette frizzanti che testimoniano l’ammmòre che si sviluppa, a tre quarti della vicenda lei si convince che lui pensi a un’altra invece no, tranquilli, è solo un’amica: vi eravate preoccupati, eh? Poi lui si ritrae per stupidi motivi – perché i maschi sono sempre stupidi, nei film romantichelli – e alla fine.. il lazo dell’ammmòre ci agguanta tutti.

Scritte italiane in sovrimpressione: un tocco di gran classe

L’unica differenza qui è che il procedere della vicenda influenza la riscrittura dell’ultimo romanzo di Izzie, che cambia volta per volta a seconda degli sviluppi d’ammmmòre con Matt (Daniel di Tomasso), il suo “ragazzo copertina”.

Manco i Vanzina avrebbero accettato questa immagine…

Come sempre – ormai lo sapete – tutto finisce in un nuovo romanzo, perché le scrittrici dei film romantichelli rubano sempre le loro idee dalle esperienze appena vissute.

Come al solito, tutta la vicenda finisce in un romanzo campione di vendite

Amore nelle Alpi – ma non si dice “sulle” Alpi? – è un successo e sappiamo che la critica si è sperticata di lodi: visto che il romanzo dovrebbe raccontare quanto abbiamo appena visto, temo siano recensioni ben poco affidabili.

Un bocconcino di amante-modello da non lasciarsi sfuggire!

Il film è divertente e sa puntare sui propri (pochi) punti di forza, cioè quelli diversi dal solito filmetto romantichello copia-e-incolla. Assolutamente da lodare il fatto che nessun personaggio accenni alla condizione della protagonista, e in nessun punto della trama il suo essere su “quattro ruote” ha alcun peso nella vicenda: è la prima storia di vera integrazione che mi capita di vedere, una storia cioè dove una persona diversamente abile viene trattata come una persona, al di là di cosa possa o non possa fare. Esattamente come dovrebbero essere trattati tutti, al di là di tutto.

Il mio giudizio quindi è altamente positivo, sia per la sorprendente vera apertura mentale della vicenda, sia per il ghiotto risvolto pseudobiblico… sia per Il lazo d’amore, che è in assoluto il miglior titolo librario di sempre! Non riesco a capacitarmi che nessuno finora l’abbia mai usato.

Buon Natale e lasciatevi catturare dal lazo dell’ammmòre!!!

L.

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12 commenti

Pubblicato da su dicembre 24, 2021 in Pseudobiblia

 

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12 risposte a “[Pseudobiblia] Un finale natalizio da favola (2020)

  1. Cassidy

    dicembre 24, 2021 at 7:42 am

    No il piano americano andrebbe dimenticato in questi casi, però cosa vuoi dirgli? Ci ha regalato un utilizzo tutto nuovo della parola lazo, che si apre a mille derivazioni, questo film di Natale è già leggenda! Auguri di buone feste un abbraccio! 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus

      dicembre 24, 2021 at 7:49 am

      In questi tempi poco sereni, l’unico modo per passare un Natale migliore… è farsi stringere dal lazo dell’amore! 😀
      Tanti auguri e buon Natale ^_^

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  2. Raffa

    dicembre 24, 2021 at 8:42 am

    Buone feste! Ho visto che molti fanno gli auguri oggi, io li faccio domani sul blog…

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  3. Sam Simon

    dicembre 24, 2021 at 10:28 am

    Buone festeeeeee!!! Dal romantichello di qualità alla Marvel il passo è breve, pure lì i prodotti sono fatti in serie e sono per lo più indistinguibili l’uno dall’altro! X–D

    Un piacere festeggiare con te e Cassidy! :–)

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  4. Kukuviza

    dicembre 24, 2021 at 12:13 PM

    OH, finalmente qualcosa di leggermente diverso. E addirittura la scrittrice deve riscrivere e rendere meno perfetto il suo protagonista… cosa che invece funzionerebbe nei romantichelli reali. Nei romantichelli mi sembra che sono perfettisimi tranne per il solito trauma che li consuma dentro e quindi sono tenebrosi.
    Le copertine orrende! 😀 che poi la faretra manco c’è, in quello dell’arciere!
    E in quella “nelle Alpi”? cosa sarebbe quella cosa sulla montagna? Sembra un labirinto cretese oppure una testimonianza di vita aliena che ha costruito qualcosa

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    • Lucius Etruscus

      dicembre 24, 2021 at 12:41 PM

      Una parte di me spera che siano copertine “volutamente” brutte, fatte con intenti umoristici, perché altrimenti sono drammatiche.
      Mi ha stupito che in un prodotto così uguale a mille atri, quindi dozzinale, ci sia invece un’ottima gestione della disabilità, che non viene citata per niente, dimostrando vera integrazione. Le rivoluzioni iniziano sempre dove meno le si aspetta 😛

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      • Kukuviza

        dicembre 24, 2021 at 5:55 PM

        In effetti è una cosa lodevolissima e pazzesca, nel senso, si è mai vista al cinema? Non mi viene in mente nessun personaggio, soprattutto principale, figuriamoci poi romantichello, dove non viene fatto nessun accenno.

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      • Lucius Etruscus

        dicembre 24, 2021 at 5:58 PM

        E’ una cosa data per normale, anche perché l’attrice è davvero su sedia a rotelle Che io ricordi non ho mai visto un film con protagonista diversamente abile che non facesse mai alcun riferimento alla cosa!

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