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[Pseudobiblia] Un felice Natale (2017)

19 Nov

Siamo in pieno periodo natalizio su TV8, canale in chiaro che da settimane sta presentando prime visioni italiane introvabili altrove con tanto rosso e verde, tanti buoni sentimenti, regali e ammmmòre. Anche quest’anno il Natale è anticipato da secchiate di filmettini romantichelli. Per fortuna a volte hanno anche “libri falsi”.

È il caso di “Un felice Natale” (A Joyous Christmas, 2017) di Allan Harmon, andato in onda su TV8 il 16 novembre 2021.

Siamo a Fall Oaks, nel pieno del festival natalizio annuale, e qui scatta il domandone: ma perché, da altre parti i festival natalizi li fanno ogni sei mesi? Se è “natalizio” per definizione lo si fa a Natale, festa che come ogni altra festa del calendario cade solo una volta l’anno. Ma va be’, non cominciamo a fare i pignoli.

Quest’anno però il festival natalizio di Fall Oaks – che non è chiaro in cosa consista – è arricchito da un evento che manda la città intera in fibrillazione: è tornata Rachel Kennedy! Oh che bello, è tornata Rachel Kennedy, finalmente una buona notizia. Al che scatta il secondo domandone: chi cacchio è Rachel Kennedy?
Scopriamo che è una scrittrice (interpretata da Natalie Knepp) che si appresta a presentare il suo evento dal vivo: «la celebrazione dell’ispirazione». Qui scatta il terzo domandone: ma che vuol dire? Temo sia una di quelle robe che piacciono tanto, dove qualcuno per soldi dice a una platea cose ovvie, che la platea sapeva già gratis.

Meno male che Rachel Kennedy ci parla di ispirazione a pagamento

Comunque tutta la vicenda ruota intorno all’uscita del nuovo saggio di Rachel, che è una scrittrice motivazionale – genere che tira di brutto in America – così dopo il suo precedente saggio “Meriti tutto questo” (“tutto questo” cosa? è positivo o negativo?) ecco che sta per uscire un libro che già dal titolo è un capolavoro: “Prima io” (Me First!). Ah, quante domande senza risposta genera questo titolo…

Questo libro lo voglio prima io!!!!

Non lasciatevi ingannare dal fatto che la scrittrice si presenti in città a bordo di una grande limousine con autista personale, questo non vuol dire che si dia delle arie: è rimasta umile, è semplicemente la diva della porta (della villa) accanto, e per mostrarsi modesta davanti a quegli straccioni dei suoi compaesani si presenta vestita come i propri cartelloni pubblicitari: un tocco di genio che fa applaudire già prima ancora che il film sia iniziato!

Secondo voi, quale dei due è un cartellone pubblicitario?

Insomma, Rachel Kennedy è tornata, che vi piaccia o meno.

Rachel ama circondarsi di se stessa: capito la metafora?

Dietro ogni scrittore di successo c’è un bieco agente che fa soldi in modi discutibili, o almeno così vuole la vulgata, e in questo caso scegliere l’eterno infame Steve Bacic è stata la mossa giusta. Certo, con barba tinta e capelli più neri di quando era giovane, due decenni prima, sono cose che incrinano il suo ascendente da cattivo, ma alla fine la sua parte la porta a casa.
Per me però rimarrà sempre l’infame che ha tradito il capitano Dylan Hunt all’inizio della serie “Andromeda“.

L’eterno infame, con la faccia giusta per il ruolo

Un giorno per caso in un negozio Rachel incontra Jack (Michael Rady), un tizio che le chiede di aiutarlo a scegliere tra due cravatte che per me sono un crimine contro l’umanità, ma a quanto pare fanno tanta allegria. Quando poi Rachel deve incontrare l’organizzatore di eventi locale, con cui entrerà subito in contrasto, indovinate chi è? Bravi, proprio lui, Jack. Come siete perspicaci…

Spero che la domanda sia: “Quale cravatta devo bruciare per prima?”

Lui le consiglia di parlare di più del Natale e lei si incazza come se le avesse pestato un piede: perché tutto quest’odio nei confronti dei Natale? Ah, già abbiamo capito che il cuoricino di Grinch della scrittrice scoppierà d’ammmòre sia per la festa che per Jack, che intanto si legge uno dei libri motivazioni della Kennedy. Ma “Prima io” che leggo o “Prima io” che scrivo?

Questo libro me lo leggo prima io

Intanto abbiamo un assaggio della preziosissima conferenza che Rachel sta organizzando:

«Come ho scritto nel capitolo 4 di Prima io, l’unico modo per avere successo è eliminare ogni distrazione superflua e mettere noi stessi al primo posto. Perché le compagnie aeree vi dicono di mettere le maschere d’ossigeno per primi, perché se non vi occupate di voi stessi… come potete occuparvi degli altri? Non potete rendere felice un’altra persona se non lo siete voi. Quando ho capito come volermi bene, tutto il mio mondo è cambiato.»

Mi sembra ovvio che stanno caricando a morte la questione dell’egoismo così poi da mostrare come il personaggio cambia e diventa zuccherosamente altruista.

Per fortuna Rachel incontra una donna (Bonnie Bedelia, gloria del passato) che le ricorda i veri valori del Natale e della vita, una donna che si chiama… Joy. Capito? Joy, occhiolino occhiolino, “gioia”, gomitata gomitata, Gioia di Natale, gioia di dare, gioia di essere altruisti, dài che mi si sta slogando una spalla a forza di gomitate…

Mentre la vicenda scivola inesorabilmente nella melassa più zuccherata, con Joy che soffre perché da giovane ha dato in adozione un figlio di cui non sa più nulla, e Jack che soffre perché non sa nulla della sua madre biologica – ah, ma vuoi vedere che i due sono parenti? Ah, che trama esplosiva! – intanto conosciamo l’intera bibliografia di Rachel Kennedy.

Ha esordito con un grande successo, “Accendi il fuoco interiore“, un libro che fa scintille, poi però la sua seconda opera, “Meriti tutto questo“, è andata malino e ora il suo terzo libro motivazionale fresco di stampa è già vecchio, perché “Prima io” è denso di quell’egocentrismo che non appartiene più all’autrice, visto che il Natale le ha sparato in vena così tanti buoni sentimenti da cadere in coma glicemico.

Una scrittrice di successo con solo un libro di successo all’attivo

Purtroppo non viene approfondita molto la figura della scrittrice, l’espediente degli pseudobiblia come sempre è messo lì solo come contorno per speziare la storia, non è certo il primo piatto.

Non ci resta che salutare l’ennesima cine-scrittrice che scopre i buoni sentimenti grazie a dei “libri falsi”.

L.

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2 commenti

Pubblicato da su novembre 19, 2021 in Pseudobiblia

 

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2 risposte a “[Pseudobiblia] Un felice Natale (2017)

  1. Kukuviza

    novembre 21, 2021 at 5:04 PM

    finalmente quel periodo dell’anno in cui tu Lucius sarai subissato di film natalelli romantichini.
    Io devo capire perché è così gettonato il fatto di far incontrare i due pisquani futuri innamorati in una situazione X e poi guarda caso… si ri-incotrano nella situazione Y. Perchè, perché, lo fanno continuamente? Cosa aggiunge alla storia?

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      novembre 21, 2021 at 5:08 PM

      Ormai non ci provano neanche più, usano un copione che – lo dice il nome – copia da quello precedente: è tutta roba scritta in serie da un computer malefico che vuole conquistare il mondo televisivo 😀
      La tipa protagonista trova subito antipatico quello che, lo sappiamo già, poi le farà battere il cuore e via di luoghi comuni.
      Finché infarciscono il tutto con libri falsi, avrò materiale a vita da trattare ^_^

      "Mi piace"

       

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