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X-Files (6×07) Ecografie (X-Lucius)

13 Set

La nostra amica Vasquez è leggerissimamente appassionata della serie TV “The X-Files” e, scherzando con lei, ho fatto un commento frizzante di troppo sulla celebre serie – che notoriamente non ho mai amato – e per pagare pegno ho accettato di vedere alcuni episodi particolarmente “pseudobiblici”, scoprendo tali e tante chicche che devo per forza lanciare la rubrica “The X-Lucius“!

Ecco, a puntate, i “casi X” che Vasquez mi ha sottoposto.


“Ecografie”
(6×07, 3 gennaio 1999
In Italia: 6 giugno 1999)

Dopo ore passate a posizionare le cineprese, a calibrare le luci e tutto il resto, il regista Rob Bowman è pronto a girare la scena in cui nasce il figlio dei Weinsider, in realtà il figlio del diavolo. Sta per iniziare, dopo lunga preparazione, quando vede arrivare sul set la madre del neonato attore, che se lo prende e lo porta via: la donna adora “X-Files”, ma… suo figlio associato al demonio proprio no. I soldi so’ soldi ma è una fervente cattolica e certi accostamenti con il suo bambino non può mandarli giù.

In una società così timorosa dei demoni come quella americana è facile che anche un prodotto di finzione possa generare episodi come quello raccontato da Andy Meisler nel suo saggio The End and the Beginning (HarperCollins 2000), la guida ufficiale alla fine della quinta e inizio della sesta stagione della serie. È il nostro amico Meisler a raccontarci il processo creativo di David Amann, giovane sceneggiatore esordiente che si ritrova per la prima volta a scrivere un episodio di “X-Files”, il quale ricorda:

«È stata la quinta o sesta idea che ho proposto. Mi era venuto in mente un qualcosa alla Rosemary’s Baby (1968) ma al contrario: non raccontare cioè l’esperienza della madre, bensì quella del “padre”, il diavolo, che anche lui ha le proprie esigenze, sogni e ambizioni. A Chris [Carter] sembrava piacere molto questa idea.»

Dopo infinite riscritture e cambi di trama, continui confronti con la “stanza degli scrittori” e il resto, è pronto questo episodio il cui titolo strizza l’occhio al celebre e pluri-premiato film “Voglia di tenerezza” (Terms of Endearment, 1983), e racconta la storia di questo diavolo proveniente dall’Est Europa (tipicamente terra di diavoli) che in forma umana mette incinta varie donne nella speranza di dare alla luce un figlio normale, invece niente: tutti i feti presentano chiare sporgenze ossee sulla testa. So’ tutti cornuti come il padre!

Quel gran “cornuto” di papà diavolo, con il mento di Bruce Campbell

Trovo deliziosa l’idea di stravolgere il tema del film di Polanski – peraltro espressamente citato nell’episodio («Hai rivisto Rosemary’s Baby in TV l’altra sera?») – per ritrarre un diavolo che si è mozzato le ali, portandone le cicatrici sulla schiena, per creare una famigliola cristiana tradizionale, inseguendo un sogno di normalità del tutto irrealizzabile: il problema è che la sceneggiatura diventa sempre meno chiara man mano che procede la storia, tempo per la sovrapposizione delle varie stesure, e il finale avrebbe bisogno di uno spiegone che non c’è il tempo di fare, quindi si chiude tutto un po’ alla carlona. Il nostro Meisler continua a citare le parole del giovane sceneggiatore Amann:

«Poi Chris ha avuto l’idea: “Che succederebbe se la seconda donna fosse l’esatto opposto di quanto crede lui?” E allora la storia ha iniziato davvero a funzionare bene.»

In realtà la trovata è buona per il colpo di scena finale, con la donna che da “Rosemary” si trasforma in diavolessa peggiore del diavolo, ma non per la narrazione. Onestamente è tutto così fumoso che non sono riuscito a godermi l’episodio, visto che la spiegazione di tutto avviene nel velocissimo spiegoncino finale che in realtà non spiega nulla, e solo riflettendoci per parecchio dopo la visione ho cominciato a unire i puntini. Non la definirei una trama da ricordare, sebbene lo spunto sia delizioso.

A sorpresa scopro un Bruce molto “attoriale” ed “emotivo”

Inutile girarci intorno, l’unico motivo per vedere questo episodio è la presenza del mitico Bruce Campbell, l’eroe della gloriosa serie B che conquista i cuori. Com’è stato interpretare un ruolo così diverso e soprattutto… emotivo? Più noto per essere una faccia da schiaffi, qui Bruce interpreta un “povero diavolo” che più volte è mostrato nell’atto di piangere, una condizione davvero inedita per l’attore. Ecco perché mi rivolgo a lui in persona, mediante il suo saggio autobiografico “If Chins Could Kill, Confessions of a B Movie Actor” (2002).

«Quando molti pensano ad “X-Files” pensano alla paranoia, al mistero e alla fantascienza. Io invece penso alle scoregge.»

Così Bruce inizia il capitolo dedicato alla sua partecipazione alla serie. Ci informa che Duchovny è divertentissimo e ci racconta di quella notte sul set in cui è partita una gara di peti per vedere chi riusciva ad avvicinarsi all’optimum, cioè al potato chip fart, veloce e secca, o chi scadeva nel Taco fart, cioè quella lenta e bagnata. L’intera troupe è stata presa per sfinimento e alla fine è stata dichiarata la parità. Lo ammetto, non è il tipo di aneddoto che mi sarei aspettato da “X-Files”.

Per Bruce è un po’ come tornare a casa, visto che per la Fox nello stesso 1993 della serie di Carter aveva girato la sfortunata serie “Le avventure di Brisco County” che purtroppo non durò molto, ma l’apparato tecnico lavorava ancora per la Fox e infatti l’attore ritrova tutti gli amici in “X-Files”.

«Avevo incontrato David Duchovny e Gillian Anderson durante le campagne promozionali delle nostre serie, anni prima. Io e David abbiamo condiviso un volo per un evento promozionale a Chicago, ma all’epoca lui non era il veterano televisivo che è oggi, così durante il volo fra di noi si è svolta questa conversazione:

DAVID: Che diavolo dovremmo fare a questo evento promozionale?

BRUCE: Che intendi?

DAVID: Cioè, dobbiamo essere divertenti, affascinanti, o cosa?

BRUCE: Un po’ di entrambi, credo. Insomma, dobbiamo fare un po’ di scena.

DAVID: Mi sento un cretino.

BRUCE: Ehi, ringrazia che non devi andartene in giro vestito come un cowboy.»

Quante volte Bruce deve scavare buche nei film, dopo fatti paranormali?

Decisamente più freddo è stato il contatto precedente con Gillian Anderson, che Bruce ha incontrato presentando insieme una premiazione televisiva minore. Per capire quanto l’attore avesse preso sul serio la serata, si è presentato con lo smoking… e il cappello da cowboy. Visto che il testo che i due dovevano recitare per introdurre la premiazione era particolarmente fiacco, Bruce fa a Gillian una “proposta indecente”.

«BRUCE: Ehi, Gillian, che ne dici se invece di leggere il testo improvvisiamo qualche vecchia gag fra di noi?

GILLIAN: Perché dovremmo farlo?

BRUCE: Be’, questa non è proprio la cerimonia degli Oscar, penso che potremmo divertirci un po’.

GILLIAN: Tu puoi fare ciò che vuoi, io leggerò la mia parte e me ne andrò.»

Il commento finale di Bruce è: «Deve aver pensato che io fossi un alieno».

Quel povero diavolo di Bruce

Non sappiamo altro dalla bocca, anzi dal mento di Bruce, ma mi piace pensare che sia una citazione al mitologico L’Armata delle Tenebre (1993) quella di far snocciolare al suo personaggio una sorta di rito magico. Infatti a un certo punto il diavoletto in cerca di figli accusa la moglie di aver evocato il Dimonio con la formula «Zazas Zazas Nasatanta Zazas», che la X-Pedia mi dice essere una citazione da un’invocazione “enochiana”, cioè in linguaggio angelico, per richiamare il Wendigo, nella leggenda alconquiana. Boh, per me era un modo di strizzare l’occhio al «Klaatu Barada Nikto» di Ash.

Visto che Bruce è stato parco di aneddoti, torno a rivolgermi a Meisler per chicche sparse. Per esempio mi dice che la splendidamente inquietante villetta dei Weinsider è stata trovata dal location manager Ilt Jones, fidato collaboratore della serie e oggi al servizio di grandi produzioni cinematografiche di serie A, nei dintorni di Pasadena, la parte più sulla costa est dell’area di Los Angeles.

Applausi per la casa del demonio nel bosco!

All’inizio il protagonista doveva guidare una Chevrolet Camaro Z28 convertibile ma poi durante le riscritture del copione diventa una BMW Z3 rossa, gentilmente fornita dalla General Motors che non ha avuto alcun problema a pubblicizzare una propria auto sebbene in TV appaia guidata da un diavolo!

Per la correttezza delle divise da poliziotto la ricercatrice Lee Smith sia è rivolta sia alla rivista “Roanoke” che ai fan della serie di base a Pasadena, spingendoli a inviarle foto di poliziotti e autovetture della polizia locale: ovviamente la sua mail si è immediatamente riempita.

Dopo la messa in onda dell’episodio, nel cui inizio l’agente Spender (Chris Owens) cerca di sabotare l’indagine, l’attore si è visto guardare male per le strade di Los Angeles, e qualcuno gli ha gridato per strada “Sei uno stronzo, Spender!”, chiaramente fondendo attore e personaggio.

Un’altra delle citazioni televisive di “X-Files”

Per finire, ad un certo punto inquadrano una televisione che sta trasmettendo il film “L’uomo dal vestito grigio” (The Man In The Gray Flannel Suit, 1956) con Gregory Peck, il che mi consente di invitarvi a leggere la bella recensione di Kukuviza.

Ringrazio Vasquez per il contagio memetico e ricordo che l’amico SamSimon sta recensendo tutti gli episodi di “X-Files”.

L.

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10 commenti

Pubblicato da su settembre 13, 2021 in Uncategorized

 

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10 risposte a “X-Files (6×07) Ecografie (X-Lucius)

  1. Il Moro

    settembre 13, 2021 at 8:22 am

    Bruce Campbell dove lo metti lo metti ti illumina la giornata.

    Piace a 1 persona

     
  2. Vasquez

    settembre 13, 2021 at 10:41 am

    L’episodio lo ricordo come carino ma niente di eccezionale, in compenso spero che “X-Lucius” non finisca mai! Ma che meraviglia, dalla gara di peti sul set a Gillian Anderson che invece rimane sulle sue: un aneddoto migliore dell’altro.
    E il titolo dell’autobiografia di Campbell? Ne vogliamo parlare? 😀
    X-Lucius for ever!

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      settembre 13, 2021 at 10:47 am

      Ogni attore dovrebbe scrivere la propria autobiografia, così da deliziare noi spettatori con quegli aneddoti nelle conferenze stampa e nelle campagne pubblicitarie non vengono mai citati 😀
      Tranquilla, per colpa tua sono infognato con X-Files e non finirà mai ^_^

      Piace a 2 people

       
  3. Evit

    settembre 13, 2021 at 2:02 PM

    Ecco perché ricordo quello scemo di Benny Hill. Me lo sarò visto negli ultimi minuti in attesa di X-Files

    Piace a 1 persona

     
  4. Kukuviza

    settembre 17, 2021 at 10:10 am

    La gara di peti… ma si possono fare puzze a comando? oppure sono stati lì tutta la notte e quello che veniva veniva? Dei P-files direi.
    Ahaha lo ha smazzato alla grande Gillian il provero Bruce! Perché cotanta freddezza? Forse temeva che improvssiando qualche vecchia gag sarebbe venuto fuori un risultato che più fiacco non si può?

    Nella mia lumacaggine pure di lettura, vedo solo ora la citazione (grazie) al mio post su quel film lunghissimo e assai noioso.
    Quando ho visto Gregory Peck nel fotogramma, pensavo fosse Omen, visto che ha il tema demoniaco.

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      settembre 17, 2021 at 10:24 am

      Infatti di solito le citazioni televisive in X-Files che mi sono capitate erano di argomento legato alla trama dell’episodio, qui invece sembra slegato: magari era un film che piaceva a Chris Carter 😛

      Non sono chiare le regole della gara di peti, Bruce avrebbe dovuto essere più preciso! ^_^

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  5. Giuseppe

    ottobre 27, 2021 at 4:42 am

    Per merito di Bruce può essere che, qualche volta, mi sembrerà di sentire il tema musicale di X-Files suonato a peti (e comunque, negli extra dei DVD di non ricordo ora quale stagione, vediamo pure Gillian mollarne una breve e secca in mezzo ai colleghi uomini durante una pausa nelle riprese… Bruce sarebbe stato orgoglioso di lei, e si sarebbe certo creato un feeling diverso rispetto a quello del loro primo incontro) 😉

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