RSS

X-Files (4×08) Tunguska (X-Lucius)

30 Ago

La nostra amica Vasquez è leggerissimamente appassionata della serie TV “The X-Files” e, scherzando con lei, ho fatto un commento frizzante di troppo sulla celebre serie – che notoriamente non ho mai amato – e per pagare pegno ho accettato di vedere alcuni episodi particolarmente “pseudobiblici”, scoprendo tali e tante chicche che devo per forza lanciare la rubrica “The X-Lucius“!

Ecco, a puntate, i “casi X” che Vasquez mi ha sottoposto.


“Tunguska”
(4×08, 24 novembre 1996
In Italia: 30 maggio 1997)

— Agente Scully, dov’è l’agente Mulder?
— La mia risposta sarà brusca: se ne è andato a Tunguska!

Tocca prenderla a ridere con la vicenda più brutta che ho incontrato finora in questa serie, ma lo stesso mi fornisce materiale di cui parlare.

Sarò brusca: volete Mulder? Andate a Tunguska!


Planet schmanet, Janet

Dopo che il professor Scott ha spiegato con dovizia di particolari il funzionamento del raggio-antimateria di Frank’n’Furter, utilizzando paroloni scientifici come «congegno di trasporto psicomolecolare», a chiudere la scena arriva la sciocchina Janet: «Ci manderà su un altro pianeta?» Che cacchio c’entra un altro pianeta? A concretizzare il pensiero di tutti è il “dolce travestito” Frank, che esclama «Planet schmanet, Janet!»: non saprei tradurlo (infatti i sottotitoli italiani del DVD non lo fanno), ma diciamo che è qualcosa che richiama un “pianeta di stupidità”.

Il personaggio che dà voce alle stupide domande del pubblico

Non so se questa scena del mitologico The Rocky Horror Picture Show (1975) fosse conscia di riallacciarsi ad una grande tradizione del cinema fanta-horror americano, ma sta di fatto che la tradizione esiste e come sempre ce l’ha spiegata bene “Futurama“, che all’apparenza sembra una serie animata di culto invece è un perfetto manuale di scrittura creativa. In uno dei primi episodi – purtroppo non sono riuscito a ritrovarlo – il cinico Bender spiega che gli scienziati iniziano sempre i loro discorsi con paroloni altisonanti, poi per far capire la situazione a quei buzzurri ignoranti degli spettatori arriva un personaggio a riassumere tutto con una similitudine pacchiana. Quindi la regola, rispettata da sempre in ogni film fanta-horror mai prodotto in terra americana, è: supercazzola scientifica piena di paroloni seguita da stupidata facile facile che pure l’ultimo bifolco campagnolo possa capire.

«Questa roccia contiene ciò che noi chiamiamo idrocarburi aromatici policiclici [polycyclic aromatic hydrocarbons], e corrispondono alla descrizione approssimativa di quelli trovati nei frammenti di meteorite rinvenuti di recente in Antartide.»

Certi idrocarburi sono così, li riconosci a naso. «A Sergio, come so’ ’sti idrocarburi?» «Sniff Sniff, so’ aromatici». Scherzi a parte, da Wikipedia scopro che esistono sul serio e si trovano nel carbon fossile e nel petrolio, ma sta di fatto che Scully – teoricamente la scienziata della serie – non li ha mai sentiti e appena lo scienziatone ha finito la sua supercazzola lo guarda con occhi vacui, senza capire. Così tocca allo scienziato stesso abbassare il livello e fare il personaggio che parla per il pubblico bove:

«Quello che state osservando probabilmente viene da Marte.»

E ci siamo ancora, Planet schmanet: perché un sasso che ha un elemento comune in natura dovrebbe venire da Marte? Perché ha qualcosa in comune con roba trovata in Antartide? Quindi l’Antartide è la discarica di Marte? Non si sa, ma la regola è rispettata e il pubblico composto da Janet è contento: si parla di un altro pianeta e tutto è chiaro.

Il motivo per il collegamento pencolante con il Pianeta Rosso me lo spiega il nostro amico Andy Meisler, autore della guida ufficiale alla quarta stagione intitolata “I Want to Believe” (1998). Qui viene spiegato che ha sollevato molto clamore mediatico la notizia rilasciata dalla NASA il 7 agosto 1996 (tre mesi prima dell’andata in onda di questo episodio), per cui «è stata trovata la prova che suggerisce come sicuramente una forma primitiva di vita sia esistita su Marte più di 3,6 bilioni di anni fa». Ammazza che notizia! Hanno trovato mezza caccola fossile che forse, magari, chi può dirlo, miliardi di anni fa poteva pure essere una mezza caccola vera: correte a riscrivere i libri di storia!

Da quando esiste la carta stampata ogni anno vengono riportate vaghe e inconsistenti prove di “qualcosa” che miliardi di anni fa potrebbe, forse, magari, chissà, aver ipoteticamente abitato Marte, e la notizia fa il paio con la scoperta dell’acqua sul Pianeta Rosso, notiziona che viene data ogni singolo anno da decenni, senza che nessuno noti come ci sia più acqua su Marte che sulla Terra. Comunque secondo Meisler quella notizia straordinariamente vaga, inconsistente e totalmente aleatoria ha mandato in estasi la stanza degli sceneggiatori di “X-Files”.

«Proprio così, l’idea di infilare l’olio alieno nella roccia è nata per via delle notizie sulle rocce di Marte [contenenti tracce di vita antica]. Dopo il primo notiziario, la mattina dopo mi sono presentato e ho gridato: “X-Files!”»

A parlare compiaciuto è Frank Spotnitz, storico autore e produttore della serie, che d’un tratto ha preso la guazza nera che stava negli abissi (come abbiamo visto) e non c’entrava una mazza con Marte… e ora l’ha fatta venire da Marte. E tutti i fan sono convinti esista una “mitologia”, cioè un impianto di nozioni e regole preesistenti a cui ogni episodio si ispira, quando invece ogni episodio è una sparata a casaccio che rispetta un’unica regola: distruggere ogni mitologia.

Il black oil si vende a tubi…

E Prometheus (2012) lì a copiare, con il black goo

L’innominato olio nero del precedente episodio, che in realtà era semplicissimo olio vecchio usato dall’entità aliena per spostarsi da un corpo all’altro, ora diventa «cancro nero» (black cancer), «cancro che vive dentro roccia» (The cancer that lives in the rock), così lo chiama il geologo russo prigioniero nella stessa galera dov’è finito Mulder.

«È stato costruito dai russi. Saddam l’ha usato nella Guerra del Golfo.»

Ah, la vogliamo fare un po’ di bieca propaganda falsa? E meno male che è Internet a sfornare fake news, invece la narrativa americana propaga solo Pura Verità…

A proposito, perché Fox è in una prigione russa? Serve una premessa.


Tunguska

La passione etrusca per Tunguska (che fa pure rima) mi è venuta da ragazzino, quando in TV mi innamorai di una trasmissione che si poteva beccare su qualche canale locale: oggi so che si chiamava “Arthur C. Clarke’s Mysterious World” (1980), e nel 1994 ho potuto recuperarne diversi episodi grazie alla VideoRAI che li ha riversati in VHS, chiamando la trasmissione “Misteri del mondo“.

La particolarità che conquistò il mio piccolo cuore è che a differenza di qualsiasi altro approfondimento “del mistero”, l’obiettivo del noto scrittore era l’esatto opposto: dopo aver esposto i misteri più misteriosi, Clarke forniva anche l’eventuale spiegazione razionale. Non diceva che quella fosse la vera spiegazione, ma faceva capire come non si dovesse sottostare per forza al fascino dell’inspiegato confondendolo con l’inspiegabile. L’unico “mistero” rimasto senza spiegazione alternativa credo sia stato proprio quello di Tunguska, semplicemente perché le tante spiegazioni possibili… sembrano tutte impossibili!

Intorno al 2004 ho trovato su bancarella un saggio delizioso, appartenente a una sottocollana dei “Libri Pocket Longanesi” dedicata al mistero: “Tunguska: la “cosa” dallo spazio” (Tunguska: Cauldron of Hell, 1978) di Jack Stoneley: malgrado le virgolette, è chiaro che quella “cosa” richiami ad immagini ben poco scientifiche, eppure è un saggio impeccabile. L’autore prima racconta i dati oggettivi poi presenta le varie tesi che potrebbero spiegare il fenomeno, dalla più concreta alla più fantasiosa, sempre senza “tirare” il lettore da una parte o dall’altra, limitandosi a fornire informazioni e a lasciare a lui l’incombenza di decidere per quale spiegazione parteggiare.

«Ma qual è il profondo segreto di Tunguska? Per anni esperti e studiosi hanno suggerito trattarsi della caduta di una gigantesca meteorite, del tutto analoga a quella che in Arizona ha scavato un enorme cratere. Ma se, in effetti, questa fosse la soluzione dell’enigma, perché non esisterebbe traccia sul suolo dell’impatto del corpo celeste? Per di più non è stato ritrovato alcun frammento meteorico. E per quale misteriosa ragione all’interno dell’area devastata un gran numero di alberi d’alto fusto è rimasto perfettamente inalterato, intoccato, come se il cataclisma fosse accaduto qualche chilometro più lontano?»

Alla domanda del saggista del 1978 risponde la trasmissione di Clarke del 1980, mostrando riproduzioni in laboratorio che studiano le esplosioni nucleari, le quali lasciano sempre intatte le strutture direttamente sotto il punto in cui avvengono, che siano gli alberi di Tunguska o le case di Hiroshima.

La tesi più concreta per spiegare ciò che è successo nella Siberia centrale quella mattina del 30 giugno 1908 è l’esplosione in aria di un enorme oggetto celeste, ma dirlo con certezza è difficile, e non aiuta il fatto che parliamo di una zona sperduta nel nulla, molto difficoltosa da raggiungere e soprattutto “fredda”, visto che ormai qualsiasi prova concreta è andata persa, dato che fra le varie spedizioni scientifiche è passato moltissimo tempo, e l’asetticità dei test su campo è altamente discutibile. Solamente Fox Mulder impiega un paio d’ore, grazie all’autostop, per arrivare in una delle zone più inaccessibile del pianeta…

Da Washington a Tunguska in mezz’ora di macchina: che ci vuole?

Se invece vi piacciono i “misteri misteriosi” e le “tesi giacobbose”, allora potete benissimo pensare ad un’astronave naufragata sulla Terra: curioso che l’assenza di minerali convinca gli scettici che non sia stata una cometa, mentre l’assenza di lamiere di un’astronave no. Volete una chicca? Il russo Leonid A. Kulik è quello a cui si deve tutto, è lui che ha scoperto la zona dell’impatto e nel corso di trent’anni ha compiuto diverse spedizioni di studio, ed è lui a raccontarci come nella zona la ricrescita della vegetazione sia stata straordinariamente veloce: che sia una spora aliena o una mutazione? O magari l’olio nero? In fondo il black goo dell’universo di Alien è esattamente un accelerante evolutivo.

Particolarmente fantasiosa la tesi di “Martin Mystère” (nn. 22-24, gennaio-marzo 1984), a detta di Ade Capone il primo fumetto a trattare l’argomento. Il buon vecchio zio Martin nella località siberiana trova animali enormi mutati geneticamente dalle radiazioni di un’esplosione non certo dovuta ad oggetti astrali, bensì… a una civiltà di super-scienziatoni instauratisi a Tunguska per isolarsi dal mondo, e provenienti da ogni èra e ogni luogo, anche Firenze. Che uno pensa al clima di Firenze e si dice: ma sì, andiamo nella gelida siberia!

Il fascino di Tunguska sta nel fatto che è una cattedrale costruita sul niente, il russo Kulik negli anni Venti del Novecento non aveva alcuno strumento per rilevare dati che oggi potrebbero essere utili nello stabilire qualsiasi cosa, e a decenni di distanza ogni “prova” non ha più alcun valore se non indicativo. Proprio per questo il luogo ha un fascino misterioso romantico, qualcosa che esula da qualsiasi logica… tipo le sceneggiature di “X-Files”!!!

Com’è abitudine degli episodi doppi, si chiacchiera tanto ma si giunge a poco. Inseguendo la pista di Tunguska, che è proprio dietro l’angolo, l’agente Mulder in mezz’ora copre migliaia di chilometri e arriva nelle celebre vallata, peccato però non ci sia più neanche un albero: nel boschetto canadese scelto per le riprese al massimo c’era una radura pietrosa, e facciamo che quella sia la sterminata taiga.

La zona dell’eplosione, a quanto pare ancora oggi spoglia di alberi

Qui Mulder scopre che di pietre nere provenienti da Marte ce n’è a palate… Ma come, nel secolo scorso non era stato trovato alcun minerale, ora invece ne è pieno? Va be’, ormai si va con il pilota automatico, così vediamo i russi cattivi che sono fermi alla tecnologia dell’Ottocento ma hanno distillato una biotossina aliena, usando vecchi tubi arrugginiti per veicolarla. Scusa, tovarish, posso installare i tubi nuovi? No, la grande tecnologia sovietica si basa esclusivamente su vecchi tubi arrugginiti: se non c’è ruggine la scienza russa non va avanti.

Il tubo arrugginito: la base della scienza russa

Inoculato l’olio nero a Mulder, curiosamente non viene posseduto dall’entità aliena come visto in precedenza, né gli vengono gli occhi rossi come in seguito, semplicemente… niente. Nessun effetto collaterale. Oh, tutti che si lamentano di questa biotossina, invece è come bere un bicchier d’acqua. E come si guarisce? Semplice, un altro russo ti fa un’iniezione e l’olio nero ti cola via dagli orifizi più presentabili, e a posto così. Più sano di prima. Lo facevo più pericoloso quest’olio alieno…

Lascio le sconclusionate trame prive di Canone e mitologia ai relativi fan, ma non posso chiudere senza ricordare che il 13 ottobre è la data di compleanno che condividiamo io, Chris Carter e Fox Mulder, e la trasmissione in cui Arthur C. Clarke racconta Tunguska, contagiandomi da piccolo, è andata originariamente in onda… il 14 ottobre. Là verità è là fuori, dopo Tunguska a destra.

Ringrazio Vasquez per il contagio memetico e ricordo che l’amico SamSimon sta recensendo tutti gli episodi di “X-Files”.

L.

da “l’Unità” del 30 maggio 1997

da “l’Unità” del 30 maggio 1997

Aspetta, Gillian Anderson in un videoclip sexy subito dopo il doppio episodio di “X-Files”? La programmazione di Italia1 va rispettata!

– Ultimi post simili:

 
12 commenti

Pubblicato da su agosto 30, 2021 in Uncategorized

 

Tag:

12 risposte a “X-Files (4×08) Tunguska (X-Lucius)

  1. cinziablackgore

    agosto 30, 2021 at 9:12 am

    Non l’avevo mai visto sto videoclip, che trash! E che voce “melodiosa” la Scully!! 😁😆😂

    Piace a 2 people

     
    • Lucius Etruscus

      agosto 30, 2021 at 9:13 am

      Diciamo che se non fosse stato per “X-Files” dubito fortemente che sarebbe diventata famosa anche solo un 5% di quanto è diventata 😛
      Che avrei dato per vedere le facce degli spettatori di Italia1, che dopo due episodi con Scully serissima e musona, la vedono poi in vesti totalmente diverse, e con qualità decisamente diversa.

      "Mi piace"

       
      • cinziablackgore

        agosto 30, 2021 at 9:17 am

        Non le immagini? Eccoti alcune facce: 😮😲😳🤯😵 …ed ecco la mia ora che l’ho visto: 🤦

        Piace a 2 people

         
  2. Vasquez

    agosto 30, 2021 at 11:42 am

    ella l’archeologia Etruska di Tunguska 😛 , decisamente più interessante di questo doppio episodio, già sai cosa penso della mitologia della serie, inutile dilungarsi.
    Ricordo però che rimasi comunque colpita da questa esplosione-fantasma della quale non si riesce a sapere nulla, pur con tutti i mezzi moderni.

    “Dopo la consueta puntata del serial horror-poliziesco, un’anteprima del primo videoclip di Gillian Anderson…”
    Primo e ultimo voglio sperare! Ma che è ‘sta roba? Non ne ho assolutamente memoria grazie al cielo, e anzi per dimenticare di averlo visto inizio finalmente il mio pellegrinaggio in cerca della verità.
    Dov’è che hai detto? Dopo Tunguska a destra?

    Piace a 2 people

     
    • Vasquez

      agosto 30, 2021 at 11:43 am

      *Bella
      non “ella”

      Piace a 1 persona

       
    • Lucius Etruscus

      agosto 30, 2021 at 11:51 am

      Non puoi sbagliare, appena vedi una radura senza alberi, gira a destra e la verità è lì 😀

      Il fascino di Tunguska è proprio l’assenza totale di qualsiasi informazione, capace quindi di stuzzicare ogni fantasia giacobbosa.
      Le testimonianze e i dati che abbiamo è tutta roba di decima mano, raccolta molti anni dopo gli eventi, con un rigore scientifico altamente dubbio, resa difficoltosa dalla barriera linguistico-culturale per non parlare della zona altamente difficoltosa da raggiungere per i locali, figuriamoci per gli stranieri!
      Ciò che abbiamo quindi sono voci, sentito dire, pare che, dice che, sembra che, e quindi ognuno può dire la sua, non ci sono limiti ^_^

      Piace a 2 people

       
  3. Conte Gracula

    settembre 8, 2021 at 10:21 am

    Mi pare di ricordare che in un episodio fosse stato detto che Mulder è un ibrido umano-alieno.
    Forse è per questo che l’olio nero non gli fa nulla, l’ha già passato da bambino 😛
    Nel caso, avrebbero dovuto spiegonarlo in un altro episodio… e non ho la forza di scoprirlo da me XD

    Piace a 2 people

     
    • Lucius Etruscus

      settembre 8, 2021 at 10:24 am

      Hanno cambiato così tante volte le carte in tavola che non si capisce più niente. Magari si sono inventati l’ibrido in un’altra puntata e questa ormai è andata così 😀

      Piace a 1 persona

       

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: