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[Books in Movies] Le porte dell’inferno (1987)

20 Ago

All’alba del 15 agosto 2021 il canale IRIS ha rispolverato una di quelle chicche da collezione che Mediaset tiene murate vive da trent’anni nei propri magazzini, materiale italiano distribuito in tutto il mondo tranne che in Italia, dove è praticamente inedito a causa di un peccato capitale che da noi è imperdonabile: essere stato girato sul finire degli anni Ottanta, epoca in cui il crollo totale della richiesta di cinema italiano spacciato per americano ha decretato la morte in patria di un’intera generazione di prodotti.

Non stupisce dunque che de “Le porte dell’inferno“, distribuito all’estero come Hell’s Gate o Gates of Hell, non esista alcuna traccia nell’ANICA (l’archivio del cinema italiano) o in ItaliaTaglia, il database dei visti di censura italiani. Questo film di Umberto Lenzi in pratica non esiste, in quanto la sua vita distributiva non ha lasciato alcuna traccia, al di fuori di VHS e DVD AVO Film di datazione incerta: probabilmente è un fantasma che appare in TV nelle notti di Luna piena…

Ciò che qui conta è la curiosa parte “libraria” del film.

Anche sottoterra si legge Umberto Eco

La storia verte su un gruppo di scienziati finto americani che stanno studiando il comportamento umano in situazioni di prolungato isolamento, così abbiamo la “cavia” che da decine di giorni vive all’interno di una grotta sottoterra, dove non ha alcuna concezione del tempo che passa.

La cavia è continuamente monitorato eppure a un certo punto sparisce senza che nessuno capisca come sia possibile. La squadra di scienziati dunque organizza subito una spedizione per andare a recuperare il collega ma, giunti sul posto, cominceranno ad accadere robe horror studiate male e realizzate peggio.

Ciò che qui conta è il fatto che, sebbene monitorassero costantemente la “cavia”, nessuno si era accorto che stava leggendo un libro ben corposo, che viene ritrovato sul suo letto: “Il nome della rosa” (1980) di un altro Umberto, cioè Umberto Eco.

Giusto per fare una marchetta con discrezione…

Il libro viene mostrato con la copertina di Aurelia Raffo per l’edizione tascabile Bompiani, apparsa già nel 1981 e ristampata regolarmente quasi ogni anno fino al 1988: è proprio dal 1989 in cui si dice sia uscito questo film che la copertina cambia, quindi per le riprese o hanno usato una copia personale di qualcuno o la Bompiani ha fornito un “avanzo di magazzino”.

«A te non sembra molto strano che leggesse proprio questo romanzo, che parla di un’abbazia e dei delitti orrendi che vi furono commessi alcuni secoli fa?»

La trovata della sceneggiatura firmata da Lenzi stesso insieme a Olga Pehar verte sul fatto che la grotta scelta per l’esperimento, guarda a volte la jella, è proprio quella dove settecento anni prima un’antica abbasia soprastante aveva imprigionato sette monaci eretici, le cui animacce fetenti ora sono in attesa di sette corpi di peccatori da poter “incarnare”. Guarda caso gli scienziati scesi nella grotta sono sette, e ovviamente tutti peccatori.

Il sangue sul libro non promette bene…

L’enorme richiesta di horror dell’epoca ha spinto registi d’altri tempi a riciclarsi in ruoli che poco avevano a che fare con le loro capacità, e visto che erano così pochi i fan italiani si sono fissati su di loro a livello maniacale, considerandoli ancora oggi “maestri dell’horror” solo ad honorem, visto che i loro film di quel genere sono totalmente inguardabili.

Questo film va dimenticato perché indegno del regista che l’ha firmato, e rende chiaro perché a un certo punto, fra il 1989 e il 1990, i distributori italiani abbiano smesso di acquistare questa roba. Anche per loro c’era un limite…

Oggi il romanzo di Eco, come altre sue opere, lo trovate ristampato da La nave di Teseo.

«Un’abbazia medievale isolata. Una comunità di monaci sconvolta da una serie di delitti. Un frate francescano che indaga i misteri di una biblioteca inaccessibile. Il romanzo che ha rivelato al mondo il genio narrativo di Umberto Eco, un libro tradotto in 60 paesi, un best seller da 7 milioni di copie solo in Italia, che ha vinto il Premio Strega e ha ispirato film e serie TV di successo mondiale.»

L.

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5 commenti

Pubblicato da su agosto 20, 2021 in Books in Movies

 

5 risposte a “[Books in Movies] Le porte dell’inferno (1987)

  1. Conte Gracula

    agosto 27, 2021 at 10:54 am

    Questo film credo di averlo visto, mi pare di ricordare che mostrasse anche un po’ di tarantole, ma non quelle bestie che si possono trovare in certe caverne, quelle che potrebbero essere dei face hugger (motivo per cui non potrei mai fare lo speleologo 😛 ).
    Se il film è lo stesso, potrei averlo visto tra la fine degli ’80 e i primi ’90, credo non oltre il ’94, probabilmente su un canale regionale come TCS (Tele Costa Smeralda, che più avanti prestò lo spazio a Italia 7) o forse su Odeon.

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    • Lucius Etruscus

      agosto 27, 2021 at 10:57 am

      Di sicuro questi film, rigettati da cinema e VHS, hanno girato per ogni canale televisivo locale esistente, purtroppo raramente lasciando tracce del loro passaggio.

      Piace a 1 persona

       

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