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[Pseudobiblia] Purple Violets (2007)

16 Ago

Ho visto su Prime Video il film “Purple Violets” (2007) scritto e diretto da Edward Burns (in DVD Blue Swan), a sorpresa una storia di cine-scrittori con ottimi  pseudobiblia.

La storia è molto “woodyalleniana”, visto che parla dell’amore contrastato di due coppie a New York. Una sera per caso due amiche incontrano in un ristorante due amici, e visto che tempo prima i quattro stavano insieme, a due a due, la situazione è un po’ imbarazzante.

Visto che tutti e quattro stanno vivendo momenti particolari della propria vita nasce la curiosità di riallacciare quei vecchi rapporti, e potete stare sicuri che questo avrà conseguenze sul resto delle loro vite.

La coppia che ci interessa è quella formata da Patti Petalson (Selma Blair) e Brian Callahan (Patrick Wilson), due cine-scrittori con relativi pseudobiblia al seguito.

Patti finita la scuola ha pubblicato un’antologia di racconti – di cui purtroppo viene taciuto il titolo – che ha riscosso un discreto successo, e a sorpresa ancora oggi trova estimatori. Poi però arrivato il più famigerato dei banchi di prova di un qualsiasi artista, la “seconda opera”, e Patti lì non ha neanche iniziato a competere. Mollata la scrittura, diventa una (pessima) agente immobiliare, lavoro che palesemente non le piace.

I racconti di Patti Petalson piacciono ancora

Brian Callahan invece ha conosciuto un luminoso successo con i suoi romanzi polizieschi con protagonista Frank Knight, rude detective di New York dalla mano pesante e la battuta pronta: non stupisce che sia diventata anche una serie di film di successo, interpretati da un certo Rick Tedesco.

Tra i fan schizzati di Knight c’è anche il comico Bill Hader (sullo sfondo)

Della bibliografia di Callahan conosciamo solo qualche titolo: “Long Cool Knight“, “Knight Calls” e “Knight After Knight“. Ammazza che fantasia!

Il brutto degli incontri con i fan… è che ci sono i fan

Dopo aver guadagnato un mare di soldi sfornando un’avventura di Knight ogni anno, Callahan è seriamente stufo di quel genere di libri, e finalmente è riuscito nel suo grande sogno: scrivere un romanzo “vero”, non un’avventura poliziesca di genere. Un romanzo scritto con il cuore che parli di… boh, mica s’è capito di cosa parla, se non che romanza la vita giovanile dello scrittore. Non stupisce che sia un tonfo totale di vendite.

Il nuovo romanzo moscio di un autore di romanzi da duri

Con “The Good Doctor” Callahan si mette a nudo e quindi prova molto più dolore nell’essere massacrato dalla critica, ma soprattutto dall’essere totalmente ignorato dai fan, che vogliono solo altre avventure di Frank Knight e non moscerie pseudo-biografiche.

Un romanzo che distrae dal lavoro

Non la pensa così Patti, che scopre per caso in libreria il romanzo di Callahan e se lo divora – tanto non le va di lavorare come agente immobiliare! – e diventa probabilmente l’unica lettrice soddisfatta di questo esperimento letterario di un autore poliziesco.

Il sorriso di quando il tuo lavoro non piace a nessuno…

… tranne che alla tua ex fiamma

I due ex amanti si ritrovano grazie a un libro, e si scoprono uno estimatore dell’arte narrativa dell’altra, e proprio leggendo le frasi di lancio sull’antologia di Patti che i due finiscono per suggellare il loro ritorno di fiamma.

Galeotto fu il libro, e Stephen King e Dean Koontz (negli scaffali in basso a destra) muti!

Nella sua mega-villa mlionaria – perché i gialletti in America fanno guadagnare soli d palate, almeno nei film – Callahan scrive ovviamente su una macchina da scrivere: e come ti sbagli? Sembra che mostrare al cinema uno scrittore al computer sia un’offesa.

E ti pare che non usciva fuori la macchina da scrivere?

Quella che segue è una storia d’amore che non definirei appassionante, visto che si basa sui soliti tira-e-molla dei filmetti romantichelli generici, mentre questa è una produzione più dignitosa, addirittura girata a New York (con quello che costa). Il presupposto è che per scrivere un libro bisogna ritirarsi su una villa milionaria sulla spiaggia e rimanerci per sei mesi, uscendone poi con un libercolo di onanismo letterario che ovviamente non vuole nessuno. È davvero un’immagine parecchio fuorviante degli scrittori, ma serviva un trucco perché la storia d’amore fra i due protagonisti fosse travagliata.

Il mondo letterario aveva bisogno del ritorno di Patti…

Patti dal suo ritiro spirituale se ne esce con il libro “Palm Reader“, quindi autobiografico perché per tutto il film lei ha l’abitudine di leggere le mani della gente: il mondo letterario aveva bisogno di un nuovo racconto personale? Per fortuna il film è onesto e fa notare come nessuno compri il suo libro.

Invece c’era proprio bisogno di Frank Knight…

Callahan alla fine ha ceduto, da una parte ha accontentato gli editori e i fan e ha scritto “Last Knight“, una nuova avventura del suo personaggio, ma dall’altra ha scritto la parola “fine”: questa è l’ultima avventura di Frank Knight, ucciso dal suo ingrato autore.

Ora cosa scriverà Callahan, visto che il suo romanzo “serio” è stato un tonfo? Ovvio, un altro romanzo serio, un altro onanismo letterario che romanza un’esperienza vissuta. Anche perché, ormai lo sapete, tutte le storie di cine-scrittori finiscono con un nuovo libro che racconta quanto visto su schermo, e con lo stesso titolo del film in questione. Il nuovo romanzo di Callahan dunque si chiamerà “Purple Violets“.

Tutto finisce in un libro. Sempre

Non lo definirei un buon film, ma di sicuro è un ghiotto gioco letterario, che nasconde primizie inaspettate.

Il mistero del libro misterioso

Ad un certo punto, infatti, per un paio di fotogrammi Patti mostra un libro a favore di camera, “Death Row Laywer” di Abbey Katz, che non solo è un libro che non esiste, ma l’autrice è una grafica che all’epoca lavorava per il cinema, compreso questo film in cui risulta assistente dell’art department: ipotizzo che si sia divertita a creare questa falsa copertina come oggetto di scena, e in quanto collezionista di libri che non esistono adorerei avere quello pseudobiblion sui miei scaffali!!!

L.

– Ultimi “libri falsi”:

 
3 commenti

Pubblicato da su agosto 16, 2021 in Pseudobiblia

 

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3 risposte a “[Pseudobiblia] Purple Violets (2007)

  1. Obsidian M.

    agosto 16, 2021 at 10:32 am

    Ma è una mia impressione o questi libri, quando tenuti in mano dalla ragazza, sembrano molto più grandi? Quasi un formato A4…

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      agosto 16, 2021 at 10:35 am

      Non so se gli oggettisti di scena sbagliano le misure o se davvero in America vanno di moda libri enormi, vere chilate di carta che temo abbiano bisogno di librerie ben grandi, ma sta di fatto che nei filmetti rosa capita quasi sempre di vedere libri sproporzionatamente grossi. Capisco l’edizione cartonata, ma qui si esagera 😀

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    • Conte Gracula

      agosto 17, 2021 at 10:46 am

      Sui libri “normali” non saprei rispondere, ma per quanto riguarda i giochi di ruolo più classici, quello che da noi è stampato in A4, negli USA è solitamente di un formato un po’ più piccolo dell’A4 – traducendo dall’inglese all’italiano, il testo tende a diventare più voluminoso e per mantenere un numero di pagine simile, da noi si aumenta il formato.

      Piace a 1 persona

       

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