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X-Files (5×05) Prometeo post-moderno (X-Lucius)

14 Lug

La nostra amica Vasquez è leggerissimamente appassionata della serie TV “The X-Files” e, scherzando con lei, ho fatto un commento frizzante di troppo sulla celebre serie – che notoriamente non ho mai amato – e per pagare pegno ho accettato di vedere alcuni episodi particolarmente “pseudobiblici”, scoprendo tali e tante chicche che devo per forza lanciare la rubrica “The X-Lucius“!

Ecco, a puntate, i “casi X” che Vasquez mi ha sottoposto.


“Prometeo post-moderno”
(5×05, 30 novembre 1997
In Italia: 24 maggio 1998)

Scritto e diretto dal fondatore Chris Carter in persona, l’episodio si presenta come… un fumettone d’altri tempi!

Come se fossimo in un fumetto dell’orrore in bianco e nero – che i giovani lo sappiano, un tempo c’erano anche i fumetti in bianco e nero! – i nostri due eroi Scully e Mulder sono chiamati ad investigare in un paesino di campagna, Bloomington, dove una signora del posto lamenta un fenomeno davvero curioso: “qualcosa” di alieno per la seconda volta l’ha narcotizzata ed ha abusato di lei, tanto da essere rimasta di nuovo incinta. Dalle ricostruzioni pare che quest’essere mostruoso abbia due bocche… proprio come il Grande Mutato!

Persino il “credulone” Mulder non può fare a meno di notare che le descrizioni della signora corrispondono curiosamente al personaggio mostruoso di un fumetto che è in casa, disegnato dal figlio della signora stessa. Quel figlio concepito decenni prima con lo stesso sistema “narcotizzante”.

Mi piace pensare che la “doppia faccia” del fumetto “Grande Mutato” (The Great Mutato) sia un omaggio al mitico trucco di Rob Bottin per La Cosa (1982) di John Carpenter.

Cosa fa più paura di un mostro con due bocche? Il giornale locale! Da quando vivo in provincia ho scoperto che i piccoli giornali locali sono più scandalistici di qualsiasi giornale scandalistico cittadino.

I nostri due investigatori scopriranno che va be’ che il paese è piccolo e la gente mormora, ma è troppo istantaneo il fenomeno per cui ogni loro commento sulla questione finisce riportato dal giornale locale, “Bloomington Today“. Peccato che in realtà si tratti solo di “strilli” senza contenuto.

Come il prop master Ross MacDonald mostra in questo speciale, un bravo responsabile degli oggetti di scena sa creare magie ignote allo spettatore: il prop master è quello che scrive a mano un diario che poi sarà inquadrato solo per pochi secondi. Non tutti hanno tempo o risorse (o voglia) di raggiungere alti gradi di perfezione nel creare oggetti di scena, così la nostra Scully regge tra le mani un quotidiano scritto da un prop master “svogliato”… che si è limitato a creare il testo battendo tasti sulla tastiera e poi riempiendo tutto con il copia-e-incolla. In fondo la TV del 1997 non era certo nell’alta definizione odierna, e ciò che lo spettatore dovrebbe leggere sono solo gli “strilli” del quotidiano. Mai Ken Hawryliw, il prop master di questo episodio, avrebbe immaginato che qualcuno prendesse una copia in alta risoluzione dell’episodio per catturare schermate e studiare il testo del quotidiano, scoprendo che è lo stesso testo breve ripetuto a gruppi di tre!

Non c’è fumetto dell’orrore senza scienziato pazzo, così entra in scena il bravo attore John O’Hurley, dall’espressione costantemente sardonica, ad interpretare il Frankenstein della storia con però il nome di dottor Polidori, chiaro omaggio al medico di Byron che in quell’estate del 1816 era vicino a Mary Shelley quando scrisse il suo moderno Prometeo, altra espressione citata dall’episodio in questione.

Il dottor Polidori è chiaramente la parodia di tutti gli scienziati poco etici della narrativa dell’orrore, infatti è l’unico… ad unirsi ai paesani armati di forconi! Roba da radiarlo dall’Albo degli Scienziati Pazzi.

E se non siete ancora paghi di citazioni, Polidori ci informa che sta per partire per una serie di conferenze all’Università di Ingolstadt, guarda caso proprio dove lo studente Victor Frankenstein studia e lavora alla sua creatura, nel romanzo della Shelley. Indovinate poi come si chiama la moglie del nostro Polidori? Bravi: Elizabeth.

«Mi parve di vedere Elizabeth, nel fiore della salute, camminare per le strade di Ingolstadt. Felice e sorpreso, la abbracciavo. Ma appena posavo le mie labbra sulle sue per baciarla, queste diventavano del livido colore della morte; i suoi lineamenti apparivano mutati e mi sembrava di avere tra le braccia il cadavere di mia madre.»
(Un incubo di Victor Frankenstein, nel romanzo di Mary Shelley)

Con tutte queste citazioni non rischiamo di ridurre la trama a mera carrellata di stereotipi? Non me lo chiedo io, se lo chiedono i nostri due eroi, che in ben due punti si fermano e cominciano a snocciolare paroloni manco fossero Woody Allen e Diane Keaton che filosofeggiano in Amore e guerra (1975).

«Mulder, temo che tu voglia ridurre quest’uomo a uno stereotipo letterario, a un topos: quello dello scienziato pazzo.»

Tranquilli, Chris Carter non ha pensato neanche per un attimo di usare paroloni come topos: è pura invenzione del doppiaggio italiano. Abbiamo dunque un direttore del doppiaggio dal gusto così sopraffino da inserire termini in lingua greca? A quanto pare sì, però questa attenzione non la ritroviamo quando Mulder piazza la super-frase ad effetto:

«It’s alive!»

Poteva mancare questa citazione del Frankenstein (1931) di James Whale? No, peccato che il doppiaggio italiano scelga di annullarla:

«Allora esiste

Sicuramente rende meglio il senso del momento in cui viene detta, in cui cioè Scully e Mulder capiscono che il Grande Mutato esiste davvero, ma si perde la citazione, ciliegina su una torta fatta di citazioni.

L’ultima citazione è in realtà la più importante, quella che permea tutto l’episodio: perché il Grande Mutato è così amante della musica di Cher, tanto che Chris Carter ha scritto la storia pensando al coinvolgimento della cantante stessa? (Peccato che invece Cher abbia declinato l’offerta, malgrado pare sia una grande fan di “X-Files”: stando alle voci pare che una volta visto l’episodio si sia mangiata le mani per non aver partecipato, visto che comunque appare e ha dovuto lasciare a una riccia qualunque di impersonarla di spalle.)

In questo grande gioco citazionista il nostro Mutato è costretto a vivere ai margini della società, con il suo volto mostruoso, proprio come il giovane protagonista del film “Dietro la maschera” (Mask, 1985) di Peter Bogdanovich, recuperato dalla Sinister Film in DVD lo scorso 2020. Questo film lo vediamo trasmesso nella vecchia TV del deforme protagonista.

Ho approfittato di questo viaggio di studio in “X-Files” per vedermi finalmente un film che sento citare sin da quando sono bambino ma non ho mai avuto occasione di vedere: per spiegare quanto sia vecchio Dietro la maschera, basta dire che lì Sam Elliott sembra addirittura giovane! (Sembra, perché l’attore alla nascita aveva già cinquant’anni!)

Ad Eric Stoltz ho sempre voluto bene perché mi ha rapito il cuore ne La Mosca 2 (1989), film che credo sia piaciuto solo a me, ed oggi scopro che c’è lui dietro la corposa maschera da mostro di Rocky, protagonista di questa strana favola moderna. Il problema di Dietro la maschera è che per tre quarti di film la sceneggiatrice Anna Hamilton Phelan ci mostra questo mondo da favola, in cui tutti vogliono bene a Rocky e sanno vedere oltre il suo aspetto, con il giovane che cresce nei sani valori dei una comunità di motociclisti, nelle cui feste gira alcol e droga in quantità industriale. La mamma stessa di Rocky, Rusty (Cher), ci viene detto essere dedita a non si sa cosa: in alcuni momenti è descritta come distrutta dalla droga ma al di là di una sigaretta non si vede mai il personaggio fare altro. Sarà una famosa “sigaretta di droga”?

Questa favola in cui basta un minimo di sforzo e il mondo ti sorride, e tutti ti vogliono bene al di là del tuo aspetto, dove ovviamente Rocky è un drago a scuola e perfetto in tutto ciò che fa, all’improvviso si trasforma in realtà, quando cioè sulla testa del povero Rocky cadono tutti gli ovvi problemi che erano ovvi pure prima ma ignorati. E all’improvviso scopre che la vita già fa schifo per i belli, figuriamoci per i brutti!

Sebbene il cuore sia al posto giusto, il film l’ho trovato troppo innocente, per non dire ingenuo, soprattutto per gli anni Ottanta, quando tutti i giovani erano bullizzati pesantemente a scuola, in ogni film che si rispetti: perché Rocky che riceve una singola battutina innocua fa la faccia come di chi è stato appena bastonato? Direi che poteva andargli decisamente peggio. Per esempio poteva essere trattato come il Grande Mutato di “X-Files”, rincorso dai paesani armati di forconi, con in testa addirittura il frankenstoide Polidori, quello che invece con i suoi studi poco etici ha aperto la via a tutte le mostruosità che abitano Bloomington.

Eric Stoltz “mostruoso” al fianco di una giovanissima Laura Dern

Anche stavolta la visione dell’episodio è stata divertente, grazie ai motivi di studio che mi hanno tenuto sveglio l’interesse e alla voglia citazionista di papà Carter, che non poteva chiudere la storia se non in forma di fumettone.

Saprà il prossimo episodio consigliato da Vasquez continuare ad intrigarmi? Lo scopriremo la settimana prossima.

Ringrazio Vasquez per il contagio memetico e ricordo che l’amico SamSimon sta recensendo tutti gli episodi di “X-Files”.

L.

da “l’Unità” del 24 maggio 1998

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17 commenti

Pubblicato da su luglio 14, 2021 in Uncategorized

 

Tag:

17 risposte a “X-Files (5×05) Prometeo post-moderno (X-Lucius)

  1. Cassidy

    luglio 14, 2021 at 8:52 am

    A mani basse uno degli episodi più matti (nel senso migliore del termine) di tutta la serie, quanto ho voluto bene a questa puntata, bizzarrie del doppiaggio a parte. Cheers!

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    • Lucius Etruscus

      luglio 14, 2021 at 8:54 am

      Capisco infatti perché Vasquez me l’abbia consigliata, data l’altissima densità di citazioni letterarie, giochi metanarrativi e divertimenti vari. Persino un odiatore della serie come me apprezza questo episodio 😛

      Piace a 1 persona

       
  2. Madame Verdurin

    luglio 14, 2021 at 9:23 am

    Vergogna: non avevano neppure uno stagista che scrivesse un giornaletto finto? Proprio quello col lorem ipsum… mi aspettavo di meglio!

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      luglio 14, 2021 at 9:25 am

      Vista l’importanza della serie, e i sicuri fondi a cui poteva attingere, è in effetti strano usare il trucchetto del testo finto: forse all’epoca era impossibile notarlo, se ripenso ai televisori degli anni Novanta e alle emittenti dell’epoca, sicuramente potevano contare su una bella dose di “nebbia” che mascherasse il testo scritto in piccolo. Però un bravo prop master di qualità crea anche le cose che non si vedono a video 😉

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  3. Vasquez

    luglio 14, 2021 at 11:25 am

    Nella sigla di “The X-Files” non sono mai apparsi i titoli delle puntate, né in inglese né in italiano (anche se in coda c’erano i crediti di doppiaggio, e qualcosa credo pure di aver conservato), e per conoscerli bisognava per forza acquistare una delle tante guide tv in edicola. Cosa che io ovviamente facevo, eppure il titolo di questa non sono riuscita a memorizzarlo per parecchio, e per anni nella mia testa si è intitolata “Il Grande Mutato”!

    Checché se ne pensi in giro ci sono episodi della serie che non mi piacciono (ad esempio quello scritto da King) e che rivedo malvolentieri, ma questo entrò da subito prepotentemente tra i primi tre in una ipotetica classifica. Tra i primi tre ce ne saranno una ventina, ma chi fa caso a queste cose? 😛
    Mi dispiacque per Cher, che mi piaceva come cantante e come attrice, ma l’episodio è una meraviglia!
    “Dietro la maschera” l’ho visto, anche più di una volta, girava spesso per le reti tv in quegli anni, ma lo ricordo poco. Non so se mi piacerebbe rivederlo adesso.

    Complimenti come sempre per l’ottimo lavoro di ricerca e posso confermare come ai tempi fosse praticamente impossibile distinguere il testo di un articolo di giornale sui televisori a tubo catodico, per quanto potesse essere buono il segnale. Anche se…sì, vista l’importanza e i mezzi della serie, avrebbero dovuto usare più professionalità.

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    • Lucius Etruscus

      luglio 14, 2021 at 11:43 am

      Semmai dovessi trovare qualche schermata del doppiaggio di X-Files, sai già a chi inviarla ^_^
      Grazie della segnalazione, è stato un episodio ghiottissimo e non vedo l’ora di andare avanti nella tua classifica.

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  4. Sam Simon

    luglio 14, 2021 at 3:05 PM

    A questo non sono ancora arrivato, ma non vedo l’ora di farlo! Lucius ci stai ricadendo, ho un deja vu che mi riporta a Voyager… X–D

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    • Lucius Etruscus

      luglio 14, 2021 at 3:18 PM

      Appunto, già per colpa tua ho visto sette stagioni di una serie che per vent’anni avevo detestato a scatola chiusa, scoprendo infine di amarla… non è che ora per colpa di Vasquez divento fan di X-Files????? Una vita passata ad odiare qualcosa che alla fine potrebbe piacermi…

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  5. Iuri Vit

    luglio 14, 2021 at 4:03 PM

    Ho sempre preferito questi episodi un po’ fuori di testa rispetto a tutta la minestra degli alieni dove sembrano prendersi sempre troppo sul serio. Comunque non saprò mai se ce ne sono altri visto che, a quanto pare, lo hanno tirato giù da Amazon Prime

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    • Lucius Etruscus

      luglio 14, 2021 at 4:51 PM

      Eh, il brutto di Amazon è che colpisce alle spalle, e appena ti organizzi ti sfila i titoli da sotto le mani. Infatti mi sbrigo a catturare schermate per le mie “indagini” prima che i film scompaiano dal catalogo 😉

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