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[Books in Movies] Weekend con il morto (1989)

22 Mar

Su Prime Video mi è capitato di rivedere dopo trent’anni una commedia che all’epoca fece molto scalpore, “Weekend con il morto” (Weekend at Bernie’s, 1989) di Ted Kotcheff, disponibile in DVD e Blu-ray Pulp Video.

Rivisto a tre decenni di distanza temevo di trovarlo stupidino, invece è esattamente come lo ricordavo: una commedia leggera, sì, ma con un ottimo senso del ritmo e un giusto dosaggio di trovate sceme e situazioni ben scritte.

L’ho rivisto con piacere, ed è stata una bella sorpresa scoprire che a casa di Bernie Lomax, il “diversamente vivo” del titolo, oltre ad oggetti di lusso ci sono anche… prime edizioni cartonate!

Le riprese si sono svolte nell’agosto del 1988, e come vedremo i libri di casa Lomax sono tutti recenti, se non addirittura freschi di stampa.

Un riccone che legge libri appena usciti (cliccate per ingrandire)

Il primo libro da sinistra, con copertina nera e scritta rossa, è la prima edizione cartonata di “The Bourne Supremacy” (1986), seconda avventura dell’eroe di Robert Ludlum, portato in Italia da Rizzoli lo stesso 1986 con il titolo “Doppio inganno“.

Ecco la trama da UraniaMania:

«Uno squallido locale notturno di Kowloon, nella Cina meridionale. Uno strano religioso avvolto in una tunica bianca. Il frastuono della musica è assordante, e il sacerdote uccide … Poi uccide ancora. Inginocchiatosi, l’uomo di fede traccia a terra, con il sangue delle vittime, un segno…»

Ecco la trama di Amazon dell’edizione recente:

«Uno squallido locale notturno di Kowloon, nella Cina meridionale. Uno strano religioso avvolto in una tunica bianca. Nell’assordante frastuono della musica, il sacerdote uccide. Poi uccide ancora. Inginocchiatosi, l’uomo di fede traccia a terra, con il sangue delle vittime, un indecifrabile simbolo. Un altro romanzo, dal ritmo incalzante e serrato, del maestro del thriller, che ancora una volta sorprende per la capacità. di raccontare gli enigmatici intrecci della politica internazionale.»

A seguire, “Glitz” (1985) di Elmore Leonard, portato in Italia da Sperling & Kupfer, nel 1986 con il titolo “Casino“.

Ecco la trama da UraniaMania:

«Il tenente di polizia Vincent Mora è in convalescenza a Portorico per riprendersi da una brutta ferita d’arma da fuoco. Nel suo cuore cova una tragica amarezza perché, pur essendo un poliziotto da anni, pur avendo assistito a ogni sorta di orrori, per la prima volta ha ucciso un uomo. Ha, invece, risparmiato la vita a Teddy, un ladruncolo seminfermo di mente, consegnandolo alla giustizia qualche tempo prima. Ma questi, appena uscito di prigione, coltiva in segreto il folle proposito di vendicarsi di lui. Come Vincent non sa di essere il bersaglio di una cieca vendetta, così la sua ragazza di un tempo, la bella portoricana Iris, ignora quale destino l’attenda: è in partenza per Atlantic City dove spera, come tanti altri, di realizzare un suo vano sogno di ricchezza. È la misteriosa e cruenta morte della ragazza che spinge Mora ad abbandonare la quiete solare dell’isola per cercare di scoprire la verità. Il poliziotto si insinua nel giro delle case da gioco, si trova a faccia a faccia con Cosa Nostra, con i padrini che governano il gioco d’azzardo nella corrotta città. Fra le persone che incontra nel corso della sua indagine ufficiosa ce n’è persino una, Linda, di cui potrebbe innamorarsi. Ma Teddy, in paziente e maniacale agguato, continua a tessere la sua tela vischiosa di cui tutti sono assolutamente ignari. Un finale a sorpresa conclude questo romanzo, best-seller negli Stati Uniti, in cui l’autore, paragonato dalla critica a Raymond Chandler e a Dashiell Hammett, ci offre una storia emozionante sorretta da un’azione che non conosce soste; i dialoghi incalzanti e veloci e i personaggi tracciati con realismo e precisione ne fanno un thriller magistrale.»

Subito dopo “What’s Next?” (1988) di Paul E. Erdman, portato subito in Italia da Rizzoli con il titotlo “Come prepararsi al crack dell’89 e prosperare negli anni Novanta“. Mi sa che questo titolo è stato profetico, e molti “lupi” dei Novanta l’hanno letto per tempo.

Il resto della biblioteca di Bernie (cliccare per ingrandire)

Da quest’altra inquadratura vediamo altri libri della villa di Bernie. Dall’alto si parte con “Outbreak” (1987) di Robin Cook, portato da Sperling & Kupfer nelle nostre librerie del 1988 con il titolo “Contagio“.

«Un’epidemia misteriosa e terribile si sta diffondendo in America, ma stranamente miete le sue vittime solo all’interno degli ospedali, colpendo medici e pazienti. Incaricata di analizzare l’inquietante fenomeno, una giovane ricercatrice scopre a poco a poco che dietro il morbo si cela la possibilità, ben più sinistra, di un agghiacciante complotto ordito da persone molto vicine a lei. Ed è solo l’inizio di un incubo terrificante. Un thriller d’autore, ricco di scene mozzafiato e carico di suspense

A seguire, “On Wings of Eagles” (1983) di Ken Follett, portato subito in Italia da Mondadori come “Sulle ali delle aquile“.

«Teheran, 1979. In piena rivoluzione khomeinista, i magistrati iraniani decidono arbitrariamente di fare arrestare due dirigenti di un’industria texana di computer che fa capo al magnate Ross Perot, con l’accusa di aver incassato una commessa illecita. Nonostante la loro estraneità ai fatti, neppure il governo degli Stati Uniti riesce a ottenerne la liberazione. Prende così corpo l’idea, audace al limite della follia, di ricorrere a un commando, guidato dal colonnello Bull Simons, incaricato di far evadere i due prigionieri e di farli tornare sani e salvi in patria insieme agli altri impiegati dell’azienda rimasti in Iran. Un romanzo di Ken Follett di grande impatto emotivo e forza drammatica, una missione impossibile che da storia vera è già divenuta leggenda.»

Quel libro con la scritta “Carson” non so riconoscerlo, mentre sotto c’è quasi sicuramente “Making it Big in the City” (1983) di Peggy Smith, una guida femminile rivolta alle ragazze che arrivano in una grande città da un paesino, spiegando loro come adattarsi. A quanto pare è universalmente considerato un pessimo libro! È inedito in Italia.

Per finire, “Chapterhouse: Dune” (1985), l’ultimo libro della saga prima della morte di Frank Herbert, nel 1986. La Nord lo porta subito in Italia con il titolo “La rifondazione di Dune“.

«Dopo gli eventi descritti nel quinto volume della saga di Dune, (Gli eretici di Dune), il vecchio ordine galattico è in pieno sfacelo: il Sentiero Dorato stabilito dall’imperatore-dio Leto II ha condotto all’Armageddon. Il pianeta Dune è stato distrutto e l’unico resto del glorioso impero degli Atreides è la Sorellanza del Bene Gesserit, l’ultima sacca di resistenza contro le Madri Onorate, le violente e sanguinarie donne a capo di una cultura aliena nata dopo la morte di Leto. Ora, nel pianeta della Casa Capitolare, il mondo da cui provengono le sorelle del Bene Gesserit, un mondo ancora ignoto al resto della galassia, viene progettato un nuovo impero, una nuova civiltà che risorga dalle ceneri dell’antica, come l’araba fenice. Le donne della Sorellanza delle Bene Gesserit devono fuggire in ogni parte del cosmo per evitare gli assalti delle Madri Onorate, ma hanno ancora un’arma che non è caduta nelle mani nemiche: hanno dei vermi della sabbia, generati da un verme gigante salvato prima della distruzione di Dune. E sul pianeta della Casa Capitolare stanno allestendo un vero deserto, cosicché i suoi discendenti possano ricreare quel ciclo ecologico che aveva portato alla spezia e alla creazione di un impero… Ancora una volta Frank Herbert intreccia una storia di grande fascino e complessità, in cui le fazioni opposte manovrano l’una contro l’altra per la supremazia e il potere, e la grande ruota della saga di Dune compie un’altro giro in direzioni del tutto imprevedibili.»

Fa piacere che nel 1988 della nascita della finanzia spietata (quella che comanda ancora oggi) nella villa di un riccone superficiale e truffatore ci sia spazio per dei libri, segno che all’epoca la lettura era ancora considerata un pregio.

L.

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16 commenti

Pubblicato da su marzo 22, 2021 in Books in Movies

 

16 risposte a “[Books in Movies] Weekend con il morto (1989)

  1. Cassidy

    marzo 22, 2021 at 8:55 am

    L’ho rivisto anche io e devo dire che ho avuto la tua stessa sensazione, stupidino ma ritmato quindi alla fine è invecchiato decentemente 😉 Bisogna dire che Bernie era un gran lettore, oltre alle feste aveva tanti libri! Cheers

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    • Lucius Etruscus

      marzo 22, 2021 at 8:58 am

      Credo che dagli anni Novanta in poi sarebbe assurdo trovare dei libri nella super-villa di un riccone, squalo della finanzia ma soprattutto della truffa, semplicemente perché rovinerebbe l’arredamento. Invece a quanto pare nel 1989 era normale che insieme a vari oggetti di lusso ci fossero anche delle prime edizioni cartonate.

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  2. Sam Simon

    marzo 22, 2021 at 10:10 am

    Sono ere geologiche che non vedo questo film, ma lo ricordo sparato sulla TV italiana molto spesso negli anni novanta!

    E coincidenza delle coincidenze, mi è appena arrivata la trilogia di Dune (diciamo: i primi tre libri della saga) regalo della mia dolce metà per la festa del papà appena passata. Non vedo l’ora di tuffarmi nell’universo di Herbert!

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    • Lucius Etruscus

      marzo 22, 2021 at 10:17 am

      Auguri, saranno tipo diecimila pagine 😀
      Sai che poi ti toccherà recensire le varie versioni cine-televisive? E pure quella che prima o poi uscirà? (E’ pronta da almeno un anno ma se aspettano che riaprano i cinema non la vedremo mai.)
      Pensa che proprio l’altra notte IRIS ha mandato il Dune di Dino (De Laurentiis): tienici informati sul tuo viaggio 😉

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      • Sam Simon

        marzo 22, 2021 at 11:02 am

        Ho già il DVD del delirante film di Lynch lì che mi guarda, ma prima che finisca di leggere anche solo il primo libro ne passerà di acqua sotto i ponti… sto leggendo un gigantesco volume sulla storia di Batman (letteratura, TV e cinema tutto incluso), un libro sulla lingua spagnola, un libro su Carpenter, Kobane Calling di Zerocalcalre e pure l’altlante del Discworld!

        Poco a poco…

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      • Lucius Etruscus

        marzo 22, 2021 at 11:13 am

        ahhaha nient’altro? Potresti iniziare “Guerra e pace”, visto che non hai niente da leggere 😀

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      • Sam Simon

        marzo 22, 2021 at 11:29 am

        E non ti ho detto tutti gli altri libri che devo ancora cominciare ma che mi guardano pure loro dagli scaffali! Natale è stato molto prolifico quest’anno… O___o

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      • Lucius Etruscus

        marzo 22, 2021 at 11:30 am

        Quanti Natali ci vorranno a smaltire quei regali? 😛

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      • Sam Simon

        marzo 22, 2021 at 11:51 am

        Infiniti, perché ogni Natale ne arriveranno altri! X–D

        Ma uno dei buoni propositi di quest’anno era trovare il tempo per leggere di più, e per ora ci sto riuscendo. Non quanto mi piacerebbe, ma sto facendo passi in avanti!

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      • Lucius Etruscus

        marzo 22, 2021 at 1:44 PM

        Il prossimo Natale, però, fatti regalare libricini da 100 pagine, che così puoi facilmente recuperare 😛

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      • Sam Simon

        marzo 22, 2021 at 2:11 PM

        Questo lo dovrei fare… X–D

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  3. cinziablackgore

    marzo 22, 2021 at 12:02 PM

    Oddio, ho “Cime tempestose” e “L’ultimo dei moicani” in lingua originale che fissano anche me, che sto ancora studiando l’ inglese ma li ho presi lo stesso… Non li ho letti in lingua originale, ho solo visto i film, aiuto…😅

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    • Lucius Etruscus

      marzo 22, 2021 at 1:48 PM

      Io qualche anno fa sono passato ai romanzi in lingua originale perché costretto da un semplice fatto: la totale indifferenza dell’editoria italiana nei confronti dei titoli che mi piacciono 😛
      Non so come reagirei con i classici, dalla scrittura impegnativa, ma per i romanzi “leggeri” alla fine l’inglese non è un’eccessiva fatica, trattandosi di una narrazione molto semplice e lineare. Non mi azzarderei mai ad affrontare Cime tempestose in lingua originale 😛

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      • cinziablackgore

        marzo 22, 2021 at 2:00 PM

        Lo sapevo che avevo fatto una c..sciocchezza…vabbè, io ci provero’ lo stesso a finirlo, appena mi viene una botta di energia…

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  4. zoppaz (antonio zoppetti)

    marzo 23, 2021 at 10:45 am

    La tua maniacale (nel senso più positivo) bibliofilmofilia è meravigliosa, la cura che metti in queste ricerche è davvero sorprendente!

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    • Lucius Etruscus

      marzo 23, 2021 at 3:01 PM

      ahhah ti ringrazio per il neologismo, che faccio subito mio 😛
      Ormai è una questione patologica, appena intravedo un libro in un film tutti i miei sensi vibrano: è diventata una vera “filìa”, una perversione, come la bibliofilia 😛

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