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Gina Carano e la libertà di parola (2021)

16 Feb

Una nota della Lucasfilm rende ufficiale questo febbraio 2021 ciò che si sospettava già dalla fine del 2020: cioè che l’attrice Gina Carano è stata fatta fuori dall’universo di Star Wars per colpa dei fan armati di fiaccole e forconi. Visto che l’attrice è stata crocefissa da chi fino a un attimo prima la seguiva e la applaudiva, l’utente visual_approach_photo sul suo profilo instagram ha avuto l’idea di ritrarre crocefissa Cara Dune, cioè il personaggio interpretato da Gina nella serie “The Mandalorian”, da cui è stata cacciata a pedate. Come vedete in alto, ho voluto riprendere in modo dilettante quell’idea.

Che l’America sia sempre più lontana da un paese democratico è ormai chiaro, basta guardare la sua storia recente per rendersi conto che tutto ciò che per anni ci hanno spacciato per “sacro” nella narrativa popolare ormai è andato in frantumi. L’ultima frontiera è la libertà di parola, di cui gli Stati Uniti vanno giustamente fieri, anche se chi la esercita se la vede brutta.

Da sempre gli attori perdono il posto e finiscono in disgrazia per frasi infelici scappate di bocca, figuriamoci se le scrivono: perché, dunque, gli attori continuano a parlare? Gina Carano durante le disgraziate elezioni americane ha scritto su twitter una frase a favore di Trump, lamentandosi dei brogli elettorali: non era certo la sola, purtroppo milioni di americani seguono Trump e le sue idee, perché lei però è stata crocefissa? Perché al contrario di quei pittoreschi criminali che hanno assaltato la “culla della democrazia”, uccidendo gente, lei è un’attrice. E questo è molto più grave dell’uccidere qualcuno.
Non bastasse questo casino, che già la portò sul Golgota a fine 2020, negli ultimi giorni se ne è uscita con altre dichiarazioni discutibili e allora chiodi e martello sono scattati inesorabili: addio, Gina, ci rivediamo nei filmacci di serie Z.

Dopo anni di gavetta con film spazzatura, la nostra Gina era arrivata alla Mecca, a Star Wars dell’Impero del Male Disney, soldi a palate per ruoli facili e veloci. Perché, mi chiedo, rischiare tutto per dire quattro cacchiate su Twitter? Cos’è questo bisogno di parlare, in un Paese che da decenni dimostra che se parli ti crocefiggono?

Al di là del destino di Gina Carano, che può interessare o meno, il problema è la libertà di parola: se è un diritto sacro per la cultura americana, perché allora crocefiggono tutti quelli che lo esercitano? In effetti dalla narrativa popolare sappiamo che lì i poliziotti che ti arrestano ti dicono «Hai il diritto di non parlare», il che è un consiglio molto saggio, invece al di fuori delle pratiche di polizia la regola americana è: «Hai il diritto di dire ciò che vuoi, ma tutto ciò che dirai sarà usato per licenziarti». Forse dovrebbero scriverlo ben chiaro sulla prima pagina di tutti i social.

Il problema è che tutti quelli che usano i social non capiscono che stanno rilasciando dichiarazioni ufficiali con validità legale, quindi scrivono cose assurde che non direbbero mai dal vivo credendo di stare cazzeggiando al bar: se tutti capissero che ogni parola scritta su un social è come una dichiarazione giurata depositata in Tribunale, il 90% delle cazzate che riempie ogni giorno i social scomparirebbe. Sarebbe un mondo migliore.

In questo sono contento di essere italiano, il Paese Senza Memoria per eccellenza, dove nella stessa frase puoi dire tutto e il contrario di tutto tanto non frega niente a nessuno. Oggi puoi insultare un’etnia e domani esserci amicone, oggi è sì domani è no, poi è sì, poi è no, e via così, tanto non esiste memoria, sei eternamente giovane e vergine. Basta guardare il Governo dei Migliori che si è appena insediato, scivolando sulla saliva dei giornalisti: tutti vergini, tutti illibati, nessuno ricorda le loro dichiarazioni passate e i danni che hanno già fatto quando li chiamavano “peggiori”, oggi sono tutti Migliori. Domani saranno tutti Peggiori, poi cadrà il Governo, arriveranno altri Vergini Migliori, poi torneranno i Vergini Migliori di prima e via così. Senza memoria.

La mia preoccupazione è che essendo l’Italia una colonia felice dell’America, un popolo di schiavi culturali itanglesi malati di sindrome di Stoccolma, prima o poi passi l’assurda idea che le dichiarazioni ufficiali abbiano un peso: ci pensate se un giorno la gente dovesse rendere conto di ciò che scrive nei social? Brividi!
Per fortuna noi siamo il Paese Senza Memoria, dove però curiosamente gli attori parlano molto poco e raramente esplicitano le loro opinioni politiche: forse che abbiano capito meglio dei loro colleghi americani come la libertà di parola non vada d’accordo con il loro lavoro?

L.

 
19 commenti

Pubblicato da su febbraio 16, 2021 in Uncategorized

 

19 risposte a “Gina Carano e la libertà di parola (2021)

  1. Cassidy

    febbraio 16, 2021 at 9:04 am

    Discorso che vale anche retroattivamente, James Gunn è stato licenziato per dei vecchi cinguettii scritto prima di essere assunto dalla Marvel/Disney. Oltre al discorso che sottoscrivo sulla validità legale di quello che viene scritto sui social, aggiungo che una società privata che ha la libertà di punire professionalmente uno dei suoi dipendenti per qualcosa fatto fuori dal lavoro, a questo punto nei contratti dovrebbero scrivere che la “condotta social” dovrebbe rientrare tra le clausole, un po’ come i giocatori professionisti della NBA che sono tenuti a rilasciare interviste, a vestirsi a modino quando si presentano al palazzetto e via dicendo. Libertà di parola in base al contratto di lavoro che hai, non so se è quello che gli Americani tramandavano nelle loro storie. Cheers!

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    • Lucius Etruscus

      febbraio 16, 2021 at 9:46 am

      Vero, potrebbe essere una nuova frontiera della contrattistica: se prima bastava un comportamento pubblico dignitoso, ora dovrebbe essere specificato che è obbligatorio anche un comportamento social confacente alle opinioni dell’azienda che assume. Però è praticamente un bavaglio, quindi torniamo al discorso: che libertà di parola è se poi non si può parlare?
      Per carità, un personaggio pubblico che inneggi a violenza, soprusi e razzismi vari è qualcosa di biasimevole e sarebbe da evitare, ma se uno ha idee personali diverse dalla direzione aziendale per cui lavora in pratica gli è vietato esporle, quand’anche fossero “dignitose”.
      Se uscisse fuori che la Disney già metteva questa clausola nei contratti e Gina ha parlato lo stesso – per ben due volte! – allora è proprio de coccio e se l’è cercata con il lanternino…

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      • Cassidy

        febbraio 16, 2021 at 1:08 PM

        Per altro ho letto che la Disney ha ritirato tutti i giocattoli su Cara Dune, quindi sappi che hai nella tua collezione un pezzo raro 😉 Cheers

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      • Lucius Etruscus

        febbraio 16, 2021 at 1:16 PM

        Siamo addirittura alla damnatio memoriae come per gli imperatori romani???? Per fortuna dal 2019 non hanno dedicato alcuna attenzione al personaggio, altrimenti sarebbe stato un problema 😀
        Comunque grazie per la dritta, ora ho un tesoro inestimabile in collezione ^_^

        Quando hanno cacciato Megan Fox da Transformers o Michelle Rodriguez da Lost non c’erano problemi di miniature e collezioni, ma con Star Wars devono stare attenti. Metti che i forconi la prossima svolta scattino per qualche protagonista grosso, voglio proprio vedere come faranno!!!!

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  2. Sam Simon

    febbraio 16, 2021 at 9:22 am

    La cosa più assurda è che amici italiani cinefili mi hanno detto “La Disney ha fatto bene, deve tutelarsi”. Ma tutelarsi da che? Gina Carano parlava a nome di Gina Carano e scriveva cavolate su Twitter a nome di Gina Carano, mica a nome di Disney!

    Nella Golden Age di Hollywood era comune nei contratti con gli artisti inserire clausole di buon gusto e buon costume: se l’attrice o l’attore in questione avesse macchiato il buon nome della famiglia (e degli Studios) sarebbe stato licenziato con giusta causa. Ma che io sappia adesso non è così, giusto? Quindi con che diritto la Disney licenzia chi scrive cose “sbagliate” su Twitter? Certo, sono gli USA, puoi licenziare chi ti pare quando ti pare come ti pare, ma davvero uno o più tweet possono portare a questo?

    Tra l’altro la Carano ha scritto cose che dicevano, come hai giustamente scritto, milioni di statunitensi. Stupide? Di destra? Complottiste/stupidiste? Probabilmente si, almeno per me. Ma allora che mettano nei contratti clausole per cui se esprimi idee del partito opposto a quello ufficialmente appoggiato dalla casa di produzione vieni licenziato! Qui siamo alla libertà di parola più basica. Quella parola oggi viene usata per dire cavolate madornali, il discorso politico si è deteriorato tantissimo… tutto vero. Però non è censurando e licenziando chi la pensa in maniera diversa che la situazione migliorerà, anzi, quella caccia alle streghe denunciata goffamente dalla Carano nel tweet che ha fatto traboccare il vaso è una profezia che si autoavvera in questo modo!

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    • Lucius Etruscus

      febbraio 16, 2021 at 9:53 am

      Inoltre così facendo la Disney ha fatto il gioco dei complottisti, che ora possono dire: Vedete? Il Potere censura e penalizza chi la pensa come noi, siamo vittime e martiri, quindi abbiamo ragione!

      Che io sappia Megan Fox è stata licenziata per molto meno, una semplice battutaccia che potrebbe scappare a tutti, ma non parliamo di essere licenziati da un ufficio, che puoi cercare lavoro in un altro: essere licenziati ad Hollywood – per di più dall’Impero Disney – significa bruciarsi la carriera e andare a lavorare per casupole bulgare, che nessun’altra americana ti prende: sembrerebbe uno sfregio alla Disney!

      L’assurdità sta anche nei fan, che alzano i forconi appena un attore famoso dice qualcosa. E’ come se io non andassi dal mio panettiere perché mentre imbusta il pane dice robe di destra: che mi frega? L’importante è che mi imbusti il pane, poi me ne vado e lo ignoro.
      Possibile che se un’attrice ha idee balzane e discutibili, viene messa in dubbio la sua carriera? Non è una politica, il suo pensiero non ha il minimo peso né la minima importanza, è un’attrice che lavoricchia qua e là, chi se ne frega di quello che pensa!
      Invece i fan forcaioli sono sempre lì: al primo cinquettio che non piace, tirano fuori i forconi e distruggono la carriera del personaggio pubblico del momento.
      Mi domando perché i personaggi pubblici si ostinino a rilasciare dichiarazioni nei social…

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      • Sam Simon

        febbraio 16, 2021 at 10:43 am

        Questo è il vero mistero: la Carano ci teneva così tanto a farsi licenziare? Perché sapeva che sarebbe successo! Si sentiva così in dovere di far sentire al mondo i suoi meravigliosi pensieri via Twitter?

        Comunque che vengano licenziati tutti coloro che lavorano a Hollywood e si permettono di votare repubblicano! Immediatamente!

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      • Lucius Etruscus

        febbraio 16, 2021 at 10:49 am

        ahhaa è scattata la violenza!!! 😀

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  3. Il Moro

    febbraio 16, 2021 at 9:33 am

    Mi aspettavo un tuo commento su questa faccenda. Vorrei fare un commento intelligente ma hai già detto tutto quello che avrei detto anch’io, solo un po’ meglio.
    Dispiace per la stupidità di una che era finalmente arrivata alla vetta dopo anni di ruoli di secondo piano, e che si è buttata nel fuoco da sola.

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    • Lucius Etruscus

      febbraio 16, 2021 at 9:57 am

      La prima volta può essere un errore, la seconda te la sei cercata: dopo che era già stata sull’orlo del baratro a fine 2020 è stato davvero imperdonabile per Gina rimanere su twitter, avrebbe dovuto cancellarsi da tutti i social e limitarsi a postare foto su instagram, tutte mute. Giocarsi così una carriera ai massimi vertici non riesco proprio a capirlo.

      Per carità, è da più di un anno che è chiaro come il suo personaggio in Star Wars era inutile, dubito fortemente che avrebbe mai avuto un peso in quell’universo, ma magari la Disney le avrebbe dato altre cose, anche perché tanto ormai è tutto suo. Sputtanarsi così significa che le rimane solo la Asylum, se è fortunata…

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  4. Conte Gracula

    febbraio 16, 2021 at 10:22 am

    Posso capire la mossa della Disney, ma non giustificarla: capisco perché, se coinvolgi in un’opera artisti considerati controversi, corri il rischio che qualcuno non ti compri più l’opera.
    Non è però giustificabile per un altro motivo: se le sparate dette o scritte non si qualificano come un reato tipo diffamazione, calunnia e istigazioni varie, questi provvedimenti diventano a loro volta simili a un crimine contro la libertà di parola, un reato costituzionale in molti paesi democratici.
    Ho il sospetto che in futuro si potranno scrivere robe sui social solo se un notaio ti approva il cinguettio o se un gruppo su Facebook coinvolge almeno un giudice di pace…

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    • Lucius Etruscus

      febbraio 16, 2021 at 10:33 am

      Di sicuro sarebbe sempre bene ricordare che scrivere sui social equivale a rilasciare una dichiarazione giurata, quindi impugnabile da chiunque e non sbugiardabile (a meno di chiamare in ballo gli hacker russi) quindi se ti assume la più grande azienda di intrattenimento del mondo sarebbe cosa consigliabile tenere la bocca cucita in qualsiasi occasione, visto che i clienti della Disney sono esclusivamente persone sensibili in attesa di accusare qualcuno di opinioni moleste, ma fermo restando tutto questo… Gina non è stata assunta come maestro di pensiero né come dirigente né in alcun’altra carica di responsabilità, è poco più di una comparsa in tre o quattro episodi di una serie TV, perché i fan si sentono così minacciati da lei tanto da far tremare la Disney?
      Possibile che le migliaia e migliaia di comparse delle centinaia di serie TV americane non abbiano mai detto una stupidata su twitter? Possibile che la Disney si senta minacciata se l’ultima delle comparse, tenuta da sempre in disparte, ha opinioni discutibili?
      Ormai è passato il “reato di opinione”, questo è quanto sembra apparire da questa vicenda, che in sé non ha molta importanza ma rischia di essere un segnale di una china preoccupante.
      Per fortuna in Italia siamo campioni del mondo di cambio di casacca, quindi non abbiamo di questi problemi. Da noi la formula è: «Non ho detto quel che ho detto, e se l’ho detto mi sono frainteso» 😀

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      • Conte Gracula

        febbraio 16, 2021 at 10:35 am

        Eh, non so, come tutti gli italiani sono smemorino, ma mi pare che cose del genere siano accadute pure da noi.
        Credo che una ricerca potrebbe mostrare le avvisaglie di adozione di questi approcci pure in Italia.

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      • Lucius Etruscus

        febbraio 16, 2021 at 10:38 am

        Con una classe politica che twitta ogni giorno il contrario di quanto ha affermato il giorno prima, non c’è la base morale per fare come gli americani. 😀
        Forse però se sei una persona normale (cioè non protetta da nessuno) e la fai grossa, magari qualche scritta sui social penalmente perseguibile, immagino che sarebbero guai.

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  5. pirkaf76

    febbraio 16, 2021 at 5:10 PM

    Non so quanto sia una leggenda metropolitana o meno, ma in molti lavori negli stati uniti insieme al curriculum molte aziende dopo i colloqui setacciano i social dei papabili per sapere l’utilizzo che hanno degli stessi.
    Visto il caso della Carano e quelli precedenti, la cosa mi appare più veritiera di quel che pensassi.

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    • Conte Gracula

      febbraio 16, 2021 at 5:18 PM

      Già dieci anni fa, o quindici, persino da noi, si consigliava di non postare sui propri profili i video girati da sbronzi e cose simili, se interessati a cercare lavoro.

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      • Lucius Etruscus

        febbraio 16, 2021 at 5:44 PM

        Diciamo che sarebbe meglio non postare quel tipo di video mai, al di là del lavoro 😀
        Come dicevo, i social sono pubblici, quindi non vedo perché dovrei mettere qualcosa di privato a disposizione del pubblico internazionale. Invece pare che per la maggior parte degli utenti questa distinzione non sia chiara, e pensano che mettere materiale compromettente sul proprio profilo social sia “privato”…
        Però se uno si limita a esprimere un opinione, per quanto stupida possa essere, crocifiggerlo mi sembra ancora un “reato d’opinione”.

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    • Lucius Etruscus

      febbraio 16, 2021 at 5:40 PM

      Posso capire e ci può stare, magari al colloquio uno si presenta tirato a lucido poi vai su suoi social e inneggia allo sterminio di massa, però mi auguro che siano casi limite. Se uno sui social scrive le proprie opinioni, teoricamente questo non dovrebbe avere nulla a che fare con il proprio lavoro: il problema è che le opinioni sono personali, i social sono pubblici…

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