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[Books in Movies] L’uomo sul treno (2018)

28 Gen

L’edicola della mia stazione era più grande e carina di quella sulla sinistra

Stavolta l’edicola che mostro è moderna, non “archeo”, ma meritava di essere citata: non foss’altro in omaggio al mio passato da pendolare su treno.

Il film è quella grande occasione mancata de “L’uomo sul treno” (The Commuter, 2018) di Jaume Collet-Serra (in DVD Eagle Pictures 2018), con Liam Neeson che fa il pendolare e, prendendo il treno, passa sempre davanti ad una piccola edicola. Anch’io adoravo la piccola edicola della mia stazione, prima che chiudesse definitivamente perché nessuno comprava niente. Però vuoi mettere il profumo della carta???

Edicola piccola ma ben fornita

Sugli scaffali dell’edicola vediamo diverse testate note, come “GQ“, “History“, “Cosmopolitan“, “Bazaar“, “Esquire” e “MovieMaker“, anche se credo che solo la prima sia edita anche in Italia. (Forse “History” del National Geographic potrebbe essere il nostro “Storica”.)

Michael (Liam Neeson) è uno di quei pendolari che ormai esistono solo nei film e nei musei: i pendolari che leggono libri sul treno. Bei tempi. Oggi chi viaggia in treno urla a squarciagola, o dal vivo o per telefono, e anche nel film vediamo Michael portarsi libri che non legge, visto che passa il tempo a parlare con altri personaggi.

A inizio film vediamo che sul tavolo di cucina (gran brutto posto per appoggiare un libro) campeggia il romanzo “Il signore delle mosche” (Lord of the Flies, 1954), grande e splendido classico di William Golding. Stando alla copertina, l’edizione mostrata è una newyorkese Capricorn Books del 1959.

Michael ama i classici, e lo prova il fatto che in treno lo vediamo leggere “Cime tempestose” (Wuthering Heights, 1847) di Emily Brontë. Esistono milioni di miliardi di edizioni di questo romanzo, quindi non posso risalire a quella mostrata.

Sul comodino di Michael vediamo un classico più moderno come “L’ombra del vento” (La sombra del viento, 2001) di Carlos Ruiz Zafón, nell’edizione in lingua inglese della Phoenix 2004.

Subito sotto vediamo un volumone con The Girl Who Kicked the Hornets’ Nest, cioè la versione in lingua inglese de “La regina dei castelli di carta” (Luftslottet som sprängdes, 2007), terzo capitolo della trilogia di Stieg Larsson.

Per un personaggio che vediamo leggere solo per pochi fotogrammi, è una gran bella parata di libri…

L.

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12 commenti

Pubblicato da su gennaio 28, 2021 in Archeo Edicola, Books in Movies

 

12 risposte a “[Books in Movies] L’uomo sul treno (2018)

  1. Madame Verdurin

    gennaio 28, 2021 at 1:47 PM

    Chi lo avrebbe detto, Liam Neeson è il più letterato di Hollywood! Recentemente ho visto la serie delle Winx (!) in cui si dice che al giorno d’oggi, per essere politically correct, Lucius, bisogna dire “La Signora delle Mosche”!

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    • Lucius Etruscus

      gennaio 28, 2021 at 2:10 PM

      Purtroppo è vero. Sto vedendo “Lower Decks”, la nuova serie animata di Star Trek, ed è tutta al femminile: le donne sono tutte forti, determinate, intelligenti, capaci e di successo, quei pochi uomini che ci sono nella serie sono stupidi e sbagliano tutto.
      Quindi per sopperire ad una discriminazione ne si fa un’altra di senso opposto? Per decenni hanno criticato Star Trek classico perché c’erano solo due donne in ruoli minori, ed ora ne fanno uno con solo due uomini in ruoli minori? Questa sarebbe “parità”? Boh…

      Piace a 2 people

       
  2. Gioacchino Di Maio

    gennaio 28, 2021 at 3:47 PM

    Aggiungerei anche che ci sono citazioni da Furore di Steinbeck, Il conte di Montecristo di Dumas e La lettera scarlatta di Hawthorne cui il personaggio si chiama proprio Hester Prynne, insolita carrellata letteraria per un thriller d’azione.

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    • Lucius Etruscus

      gennaio 28, 2021 at 4:02 PM

      Peccato che sia limitata solo ai primi minuti di film, per poi procedere ad un thriller che onestamente mi ha regalato più sbadigli che emozioni. Avrei preferito continuassero con le citazioni librarie 😛

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  3. Celia

    gennaio 28, 2021 at 6:16 PM

    Ad eccezione di Golding e Broente, belli ma fin troppo classici; gli altri libri li casserei.
    Come questo film, che ho trovato terribile. Si salva giusto l’edicola…

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    • Lucius Etruscus

      gennaio 28, 2021 at 6:53 PM

      Dopo la prima visione l’ho subito dimenticato, non meritando altro, ma poi è passato su Rai4 e per caso mi è cascato l’occhio sull’edicola, che misteriosamente mi sera sfuggita la prima volta, così il post è nato a valanga 😛
      In sette anni di pendolare da treno non ho mai portato un classico con me, ma sarebbe comunque bello che altri durante un viaggio quotidiano si portassero qualsiasi cosa da leggere, anche il tomone più noioso, piuttosto che berciare al cellulare di tutti i fatti propri, per poi lamentarsi degli hacker russi che li spiano 😀

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      • Celia

        gennaio 29, 2021 at 10:59 am

        Io viaggio poco in treno, ma quest’anno un po’ di più; e devo dire che seppure non siano una moltitudine un po’ di persone che leggono (classici e non, ma anche libri lunghi, dunque pesanti da trasportare) ne vedo.
        Sarò fortunella?
        Certamente sempre meno dei dotati d’intellofono e sporte di cazzi propri da raccontare ai venti.

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      • Lucius Etruscus

        gennaio 29, 2021 at 11:18 am

        Forse i pendolari a corta percorrenza sono diversi, in sette anni di treno regionale avrò visto forse due persone leggere…

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      • Celia

        gennaio 29, 2021 at 11:49 am

        Effettivamente è possibile.
        Ora che mi metto comoda, su un regionale (cosa già difficile), e mi isolo dal contesto, già sono arrivata…

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  4. zoppaz (antonio zoppetti)

    febbraio 1, 2021 at 2:02 PM

    Curiosamente Il signore delle mosche è anche molto vissuto e usurato, oltre a essere un’edizione storica, e spicca sulla lucidità della cucina che sembra nuova; di solito le apparizioni libresche nei film sono piuttosto intonse, se non ci sono motivi subliminali. Almeno credo, l’esperto sei tu…

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    • Lucius Etruscus

      febbraio 1, 2021 at 2:39 PM

      Di solito sono costretti ad usare classici enormemente noti altrimenti il pubblico generalista non capisce, e ipotizzo che a volte usino copie personali di attori o registi, libri cioè usati perché edizioni molto vecchie, a meno che invece non si tratti di “marchette”, ma è raro. Se un libro viene mostrato in perfetta forma… di solito non esiste! 😀

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