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[Books in Movies] Relic Hunter (1999)

19 Ott

Un libro “leggero” da leggere al parco

Nel mio viaggio attraverso le serie TV a sfondo fantastico che ho ignorato per trent’anni sono approdato a “Relic Hunter“, alla cui visione però ho resistito solamente per un episodio e mezzo: la protagonista Tia Carrere è splendida ma la serie è troppo bambinesca per la mia sopportazione.

Nel secondo episodio, andato in onda in patria il 2 ottobre 1999 e arrivato in Italia nel giugno 2001, vediamo la spalla finto-comica nonché co-protagonista Nigel (interpretato da Christien Anholt che però è identico a Tom Hardy da giovane!) su una panchina a leggere un saggio di Eric R. Wolf dal titolo “Europe and the People without History“. Ecco come Nigel riassume l’argomento del testo:

«È uno studio antropologico che racconta come i cronisti europei distorsero la storia dei popoli stranieri manipolando la realtà».

Sentire americani che parlano di manipolazione della storia da parte degli europei è davvero il colmo! Edito dalla University of California nel 1982, il libro arriva in Italia nel 1990 grazie alla blasonata casa editrice Il Mulino con il titolo “L’Europa e i popoli senza storia“, tradotto da Fabrizio Rondolino.

La descrizione del sito laFeltrinelli sembra molto diversa da quella data nel telefilm:

«Tentativo di ripensare in chiave storico-antropologica le grandi forze che, a partire dal XV secolo, hanno guidato l’Europa verso l’espansione commerciale e il capitalismo industriale, seguendone contemporaneamente gli effetti sulle micropopolazioni non europee.»

Più avanti nell’episodio, Sydney e Nigel vanno in missione a Chicago e nella hall dell’albergo il giovane nota una ragazza che lo guarda sorridente, mentre finge di sfogliare dei libri. Ora mi chiedo: gli hotel di lusso di Chicago hanno il baracchino dei libri usati? Boh, comunque nel caso sono specializzati in romanzi d’amore.

Sfogliare libri per flirtare: la tecnica più vecchia del mondo (?)

In alto a destra vediamo “Non è tempo di lacrime” (No Time for Tears, 1981) di Cynthia Freeman, edito da Mondadori nel 1983 con la traduzione di Maria Luisa Cesa Bianchi.

Ecco la quarta di copertina, citata da Anobii: «Chavala Landau – nuovo indimenticabile personaggio femminile dell’autrice di Il vento della vita e Ritratti – è costretta da tragedie personali e collettive ad affacciarsi su una durissima realtà: dalla Russia zarista, alla Palestina dei pionieri ebraici, alla scintillante New York, questa donna appassionata e coraggiosa cerca la libertà per se stessa e per la propria famiglia»

In basso a destra è visibile “Promessa d’amore” (Passion’s Promise, 1976) di Danielle Steel, edito da Sperling & Kupfer nel 1987 (“Pandora” n. 330) con la traduzione di Grazia Maria Griffini.

Ecco la quarta di copertina, dal sito dell’editore: «Regina del jet-set internazionale, la bellissima Kezia ha in realtà delle aspirazioni diverse, che custodisce gelosamente: dietro pseudonimo, scrive infatti con successo per diverse testate giornalistiche. Finché un giorno, rinunciando all’abituale segretezza, intervista l’ex galeotto Lucas, un avventuriero ricco di fascino e di mistero. E subito, divorante e intensa, si accende in lei la passione. La difficile, travagliata storia d’amore tra una donna che ha tutto e un uomo che non ha niente da perdere.»

Chiude la parata, in alto a sinistra, l’inedito “The Venetian Affair” (1963) di Helen MacInnes, e in basso a sinistra un libro di cui riesco a leggere solo il titolo, Isle of Illusion.

Un baracchino dedicato all’ammmòre

A parte questo episodio ricco di libri, la serie non mi ha dato altro!

L.

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6 commenti

Pubblicato da su ottobre 19, 2020 in Books in Movies

 

6 risposte a “[Books in Movies] Relic Hunter (1999)

  1. Conte Gracula

    ottobre 19, 2020 at 10:12 am

    A me ha divertito molto, come serie. Non mancano episodi noiosi, ma ci sono delle battute e delle situazioni carine in diverse puntate.
    Ecco, sento giusto la mancanza di qualche storia orizzontale (mi sa che RH è stata una delle ultime verticalissime, come si faceva un tempo. Ha giusto una lieve continuità, ma guardarne un episodio ogni dieci non ti fa perdere sottintesi.
    Ovviamente, come accade con tutte le serie fantarcheologiche, gli svarioni volano.

    Riguardo agli pseudobiblia, ricordo almeno un altro episodio, uno sul diario manoscritto di Casanova, molto bramato perché conteneva la descrizione di trucchi per sedurre e giochini erotici molto arditi.

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  2. Madame Verdurin

    ottobre 19, 2020 at 12:43 PM

    Anche io, come te, proprio non riesco a vedermi una puntata intera di quella serie, troppo stupidotta. Ma come sempre tu hai trovato qualcosa di interessante perfino qui 🙂

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      ottobre 19, 2020 at 1:11 PM

      Ci ho provato, come altre serie TV del periodo, ma quell’atmosfera di superficiale leggerezza, con l’acheologa sexy e l’assistente che sbava, con i misteri ridicoli e lo stile bambinesco proprio mi ha irritato. Dopo l’episodio pilota e metà secondo episodio ho dovuto mollare per irritazione furiosa 😛

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  3. Kukuviza

    ottobre 22, 2020 at 7:35 PM

    oddio, la trama del libro della Steel mi ha ucciso: le giornaliste ricchissime sotto pseudonimo sono la morte nera.

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      ottobre 22, 2020 at 7:45 PM

      In fondo i romanzi per i giovani li scrivono autori di mezza età: ci sta che una ricca scriva storielle d’amore per lettori poveri 😛

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