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Libri letti in pandemia (1)

17 Ago

Come ogni anno, anche durante questo 2020 sto aggiornando regolarmente il super-mega-post dei “libri letti” da presentare il 7 gennaio del prossimo anno, ricapitolando il meglio delle letture annuali: grazie… o meglio, a causa della serrata da COVID-19 quest’anno ho avuto modo di leggere molto di più e il post sarà bello corposo. Così mi sono detto: perché intanto non cominciare a raccontare i tanti libri letti durante la serrata? Alcuni li ho già recensiti, ma mi piace metterli in ordine di mese.

Marzo l’ho passato per metà malato e per metà a sperimentare per la prima volta il telelavoro, quindi non ci stavo con la testa per i libri “di piacere”. Ricerche e studi vari li ho portati avanti lo stesso, per quel poco che ho potuto, ed è stata già bella dura. Quindi l’elenco parte da aprile.


Derrick, l’inferno nella mente” (Hölle im Kopf, 1997) di Herbert Reinecker (“Il Giallo Mondadori” n. 2685, luglio 2000).
Iniziato il 3 maggio 2020

Ecco un estratto dalla mia recensione:

Non scendo in merito della qualità delle opinioni portate avanti dai lunghi pipponi di Terza. Avete presente quando su un mezzo pubblico vi si siede il chiacchierone seriale di turno e comincia a raccontarvi la sua filosofia di vita? Ecco, è la stessa sensazione di fastidio omicida che ti nasce dentro ad accompagnare le lunghe esposizioni dei moralismi dozzinali di Terza. E Derrick è sempre d’accordo, perché lui non ha un pensiero suo.

Però alla fine il romanzo ha lo stesso effetto del telefilm: ti prende e ti porta fino alla fine, anche solo per vedere come va a finire. Non ci sono scossoni, è tutto pacato e tranquillo, anche i sentimenti forti sono placidi e Derrick è sempre sonnacchioso, ma alla fine non disturba. Così il romanzo è stato in definitiva una veloce lettura piacevole, ottenendo lo stesso effetto del telefilm pur con strumenti diversi. Ed era proprio ciò che ero curioso di scoprire riguardo ai romanzi tratti da serie TV.


Star Trek: Deep Space Nine – Betrayal” (1994) di Lois Tilton [inedito in Italia]
Iniziato il 13 aprile 2020

Ecco un estratto dalla mia recensione:

Il romanzo è esattamente quello che cercavo, infatti me lo sono “bevuto” in una settimana, anche perché parliamo di un agile libro di meno di 290 pagine. Purtroppo la serie TV ha la fastidiosa abitudine di “andarsene per prati”, cioè divagare di qua e di là mediante storie e narrazioni che non hanno nulla di fantascientifico: il romanzo invece è asciutto, pulito, non si perde in inutili chiacchiere e non racconta storie di baseball: oserei addirittura dire che è un’opera di fanta-politica.

L’intera narrazione è ricca di implicazioni sociali e politiche, e soprattutto scava nel carattere dei personaggi molto più (e meglio) di quanto i brevi e spesso superficiali episodi possano fare. Mentre la serie TV cade spesso in frivolezze, qui la romanziera rimane sempre concentrata sul soggetto e ne risulta una splendida lettura, appassionante pur senza scene d’azione. È una storia che scava fino alla radice dell’odio di razza e della violenza sociale, con una narrazione scorrevole e piacevolissima.


Orion: la Fortezza” (The Fortress in Orion, 2014) di Mike Resnick (“Urania” Mondadori n. 1662, gennaio 2019).
Iniziato il 6 maggio 2020

Ecco un estratto dalla mia recensione:

Resnick usa lo stesso identico stile della saga di Starship, cioè una scrittura semplice – direi “semplicistica”, se non sembrasse una critica – e totalmente lineare: non ci sono incisi, non ci sono “parentesi”, non ci sono cambi di scena o di prospettiva, tutto avviene in modo lineare e l’io narrante segue sempre e solo il protagonista. Visto che tutto si svolge davanti ai suoi occhi e non sembra esistere l’universo altrove, non ci sono sorprese.

Nathan dà ordini ogni volta che apre bocca e la parte dedicata ad un minimo di approfondimento dei personaggi è così marginale da risultare a malapena avvertibile. Questo è un romanzo di pura evasione, dove tutti i personaggi sono semplice emanazione del protagonista, e al massimo fanno domande per dargli la possibilità di spiegare al lettore i piani che via via inventa sul momento.


Città di morte” (Company Town, 2016) di Madeline Ashby (“Urania” Mondadori n. 1675, febbraio 2020).
Iniziato il 10 maggio 2020

Ecco un estratto dalla mia recensione:

In un mondo dove non esiste privacy, non esiste malattia perché chi può pagare può accedere in pratica alla vita semi-eterna, non esiste nascondiglio perché tutti possono essere rintracciati in qualsiasi momento, per un problema fuori dal comune serve una persona fuori dal comune. E questa è Go Jung-hwa, detta semplicemente Hwa.
Di origini coreane, nata povera e maltrattata da una madre che l’ha odiata per tutta la vita, la 23enne Hwa ha il volto e il corpo sfigurato da macchie dovute ad una malattia che non ha i soldi per curare, né vuole farlo. La sua salute seriamente compromessa – è anche epilettica – è parte di sé, della propria personalità, e sin da ragazzina ha lottato per stare al mondo, addestrandosi nel taekwondo. Questo e l’essere totalmente scollegata la rendono la guardia del corpo perfetta.

Dopo la scrittura semplicissima di Mike Resnick mi serviva qualcosa di più corposo. Ashby sa essere densa e rendere molto bene i suoi personaggi, con una protagonista che – non so quanto volutamente – incarna alla perfezione il mito del “lottatore ferito”.


Senza luce” (Lightless, 2015) di C.A. Higgins (“Urania” Mondadori n. 1641, aprile 2017).
Iniziato il 14 maggio 2020

Ecco un estratto dalla mia recensione:

Gli studi tecnici della Higgins si sentono tutti, così come le sue splendide intuizioni. Quel che fa rabbia è l’allungamento di brodo che ammazza il libro. Senza luce è uno splendido ed appassionante romanzo di 100 pagine… distrutto però dall’essere stato allungato a 300. Decine e decine di pagine di inutili chiacchiere che non porteranno assolutamente a niente.

Quel che è peggio, è che ho provato a leggere i seguiti della vicenda – Supernova e Radiazioni oscure – ed è più che lampante che l’intuizione dell’autrice si sia fermata all’astronave viva: gli altri due romanzi parlano di Althea che gira di qua, gira di là, insegue i due terroristi, poi i due terroristi inseguono lei, poi lei insegue loro, e via così. Inutili chiacchiere allunga-brodo.


Nessun domani” (Tomorrow’s Kin, 2017) di Nancy Kress (“Urania” Mondadori n. 1656, luglio 2018)
Iniziato il 18 maggio 2020

Altra trilogia di romanzi nata “a tavolino”, con un’idea ispirata e affascinante che riempie solo metà libro e poi tutto il resto si allunga come si può.
La prima metà di questo libro è spettacolare, intrigante e tiene con il fiato sospeso. Arrivano gli alieni pacifici ad avvertirci che fra otto mesi un virus dello spazio ci farà estinguere: se lavoriamo tutti insieme, potremo trovare un vaccino in tempo. Quel che segue è pura fantascienza dell’età d’oro, con un problema da risolvere e persone che non agiscono sempre per il bene comune.

Finita “con il botto” questa metà, inizia il nulla. Chiacchiericcio noioso, moralismi vari e addirittura tornano quei cattivoni di russi: ma ancora i russi? Forse l’autrice ha dimenticato di girare il calendario…

Ho finito con estrema fatica questo romanzo, e a un terzo del successivo – Se ci sarà un domani – ho mollato.


Predator: Stalking Shadows” (2020) di James A. Moore e Mark Morris (inedito in Italia).
Iniziato il 16 maggio 2020

Ecco un estratto dalla mia recensione:

Il libro è interessante nel suo tentativo di fondere elementi vecchi e nuovi, di creare una sorta di “storia dei rapporti uomo-Predator dal 1997 ad oggi” che non pesti i piedi a quanto già raccontato altrove. Visto il coinvolgimento di Moore in Predator: Hunters and Hunted sicuramente c’è stata attenzione a non auto-contraddirsi, sebbene la quantità sperticata di incontri con i Predator raccontati in Stalking Shadows non trovi riscontro in alcun’altra opera sull’argomento.

Tolto l’aspetto cronicistico e di “caccia all’informazione”, il romanzo non è certo una lettura piacevole, sia perché è una narrazione scarna e più votata ad elencare avvenimenti che a descriverli, sia perché l’assenza di Predator si fa sentire: nelle due grandi missioni descritte assistiamo a soldati che gridano e muoiono e poco altro. Mi sono molto più divertito a cercare citazioni e rimandi, che a leggere.


L.

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7 commenti

Pubblicato da su agosto 17, 2020 in Recensioni

 

7 risposte a “Libri letti in pandemia (1)

  1. Austin Dove

    agosto 17, 2020 at 8:51 am

    Molto interessanti
    Prima o poi voglio leggere un urania, dopotutto ho letto perfino un harmony 😂😂😂

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      agosto 17, 2020 at 9:02 am

      Dagli anni Sessanta ad oggi “Urania” ha proposto di tutto, generi abissalmente diversi quindi ti conviene informarti bene prima di sceglierne uno, perché puoi trovare di tutto, da un lato all’altro della galassia 😛

      "Mi piace"

       
  2. zoon

    agosto 17, 2020 at 11:57 am

    …non è che Urania sia spazzatura, rimango basito da ciò che la gente pensa…

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      agosto 17, 2020 at 12:01 PM

      Purtroppo, per motivi a me ignoti, la collana è visto spesso con diffidenza. Sarà che ci ho letto così tanti splendidi romanzi, sin da ragazzo, ma proprio non capisco da dove derivi.

      Piace a 1 persona

       
      • zoon

        agosto 17, 2020 at 2:06 PM

        ignoranza. bella tonda, non è che ci sono altri motivi 😉

        Piace a 1 persona

         
      • Lucius Etruscus

        agosto 17, 2020 at 3:05 PM

        O magari mancanza di quella curiosità che invece mi ha portato a curiosare nella collana, da ragazzo, intrigato dalle trame, dagli autori o dal trovare qualche libro su bancarella a due spicci, che di solito aiuta 😛

        Piace a 1 persona

         

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