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[Archeo Edicola] La ragazza del vagone letto (1980)

07 Ago

L’amico Ivano del blog Cronache del Tempo del Sogno mi sottopone il film “La ragazza del vagone letto” (1980) di Ferdinando Baldi (disponibile su Prime Video), contenente una ghiotta breve scena di Archeo Edicola.

Approfittando dell’occasione mi sono visto questo titolo d’annata, scoprendo come lo sceneggiatore Luigi Montefiori (che si firma George Eastman) festeggi i cento anni del racconto Boule de Suif (1880), scritto da Guy de Maupassant accettando la “sfida” di Émile Zola a tirar fuori un racconto con tema la guerra franco-prussiana del 1870-71.

Nel 1937 Ernest Haycox ha preso il racconto di Maupassant e l’ha rielaborato in chiave western, operazione che piace a John Ford e ripete con il celebre Ombre rosse (1939).

Il nostro Montefiori ha rielaborato il racconto in chiave “anni di piombo”, e tutte queste rielaborazioni (non dichiarate) dimostrano quanto Maupassant avesse avuto un’idea universale.

In un viaggio in diligenza da Rouen a Dieppe, la prostituta cicciottella nota come Palla di sego deve subire il disprezzo degli altri viaggiatori, tronfi commercianti e nobili altezzosi. Quando la diligenza viene fermata dai soldati invasori, nasce un dilemma etico: i prussiani lasceranno andare i viaggiatori se Palla di sego si concederà al loro comandante. Dov’è il problema? In fondo è il suo mestiere, che conta un cliente in più? Questo è il ragionamento di tutti i viaggiatori illustri e benpensanti, i quali – ripartiti perché la povera donna si sottomette all’abuso – si sentono allegri ed iniziano a mangiare le vettovaglie del cestino di Palla di sego: tutti pasteggiano alla faccia della prostituta scornata, sentendosi per questo persone molto civili.

Se John Ford inseriva il Ringo di John Wayne nella comitiva di ben pensanti – e poi la casa a fumetti Bonelli riscriverà la stessa storia inserendoci il nostro Tex Willer – Ferdinando Baldi prende la stessa struttura del racconto per adattarla ai “tempi moderni”. I militari prussiani diventano dei balordi, i “giovani d’oggi” che rompono ogni regola dei “padri” e della società civile, i quali prendono in ostaggio dei viaggiatori di un vagone letto e chiedono un rapporto sessuale con Juliet (Silvia Dionisio), la prostituta che lì lavora. Tutti sanno che c’è una prostituta a bordo, tutti i viaggiatori usano i suoi servizi, ma la morale pubblica impone che la donna sia biasimata.

Non un solo personaggio esce “pulito” dalla vicenda, tutti hanno qualcosa da nascondere e qualcosa di sporco nel cuore, ma tutti sono concordi che una prostituta non debba rifiutare un cliente. E le donne sono le più spietate: la si può anche costringere con la forza. Dopo cento anni, la povera Palla di sego non trova pace.

Un’edicola d’annata di una stazione ferroviaria

La ragazza del vagone letto esce nei cinema il 25 gennaio 1980 ma l’11 agosto del 1979 “Europa” ci informa che la giovane Fiammetta Flamini sta girando il film di Baldi, in un piccolo ruolo, quindi l’edicola da stazione ferroviaria che vediamo inquadrata all’inizio della pellicola dovrebbe risalire all’incirca ad agosto o al massimo al precedente luglio del 1979.

La prima conferma è il numero del fumetto erotico “Maghella” (Publistrip) che si vede sulla destra, quello con lo sfondo azzurro: purtroppo non ho trovato una foto buona da presentare, ma è il numero 121 (Rug, il pallomane) dell’agosto del 1979. La prova del nove sono i tre Lancio che si vedono alla destra del fumetto:  “Lanciostory” (Anno V) n. 29 del 23 luglio 1979, con davanti c’è il numero 31 del 6 agosto, e davanti ancora (più in basso) il numero 32 del 13 agosto.

Uno scorcio di Lancio d’annata

Sotto il fotoromanzo che sta sfogliando l’attrice, vediamo la pubblicità di “Alan Ford Colore“, recente testata che questo agosto presenta il suo terzo numero: Operazione Frankenstein.
C’è anche un “Intrepido” e un “Albo” che si vedono troppo poco per identificarli.

Il ministro interessato alle donnine

Da quest’altra angolatura, mentre il ministro impettito fa il vago e poi incarica il suo portaborse di comprare tutte le riviste porno disponibili, vediamo in primo piano uno speciale di “Nick Carter” intitolato “La pista del grande nord” (luglio 1979), accanto ad uno dei fumetti di “Stanlio e Ollio” di cui purtroppo non sono riuscito a capire il numero.

Un po’ di fumetti frizzanti dell’epoca

Quel numero di “Lucifera” (Ediperiodici) – n. 157 del luglio 1979 (In ceppi e catene) – apparirà più avanti, quando uno degli illustri viaggiatori benpensanti va a visitare sua figlia nel vagone letto, lasciando capire che i suoi pensieri sono tutt’altro che paterni. Ad infiammare la situazione, la ragazza discintamente vestita sta leggendo un noto fumetto erotico. Metto la foto “casta” della scena, perché “Lucifera” si vede bene solo quando la ragazza si denuda e non vorrei incorrere in censure.

Quelle sere d’agosto in cui leggi fumetti erotici in treno

Vogliamo finire così, asciutti asciutti? Senza citare anche un noto quotidiano come “la Repubblica“? Ma sì, dài…

E inquadriamola una testata nazionale, va’!

Ringrazio ancora Ivano e non esitate a mandarmi segnalazioni di Archeo Edicola nei film.

L.

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4 commenti

Pubblicato da su agosto 7, 2020 in Archeo Edicola

 

4 risposte a “[Archeo Edicola] La ragazza del vagone letto (1980)

  1. landiivano

    agosto 7, 2020 at 10:31 am

    E anche stavolta la nostra collaborazione a distanza ha dato i suoi frutti 🙂 E complimenti per aver individuato “Lucifera”, che a me era sfuggito.
    Interessante poi la storia a monte… da de Maupassant, a John Ford, fino a Baldi. Un film in fin dei conti modesto (anche se non totalmente disprezzabile) può riservare grandi sorprese. Oltre al fatto che riuscire a datare le riprese grazie alle pubblicazioni periodiche è ogni volta operazione di un certo fascino.

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      agosto 7, 2020 at 10:39 am

      Non sempre sono così fortunato da trovare informazioni precise, ma la datazione delle riprese è importante per avere un’idea della data indicativa che possono avere le riviste inquadrate: aiuta parecchio nelle ricerche della relativa immagine.
      Che peccato non aver trovato una foto presentabile di Maghella, così come che no si possa risalire a Interpido o Attualità Nera.

      Il film è tosto e cattivo, anche se sulla recitazione dei protagonisti ci sarebbe da discutere. Un ritratto spietato e crudele degli italiani che raramente ho visto al di fuori di quegli anni. Per questo ad un certo punto m’è tornata in mente la tagliente critica sociale della Palla di lardo di Maupassant (il cui nome in tempi di politicamente corretto ormai non si traduce più!). L’abuso sessuale richiesto alla donna era stato tolto sia da John Ford che da Tex, per ovvi motivi di censura moralistica, mentre qui anzi è moltiplicato.
      Davvero uno splendido consiglio: sappi che ne aspetto tanti altri da te ^_^

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      • landiivano

        agosto 7, 2020 at 10:46 am

        Sì, a me il film è piaciuto, anche se nel commento precedente posso (involontariamente) aver dato l’impressione del contrario. Il mio ero un giudizio puramente tecnico dovuto a certe evidenti pecche, nella recitazione ma anche nella regia.

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      • Lucius Etruscus

        agosto 7, 2020 at 10:49 am

        Sì, sicuramente è un film minore, che peraltro non avevo mai sentito nominare, ma ormai sono abituato: ogni volta che mi arriva una tua segnalazione so che scoprirò qualcosa di nuovo ^_^

        Piace a 1 persona

         

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