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Nove ospiti per un delitto (1977)

13 Lug

Negli anni Settanta al mare o si legge o si gioca a scacchi

I protagonisti del film “Nove ospiti per un delitto” (1977), scritto da Fabio Pittorru e diretto da Ferdinando Baldi (in DVD Surf Video – Cechi Gori 2017), si riuniscono in una casa al mare su un’isoletta e cominciano a venir uccisi uno alla volta. Chi è che li sta uccidendo? E perché?

Ciò che conta è che in tempi in cui non esisteva Internet e la TV non si portava in vacanza, le serate dei protagonisti sembrano straordinariamente vuote, eppure un tempo era così che si stava al mare: prede della noia.
Tra sigarette e alcol, presenza fissa, qualcuno sfoglia una rivista, qualcuno gioca a scacchi (come racconto oggi nel mio CitaScacchi) e qualcuno ancora si mette a fare una roba che oggi sembra fuori moda: si mette a leggere.

Il Giallo Mondadori è il compagno perfetto per le ferie estive

Nella casa al mare che fa da sfondo alla vicenda ci sono diversi numeri della storica collana “Il Giallo Mondadori“, nella veste grafica “tutta gialla” adottata un decennio prima l’uscita del film: peccato che non siano mai inquadrati bene.

Così tanti gialli, così male inquadrati

Solamente in una scena di pochi fotogrammi finalmente vediamo qualche copertina, illustrata come sempre da Carlo Jacono, ma sebbene i libri in questione siano palesemente disposti a favore di camera – ben ordinati a mo’ di spot pubblicitario – l’inquadratura comunque mostra ben poco.

Gialli messi in mostra… ma inquadrati troppo a distanza

Malgrado mi sia ciecato, passando più volte in rassegna tutte le copertine della collana uscite fra il 1967 (data di inizio di quella veste grafica) fino al 1977 (data di uscita del film) sono riuscito a trovare solo il primo da sinistra dei libretti mostrati nell’immagine.

Lenora” (Lenora, 1974) di (Hilda) Van Siller – “Il Giallo Mondadori” n. 1333 (18 agosto 1974)

Bob, vedovo da tre anni, sta per sposare Liz. La sua prima moglie, Lenora, mentre lui era assente per motivi di lavoro, è perita nell’incendio della loro casa isolata. Ma ecco che, durante una trasmissione televisiva, Bob vede apparire sul video una donna che somiglia a Lenora come una goccia d’acqua a un’altra. Poi, un amico afferma di aver incontrato, proprio a Miami, Lenora che ha finto di non riconoscerlo. Questo potrebbe convalidare l’ipotesi, non poi tanto remota, che si tratti di una sosia, ma l’interrogativo permane sino a divenire un’ossessione per Bob. Bisogna sapere… bisogna trovare quella donna. Ben presto, varie persone – il padre di Bob, Mark, al quale toccò di procedere al riconoscimento della salma, Nancy e Peter Frazer, vecchi amici di Bob e, ancora, quello che crede di aver visto Lenora, Ray, investigatore di una compagnia assicuratrice, che promette di indagare – sono coinvolte nel drammatico dilemma: viva o morta? Ray vola a Miami e scopre che la ragazza apparsa in TV è una drogata di nome Gloria, scomparsa misteriosamente. Coincidenze, convalide, smentite, indagini nel presente e nel passato si succedono e si accavallano in una «escalation» del suspense.
Lenora è un romanzo che porta l’inconfondibile impronta dell’autrice di tanti gialli, tra i quali, indimenticabili, A un passo dalla fossa dei serpenti e La prova decisiva.

Grazie a Vasquez abbiamo anche l’ultimo libro a destra, che ho perso un mare di tempo a cercare e alla fine… ce l’ho avuto tra le mani e l’ho schedato per Gli Archivi di Uruk: come ho fatto a non riconoscerlo???

Comunque si tratta del numero 1326 (30 giugno 1974), “Il giudice buonanima” (Murder in Waiting, 1973) di Mignon G. Eberhart.

Il segnale d’allarme antifurto continua a squillare, stridulo, ossessivo, mentre Bea annaspa nelle tenebre del giardino; e quando lei inciampa, letteralmente, nel corpo riverso a terra del giudice, che è anche il suo tutore, questi riesce a dire solo poche confuse parole, prima di spegnersi. Il microcosmo fatto di sicurezza, di agi, di privilegi in cui Bea è vissuta sin qui pare disintegrarsi, mentre si sgretola la facciata rispettabile presentata dagli amici e dai vicini del giudice assassinato. E con grande sorpresa della ragazza salta fuori un gran numero di persone che «potrebbero» aver desiderato la morte del giudice. Tra queste, anche il medico di famiglia, che è il padre di Rufe, il fidanzato di Bea, e più d’uno che ha qualcosa da nascondere. C’è persino un ex carcerato che ritiene di essere stato angariato dal giudice e ha giurato vendetta. Come se non bastasse, ecco arrivare Lorraine, altra pupilla del morto, la quale, insieme con l’equivoco marito che porta con sé, sembra ben decisa a sfruttare a suo profitto la confusa situazione. La tensione cresce, notte dopo notte, mentre si moltiplicano gli eventi inspiegabili e si allunga l’elenco degli indiziati, finché, alla fine, l’identità del killer sarà rilevata, attraverso uno sconcertante confronto che solo una regista del calibro della Eberhart poteva mettere in scena. Nessuno dei suoi ammiratori si stupirà se soltanto un esiguo manipolo di astuti lettori sarà riuscito a mangiare la foglia prima della parola fine.

L.

– Ultime citazioni da film:

 
6 commenti

Pubblicato da su luglio 13, 2020 in Archeo Edicola

 

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6 risposte a “Nove ospiti per un delitto (1977)

  1. Vasquez

    settembre 5, 2020 at 9:33 am

    L’ultimo a destra, quello solitario, è questo:

    https://archividiuruk.wordpress.com/2017/03/31/il-giudice-buonanima/

    …e accidenti a te che proponi ‘ste sfide, e accidenti pure a me, che non so resistere! 😛

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    • Lucius Etruscus

      settembre 5, 2020 at 9:50 am

      Cioè mi stai dicendo che ho perso tempo a cercare, senza successo, un giallo che io stesso avevo schedato per Uruk, avendolo avuto in mano e scansionato la copertina???????? Il grado di rincoglionimento etrusco sta superando ogni limite di guardia 😦
      Grazie della dritta!

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  2. Vasquez

    settembre 5, 2020 at 10:24 am

    Ma figurati! E comunque guarda che non è proprio il caso che ti angusti per il fatto che il libro in pratica ce l’avevi in casa. L’impresa è delle più ostiche, e il livello di ciecataggine da raggiungere è massimo: i libri sono inquadrati malissimo…

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    • Lucius Etruscus

      settembre 5, 2020 at 10:28 am

      Mi stupisce quella scena. Come vedi, i libri sono disposti in modo che sembri davvero come fossero in vetrina, bene esposti all’obiettivo, ma poi rimangono lì ai margini, piccolissimi rispetto all’inquadratura, in ombra e mezzo tagliati. Boh, come pubblicità occulta mi sembra troppo occulta 😛

      Piace a 1 persona

       

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