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Star Trek DS9: Betrayal (1994)

22 Apr

Per “colpa” di SamSimon del blog Vengonofuoridallefottutepareti mi è tornata la passione per “Star Trek: Deep Space Nine“, di cui ho visto qualche puntata da ragazzo: dire che mi piaceva forse è troppo, ma almeno non mi urtava i nervi come tutte le serie dove non ci fosse Kirk.

Io adoro gli universi narrativi, quelli transmediali dove puoi spaziare “attraverso più media” per gustare nuove storie. Il mio universo d’elezione è quello di Alien e Predator, ma ormai negli ultimi anni è particolarmente arido, quindi il mio bisogno di narrativa fantastica ho trovato il modo di sfogarlo leggendomi un ottimo romanzo ambientato nell’universo della citata serie: “Star Trek. Deep Space Nine – Betrayal” di Lois Tilton.

Il 3 gennaio 1993 la serie esordisce nelle TV americane e subito la consueta Pocket Books – custode storica dei romanzi di Star Trek – sforna una secchiata di libri ambientati sulla stazione Deep Space Nine ad arricchirne l’universo narrativo. (Peccato esistano giusto un paio di fumetti sull’argomento…)
Nel maggio del 1994 tocca a questo sesto libro, Betrayal, apparire in libreria: non credo ci sia bisogno di specificare che è un romanzo inedito in Italia, come tutte le centinaia e centinaia di romanzi di Star Trek. (Credo da noi ne siano arrivati tipo 50 su 500!)


La trama

Una conferenza di pace è sempre un evento lieto, in un universo perennemente funestato di guerre senza fine, e inoltre è uno sfondo irresistibile per storie mozzafiato: riusciranno gli ambasciatori che arrivano sulla stazione Deep Space Nine a raggiungere un accordo fra le varie razze per una pace duratura? Potete scommetterci che no, non ci riusciranno, e anzi la conferenza in questo caso… non inizia nemmeno!

Mentre le navi dei rispettivi ambasciatori stanno ancora arrivando in ordine sparso, alla stazione si presenta una nave da guerra cardassiana di classe Galor, chiamata Swift Striker, ai comandi di Gul Marak. Questi appartiene alla nuova classe politica di Cardassia, quella che invece di fare i conti con il proprio passato preferisce dare un colpo di spugna e limitarsi a condannare i governi precedenti: Gul Marak non ha nulla a che spartire con loro né con le loro malefatte, quindi le imposizioni dei vincitori non possono valere per lui. E lui rivuole Deep Space Nine, stazione cardassiana sottratta ingiustamente al suo popolo.

Sono perdutamente innamorato dello stile cardassiano della stazione

Il comandante Sisko non si preoccupa per i deliri esaltati di Marak, davanti a lui ne sono passati tanti di solerti politici e potenti in cerca di facili vittorie, quindi rimette al suo posto il cardassiano ricordandogli che Deep Space Nine è una stazione di proprietà dei bajoriani, la Federazione si occupa solo di gestirla. Qualsiasi rivendicazione di possesso va dunque riportata a Bajor… cioè il pianeta che i cardassiani hanno massacrato per tutta la loro lunghissima occupazione, fatta di soprusi e campi di lavoro per i bajoriani.

In quei campi di lavoro, in quei campi di concentramento e nelle fila dei partigiani ribelli si sono formati i politici bajoriani di oggi, una classe politica che vuole la pace… ma nel cuore porta la guerra. Come può una generazione che ha passato metà della sua vita a mettere bombe… smettere d’un tratto di farlo? Così qualcuno, che si professa appartenere all’organizzazione terroristica bajoriana nota come Kohn Ma, inizia a far esplodere ordigni esplosivi su Deep Space Nine, in nome della libertà del popolo bajoriano.

Non si può portare avanti una conferenza di pace al suono delle bombe, quindi Sisko dovrà faticare per capire cosa stia succedendo su Deep Space Nine, visto che velocemente la situazione si complica molto più del previsto.


Commento

Il romanzo è esattamente quello che cercavo, infatti me lo sono “bevuto” in una settimana, anche perché parliamo di un agile libro di meno di 290 pagine. Purtroppo la serie TV ha la fastidiosa abitudine di “andarsene per prati”, cioè divagare di qua e di là mediante storie e narrazioni che non hanno nulla di fantascientifico, prediligendo poi temi mistici e cadute di stile che credevo ormai archiviate finiti gli anni Sessanta di Kirk. Trovarsi a centinaia d’anni nel futuro, nello spazio profondo, a contatto con mille razze aliene… e pensare che tutti adorino il baseball è qualcosa che urtò profondamente i miei nervi, quando nel 1994 affittai in videoteca l’episodio pilota della serie, che la CIC Video presentò con il titolo Star Trek: Deep Space Nine. Oltre l’ultima frontiera. Archiviai subito quella serie come “da evitare”…

Il romanzo invece è asciutto, pulito, non si perde in inutili chiacchiere e non racconta storie di baseball: oserei addirittura dire che è un’opera di fanta-politica.

Cardassiani e bajoriani: un odio eterno

Il nido di vespe in cui Sisko si ritrova consiste nell’essere alleato di un popolo, i bajoriani, che teoricamente sono i “buoni”, sono state vittime dei crudeli cardassiani e ora lavorano con la Federazione umana per garantire la pace. Tutte belle parole. Ma poi c’è l’aspetto che il maggiore Kira, bajoriana, porta sempre con sé, nel cuore: come si fa ad essere stati per anni addestrati ad uccidere cardassiani… e d’un tratto smettere di farlo? Ora i cardassiani sono sconfitti e vivono in pace, addirittura c’è uno di loro che fa il sarto su Deep Space Nine, un civile, anzi: un civile innocente. Per Kira non esistono civili innocenti fra le bestie cardassiane… e quindi come può garantire la sicurezza se lei per prima vorrebbe ammazzarli tutti?

Dall’altra c’è un regime nazisteggiante che danneggia il proprio popolo. Il personaggio di Berat viene creato apposta per indicare un cardassiano vittima del regime stesso, che ha servito e da cui è stato schiacciato. Fuggire dalla Swift Striker e nascondersi in una stazione bajoriana gestita da umani è un atto sacrilego per un cardassiano, ma un regime distrugge ogni metro di valore. A lui il compito di mostrarci la “parte buona” dei cardassiani così come Kira rappresenta quella dei bajoriani: quella che non cede alla violenza come invece molti altri della propria specie.

L’intera narrazione è ricca di implicazioni sociali e politiche, e soprattutto scava nel carattere dei personaggi molto più (e meglio) di quanto i brevi e spesso superficiali episodi possano fare. Mentre la serie TV cade spesso in frivolezze, qui la romanziera rimane sempre concentrata sul soggetto e ne risulta una splendida lettura, appassionante pur senza scene d’azione. È una storia che scava fino alla radice dell’odio di razza e della violenza sociale, con una narrazione scorrevole e piacevolissima.

Il problema è che adesso… ne voglio ancora!!!

L.

P.S.
Leggete il libro su Archive.org, però per noleggiarlo (per 14 giorni) dovete iscrivervi.

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11 commenti

Pubblicato da su aprile 22, 2020 in Recensioni

 

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11 risposte a “Star Trek DS9: Betrayal (1994)

  1. Conte Gracula

    aprile 22, 2020 at 8:55 am

    La storia sembra carina, potrebbe stare in un film.
    Non so, però di cosa campi un sarto in un posto che ha accesso ai replicatori…

    Comunque, il baseball in fantascienza è sensato, basta farlo evolvere un po’, come in Futurama: leghi la palla a un elastico, inserisci il multiball come nei flipper e uno dei giocatori cavalca una tarantola gigante.
    Lineare.

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      aprile 22, 2020 at 9:27 am

      ahahah almeno Futurama ha giocato con la cosa, invece purtroppo gli inserti “provinciali” delle serie di Star Trek li trovo disarmanti. Tipo gli storici della galassia, con miliardi di civiltà da studiare, che studiano il generale Custer… Ecco, queste cose in TV mi hanno sempre ammazzato l’entusiasmo, insieme ai flashback di Sisko sul baseball. Questo romanzo non andrebbe bene né in un film né in TV, perché è totalmente privo di battutine da scuola elementare, non parla di cowboy e indiani e nessun personaggio racconta di quando da ragazzino è rimasto traumatizzato. Si parla di argomenti generali che accomunano tutti, in ogni angolo della galassia 😉

      Piace a 1 persona

       
  2. Sam Simon

    aprile 22, 2020 at 9:16 am

    Sembra intrigante! Anche io ho sempre mal digerito queste passioni della gente del futuro per cose specifiche degli Stati Uniti di varie epoche (Las Vegas, il baseball, eccetera), ma d’altronde è una serie statunitense… E pure di larghe vedute, la cosa sarebbe potuta essere ben peggiore!

    Però se alla fine ti guarderai tutti gli episodi uno dietro l’altro ne scoprirai parecchi di intrighi politici simili a quello che hai riassunto qui sopra! :–)

    (come sempre, grazie per la menzione!!)

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    • Lucius Etruscus

      aprile 22, 2020 at 9:31 am

      Dimenticato Las Vegas, che nelle ultime due stagioni di DS9 è diventata co-protagonista di fin troppi episodi. Ecco, robe del genere mi avevano sempre tenuto lontano da Star Trek, soprattutto TNG e l’insopportabile camera olografica, dove Picard andava a fare i pipponi shakespeariani. Ho scoperto in questo romanzo un modo totalmente diverso di raccontare una storia in quell’universo, cioè senza sbavature, occhiolini agli spettatori, richiami alla cultura campanilistica americana e tutto ciò che mi ha sempre infastidito di tutte le serie: c’è un problema e lo si affronta, raccontando tanto l’azione quanto ciò che questa comporta nei personaggi.
      E poi un romanzo può permettersi maggiori descrizioni e “scene costose” 😉

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      • Sam Simon

        aprile 22, 2020 at 9:35 am

        Questo senza dubbio! Io non faccio testo avendo passato la mia vita con DS9, però pure io mal sopporto Vic Fontaine e lo holodeck in generale. E vogliamo parlare delle puntate Ferengi? Meglio di no, va! X–D

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