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[Books in Movies] Brave ragazze (2019)

20 Apr

Una collezione piccola… ma tutta gialla!

Mi è capitato di vedere il film “Brave ragazze” (2019) di Michela Andreozzi (in DVD Universal 2020), simpatico “dramma stemperato” con un gran cast, ma soprattutto con la felice intuizione di usare libri e fumetti per sottolineare certe parti di trama.

Se per esempio c’è una moglie costantemente picchiata ed abusata dal marito, con condivisibili pensieri di “risolvere” la situazione alla radice, non stupisce di vederla intenta a leggere Diabolik!

L’albo aperto non so identificarlo, ma gli altri sono: “Implacabile assassino” (n. 201, 11 ottobre 1971), anche se è una ristampa e purtroppo non so identificarla (il sito ufficiale è organizzato in modo molto discutibile e non aiuta in alcun modo); “Obiettivo smeraldi” (n. 505, novembre 1986). Visto che la vicenda si svolge negli anni Ottanta e il fumetto è nella sua prima edizione, potrebbe essere una scelta meditata.

Sistemando casa del nuovo condomino (Luca Argentero), Anna (Ambra Angiolini) trova una cassa piena di libri gialli da sistemare su uno scaffale.

La scelta di usare romanzi provenienti da annate sparse non mi consente di riconoscere tutti i libri inquadrati, ad esclusione di quelli di cui si legge il titolo.

Come per esempio “La ruggine verde” (The Green Rust, 1919) di Edgar Wallace nell’edizione “I Classici del Giallo Mondadori” n. 232 (16 dicembre 1975), oggi disponibile in eBook Newton.

Dal fenomenale database UraniaMania prendo la trama d’epoca del libro:

«Nella Londra degli anni venti, all’indomani della Prima Guerra mondiale, un uomo trama nell’ombra per restituire alla sconfitta Germania, la grandezza perduta e per diventare lui stesso il dominatore del mondo. Si chiama Julius van Heerden, tutti lo credono un rispettabilissimo medico e non sospettano che dietro quella maschera di scienziato si nasconda il volto di un criminale. Van Heerden per raggiungere il suo scopo non esita nemmeno a uccidere, trascinando in una drammatica avventura una bellissima e coraggiosa ereditiera. Il medico è troppo sicuro di sé, e la polizia brancola nel buio alla ricerca di prove per incastrarlo e per sventare la minaccia che incombe sull’umanità.
Per celebrare il centenario della nascita di Edgar Wallace, I Classici del Giallo ripropongono questo romanzo che appartiene al filone avventuroso romantico della sua eclettica e vastissima produzione.»

Visto che il commissario delle indagini vorrebbe essere un po’ il Maigret della situazione, non stupisce che fra i libri troviamo diversi firmati da Georges Simenon, come per esempio “Uno scacco di Maigret” (Un échec de Maigret, 1956) nell’edizione “Il Girasole” Mondadori n. 109 (febbraio 1959)

Dal fenomenale database UraniaMania prendo la trama d’epoca del libro:

«In un momento di malumore è doppiamente duro per Maigret affrontare alcuni problemi ingarbugliati.
E passi per Mrs. Britt, l’asciutta figlia di Albione che inopinatamente sparisce nella Ville Lumière, ma Fumai, il capoccia dei macellai, l’uomo grossolano e senza scrupoli che tuttavia ha paura della propria ombra, finisce i suoi giorni impallinato: praticamente sotto gli occhi dell’esterrefatto commissario.
Soltanto la sua classe salva Maigret, che con straordinaria intuizione individua l’assassino. Ma che deve poi fare un commissario di polizia quando il pregiudicato gli scappa sotto il naso? Accettare lo scacco e attendere che il vento giri a suo favore.»

Poi si vede anche “Maigret e la spilungona” (Maigret et la grande perche, 1951) nell’edizione “Il Girasole” Mondadori n. 150 (agosto 1960).

Dal fenomenale database UraniaMania prendo la trama d’epoca del libro:

«Una vecchia conoscenza di Maigret Ernestine,una ex prostituta che anni prima aveva arrestato, lo mette sulle tracce di un omicidio a cui avrebbe assistito il marito,uno scassinatore, durante un tentativo di furto in una villetta alla periferia di Parigi. Omicidio però che nessuno ha denunciato.
L’indagine è difficile non solo per l’assenza del cadavere e delle prove (e dell’unico testimone divenuto uccel di bosco) ma perché M. ha a che fare con due memorabili personaggi, il dentista Guillame Serre e sua madre che,ognuno a suo modo, gli tengono testa. Il primo in particolare è della sua stessa corporatura, imperturbabile, ostile, abile nel difendersi e sembra lanciargli una sfida personale a cui certo il commissario non si sottrae.
Dopo aver un scavato nel passato dei due e raccolto qualche testimonianza non gli risulta difficile comprendere né il movente né la dinamica del delitto ma ancora gli mancano prove consistenti o la confessione del colpevole.
Sarà da uno dei suoi famosi interrogatori fiume, deciso con un qualche azzardo, che scaturiranno gli elementi che gli consentiranno di chiudere il caso. »

Più avanti nel film vediamo ben inquadrato “Maigret e il signor Charles” (Maigret et Monsieur Charles, 1972) di Georges Simenon nell’edizione Oscar Mondadori (settembre 1977), oggi disponibile per Adelphi.

Dal fenomenale database UraniaMania prendo la trama d’epoca del libro:

«Una strana donna vittima dell’alcool, un uomo importante sempre in cerca di evasioni sentimentali che all’improvviso scompare, sono i personaggi che danno vita a questa appassionata inchiesta del commissario Maigret. Di night in night, egli indaga per sapere chi ha visto il signor Charles vivo per l’ultima volta. Tutti gli interrogati parlano di lui con simpatia e ammirazione: era allegro cordiale e generoso. Chi dunque può aver desiderato la sua morte? La moglie è senza dubbio il personaggio più misterioso della storia e Maigret intuisce che la chiave di tutto è la solitudine e l’infelicità della donna. Da quanto tempo beveva e perché? Come mai tutti le erano ostili? Questi, e altri ancora, gli interrogativi che il commissario si pone per poter giungere alla soluzione della misteriosa scomparsa del signor Charles.»

L.

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3 commenti

Pubblicato da su aprile 20, 2020 in Books in Movies

 

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3 risposte a “[Books in Movies] Brave ragazze (2019)

  1. Celia

    aprile 20, 2020 at 12:24 pm

    Adoro.

    Piace a 1 persona

     
  2. zoppaz (antonio zoppetti)

    aprile 20, 2020 at 5:27 pm

    Michela Andreozzi era un’appassionata di scrittura creativa che scriveva delle cose molto interessanti, nei primi anni del 2000 (oltre a fare l’attrice). Aveva un blog su Splinder e ci avevo avuto a che fare perché mi occupavo proprio di giochi di scrittura in Rete e avevamo interagito. Non mi sorprende che sappia usare bene i libri nella sua trama.

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      aprile 20, 2020 at 5:38 pm

      E’ un gioco sottilissimo, i libri sembrano essere lì come semplice scenografia e probabilmente se non avessi il vizio di scattare ogni volta che inquadrano un libro in un film non me ne sarei accorto. Ma fra Diabolik e Maigret il gioco è chiaro 😉

      Piace a 1 persona

       

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