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[Books in Movies] Reinas (2005)

27 Gen

Ringrazio Celia del blog Le cose minime per avermi segnalato questa citazione libraria da “Reinas. Il matrimonio che mancava” (Reinas, 2005) di Manuel Gómez Pereira (in DVD Lucky Red 2014).

Il delizioso film spagnolo mostra un divertente intrecciarsi di storie d’amore “moderne”, con personaggi alla ricerca di un qualcosa di stabile al di là dei dettami della “famiglia tradizionale” ormai non più attuabili.

La vicenda si apre con Nuria (l’irrefrenabile madrilena Verónica Forqué) che in treno non ce la fa proprio a leggere “Memorias de Adriano” (Mémoires d’Hadrien, 1951) di Marguerite Yourcenar… senza lanciare sguardi ammiccanti all’uomo di fronte a lei, che la spoglia con gli occhi. La vicenda finirà nel bagno del treno: probabilmente Nuria non ha letto una sola parola del libro.

Stando al sito AbeBooks mi sembra che l’edizione sia quella Edhasa 2001, ristampata poi nel 2002 e 2004 con la stessa copertina.

Che belli i tempi in cui in treno si leggeva: ormai c’è esclusivamente gente che strilla come maiali sgozzati, o al cellulare o al compagno di viaggio…

Ringrazio Celia per la deliziosa segnalazione.

L.

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11 commenti

Pubblicato da su gennaio 27, 2020 in Books in Movies

 

11 risposte a “[Books in Movies] Reinas (2005)

  1. Celia

    gennaio 27, 2020 at 2:33 pm

    Il libro come paravento della concupiscenza 🙂

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  2. zoppaz (antonio zoppetti)

    gennaio 27, 2020 at 2:46 pm

    notavo anche io la quasi scomparsa dei libri sui treni in favore dei portatili (a parte gli urlatori telefonici)

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    • Lucius Etruscus

      gennaio 27, 2020 at 3:18 pm

      Magari ci fossero i portatili! Per 7 anni sono stato pendolare su più mezzi, e fra cartaceo e digitale ho letto a secchiate… ma sempre con le cuffie nelle orecchie e musica metal a tutto volume: solo così di poco riuscivo a sovrastare il 99,9% dei viaggiatori di Roma, che urlano a pieni polmoni per tutto il tempo e non leggono neanche il biglietto del treno. Ruberebbe tempo alle loro vuote chiacchiere 😀

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      • zoppaz (antonio zoppetti)

        gennaio 27, 2020 at 3:45 pm

        In effetti ho in mente i viaggi da Frecciarossa nella tratta Milano-Bologna che porta a Roma e Napoli… che mi capita di fare spesso ultimamente. Lì ne vedo tanto. Nel caso del pendolarismo i portatili non si vedono di certo! 🙂

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      • Lucius Etruscus

        gennaio 27, 2020 at 4:02 pm

        All’incirca nel 2008 uscì l’EEEPC, un portatilino leggero e minuscolo (credo avesse uno schermo da 7 pollici) che venne lanciato dalla TIM con le connessioni mobili da pendrive. Era perfetto per leggere libri digitali in treno, ma in pratica credo di essere stato l’unico viaggiatore italiano ad usarlo in quei treni-bestiame dei pendolari 😛

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      • Celia

        gennaio 27, 2020 at 7:59 pm

        Se penso che per anni ho cercato un notebook che fosse SOLO un notebook, come da nome (inglese, lo so), e dunque privo di connessione cd-rom programmi accessori e non cazzi e mazzi, senza trovarlo e anzi sentendomi apostrofare come fossi rimasta ferma al 1980…!

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      • Lucius Etruscus

        gennaio 27, 2020 at 8:13 pm

        I portatili erano e sono tutto tranne che “portatili”, invece quel computerino è stata davvero una gran bella invenzione, che ho sfruttato per anni malgrado non sia mai diventato “di moda”. Con l’avvento dello smartphone è diventato tutto così comodo, dalla lettura alla scrittura, che ho dovuto mandarlo in disuso…

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      • Celia

        gennaio 27, 2020 at 8:19 pm

        Pensa che io invece, pur comprendendo benissimo il sollievo dal peso del portatile, a navigare e peggio scrivere sullo smartphone non mi ci sono mai abituata.
        Ho sopportato al massimo di scrivere cose brevi su Facebook, impazzendo ogni volta che i commenti si allungavano, ma poi mi sono fermata. E l’avrei fatto anche se non avessi avuto ragioni economiche -.-

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      • Lucius Etruscus

        gennaio 27, 2020 at 9:44 pm

        Anch’io se posso preferisco sempre il PC: dall’età di 15 anni digito a dieci dita, quindi per me scrivere sulla tastiera di casa è mille volte più comodo e veloce che quella odiosa tastiera dello smartphone. Però essendo appunto pendolare mi tocca stare grandi parti della giornata fuori casa e quindi mi sono dovuto abituare.
        Appena però ho un accesso alla tastiera, uso quella 😛

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      • Celia

        gennaio 27, 2020 at 9:55 pm

        Eh. Ti sono vicina 😉
        (A dieci dita non ci arrivo, ma diciamo tra le quattro e le sei?).

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