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[Pseudobiblia] Pomi d’ottone… (1971)

07 Gen

Sono cresciuto nel quartiere di Roma chiamato Alberone la cui scuola elementare era la patriottica “Giuseppe Garibaldi”, con tanto di busto del Peppe nazionale all’entrata e corridoi pieni di dipinti con scene della vita del condottiero, compresa la celebre immagine di lui con Anita morente in braccio. Per questo è stato più divertente scrivere di Anita risorta in cerca di vendetta, ma questa è un’altra storia…
Vicino alla scuola c’era il cinema parrocchiale Don Orione, le cui locandine hanno accompagnato i miei cinque anni di elementari: più che dell’italico Peppino, mi interessavano le produzioni filmiche americane. Il prezzo del biglietto doveva essere basso, vista la quantità di film che i miei genitori mi hanno portato a vedere, e al mitico Orione devo la mia conoscenza dei grandi classici anni Ottanta… anche se stagliuzzati dalla censura vaticana!

Ancora all’epoca i cinema nostrani avevano l’usanza di ripescare successi del passato per riportarli in sala, per fortuna evitando la brutta abitudine d’un tempo di cambiare titolo, spacciando cioè vecchi film per nuove uscite. Così al Don Orione ho potuto vedere anche film molto più vecchi degli anni Ottanta, fra cui “Pomi d’ottone e manici di scopa” (Bedknobs and Broomsticks, 1971; DVD Disney 2004), tratto dal libro omonimo del 1957 della britannica Mary Norton che in realtà fonde due suoi romanzi brevi di un decennio precedenti.
I film di Walt Disney erano di grandissimo richiamo: ad esclusione dei “cartoni giapponesi” in TV (ma a volte anche al cinema), l’unica animazione esistente era quella Disney, perciò ogni sua uscita era una festa.

Non ricordavo antichi grimori nelle produzioni Disney

La7 ha trasmesso il film durante lo scorso Natale 2019 e per caso mi è capitato di vederne una scena… con uno pseudobiblion. Va be’ che erano almeno trent’anni che non rivedevo il film, ma proprio non ricordavo “libri falsi” e addirittura grimori nella produzione Disney!

Questo è un caso per la Signora in Giallo!

La 46enne Angela Lansbury, ancora molto lontana dai fasti della Signora in Giallo, interpreta l’arzilla signora Price che sta seguendo con molta passione un corso di magia per corrispondenza, tenuto dal molto poco affidabile Emelius (David Tomlinson).

Il corso di magia è riuscito quando il mago… viene trasformato in coniglio!

Scoperto che il sedicente mago ha in realtà preso gli incantesimi insegnati da un vecchio libro trovato su una bancarella, la donna vuole assolutamente quel libro: è alla ricerca di un incantesimo che possa far vincere la guerra all’Inghilterra, e servirebbe proprio una buona dose di «supercalimagiche extra motus». Che in realtà è un’invenzione italiana per l’originale Substitutiary locomotion, cioè una banalissima “locomozione sostitutiva”. Siamo in anni in cui Mary Poppins (1964) la fa da padrona e il suo Supercalifragilistichespiralidoso diventa pure un 45 giri di Rita Pavone!
Non mi stupisce che il doppiaggio italiano si sia preso una licenza e abbia citato Mary Poppins…

Manca una pagina! Chiamate Rita Pavone!

Trovato finalmente lo pseudobiblion del film, “Gli incantesimi di Astoroth” (The Spells of Astoroth), la signora Price scopre con orrore che è incompleto! C’è solo metà del libro, e manca proprio la formula che la donna sta cercando. Dove mai si potrà trovare la seconda metà del libro? Ovvio, nelle stesse bancarelle dove Emelius ha comprato la prima: a Portobello Road.

Uno pseudobiblion targato Walt Disney

Ad illustrazioni siamo però un po’ scarsini…

Giunti finalmente ad una polverosa bancarella di libri ammuffiti, un vecchio venditore incravattato inizia a sciorinare titoli senza dare ascolto alle richieste della nostra Price, e il doppiaggio italiano gli dà giù di brutto in quanto a licenza poetica.

Venghino, siòri, che abbiamo libri falsi a prezzo stracciato!

L’originale «Burke’s Peerage the bride book», pubblicazione in cui si può studiare l’albero genealogico delle nobili dinastie britanniche, in italiano diventa «L’Almanacco di Gotha», che parla sempre di genealogie ma delle dinastie d’Europa.

L’originale «The fishmonger’s guide book», cioè la “guida del pescivendolo”, in italiano diventa «La pesca alla trota», per rispettare la rima con “Gotha”.

L’originale «A Victorian novel, “The Unwanted Son”», un romanzo vittoriano dal titolo “Il figlio indesiderato”, in italiano diventa «Carolina Invernizio, “Son schiavo di te”», e così aumenta la dose di “libri falsi”, visto che la scrittrice di Voghera non sembra aver mai pubblicato un romanzo con quel titolo.

L’originale: «“The history of potting”, “The yearbook of yachting”, “The leather-bound life of Attila, the Hun”», sequenza di titoli farlocchi – con una meravigliosa “vita” di Attila rilegata in pelle, probabilmente quella di nemici uccisi! – che in italiano diventa: «“La donna e l’amore”, “La vela e il motore”, “La vita e gli amor del signor di Condé”», che così fa rima con “di te”.

Tutto bello, ma il libro cercato proprio non si trova

Ecco il riassunto dei titoli, con rima AABCCB:

“Burke’s Peerage the bride book”
“The fishmonger’s guide book”
A Victorian novel “The Unwanted Son”
“The history of potting”
“The yearbook of yachting”
“The leather-bound life of Attila, the Hun”
“L’Almanacco di Gotha”
“La pesca alla trota”
Carolina Invernizio, “Son schiavo di te”
“La donna e l’amore”
“La vela e il motore”
“La vita e gli amor del signor di Condé”

Finalmente le due metà del libro sono riunite

Com’è ormai più che evidente, gli pseudobiblia sono ovunque e ogni opera può presentarne: è un gioco che dura da cinquecento anni e non accenna a smettere: buon anno a tutti e tanti “libri falsi” anche nel 2020!

Un’attrice destinata ad essere legata ai libri, soprattutto quelli gialli

L.

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8 commenti

Pubblicato da su gennaio 7, 2020 in Pseudobiblia

 

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8 risposte a “[Pseudobiblia] Pomi d’ottone… (1971)

  1. Claudio Capriolo

    gennaio 7, 2020 at 9:53 am

    Se però consideriamo i film disneyani interamente realizzati a disegni animati, un libro di magia è già in Biancaneve: Grimilde vi trova l’incantesimo della mela e anche quello per trasformarsi in vecchia e bruttissima venditrice ambulante.

    Veramente deliziosa l’idea di diventare orribile per poter tornare a essere la più bella 🙂
    Buon anno!

    Piace a 3 people

     
    • Lucius Etruscus

      gennaio 7, 2020 at 10:11 am

      Ah, questo sì che è un regalo di anno nuovo ^^ Ti ringrazio, e ora che ci penso c’era pure Merlino che sicuramente avrà usato qualche grimorio: scatta uno studio sugli pseudobiblia disneyiani ^^

      Piace a 2 people

       
  2. Conte Gracula

    gennaio 7, 2020 at 10:38 am

    Se ti può interessare, sempre in ambito Disney, la serie Gargoyles aveva il Grimorium Arcanorum, con quel tocco di latino falso che non può mancare.
    Metti che un giorno ti vada di indagare.

    Sui pomi d’ottone: una volta, alla Feltrinelli, sono inciampato su un libro di Pomi d’ottone etc., ma non ho avuto la prontezza di acquistarlo e ora sono un po’ curioso, dato che il film mi piacque molto, da bambino.

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      gennaio 7, 2020 at 10:54 am

      Il sentore è che ci siano più libri inesistenti che esistenti! 😀
      Grazie della dritta, magari ci esce fuori uno speciale sulla Disney 😉

      Piace a 1 persona

       
  3. zoppaz (antonio zoppetti)

    gennaio 7, 2020 at 2:00 pm

    Ho dei ricordi molto nitidi di questo film, da bambino mi aveva impressionato questo mescolare i cartoni con il film… culminato più tardi nella perfetta integrazione di Roger Rabbit tecnicamente molto più avanzata! Un saluto e buon anno! 🙂

    Piace a 2 people

     
  4. Kukuviza

    gennaio 10, 2020 at 12:47 am

    La peppa quanti pseudo! Alcune traduzione veramente poco calzanti. Ma perché volevano fare le rime? In originale mica ci sono.
    Senti, la tua scuola veramente pittoresca in tutti i sensi con tutte quelle scene peppiniane!

    Piace a 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      gennaio 10, 2020 at 6:54 am

      Forse la scuola voleva forgiare le nostre giovani menti con i sani valori della patria, ma in cinque anni di elementari a quei dipinti non ci si faceva più caso già dal secondo giorno! E il busto di Peppe era triste a vedersi all’andata, perché voleva dire che ti toccava entrare a scuola, e bello al ritorno, perché finalmente stavi uscendo 😀

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