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[Pseudobiblia] Due weekend sulla neve

04 Nov

Continua il mio viaggio nei filmetti romantici che arrivano in esclusiva televisiva – saltando cioè la distribuzione home video – con argomento “libri falsi e ammmòre“. Non capirò mai perché da anni il genere romance, sia librario che filmico, punti tantissimo su libri, librerie e biblioteche quando nessuno di questi elementi ha il minimo valore nella trama, ma tant’è.

Stavolta parlo di un dittico di film della Hallmark, celebre casa dedicata all’ammmòre, presentati in esclusiva italiana da TV8 il 25 e 28 ottobre scorsi, e visti approfittando di una febbre che mi ha costretto a casa. Lo so, l’accoppiata “febbre + filmetto romance” può essere letale, ma ho voluto provare anche questo mix potente.

Con “Un weekend sulla neve” (One Winter Weekend, 2018) di Gary Yates conosciamo i personaggi che, come si può vedere dalla locandina, sono un vero e proprio manuale della banalità politicamente corretta. Essendo un film di genere romance, obbligatoriamente la protagonista è una donna e tutto si svolge dal suo punto di vista; co-protagonista è ovviamente la sua migliore amica, ma mica quelle serpi che poi ti fregano l’uomo, no no, proprio la best friend forever; trattandosi di una storia d’ammmòre c’è l’uomo di turno, ovviamente ricco sfondato, e il suo relativo amico, ovviamente chirurgo. Entrambi hanno a cuore i bambini poveri, per cui organizzano eventi di beneficenza, e il ricco è bianco e il dottore è nero. Toh, come bianche e nere sono le due protagoniste: chissà mai chi si metterà con chi…

Amore in libreria, successo assicurato

Una vacanza sulla neve, un errore di prenotazione che porta i quattro protagonisti a condividere la stessa suite, ah sento potenti dosi di ammmòre che mi schiacciano a terra.

La particolarità della storia è che la protagonista Cara Reneau (Taylor Cole) scrive per una rivistina femminile di discreto successo ma parecchio modaiola e pettegola, e la donna vorrebbe invece essere ammessa al corso di scrittura creativa di Berkley per diventare romanziera. Toh, a cinque minuti dall’inizio del film è ammessa a Berkley, e toh, nel cassetto aveva già stampata una bozza del suo romanzo: portiamola in vacanza e lasciamola sul tavolo, così il bel ricco sfondato può leggerla e far scatenare altre valanghe di ammmòre.
Ben (Jack Turner) infatti di giorno è un ricco imprenditore di un’azienda che produce snowboard ma la sua vera passione è la lettura e infetti Cara lo coglie sul fatto con un romanzo di Agatha Christie. Ah, quanta originalità nella scelta dell’autrice. E quale fra i milioni di titoli da lei scritti sarà scelto? Che domande…

Agatha Christie in montagna rende molto di più

Ora nasce un bel problema. Siamo negli Stati Uniti, quindi il romanzo in questione si intitola And Then There Were None (1939), perché l’edizione britannica (“Dieci piccoli negri”) credo avrebbe provocato qualche problemino. Visto che in Italia il romanzo è uscito nel 1946 con due titoli – “… E poi non rimase nessuno” (Mondadori 1946) e “Dieci piccoli Indiani” (Mondadori 1946), unificati nel 1977 dal titolo cumulativo “Dieci piccoli indiani. E poi non rimase nessuno” – i doppiatori devono fare una scelta, e (giustamente, per me) optano per il titolo più famoso, così la doppiatrice di Cara dice «Ah, Dieci piccoli indiani».
La pensa diversamente il traduttore del secondo film, dove lo stesso libro sbuca fuori e cosa recita la scritta? “E non rimase nessuno“… con un “poi” in meno…

Perché tradurre letteralmente un romanzo edito in Italia con altro titolo?

Il romanzo di Cara non ha alcun peso nel primo film, tutto focalizzato su secchiate di ammmòre che volano da tutti i pizzi, con il riccone che si sta innamorando di lei ma ha paura che in quanto scrittrice scandalistica lo voglia solo rovinare, e tutto quanto è facilmente immaginabile. Visto che secondo il romance il miglior gesto d’amore che un uomo possa fare ad una donna è spingerla a cambiare vita, ecco che la storia si chiude con Cara che decide di mollare la rivistina volgarotta e andare a fare quel famoso corso di Berkley.

Passa un anno e per motivi ignoti – davvero il film ha avuto tutto questo successo? – l’intero cast tecnico-artistico viene richiamato nella stessa location a girare “Un weekend sulla neve 2” (One Winter Proposal, 2019). Stavolta Cara non è più un’aspirante scrittrice ma ha un libro in uscita.

Due film, un solo “libro falso”

C’è un aspetto molto curioso riguardo lo pseudobiblionLa ragazza che sapeva troppo” (The Girl Who Knew Too Much): dalla copertina sembra un libro pubblicato, invece… è solo una bozza!

Che carino, pare un libro vero

La trama infatti prevede che durante la vacanza negli stessi luoghi del primo film la donna cerchi di capire se il finale sia giusto. Malgrado si tratti di un romanzo giallo, infatti, la coppia di detective sembra ricalcare lei e il suo fidanzato Ben ma… alla fine del libro i due si separano. Che sia un segnale? Questa è l’ombra nera che anima la storia e fa angustiare il povero Ben. E anche una critica, che così “stronca” il romanzo nella recensione sulla sua rivista:

«Il romanzo di Cara Reneau è uno dei gialli esordienti decisamente più promettenti nell’ultimo periodo, il che rende i suoi passi falsi ancora più contraddittori. Scrittura molto tesa, dove imperversano sotterfugi e rivelazioni, ma è il suo cuore a renderlo davvero accattivante. È la storia di come a volte per risolvere un mistero bisogna smettere di cercare e lasciarsi travolgere. […] La Reneau non fa alcun passo falso, fino a quando nel capitolo finale i due detective inaspettatamente si separano: un romanzo che celebra il potere del cuore di superare ogni paura, ma che si dimentica della sua stessa lezione nel finale.»

Ora, è davvero difficile da accettare che un critico recensisca un romanzo che ancora non è stato pubblicato, cioè una semplice bozza, eppure è quello che vuole farci credere il film: Cara infatti capisce che i due personaggi devono mettersi insieme, chiama l’editore e cambia il finale. Questo prevedeva la trama e così hanno un po’ forzato la mano alla realtà editoriale.

Intanto però Ben non ha un difetto né un’ombra, è il classico uomo bidimensionale tipico dei romance. È di grande supporto a Cara e per farle capire che una critica negativa non vuol dire nulla tira fuori celebri romanzi che all’epoca della loro uscita sono stati stroncati. Dimenticandosi di dire che forse fra Moby Dick e il romanzetto giallo di Cara c’è una piccolissima differenza… Ma va be’, è accecato dall’ammmòre.

Fitzgerald? Un principiante…

Kerouac? A Cara gli spiccia casa!

È lodevole l’intento di raccontare la storia d’amore di due amanti della lettura, ma c’è sempre lo stesso problema: lo spettatore medio non sa una mazza di libri. Anche quelli che adorano il romance pieno di libri e librai, probabilmente non hanno mai letto un libro che non fosse un romanzetto rosa. (O almeno è questo che sembrano pensare gli autori di queste storie). Però ne hanno sentito parlare…

L’ammmòre in libreria piace, soprattutto a chi non legge altro che romanzi rosa

E così il film è costretto a citare gli autori più famosi del mondo, per essere sicuro di farsi capire dallo spettatore. La Christie, prima, e Arthur Conan Doyle dopo.

E vai con il secondo autore più famoso al mondo, dopo la Christie

Solamente un attacco di febbre poteva convincermi a vedermi in rapida sequenza due filmetti romance della Hallmark, e do la colpa al malanno il fatto… che alla fine mi sono anche piaciuti! Si tratta di un onesto prodottino di genere, dove avviene solo l’ovvio nell’esatto momento in cui deve avvenire, dove i personaggi sono posticci e bidimensionali, dove tutto è ammmòre e felicità… E forse questa sua onestà alla fine funziona, e mi ritrovo a sperare che anche l’anno prossimo i personaggi tornino a passare un weekend sulla neve! Nel caso, chiamatemi…

Attenti al romance: è contagioso!

Chiudo lasciando traccia del doppiaggio del film, uscito esclusivamente in TV.

Personaggio Attore Doppiatore
Cara Taylor Cole Perla Liberatori (primo film)
Eleonora Reti (secondo film)
Megan Rukiya Bernard Selvaggia Quattrini (primo film)
Roberta De Roberto (secondo film)
Ben Jack Turner Federico Di Pofi (primo film)
Davide Albano (secondo film)
Sean Dewshane Williams Gabriele Vender (primo film)
Gianluca Cortesi (secondo film)

Edizione italiana: CD Cine Dubbing.
Dialoghi italiani: Luca Giacomozzi (primo film) Gaia Molinari (secondo film).
Direzione del doppiaggio: Francesco Testa (primo film) Luca Giacomozzi (secondo film).
Assistente al doppiaggio: Camilla Barbanera (primo film) Roberta Russo (secondo film).
Fonico di doppiaggio: Stefano Vadalà.
Mixage: Paolo Castellani (primo film) Mauro Lopez (secondo film).

L.

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12 commenti

Pubblicato da su novembre 4, 2019 in Pseudobiblia

 

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12 risposte a “[Pseudobiblia] Due weekend sulla neve

  1. zoppaz (antonio zoppetti)

    novembre 4, 2019 at 11:23 am

    In effetti è già difficile che un critico si esprima anche dopo la pubblicazione di un romanzo… però è bellissimo che avvenga prima, così giustamente si può riscriverlo come vorrebbe lui in modo che la critica definitiva sia postiva. Geniale.

    Piace a 2 people

     
    • Lucius Etruscus

      novembre 4, 2019 at 11:32 am

      Ahahha non ci avevo pensato! Potrebbe essere la nuova frontiera dell’editoria: come si fanno proiezioni di prova dei grandi film per eventualmente sistemare le parti che non piacciono, così si potrebbero organizzare letture di prova in cui i critici segnalano tutto ciò che c’è da cambiare 😉

      Piace a 2 people

       
  2. Celia

    novembre 4, 2019 at 6:46 pm

    Dumas, Fitzgerald… okay ci siamo… ah! Huxley! … questo sì che starebbe bene di fianco agli Harmony 😉

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    • Lucius Etruscus

      novembre 4, 2019 at 6:59 pm

      Ha citato anche Moby Dick, di sfuggita 😉

      Piace a 1 persona

       
      • Celia

        novembre 4, 2019 at 7:02 pm

        Ho letto, ho letto! 😄
        Ce lo vedo proprio, il chirurgo, intento ad appassionarsi al racconto dell’anatomia delle balene, anzi dei capodogli… e la tipa adorante che ne contempla la fronte aggrottata… 😏

        (Chiedo venia per il doppio pingback dal mio ultimo post. L’avevo pubblicato giorni fa per sbaglio).

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      • Lucius Etruscus

        novembre 4, 2019 at 7:57 pm

        Nessun pingback è mai di troppo, è sempre tutto ben accetto 😛

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      • Celia

        novembre 4, 2019 at 7:59 pm

        Ahah, occhéi 😉

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  3. Federica

    novembre 6, 2019 at 1:50 pm

    Ah, ma sai che adesso mi hai fatto venire voglia di vedermeli? Ma mi pare di capire che la condizione necessaria perché possa godermeli appieno sia una fortissima febbre, perciò aspetterò 😛

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    • Lucius Etruscus

      novembre 6, 2019 at 6:49 pm

      Se sei ben disposta, penso che anche senza febbre vadano bene 😛
      Comunque tranquila, già da ieri Paramount per festeggiare “50 giorni a Natale” ha dato il via alla valanga di filmetti televisivi natalizi che inonderà i nostri palinsesti fino a gennaio inoltrato. Avrai solo l’imbarazzo della scelta ^_^

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      • Celia

        novembre 6, 2019 at 11:26 pm

        E come potevano essere da meno dei supermercati con i loro panettoni ante-Halloween? 😏

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  4. Kukuviza

    novembre 7, 2019 at 9:00 pm

    Oserei dire che sei stato eroico. Due film! Quelli della hallmark dovrebbero prevedere una coccarda per chi ce la fa.
    Mi piacerebbe sapere se lo sceneggiatore è uomo o donna.

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    • Lucius Etruscus

      novembre 8, 2019 at 7:09 am

      La par condicio è stata rispettata: il primo film è sceneggiato da una donna, il secondo da un uomo. Mentre il romance a romanzi vede il 99% di autrici femminili – e in Italia vige la ferrea legge che anche la traduttrice dev’essere donna – in video credo non ci sia molta differenza di genere, data poi la grande ripetizione di personaggi e situazioni 😛

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