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[45 giri] Soldato Blu (1971)

22 Ott

La mia collega Ivana, sapendo la mia patologica passione per collezionare ogni tipo di roba gratuita si trovi in giro (quindi più un “accumulatore seriale” che un collezionista!), si è presentata un giorno con una busta piena di copertine di vecchi 45 giri: i vinili sono andati persi, sono rimaste solo le copertine. Tutto materiale privo di valore, quindi, ma irresistibile: perché non presentare qualche chicca anche qui? Sarà come fare insieme una visita in un mercatino dell’usato…

Quanti ricordi legati a questa locandina. Da ragazzino la trovai su una rivista e mi rimase sempre la curiosità di vedere questo film: davvero ci sarebbe stata una scena con l’indiana legata nuda?

Non credo sia stato molto replicato, negli anni Ottanta, perché finalmente ho potuto vedere “Soldato Blu” (Soldier Blu, 1970) solamente quando è uscito in VHS allegato al quotidiano “l’Unità”, rimanendone particolarmente deluso. Mi era sempre stato detto che era un film noto per la crudezza delle scene («Il film più violento della storia», gridava un manifesto d’epoca), che denunciava il massacro degli indiani da parte dei “soldati blu”, appunto, ma boh… Dopo averlo visto – e immediatamente dimenticato – ho riciclato la cassetta registrandoci sopra…

Però quella locandina mi è sempre rimasta impressa, evidentemente molto più del film.

Il brano Until It’s Time For You to Go è cantato dall’indiana canadese Buffy Sainte-Marie, con una voce stridula che davvero non riesco a sopportare.

L.

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24 commenti

Pubblicato da su ottobre 22, 2019 in Uncategorized

 

Tag:

24 risposte a “[45 giri] Soldato Blu (1971)

  1. Evit

    ottobre 22, 2019 at 7:20 am

    Difficile battere la canzone “The Circle Game” di Buffy Sainte-Marie, però lo stile è quello, canzoni hippy per film impegnati.
    Questo film mai sentito!

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    • Lucius Etruscus

      ottobre 22, 2019 at 8:11 am

      Non so se sia colpa della sua fantomatica “violenza”, ma credo che i suoi passaggi televisivi siano straordinariamente pochi.
      Non l’ho più rivisto da quei primi anni Novanta, ma onestamente non lo cerco nemmeno 😛

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      • Evit

        ottobre 22, 2019 at 8:13 am

        Me lo posso immaginare 😂😂
        Gli slogan per vendere i film meriterebbero un blog a sé

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  2. Cassidy

    ottobre 22, 2019 at 9:19 am

    Qualche passaggio deve esserci stato nella seconda metà degli anni ’80, sulla Rai di sicuro, perché avevo la mia fidata vhs registrata dalla tv (storia vera) non so dirti se ai tempi venne sforbiciato, dovrei rivederlo, ormai è parecchio che non lo faccio, da bambino penso di averlo visto e rivisto spesso. Ero in fissa con gli Indiani e questo film dalla loro parte mi piaceva molto, anche più della sua qualità generale, la locandina resta falsa pubblicità, il massimo dell’esplicito il film se lo giocava con Candice Bergen, selvaggia allergica alla biancheria intima 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus

      ottobre 22, 2019 at 9:32 am

      Quindi tutta ‘sta violenza promessa? Fanno sperare, e poi…? 😀

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      • Cassidy

        ottobre 22, 2019 at 11:06 am

        Alcune scene forti alla fine ci sono anche, era un film fatto per denunciare (il Vietnam soprattutto) quindi ha fatto presa sul pubblico di riferimento e si è creato una bella fama. Poi io lo guardavo da bambini, quindi sono un caso parecchio strambo, a questo punto dovrò rivederlo per fare il confronto con i miei ricordi di allora 😉 Cheers

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      • Lucius Etruscus

        ottobre 22, 2019 at 11:23 am

        Non pensavo a questo film da trent’anni, ma a forza di parlarne sta venendo voglia anche a me di rivederlo 😛

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  3. Kukuviza

    ottobre 22, 2019 at 9:46 am

    Non ho mai visto il film ma la locandina me la ricordo bene e ho sempre pensato che fosse un po’ troppo ammiccante per il tema che tratta.
    La canzone la sento ora e non riesco a capire se musicalmente è adatta per il film, questo sound hippy mi fuorvia.

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    • Lucius Etruscus

      ottobre 22, 2019 at 11:16 am

      Probabilmente la musica era in sintonia con l’atmosfera “contraria al sistema” del film: non lo ricordo, ma sono abbastanza sicuro fosse uno dei primi a favore degli indiani. Lo stile musicale non mi piace, ma questo è un gusto personale.

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  4. zoon

    ottobre 22, 2019 at 9:56 am

    hm… concordo su tutta la linea, anche se il film non l’ho visto ma ne ricordo anche io le locandino alla stazione termini…la voce è davvero intollerabile, sì

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  5. Claudio Capriolo

    ottobre 22, 2019 at 12:55 pm

    Violento lo è davvero, almeno se consideri gli standard dell’epoca: non si erano ancora viste scene che mostrano in primo piano pallottole che straziano carni spruzzando sange tutt’intorno, decapitazioni a colpi di sciabola, stupri e evirazioni. Mi sa che hai visto una versione edulcorata, con il taglio dei momenti più raccapriccianti.

    Per il resto c’è da dire che ogni tanto Hollywood produceva un qualche western che veniva spacciato per “il primo film dalla parte dei pellirosse”. Di quello stesso 1970 è Piccolo grande uomo, con un Richard Mulligan bravissimo nel fare di Custer un borioso pazzoide assetato di sangue indiano.
    Soldato blu riprende il tema di Sentieri selvaggi mettendo al posto del razzista e violento John Wayne uno sconcertato Peter Strauss: il carattere “forte” in questo film non è il solito americano adeguatamente provvisto di self reliance e garra sufficiente a vincere le avversità lottando contro tutto e tutti, bensì quello di una donna che la vita e le contrarietà hanno reso tosta e sicura di sé senza toglierle la capacità di amare e di capire che cosa è giusto e che cosa no. Anche in questo il film non rappresenta forse un’assoluta novità, ma l’interpretazione di Candice Bergen resta nella memoria.
    Strauss recita piangendo per i compagni uccisi alcuni versi di Tennyson, Bergen commenta “Merda secca!”: questo uno dei più vividi ricordi di un film visto a metà anni ’70 ( il cineforum che frequentavo l’aveva rispolverato per celebrare la fine della guerra in Vietnam) e mai più rivisto.

    La locandina, non c’è dubbio, è pubblicità ingannevole 🙂

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    • Lucius Etruscus

      ottobre 22, 2019 at 1:45 pm

      Scene come le descrivi me le sarei ricordate, quindi credo che girasse in home video una versione edulcorata. Per curiosità ora vorrei rivederlo “in originale”.

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      • Claudio Capriolo

        ottobre 22, 2019 at 5:40 pm

        Nella scena del massacro si vedono fra l’altro piccoli pellirosse fatti letteralmente a pezzi dai militari: per realizzare le riprese furono portati sul set alcuni bambini che avevano subito l’amputazione degli arti, con protesi che vennero strappate via al momento opportuno per simulare l’effetto dei colpi di sciabola. Altra scena impressionante è quella in cui una squaw subisce violenza sessuale e subito dopo le vengono tagliate via le mammelle con un coltello. Pare che lo stesso regista abbia alla fine deciso di sopprimere parte del girato per evitare di stomacare gli spettatori.
        Comunque sia, il film ebbe un impatto notevole sul pubblico statunitense: il vero obiettivo di Nelson era sensibilizzare l’opinione pubblica americana nei confronti della guerra del Vietnam, e il suo film centrò il bersaglio.

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      • Lucius Etruscus

        ottobre 22, 2019 at 5:58 pm

        Ma pensa te… Mi sa che con “l’Unità” allegarono una versione moooooooolto censurata.

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      • Claudio Capriolo

        ottobre 22, 2019 at 6:45 pm

        Penso anch’io.

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      • Giuseppe

        ottobre 24, 2019 at 3:38 am

        E, infatti, il non ricordarsi affatto di quelle scene in genere sta ad indicare una cosa sola: la mancata visione della versione integrale, che purtroppo all’epoca L’Unità NON deve aver pensato bene di offrire ai propri videocollezionisti (compresi quelli che Soldato Blu lo conoscevano già bene e, soprattutto, senza tagli di sorta)…

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      • Lucius Etruscus

        ottobre 24, 2019 at 8:20 am

        La mia memoria non è fonte affidabile, ma se nel 1991 o giù di lì avessi visto scene così violente me ne sarei ricordato eccome! Ancora ho impressi negli occhi i fotogrammi di pura macelleria de “Il giorno degli zombi”, che vidi all’incirca nello stesso periodo sulla Rai, quindi diciamo che ero “affamato di sangue” e scene potenti. Per lasciarmi totalmente indifferente, immagino dunque che quella copia avesse lasciato intatta solo la storiella d’amore…

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    • Conte Gracula

      ottobre 23, 2019 at 7:50 pm

      Da come lo descrivi, ho dei flash: forse l’ho visto da bambino, in pieno pomeriggio e senza censure – perché se hanno lasciato ciò che ho visto, non oso immaginare cosa potrebbero aver tagliato.
      C’era una donna incattivita dalla vita, con una blanda romance litigarella con un soldato… e una mattanza feroce di nativi, girata non per essere un’esaltante scena d’azione, ma per sbatterti in faccia che la violenza è merda, senza troppa retorica di contorno.

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  6. redbavon

    ottobre 22, 2019 at 10:08 pm

    Il film è stato il primo che abbia mai visto dal punto di vista dei nativi d’America. All’epoca il western che passava in TV era sul modello John Wayne per intenderci.
    Puoi comprendere il contrasto tra la “favoletta” dei bianchi sempre buoni e i nativi dalla parte dei “selvaggi” (lo chiamavano proprio così).
    Avendo giocato con i soldatini era mia abitudine fare massacrare cow-boy e il 7 Cavalleria da orde soverchianti di tutte le tribù native e anche da mandrie di bisonti. Vedere questo film è stata perciò una gran bella soddisfazione, a prescindere dagli slogan pubblicitari e dagli obiettivi del regista. Finalmente qualcuno che raccontava la storia vera.

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    • Lucius Etruscus

      ottobre 22, 2019 at 10:17 pm

      Non ricordo il primo western “dalla parte degli indiani” che ho visto, ma sono cresciuto negli anni Ottanta quindi credo fosse ormai quella la tendenza. Anzi, ricordo perfettamente mio padre che sbuffava: lui voleva gli indiani cattivi come li vedeva in TV da giovane! 😀
      Quando poi ho iniziato a leggere Tex che te lo dico a fare: gli indiani tutti santi subito! Mi sa che solo da adulto sono riuscito a ripescare vecchi film con gli indiani cattivi…

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      • redbavon

        ottobre 22, 2019 at 10:18 pm

        Sarà infatti anche l’influenza dei tanti fumetti che leggevo fin da bimbo a farmi incuriosire alla vera storia.

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  7. Bertow

    ottobre 24, 2019 at 6:28 pm

    Anch’io sono stato molto deluso dal fiml. Il primo uester dalla parte degli indiani… mah, non ho capito se era solo una mossa pubblicitaria o se fosse dirompente solo in quel preciso momento negli stati uniti, quando ancora pensavano che il uest fosse rappresentato dal rude, ma buono Gion Uein

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